Associazione Vittime della caccia

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Associazione Vittime della Caccia

DOSSIER VITTIME CACCIA-2018-2019

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ASSOCIAZIONE VITTIME DELLA CACCIA

STAGIONE VENATORIA 2018-2019

DOSSIER VITTIME DELLA CACCIA

1 settembre 2018 -31 gennaio 2019

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A cura di Daniela Casprini

Dodicesimo Dossier dell'Associazione Vittime della caccia. Perseveriamo nel fare informazione sui danni che l'attività venatoria produce in termini di dolore e sopraffazione ai danni degli animali, degli habitat e delle persone umane. Di seguito, le varie sezioni del nuovo Dossier Vittime della caccia 2018-2019. Buona lettura...

- I DATI  delle vittime-  ETA' dei responsabili - REGIONI - COMPARAZIONI

- BOLLETTINO DELLA GUERRA N.5 - VITTIME UMANE - sintesi

- MINORI E CACCIA

- ANIMALI - DOMESTICI/SELVATICI

- CRONOLOGIA FATTI E MISFATTI

- TRAGEDIE SFIORATE

- SISTEMA CACCIA: Il re è nudo

- OPTA

Il Dossier è in fase di definitiva revisione, potrebbero però esserci piccole variazione nei testi o correzioni per errori di battitura.

I DATI NON SUBISCONO MODIFICHE, salvo casi eccezionali sinora sconosciuti.

Allo stato attuale, il Dossier è aggiornato al 31 gennaio 2019. Grazie

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QUANTI GIORNI HANNO AVUTO I CACCIATORI A DISPOSIZIONE

durante questa stagione venatoria?

Premesso che ben sedici regioni su venti hanno concesso le pre-aperture ad alcune specie: Basilicata, Sicilia, Marche, Piemonte, Lazio, Puglia, Molise, Friuli, Campania, Emilia Romagna, Toscana, Trentino, Veneto, Calabria, Umbria e Lombardia (solo Brescia). Precisato che alcune regioni hanno adottato anche i posticipi di chiusura, portando al 10 febbraio il giorno ultimo della stagione, ma dovendo circoscrivere l'arco di tempo di osservazione, ci riferiamo alla canonica stagione venatoria (che inizia sempre la 3° domenica di settembre per terminare l'ultimo giorno di gennaio) con le preaperture al 1 settembre.

Dal 1 settembre al 31 gennaio 2019, sono complessivamente 5 mesi: considerando che ogni cacciatore ha a disposizione 3 giorni a settimana su 5, sono stati 110 i giorni a disposizione (5 gg a settimana) in questa stagione e 73 i giorni ufficialmente scelti (3 gg a settimana - martedì e venerdì esclusi, silenzio venatorio). Questi dati sono utili per valutare la media di quante vittime si sono verificate in ambito venatorio, nell'arco della stagione conclusa.

Pertanto, questa stagione venatoria 2018/2019 contava di 110 giornate disponibili (5 su 7), e 73 fruibili effettivamente da ogni cacciatore (3 su 5).

IL DATO VITTIME IN AMBITO VENATORIO PERTANTO è DA VALUTARE CONSIDERANDO QUESTI TEMPI.

 

- COMUNICATO STAMPA avc - 31.01.2019 : Stanati i cacciatori della cabina di regia. "Finalmente producono qualcosa: i loro dati sulle vittime, morti e feriti, causati dalle doppiette che rappresantano".

- 2° COMUNICATO STAMPA AVC - 01.01.2019: IN PREPARAZIONE

- AVC - DOSSIER VITTIME DELLA CACCIA©2018-2019 -


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DOSSIER VITTIME CACCIA-2018-2019-SISTEMA CACCIA

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ASSOCIAZIONE VITTIME DELLA CACCIA -

DOSSIER VITTIME DELLA CACCIA

STAGIONE VENATORIA 2018-2019

- SISTEMA CACCIA -

 

Proprio la recente sentenza della Corte Costituizionale depositata il 17 gennaio scorso ha sancito che la caccia non ha alcun valore ambientale.

Ecco che il re (lobby venatoria) è nudo. C'è da chiedersi  allora su quali contesti il sistema caccia tiene, visto che la storia del cacciatore figura essenziale per regolare gli equilibri di specie, per noi è sempre stata una panzana... un palese falso.

Al contrario, ed è innegabile, la caccia nel nostro paese ha prodotto danni incalcolabili agli ecosistemi: depauperamente della faunana selvatica e inquinamento ambientale su tutti.

Il sistema caccia si autoalimenta anche sulla falsa tesi che gli abbattimenti di contenimento, nel caso ad esempio dei cinghiali, siano uno strumento efficace per il controllo della specie.

Una bugia tira l'altra: non solo gli abbattimenti si sono rivelati fallimentari, ma hanno altresì impedito l'adozione di misure alternative e incruente previste dalla stessa legge 157/92. E poi la stortura, quella sì, operata ad arte dal mondo venatorio: ripopolare, reintrodurre, cinghiali e non solo, in un circuito che si autoalimenta e che legittima ulteriori abbattimenti, con la scusa dei danni e dei pericoli.

Ecco il sistema caccia si regge su presupposti antiscientici dal punto di vista etologico e ambientale, per gestire con la compiacenza delle isitituzioni locali il territorio, lucrare e monetizzare ad esempio il commercio di carni (di ungulati e non solo, che ricordiamolo sono patrimonio indisponibile dello Stato, ovvero di tutti noi).

Politiche di contenimento di altre specie ritenute dannose, nutrie, volpi e non solo, trovano sempre enti locali ben disposti ai piani di abbattimento, avvalendosi dell'intervento degli ATC, eludendo preventiva mente il ricorso a interventi alternativi e rispettosi della vita così come previsto dalla 157/92. Ma soprattutto, la gestione attuale delle specie considerate in esubero, si fonda sull'ammazza tutti: uccidere prede e predatori. Gli equilibri naturali tra le specie carnivore e le loro naturali prede è completamente alterato dal cacciatore che si sostituisce così ad ogni altro competitor.

Eliminare le volpi è per i cacciatori una priorità visto che questo predatore naturale toglie loro selvaggina: unpredatore  che la loro insana furia sparatoria non può tollerare. Continuare a dare a questa lobby la gestione del territorio e degli animali è semplicemente delittuoso: che la politica smonti finalmente il sistema caccia, non offrendo più nessun alibi e nessuna sponda (per un pugno di voti...) a chi uccide e distrugge la natura.

Quanto riportato nello specifico focus, estrapolato dalle rassegne stampa quotidiane rende benissimo l'idea di come il sistema caccia opera, si regge e si autoalimenta.

Inoltre, a questo Sistema non è estraneo, come documentano le cronache, palesi elementi che lasciano intravedere un mondo sommerso fatto di corruzione, illegalità sistemica e inciuci di ogni genere. Dal commercio di specie a rischio estinzione. trofei, ristorazione con specie protette nel piatto, licenze di caccia concesse da medici compiacenti che chiudono due occhi di fronte alle patologie di cacciatori privi dei requisiti sanitari e psichici per imbracciare un fucile, fino ad arrivare a vere e proprie organizzazioni criminali...

Questa è la situazione emersa dall'osservazione di questi cinque mesi di stagione venatoria. Chi ha la voce, denunci. Facciamo circolare queste verità.

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CRONOLOGIA


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Cs.AVC-Stanati i cacciatori della cabina di regia. I loro dati.

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Cs.AVC - 31.01.2019 Associazione Vittime della caccia -

Stanati i cacciatori della cabina di regia.

Finalmente producono qualcosa: i loro dati sulle vittime, morti e feriti, causati dalle doppiette che rappresantano.

Nel comunicato suddetto (del 31.01.2019), le associazioni venatorie riunite ammettono implicitamente di voler continuare ad uccidere anche a costo di vite umane, stabilendo un limite "fisiologico" accettabile, condito da un tocco della solita ipocrisia filantropica.

Peccato però che i loro dati su morti e feriti siano parziali, raccolti non si sa con quale criterio e NON DOCUMENTATI, oltre che diffusi a stagione non ancora conclusa.

Fretta di chiudere? Ansia da prestazione? Vi piacerebbe vincere facile, ma lo sappiamo bene, non è nuova.

Insomma un quadro penoso, personaggi riuniti e organizzati per difendersi, ma bramosi di sparare sempre e comunque. a dispetto della sicurezza pubblica, come se questo aspetto fosse una questione ideologica. La sicurezza pubblica non è un opinione, signori.

Ma tranquilli, non c'è competizione, anche perchè noi adottiamno precisi criteri di ricerca e non siamo sulle difensive. Noi dobbiamo solo portare a galla la realtà oggettiva di questo aspetto e non abbiamo alcun interesse a modificare o travisare la realtà e i dati. Fate tutto voi, non c'è neppure bisogno di aggiungere molto altro nei dossier, se non i fatti.

Non dimenticate anche che siamo portatori di istanze legittime e sempre più sentite e perorate dalla gente comune, stanca davvero di essere sotto il vostro tiro e le angherie che si susseguono ad ogni stagione. "Testimonianze" infatti è infatti una tag nella Cronologia generale del DOSSIER Vittime della caccia 2018-2019, che documenta quanto affermato.

Siamo seri: soltanto con riscontri incrociati sui dati raccolti da diversi soggetti, è possibile ipotizzare l'entità di questo trend, focus comunque sempre parziale.  (Ricordiamo che il Ministero dell'Interno non ha mai raccolto specifici dati in materia). Non solo numeri, ma riscontri caso per caso. Cosa che noi facciamo da 12 anni con rigore e criteri di ricerca chiari e inequivocabili, documentando tutto, a differenza di chi ha interesse ad occultare il fenomeno drammatico della gente impallinata per il divertimento di una minoranza di "ecologisti" armati.

Esclusi furbescamente dai conteggi di una "cabina di regia" un po' distratta, tutti i morti e feriti non-cacciatori colpiti al di fuori delle battute, per mano di cacciatori o per l'omessa custodia delle loro armi.

Liberissimi di escludere questi numeri, NON I FATTI PERO', che sono raccolti nella nostra cronologia generale (Dossier Vittime della caccia 2018-2019) e nella raccolta sintetica (Bollettino della Guerra n.5) alla Tag "Ambito extravenatorio", nel Dossier disponibile dalla sera del 1 febbraio sul sito AVC.

Quindi, per dovere di cronaca, suggeriamo anche la lettura di quei casi richiamati alla Tag "Tragedie sfiorate", dove solo per fortunatissime coincidenze, ignari cittadini non sono rientrati nei conteggi delle vittime. Questo, uno spaccato significativo dei rischi cui sono sottoposti in cinque mesi i normali cittadini. Non è da meno quanto raccolto alla tag  "Ordinaria follia", casi questi che fanno seriamente riflettere sulla necessità di rivedere drasticamente la sussistenza dei requisiti psichici, mentali, morali e fisici, nonché l'età, di chi è abilitato alla detenzione di armi ad uso venatorio (e quindi con particolari e speciali facilitazioni).

Insomma, che i cacciatori facciano danni anche al di fuori delle battute di caccia è un dato di fatto: Son cacciatori anche quando ripongono il fucile nel fodero (a volte ancora carico)e tornano a casa. Quanti fatti e fattacci tra le mura domestiche o nei rapporti con i vicini si sono verificati nell'arco di tempo di questa ultima stagione venatoria?

Abbiamo raccolto anche questi casi, tantissimi per la verità, dove a rimetterci, anche la vita. sono persone estranee alla caccia. Vittime scomode e volutamente ignorate da chi spara,  sostenuto dalla compiacenza dei media e delle istituzioni. Scandaloso e sistematico.

Comunicato stampa Associazione Vittime della caccia - 31.01.2019

 

 

 


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DOSSIER VITTIME CACCIA-2018-2019-ANNUNCIO PUBBLICAZIONE

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ANNUNCIO PUBBLICAZIONE

IL DOSSIER 2018/2019 VITTIME DELLA CACCIA è IN ELABORAZIONE. STIMIAMO DI PUBBLICARLO SU QUESTO SITO DALLA SERA DEL 1 FEBBRAIO DA QUESTA PAGINA

iL PDF COMPLETO DEL DOSSIER è posssibile richiederlo scrivendo nome, cognome, email e professione a: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. , dal giorno successivo.

GRAZIE  - AVC

 

 

 

 


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AVC-BOLLETTINO DELLA GUERRA N.4/2018-19

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Associazione Vittime della caccia

BOLLETTINO DELLA GUERRA N.4

(1 settembre/31 dicembre)

Stagione Venatoria 2018/2019

 

Rispetta il nostro lavoro, cita sempre la fonte "Associazione Vittime della caccia" quando pubblichi o usi  i seguenti dati . Grazie


IMPORTANTE: i dati sono raccolti conPRECISI CRITERI DI RICERCA> Tra quelli principali adottati, dalla raccolta dei dati sulle vittime per armi da caccia, escludiamo da sempre i casi di infarti, cadute o altri cause che non siano le armi da caccia. Sono altresì esclusi i casi di suicidio con armi da caccia, salvo se trattasi di minori. Le armi da caccia usate in ambito criminale (salvo se per mano di chi esercita la caccia)  non rientrano tra i casi di cronaca raccolti/conteggiati. - Per ulteriori nfo>"Comunicato per i giornalisti precisazione sui dati"

La seguente lista è suscettibile di aggiornamenti, correzioni, integrazioni dopo eventuale verifica.


I DATI:

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VITTIME PER ARMI DA CACCIA - TOTALI DAL 1 SETTEMBRE AL 31 DICEMBRE 2018


AMBITO VENATORIO: 12 Morti e 44 feriti (di cui 2 bambini)

= FERITI: 10 Non Cacciatori + 34 Cacciatori
MORTI: 2 Non Cacciatori + 10 Cacciatori

AMBITO EXTRAVENATORIO: 4 Morti e 5 Feriti

di cui 3 Morti e 3 Feriti Non Cacciatori

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ENTRAMBI GLI AMBITI: TOTALE 65 VITTIME: Morti 16 e 49 feriti

Non Cacciatori Morti 5 e 13 feriti (2 minori)
Cacciatori Morti 11 e 36 feriti


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REGIONI INTERESSATE DA CASI CON VITTIME AL 31.12

- 10: Lombardia;

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9: Lazio; Emilia R; Campania;

- 6: Toscana; Sardegna;

- 5: Veneto;

- 4: Marche. Piemonte;

- 3: Liguria,

- 2: Sicilia; Puglia;

- 1: Abruzzo;  Umbria; Calabria.

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LE CRONACHE DA CUI SONO ESTRATTI I DATI:

SETTEMBRE>>


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Buon 2019 da AVC

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Buon 2019 a chi ama davvero la pace

A tutti voi un felice anno nuovo, per continuare insieme, ancora più determinati, la nostra battaglia contro la caccia e l'inganno di questo Sistema, per affermare con sempre più forza il nostro diritto ad una vita serena, senza la minaccia armata di gente tutt'altro che pacifica, senza le crudeltà di chi ama uccidere e prevaricare sull'Altro.

Con l'augurio di non abbassare mai la guardia in difesa di noi stessi e della nostra famiglia, degli animali tutti, fauna selvatica compresa, e per incalzare senza tregua politica e istituzioni incuranti delle vittime di ogni specie e dei gravi problemi che la caccia continua a produrre nell'ambiente del nostro territorio.

Non facciamoci fregare dai merssaggi ambigui di chi ha interesse a generare confusione nelle opinioni per assoggettare chi gli permetterà di stare/restare al potere.

Restiamo vigili e critici, ora più che mai, valutando i fatti e non la demagogia delle parole.

Buon 2019 a tutti da AVC


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Cs.AVC: TAR e Consiglio di Stato ci danno ragione

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Associazione Vittime della caccia - Comunicato stampa 08.12.2018

Cs.AVC: TAR e Consiglio di Stato ci danno ragione.

Il CdS. -  per il calendario venatorio della Sardegna - e il TAR - per la provincia di Alessandria - ci danno ragione

Calendario Venatorio SARDEGNA: Accolto in Consiglio di Stato il ricorso di Ass.Vittime della caccia ed Earth per la mancata previsione del carniere stagionale per Beccaccino e Mestolone.
Su ricorso reg.gen.n.8617/2018 - il CdS accoglieva l'appello dell'Ass.Vittime della caccia ed Earth, rappresentate e difese dall'avvocato Massimo Rizzato, in merito alle previsioni di carniere stagionale del Calendario venatorio per le specie Beccaccino e Mestolone, ribaltando la decisione del Tar Sardegna (Sezione Prima - n. 00309/2018).

Il Tar infatti aveva accolto la tesi della Regione, secondo la quale la previsione del carniere stagional,e prevista dalla legge sarda, era rispettato (facendo la moltiplicazione tra le giornate di caccia e il carniere giornaliero, prevedendo così il massimo del tetto cacciabile).

Il Consiglio di Stato ha invece affermato che la Regione è tenuta a specificare esplicitamente il numero di capi cacciabili stagionalmente e non ometterlo come ha fatto.

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Provincia di ALESSANDRIA: Programma di controllo della specie CINGHIALE anno 2018 (Decreto n. 56 del 29 marzo 2018): Abbiamo impugnato questo Decreto n quanto era stato emesso senza preventivo parere ISPRA in violazione della Legge157\92. La Provincia ha obiettato motivando che per il piano degli ungulati, Ispra aveva già emesso parere favorevolei il 15/7/2013 (!), nell’ambito del procedimento conclusosi con l’adozione del “Regolamento per l’attuazione del piano di controllo della specie cinghiale” (relativamente al periodo 2013/2018), approvato con deliberazione C.P. n. 22 del 23/9/2013.

Il Tar ci ha dato ragione in quanto a seguito di ogni piano deve esser chiesto il parere Ispra, non essendo sufficiiente un parere datato.

Associazione Vittime della caccia - 08.12.2018

 


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CACCIA E SICUREZZA:Min.Salvini glissa-5stelle stanno a guardare

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COMUNICATO STAMPA Associazione Vittime della caccia - 02.12.2018

CACCIA E SICUREZZA: L'allarme su cui il Ministro Salvini preferisce smaccatamente glissare.

E i Cinque Stelle stanno a guardare.

A chi, come Salvini, fa della sicurezza degli italiani il problema dei problemi, i cittadini si sentono a buon diritto di chiedere perchè quella minacciata dai   cacciatori non lo tocchi.

A fronte del Bollettino di Guerra dall'Associazione Vittime della caccia monitorato dal 1 settembre al 30 novembre e nonostante due successive richieste di incontro inviate dall'Associazione al Ministro dell'Interno, lo Stesso continua a non rispondere, eludendo qualsiasi confronto.

Qui di seguito, i numeri delle vittime per armi da caccia e per mano di cacciatori della stagione in corso. Inviamo per Pec ai Ministri dell'Interno edell'Ambiente e pubblichiamo sul nostro sito anche tutta la cronologia da cui sono stati estratti gli allarmanti dati, in modo che non si possa non sapere.

Nel solo Ambito Venatorio sono 10 i morti e 30 i feriti, tra cui 2 bambini. Due morti e nove feriti non sono cacciatori.

"Eludere le richieste dell'Associazione Vittime della caccia significa non ascoltare le tante, tantissime persone indifese che ogni giorno ci contattano con i loro Sos in cui chiedono come difendersi dalle armi da caccia e da personaggi che sparano ad ogni costo." dichiara Maurizio Giulianelli, che aggiunge "basterebbe leggere con attenzione e senso di responsabilità quanto scaturisce dalle quotidiane rassegne stampa per capire l'entità dell'allarme sociale prodotto dalla caccia, ma l'Illustre Ministro tira dritto e difende a spada tratta il mondo venatorio.

Morti e feriti durante la stagione venatoria e oltre, sempre per mano di chi esercita la caccia, non sono tragiche fatalità, signor Ministro! Sono solo gli effetti di una caccia sempre più devastante e permissiva a cui il suo partito - vedasi i recenti voti in Regione Lombardia - da' una buona mano, approvando la caccia alla volpe tutto l'anno e concedendo ai 17enni di ottenere la licenza di caccia.

, comporterà la drastica riduzione di questo predatore, ultinmo rimasto insieme al lupo, e la conseguente grave alterazione degli equilibri di specie, già ampiamente compromessi.

Il Ministro dell'Ambiente Costa purtroppo sinora ha ben poco inciso nella politica ambientale e faunistica di questo governo, adducendo limiti delle competenze del Suo Dicastero, anche di fronte alla devastazione ambientale del Veneto e al pronunciamento dell'ISPRA, che ha ribadito la necessità di chiudere la caccia per tutta la stagione venatoria in questa regione.

Il Ministro Costa non può altresì ignorare che la Legge 157 del 1992 all'art.Art. 10., dispone che la pianificazione venatoria del territorio tenga conto "...per quanto attiene alle specie carnivore, alla conservazione delle effettive capacità riproduttive e al contenimento naturale di altre specie...".

Infatti, ci chiediamo come mai il Minsitro Costa esiti ad impugnare la legge della Lombardia, appurato il grave danno che una guerra vera e propria contro le Volpi comporterà ai già compromessi equilibri di specie, visto che il cacciatore, da anni, si è sostituito a tutti i predatori naturali, altro che ambientalista!

Infine al Ministro Salvini si chiede, ancora una volta, cosa intenda per sicurezza se, negli effetti, non vi è distinzione alcuna, quando un normale cittadino resta colpito dall'arma di uno sconosciuto o da quella di un cacciatore (sconosciuto!).

02.12.2018 ASSOCIAZIONE VITTIME DELLA CACCIA




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