Associazione Vittime della caccia

organizzazione di volontariato senza fine di lucro ai sensi della Legge 266-91

  • Aumenta dimensione caratteri
  • Dimensione caratteri predefinita
  • Diminuisci dimensione caratteri
Associazione Vittime della Caccia

Cs.Bambini e caccia: cosa bolle in pentola? Armieri al lavoro

E-mail Stampa PDF

COMUNICATO STAMPA 10.04.2018 ASSOCIAZIONE VITTIME DELLA CACCIA

 

Bambini e caccia: cosa bolle in pentola?

Armieri al lavoro: Ecco i fucili "per i più piccoli"!


La PETIZIONE "NO alle lezioni di caccia nelle scuole" sulla piattaforma Change.org contro le lezioni di caccia nelle scuole bresciane promossa dalla signora Patrizia Sergio ha raggiunto - ad oggi 9 aprile - quota 137641 firme (https://www.change.org/p/no-alle-lezioni-di-caccia-nelle-scuole-miursocial/u/22538211).

L'indignazione della gente comune sale sempre più, per quanto Conarmi (http://www.conarmi.org), con il consenso delle scuole di Marchemo e Gardone Val Trompia (BS) ed il preoccupante silenzio del Ministero dell'Istruzione, vuol far passare nelle menti dei bambini in età scolare: "i cacciatori sono buoni e fanno bene all'ambiente".

Insomma la favoletta del cacciatore salvatore di bambini e nonnette inermi.

Eh già e dopo le lezioni teoriche di caccia in orario curricolare a scuola, gli armieri hanno pensato alla pratica.

Ecco "un’arma pensata per i tiratori più piccoli", un fucile leggero... ma calibro 12 lanciato - proprio a Pasqua - dalla Browning! "l’altezza non è più un problema",
"prodotto per i tiratori di bassa statura". (https://www.armimagazine.it/browning-b525-liberty-light/).
Dunque tutto pare pianificato: Le favole, la teorie e poi la pratica, gli strumenti e il silenzio delle Istituzioni.

Eppure risulta che:
1) La caccia è riconosciuta come attività pericolosa (rientra infatti nell' ELENCO ATTIVITA' PERICOLOSE aggiornato al 05.10.2017, codici: S0040 e S0080);
2) Infatti, ogni azione prodromica all'attività venatoria espone i minori ad un pericolo oggettivo. Inoltre, la diretta partecipazione passiva/attiva dei minori alla caccia equivale ad attività venatoria, vietata ai minori di anni 18 ed alle persone prive di licenza. (vedasi legge 157/92);
3) Minori ed adolescenti devono essere tutelati da una informazione/comunicazione non veritiera, non leale, che li esponga a pericoli, come l'implicito uso delle armi nella caccia;
4) il Codice di autodisciplina della comunicazione commerciale, http://www.iap.it/wp-content/uploads/2015/11/Codice-63a-edizione-8.3.2017.pdf) cita all'art.11.."Questi messaggi non devono contenere nulla che possa danneggiarli psichicamente, moralmente o fisicamente e non devono inoltre abusare della loro naturale credulità o mancanza di esperienza, o del loro senso di lealtà...", inoltre l'art. 12 - "Tutela dell’ambiente naturale: La comunicazione commerciale che dichiari o evochi benefici di carattere ambientale o ecologico deve basarsi su dati veritieri, pertinenti e scientificamente verificabili."). A tal proposito vedasi anche il Decreto Legislativo 6 settembre 2005, n. 206, Codice del consumo, a norma dell'articolo 7 della legge 29 luglio 2003, n. 229.

Conarmi è, a tutti gli effetti, il consorzio degli armaioli italiani, ovvero produce, vende armi e ora comunica anche con i bambini nelle scuole!
Il tutto appare come una silenziosa strategia per assicurarsi il necessario ricambio generazionale che nella caccia (e nelle guerre) trova i propri clienti. Le ragioni appaiono chiare: nel 2016 le licenze di caccia in Italia erano 580.377, un calo vertiginoso rispetto a quelle del 1980 che risultavano essere 1.701.853.

A nulla sono valse le interrogazioni ed interpellanze parlamentari che l'Associazione Vittime della caccia ha fatto fare ai precedenti governi sul pericolo a cui vengono esposti i bambini portati a caccia!

Si sono forse dimenticati i dati allarmanti delle vittime umane provocate dalla caccia che ad ogni stagione venatoria la nostra Associazione registra da oramai 11 anni? Solo l'ultima stagione venatoria 2017/2018 sono stati rintracciati, in meno di 5 mesi, ben 115 casi di persone impallinate dai fucili da caccia, un numero incalcolabile di animali domestici feriti ed uccisi, cancellati anche i 13 bambini uccisi e i 28 feriti, somma dei casi trovatii in 11 stagioni venatorie (dal 2007 al 2018) che riguardano i minori coinvolti e rimasti vittime!

Inoltre la caccia ha provocato l'estinzione di 200 specie di fauna selvatica e ne ha messo a rischio altre 400, ha avvelanato il terreno, l'acqua e gli animali con il piombo, che l'OMS ha definito "il peggiore dei problemi ambientali del mondo".

La scuola deve dare tutte le informazioni e tutti gli strumenti per sviluppare un pensiero critico, non deve e non può fornire un pensiero precostituito. Ricordiamo che le informazioni veicolate dalla scuola assumono una grande valenza nella formazione prima dello studente e dell'uomo poi. Non per niente la scuola è sempre stato il principale mezzo di propaganda delle dittature. Ora ci stupisce e indigna che un intero corpo docenti abbia autorizzato un simile intervento e che le istituzioni non intervengano!

Associazione Vittime della caccia - 10.04.2018


Read 0 Comments... >>
 

PETIZIONE: NO alle lezioni di caccia nelle scuole

E-mail Stampa PDF

PETIZIONE ON-LINE

FIRMA LA PETIZIONE A QUESTO> LINK

Patrizia Sergio ha lanciato questa petizione e l'ha diretta a Valeria Fedeli, Ministro della Pubblica Istruzione; a Roberta Morelli Assessore Pubblica Istruzione Provincia di Brescia; Franco Bonesso Assessore Pubblica Istruzione Provincia di Brescia; Elena Donazzan Assessore Pubblica Istruzione Regione Veneto

Ai Signori Ministro della Pubblica Istruzione e Assessori Regionali e Provinciali di questo Paese, chiedo di NON AUTORIZZARE - NE' PROMUOVERE - INCONTRI SUL TEMA DELLA CACCIA NELLE SCUOLE! Qualsiasi alone di 'nobiltà' possa venire assegnato a questa 'pratica' è solo un'iniziativa ipocrita. Perchè gli interlocutori sono menti plasmabili e l'inganno è dietro l'angolo: bambini e ragazzi MINORENNI ai quali si raccontano 'fiabe' dove i fucili non fanno male ma sono elementi culturali e consentono svago e divertimento!

Sul quotidiano Il Giorno di Brescia dell'11.3.2018 raccontano che in una scuola elementare di Gardone e Marcheno (Brescia), da qualche settimana i cacciatori fanno lezione in classe. Organizzata dal Consorzio Armaioli (!) portano cani, volatili imbalsamati e un libro (bontà loro, pensano di fare così cultura!). Vengono raccontate 'favole' che riabilitano il cacciatore in veste di custode della natura e... le mamme ringraziano! (e non è ironia) perché così si valorizza la tradizione, perchè in Valtrompia, terra di fucili e tradizioni venatorie, la caccia è considerata cosa buona e giusta, da imparare sui banchi di scuola. E hanno già chiamato dalle scuole di Sarezzo, Polaveno, Lodrino per ospitare anch'essi queste lezioni così educative. Come racconta Il Giorno, anche il sindaco di Gardone, Pierangelo Lancelotti, plaude: «Capisco che per chi non vive da queste parti sia un progetto strano. Ma per noi avere a che fare con un fucile è normale".

'Normale' appare anche per la Regione Veneto e la Provincia di Treviso che hanno patrocinato un''iniziativa simile titolata: “Giovani a caccia di esperienze”.

Un genere di esperienza che lascerei comunque sempre e solo a persone maggiorenni, che hanno già raggiunto quella maturità che consenta loro di non confondere un fucile vero con quello dei videogame.

PETIZIONE:  https://www.change.org/p/no-alle-lezioni-di-caccia-nelle-scuole-miursocial

NEWS: IL FATTO QUOTIDIANO

NEWS: Oggi sui media si parla di 'noi'!




Read 0 Comments... >>
 

DOSSIER AVC©2017-2018-VITTIME CACCIA

E-mail Stampa PDF

www.vittimedellacaccia.org

 

 

 

 

 

DOSSIER 2017/2018

Vittime della Caccia


 

 

 

 

 

 

 

ASSOCIAZIONE VITTIME DELLA CACCIA

Stagione venatoria 2017/2018

 

 

 

 

 

*Rispetta il nostro lavoro, cita sempre la fonte "www.vittimedellacaccia.org" se pubblichi e/o usi quanto contenuto nel Dossier©. Grazie

 

DOSSIER VITTIME CACCIA©2017/2018 wwwvittimedellacaccia.org -

 

 

Presentazione

A differenza dei Dossier precedenti, questo è composto da una unica sezione, dove sono raccolte tutte le rassegne stampa in ordine cronologico, proprio per dare una lettura globale del fenomeno caccia/cacciatori in Italia, nell'arco dei 5 mesi relativi ai calendari venatori, preaerture comprese.

La lettura dei fatti così raccolti dispiega tutta la sua drammaticità, evidenziando l'impressionante e reale frequenza e gravità degli episodi: non solo a danno delle vittime della caccia, ma anche della fauna selvatica, gli habitat e gli animali domestici impallinati. C'è inoltre da tenere in considerazione che il nostro osservatorio rintraccia solo quanto arriva ai media ed ovviamente non rappresenta il fenomeno nella sua globalità.

Fin troppo parziali, come è comprensibile, invece i dati raccolti su bracconaggio e vittime animali, sia domestici, sia appartenenti alla fauna selvatica, per l'evidente sommerso che riguarda questi aspetti. Pertanto, i relativi dati sono assolutamente da considerarsi solo come la punta dell'iceberg...

Ribadiamo ancora che la nostra raccolta dati esclude, per l'Ambito Venatorio ed Extravenatorio, tutti i casi con vittime umane che non siano causati da armi da caccia e cacciatori. Noi non conteggiamo mai i cacciatori morti o feriti per cause come infarti, cadute, suicidi (salvo se minori di età) ecc. come non raccogliamo le vittime per armi da caccia impiegate dalla criminalità organizzata.

Ancora una volta chiariamo cosa sia l'Ambito venatorio e l'Ambito Extravenatorio. Il primo riguarda direttamente le azioni di caccia durante le uscite dei cacciatori, il secondo riguarda tutti i casi in cui sono stati usate le armi dei cacciatori/dai cacciatori contro persone estranee al mondo venatorio.

CACCIATORI O BRACCONIERI?

Consideriamo cacciatori tutti coloro che esercitano attività venatoria (appare pleonastico ma è necessario chiarirlo), sia in regola con la legge che in violazione delle norme sulla caccia. Il cacciatore regolare e il cacciatore di frodo... cacciano entrambi, non vanno a fare jogging o altra attività! Molti bracconieri infatti, lo sono perchè recidivi e quindi non più in possesso della licenza. Nella precedente stagione 2016/2017 il 79% dei cacciatori responsabili di reati venatori e contro la persona, risultavano essere detentori di licenza di caccia! Quindi, di cosa stiamo parlando?!

-o-

QUANTI GIORNI A DISPOSIZIONE DEI CACCIATORI durante la stagione venatoria?

La canonica stagione venatoria appena conclusa è iniziata il 17 settembre 2017 e termina mercoledì 31 gennaio (sul nostro sito aggiorneremo con gli ultimi fatti eventualmente arrivati in ritardo).

Per il conteggio dei dati su morti e feriti per armi da caccia e cacciatori, come sempre sono da considerare anche le pre-aperture che molte regioni hanno regalato ai cacciatori: pertanto, il nostro conteggio inizia da sabato 2 settembre.

Il calendario venatorio canonico prevede che la stagione venatoria inizi la terza domenica di settembre e termini il 31 gennaio. Ogni cacciatore può scegliere 3 giornate settimanali su 5 disponibili (martedì e venerdì esclusi, silenzio venatorio).

Pertanto, questa stagione venatoria 2017/2018 conta di 98 giornate disponibili (5 su 7), e 64 fruibili effettivamente da ogni cacciatore (3 su 5).

E' infatti troppo vago parlare di 5 mesi di caccia, ciò sarebbe valido solo considerando il bracconaggio, che non conosce regole, come anche l'arco di tempo “settembre/gennaio” risulta un parametro temporale valido per l'Ambito extravenatorio.

LE PREAPERTURE – GLI INCENDI E LA SICCITA'

Nonostante i gravissimi problemi ambientali causati da un'estate drammaticanmente fitta di incendi e devastante siccità in tutta la penisola, ben 16 regioni hanno deliberato per ulteriori giornate di preapertura, ignorando le raccomandazioni ISPRA* (vedi nota ISPRA) per limitare l'attività venatoria a fronte di tali cause.

*Nota ISPRA http://www.isprambiente.gov.it/it/archivio/notizie-e-novita-normative/notizie-ispra/2017/08/limitazioni-all2019attivita-venatoria-a-causa-della-siccita-e-degli-incendi-che-hanno-colpito-il-paese

 

QUALI REGIONI HANNO DELIBERATO LE PRE-APERTURE:

16 in tutto: Basilicata, 6 giornate in più;  Calabria, 3;  Campania, 5;  Emilia Romagna, 4;  Friuli Venezia Giulia, dal 2.09 al 16.09 (!);  Lazio, 2;  Lombardia, 4 (solo per Brescia);  Marche, 7;  Molise, 5; Piemonte, 7;  Puglia, 3;  Sardegna, 2;  Siclia, 5;  Toscana, 2;  Trentino Alto Adige, dal 2.09 al 16.09 (!); Umbria, 2; Veneto, 5. a seguire

 

Indice

Presentazione

I Dati-sintesi > AGGIORNATO!

Minori vittime>

Animali domestici >

Fauna selvatica non cacciabile, specie protette, mezzi vietati >

Grafici e Tabelle >

    Tabella delle regioni;

    Focus sull'età dei responsabili;

    Comparazione stagioni precedenti

Sistema-caccia:Volpi, Cinghiali, Nutrie, Lupi, Orsi. >

Altri aspetti della caccia >

Cronologia dei fatti - LINK


*Rispetta il nostro lavoro, cita sempre la fonte "www.vittimedellacaccia.org" se pubblichi e/o usi quanto contenuto nel Dossier©. Grazie

 

DOSSIER VITTIME CACCIA©2017/2018 wwwvittimedellacaccia.org -

 

-o-

 

I Dati – sintesi

Stagione venatoria 2017-2018  -  Vittime per armi da caccia/cacciatori


TOTALI

in entrambi gli Ambiti

Civili non cacciatori: 34 = 24 feriti e 10 morti

Cacciatori: 81 = 61 feriti e 20 morti < NB. DATO AGGIORNATO

3 i MINORI VITTIME: 2 feriti e 1 morto

Totale: 115 vittime per armi da caccia/cacciatori < NB. DATO AGGIORNATO


-o-

 

Ambito venatorio

Civili non cacciatori: 11 = 9 feriti e 2 morti – di cui 2 i MINORI*  feriti per  caccia -

Cacciatori 79 (59 feriti e 20 morti) -  < NB. DATO AGGIORNATO

Totale vittime: 90 in Ambito Venatorio < NB. DATO AGGIORNATO

questo accadeva in 98 giornate disponibili di calendario venatorio, 64 fruite da ogni cacciatore.

-o-

Ambito Exravenatorio

Civili non cacciatori: 23 = 15 feriti e 8 morti – di cui 1 MINORE* morto

Cacciatori: 2 feriti

Totale vittime: 25 in Ambito Extravenatorio

questo accadeva in meno di 5 mesi, al di fuori delle battute di caccia

 

 

*Rispetta il nostro lavoro, cita sempre la fonte "www.vittimedellacaccia.org" se pubblichi e/o usi quanto contenuto nel Dossier©. Grazie

DOSSIER VITTIME CACCIA©2017/2018 wwwvittimedellacaccia.org -

-o-

 

Minori vittime

MINORI E ARMI DA CACCIA, tre casi di VITTIME ma non solo :

Nessun riguardo neppure per i bambini, nessuna cautela, nessun politicante che voglia realmente preoccuparsi dell'incolumità dei più piccoli da un uso improprio e criminale delle armi da caccia e da un'attività pericolosissima.

Sparare vicino o contro un'abitazione non è perseguito penalmente (non è forse un deliberato attentato alla vita?!), bensì sanzionato con una multa amministrativa da € 206...!

Condurre a caccia un ragazzino, attività implicitamente pericolosa, non prevede alcun divieto?

Troppo spesso minori vengono coinvolti in azioni di caccia, come presenza attiva da battitore o altre mansioni. La stessa legge 157/92. all'art.12 recita: “comma 3. E' considerato altresì esercizio venatorio il vagare o il soffermarsi con i mezzi destinati a tale scopo o in attitudine di ricerca della fauna selvatica o di attesa della medesima per abbatterla.”. Essendo la caccia vietata ai minori di 18 anni, come può essere tollerato e considerato lecito che un bambino – di fatto - la eserciti?

Questi che seguono sono tre casi con vittime minori per armi da caccia, ma altri casi nella cronologia riportano di bambini a cui è stato affidato il fucile da un parente, hanno avuto accesso alle armi, che hanno loro stessi sparato emulando gli adulti, o bambini che hanno assistito a scene cruente o hanno rischiato di essere, per poco, colpiti a casa propria.

 

-19.settembre, San Varano (FC) - EMILIA R. - AMBITO VENATORIO

Ferita bambina di 12 anni mentre era nel giardino di casa.

 

- 08.gennaio, Galtellì (NU) - SARDEGNA - AMBITO EXTRAVENATORIO

14enne suicida con un colpo di fucile da caccia del padre,il sindaco del paese.

 

- 15 gennaio, Tavernole sul Mella (BS) - LOMBARDIA - AMBITO VENATORIO

Impallinato 17enne alla gamba mentre si trovava in un capanno con due cacciatori adulti.

 

Ma un bambino non è vittima solo se colpito: lo è anche tutte le volte che viene coinvolto, in un modo o in un altro, ad assistere a scene di violenza, come i seguenti casi (vedi anche cronologia) di tragedie sfiorate:

  • 15 settembre: Il pallone finisce nel suo giardino, un 67enne spara a due ragazzini: tentato omicidio;

  • 30 settembre: Casa “crivellata” dai cacciatori a Codognè. «Paura per i nostri bambini». La scarica di pallini ha perforato anche la tenda della cameretta dove dormono i piccoli;

  • 1 ottobre: Sarzana - Caccia vicino alle case, scoppia la lite con un abitante e gli spara a bruciapelo. Grave 47enne colpito all'addome. "Gli ha sparato davanti ai bimbi";

  • 4 ottobre: Esplode un colpo dal fucile, tredicenne uccide la nonna, l’arma appartiene al padre appena rientrato da una battuta di caccia;

  • 16 ottobre: Cacciatori sparano in direzione delle abitazioni. L'allarme lanciato da un bambino che giocava nel cortile di casa;

  • 20 ottobre: 17enne provoca incendio facendo scoppiare dei petardi con l’intenzione di indirizzare i volatili impauriti verso i fucili del padre cacciatore;

  • 28 ottobre: Cacciatore 68enne lascia il fucile a un ragazzino di 15 anni, durante una battuta di caccia;

  • 1 novembre: Spari nel bosco con il fucile di papà. 14enne si divertiva con alcuni amici vicino a un sentiero frequentato da escursionisti e passeggiatori;

  • 3 novembre: A caccia con un bambino di circa 10 anni, sparando ad un cinghiale a pochi metri dalle case;

  • 6 novembre: Orrore alla fermata dell'autobus: un lupo ucciso ed impiccato alla pensilina, scoperto da alcuni ragazzini alla fermata del bus per andare a scuola;

  • 12 novembre: Cacciatore 70enne punta ai fagiani ma centra la camera di due bambini di 5 e 3 anni in una casa di campagna;

  • 3 dicembre: Anziano cacciatore durante una battuta lascia il fucile carico nelle mani del nipote 15enne;

  • 8 gennaio: A caccia con papà abbatte merli. Denuncia e sequestro del fucile;

  • 15 gennaio: Paura nel parco giochi, in centro di Cisano. Bambino trova cartuccia inesplosa.

 

*Rispetta il nostro lavoro, cita sempre la fonte "www.vittimedellacaccia.org" se pubblichi e/o usi quanto contenuto nel Dossier©. Grazie

DOSSIER VITTIME CACCIA©2017/2018 wwwvittimedellacaccia.org -

-o-

 

Animali domestici

Come già detto, appare praticamente impossibile dare un quadro reale degli animali domestici e della fauna selvatica illegalmente cacciata, vittime delle armi da caccia. Quelli che seguono nella cronologia sono soltanto i casi che abbiamo rintracciato dalla stampa, che a loro volta rappresentano soltanto quei casi rinvenuti, denunciati e arrivati alle cronache. Molti di loro, tra l'altro, si trovavano nel giardino di casa o con i proprietari

Sono comunque inseriti nella cronologia generale i 25 casi trovati riguardanti animali domestici.

Per non dimenticare, di seguito i nomi di alcuni animali domestici che in questa stagione venatoria sono stati uccisi, torturati, feriti, abusati da menti avvelenate dalla cattiveria: Rocky, Lampo, Selvaggia, Asso, Balù, SenzaNome, Meow, Shiro, Fabietto, Keya, Lucky, Cico, Roccia, Giri, Nebbia, Thor, Freccia...

QUANTI ALTRI ANCORA DI CUI NON SAPREMO NULLA?!

 

*Rispetta il nostro lavoro, cita sempre la fonte "www.vittimedellacaccia.org" se pubblichi e/o usi quanto contenuto nel Dossier©. Grazie

DOSSIER VITTIME CACCIA©2017/2018 wwwvittimedellacaccia.org -

 

-o-

 

Fauna selvatica non cacciabile, specie protette, mezzi vietati

Impressionante la lettura (nella cronologia alla tag Bracconaggio) dei casi di caccia di frodo – praticata anche da cacciatori con licenza - come dicevamo – nei quali risultano azioni efferate di crudeltà, uso di mezzi illeciti, chilometri e chilometri di reti per l'uccellagione, lacci e tagliole, richiami vivi accecati da mozziconi di sigaretta (vedi foto) o detenuti in modo inaccettabile e altri orrori inimmaginabili per una persona...normale.

 

 

 

Non solo opera del singolo cacciatore, ma troppo spesso trattasi di organizzazioni specializzate per lucrare sulla vita della fauna selvatica tutta - che ricordiamolo – è, per legge, patrimonio indisponibile dello Stato, ovvero appartiene a tutti noi, o meglio, appartiene a sé stessa in primis.

 

 

 

*Rispetta il nostro lavoro, cita sempre la fonte "www.vittimedellacaccia.org" se pubblichi e/o usi quanto contenuto nel Dossier©. Grazie

DOSSIER VITTIME CACCIA©2017/2018 wwwvittimedellacaccia.org -

-o-

 

Sistema-caccia, Volpi, Cinghiali, Nutrie, Lupi, Orsi.

SISTEMA-CACCIA noi chiamiamo il modus operandi di cacciatori, organizzazioni, entità istituzionali che favoriscono il meccanismo di auto alimentazione della caccia stessa, ma non solo.. Se i cinghiali sono un problema, vengono chiamati i cacciatori a “risolverlo”, ma sono loro stessi ad averli diffusi ovunque, i quali non hanno alcun interesse all'eradicazione della specie sus scrofa.

Ecco che il gioco ogni volta si ripete, in un moto perpetuo ai danni di tutti. Pullulano infatti allevamenti abusivi di questi suidi, le stesse Aziende faunistico venatorie possono allevarli legalmente, il foraggiamento è spesso incentivato con la scusa di attirarli ed ucciderli, e in Toscana è permesso il piccolo allevamento “basta non farli uscire dai recinti...”

(vedi http://www.consiglio.regione.toscana.it/upload/10/CM29/affari/testo2797.pdf) Eppure, sono anni che le istituzioni hanno dato il via ad una caccia quasi senza limitazioni temporali a questa specie, nonostante che “Ispra confermi: "Sui cinghiali la politica a base di doppiette ha fallito”

Fonte: http://www.quotidiano.net/animali/animali-enpa-cinghiali-1.1328809

 

ALLORA, COME MAI SI CONTINUA A SPARARE TUTTO L'ANNO E COME MAI IL PROBLEMA RIMANE, ANZI, AUMENTA?!

Eppure, aspetto non secondario, è proprio la caccia al cinghiale che fa più vittime umane...

Ma intanto vengono snobbati i metodi incruenti – previsti dall'art.19 della Legge 157/92 - di contenimento demografico incruento del cinghiale, già applicati con successo in altri Paesi, metodi studiati ed applicati dal team della dott.ssa Massei –

Fonte: https://gruppodinterventogiuridicoweb.com/2016/10/27/la-scienziata-giovanna-massei-disponibile-a-lavorare-con-cinghiali-e-daini-per-i-colli-euganei/

 

Anche le VOLPI, uno degli ultimi carnivori esistenti in Italia, sono oggetto indiscriminato di caccia, senza limitazioni di numero come da calendari venatori. Non sarebbero forse – assieme ai lupi - gli unici predatori capaci di limitare il numero di NUTRIE*?

No, si uccide l'uno e si uccide l'altro.

In pratica il cacciatore si è sostituito agli ultimi carnivori, alterando ogni equilibrio naturale tra le specie!

Eppure, paradossalmente, sono le stesse associazioni venatorie che pubblicavano “La gestione della specie (volpe ndr) in Italia è influenzata dalla concezione di “animale nocivo” in quanto predatore di selvaggina minore. Di fatto non esistono indagini specifiche al riguardo, e sembra che le densità maggiori siano raggiunte grazie alla grande disponibilità alimentare rappresentata dalle discariche di rifiuti. L’abbattimento di individui con lo scopo del controllo numerico si è rilevato inutile, mentre risulta efficace il controllo demografico per mezzo del contenimento delle fonti alimentari e del controllo sanitario attraverso vaccinazioni”.(Boitani et al. 2003) Fonte: fonte: http://www.arcicacciaumbria.it/waving-portfolio/volpe-vulpes-vulpes/

NB. Federcaccia ha cancellato l'ultimo periodo... scomodo.

Fonte: http://www.federcaccia.org/fauna_cacciabile.php?ida=45

 

MA DAVVERO LE NUTRIE SONO RESPONSABILI DEL DISSESTO IDROGEOLOGICO DEGLI ARGINI?

Pare proprio di no... “Alluvione, il geologo del Cnr: "Colpa dell’uomo, non delle nutrie" Il professor Mario Tozzi: basta con le ipocrisie

Fonte: http://www.ilrestodelcarlino.it/reggio-emilia/cronaca/alluvione-maltempo-geologo-1.3605114

 

*CONTENIMENTO INCRUENTO DELLE NUTRIE E I PRESUNTI DANNI..SFATATI:

Importante studio della Dott.ssa Cristina Marchetti -2012 Univ Parma . .

Fonte: http://www.dipveterinaria.unipr.it/sites/st18/files/allegatiparagrafo/08-01-2015/annali2012.pdf

 

-ATTI DELLA CONFERENZA STAMPA DELL’8 FEBBRAIO 2017, Montecitorio, Roma

FAUNA SELVATICA E CONVIVENZA SOSTENIBILE - GESTIONE SCIENTIFICA DELLA NUTRIA

Relazione della dott.ssa Cristina Marchetti per l'ASSOCIAZIONE VITTIME DELLA CACCIA.

Fonte: http://www.vittimedellacaccia.org/archivio/3187-nutrie-metoditi-incruenti-contenimento-dottssa-cmarchetti.html

-o-

AL LUPO AL LUPO! ALL'ORSO, ALL'ORSO!

Interessante e significativo il caso della truffa ai danni di LUPI, ORSI e... della collettività: Sarà l'unico?!

“Truffa da 1 milione ai fondi Ue, accusavano orsi di uccidere bestiame inesistente: 8 indagati . I fatti si riferiscono al solo anno 2012 durante il quale le società hanno ottenuto un finanziamento di un milione di euro per l’allevamento di bestiame che secondo gli inquirenti non sarebbe mai stato presente nei pascoli concessi dai comuni della fascia esterna del Parco Nazionale d’Abruzzo a costi vantaggiosi. Secondo le società, invece, il bestiame sarebbe stato decimato dagli attacchi della fauna selvatica (lupi ed orsi) del parco e dal maltempo. Le indagini sono state estese dalla procura della Repubblica di Avezzano anche agli anni successivi.” Fonte: http://www.marsicalive.it/?p=132891

 

30.11.2017 -Denuncia Enpa: “I lupi si possono fucilare?Il Ministro Galletti vuole dare licenza di uccidere ai bracconieri”. Il piano Lupo con possibile modifiche alla moratoria.”

Fonte: http://www.ilsussidiario.net/News/Cronaca/2017/11/30/I-lupi-si-possono-fucilare-Denuncia-Enpa-ministro-Galletti-vuole-dare-licenza-di-uccidere-ai-bracconieri-/795164/

 

MA COME, ORSI E LUPI NON SONO FAUNA SUPERPROTETTA?! ECCO IL "SISTEMINO":

20.01.2018: “Orso marsicano: ancora un “protocollo”!L’Orso marsicano ha notoriamente fame...– Ce lo ha insegnato la politica: quando non sai cosa fare, cambia nome al problema, indici una conferenza, pubblica un libro o crea una struttura nuova la quale dovrà a sua volta, cambiare nome a qualche problema e magari crea una sottostruttura, indici qualche conferenza, dà alle stampe un rapporto, sottoscrivi un protocollo d’intesa! L’Orso marsicano ha notoriamente fame...” Fonte: https://www.cacciapassione.com/orso-marsicano-ancora-un-protocollo/

 

 

*Rispetta il nostro lavoro, cita sempre la fonte "www.vittimedellacaccia.org" se pubblichi e/o usi quanto contenuto nel Dossier©. Grazie

DOSSIER VITTIME CACCIA©2017/2018 wwwvittimedellacaccia.org -

 

-o-

 

Altri aspetti della caccia

Un esempio, una testimonianza: Meldola (Forlì) "Auto a folle velocità e caccia con fucili spianati. Lupi e caprioli terrorizzati" La segnalazione di una residente nel meldolese: "Sembrava un safari. Questi cacciatori hanno terrorizzato gli animali spingendoli ad attraversare la Bidentina".

Fonte: http://www.forlitoday.it/cronaca/caccia-questa-mattina-zona-monte--vescovo-4-gennaio-2018.html

Altro caso significativo: 25 dicembre 2017, Genova, Alcuni spari di cacciatori spaventavano due cani pastori tedeschi che scappavano fino all’autostrada A12: L’intervento degli agenti ha permesso di salvare i cani e di evitare incidenti.

Fonte:http://www.lastampa.it/2017/12/25/societa/lazampa/cane-cani/genova-cani-spaventati-dai-colpi-fucile-scappano-sullautostrada-a-la-polizia-stradale-li-salva-DvWDW4jkDc76W13LyYJZbO/pagina.html

INTANTO, QUESTO MASSACRO GENERALE AVVIENE IN UN TERRITORIO GESTITO CON CIALTRONAGGINE DIFFUSA DELLE ISTITUZIONI, incapaci anche di fare il proprio lavoro:

15.09.2017 - “Caccia fuorilegge: 11 regioni senza piano faunistico e 5 specie minacciate ancora cacciabili. Lipu: «Trasmessa una denuncia alla Commissione europea su carenze di pianificazione e valutazione di incidenza»

Fonte: http://www.greenreport.it/news/aree-protette-e-biodiversita/caccia-fuorilegge-11-regioni-senza-piano-faunistico-5-specie-minacciate-ancora-cacciabili/

 

 

 

-o-

 

CHIESA E ARMIERI

“La competizione leale promuove la conoscenza di se e del prossimo”!!! cit.

FUCILE IN REGALO AL PAPA – STORIE DI ORDIANRIA FOLLIA – ARMI

A "Caccia & Country", fiera delle armi, è stata esposta anche la copia della carabina donata al Papa. Tra le assurdità non si può, infine, non citare l'aforismo inciso sul calcio della carabina consegnata a Papa Francesco il 25 ottobre scorso dall’Armeria Cicognani appunto... “La competizione leale promuove la conoscenza di se e del prossimo

Fonte: http://www.forlitoday.it/eventi/caccia-country-fishing-expo-24-26-novembre-2017.html

Fonte: http://www.forlitoday.it

-o-

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA E LE GITTATE DELLE ARMI DA CINGHIALE.

Che le armi non fossero selettive lo sapevamo, tanto meno quelle da caccia grossa, ma sapevamo anche che “la Legge è – sarebbe – uguale per tutti.” No, non è così.

Il Presidente della Repubblica in visita a Siena: Vietata la caccia anche a distanza di chilometri!

“Caccia vietata a Siena il 20 ottobre per la visita del presidente Mattarella. Il provvedimento riguarda anche il territorio comunale di Sovicille. Il Capo dello Stato raggiungerà Piazza del Campo per un incontro in Comune. I cacciatori sensesi non potranno cacciare fino ad un raggio di 12 chilometri.

Solo due giorni prima infatti, il 18 ottobre, nella stessa zona è stato registrato un grave incidente di caccia in cui un cacciatore di 69 anni è rimasto ucciso per un colpo di fucile alla testa durante una battuta al cinghiale. 20.10.2017 - SIENA

Fonte: https://www.cacciapassione.com/caccia-vietata-a-siena-il-20-ottobre-per-la-visita-del-presidente-mattarella/

Fonte: https://www.cacciapassione.com

Fonte: http://www.lanazione.it/siena/cronaca/cacciatore-morto-rosia-sovicille-1.3471885

 

I costi sociali della caccia

Sono 27 i casi rintracciati in questa stagione in cui è stato necessario far intervenire L'ELISOCCORSO per il recupero dei cacciatori feriti o deceduti, oltre ai numerosi Corpi specializzati per il recupero in zone impervie e inaccessibili.

Paradossale il caso in Lombardia:

31.10.2017 – Verbano Cusio Ossola, Polizia Provinciale, il Comandande Maccagno Riccardo: “Inesattezze di Federcaccia sulla questione trasporto con elicottero nella pratica venatoria” Negli ultimi anni, infatti sul territorio provinciale si è osservato un crescendo utilizzo dell’elicottero connesso alla pratica venatoria, non esclusivamente per il recupero di cervi abbattuti in zone impervie, ma anche per trasporto in quota di cacciatori, recupero dei medesimi, recupero di altra tipologia di selvaggina di facile trasporto, pertanto, ho ritenuto necessario formulare un quesito ai preposti Uffici Regionali (agli atti Prot. 20124, del1’1.9.2017) al fine di apprendere al meglio le modalità, se concesse, di tali attività. ..”

Fonte: http://www.ossolanews.it/prima-pagina/polizia-provinciale-inesattezze-di-federcaccia-sulla-questione-trasporto-con-elicottero-nella-pratica-venatoria-11083.html

 

 

*Rispetta il nostro lavoro, cita sempre la fonte "www.vittimedellacaccia.org" se pubblichi e/o usi quanto contenuto nel Dossier©. Grazie

DOSSIER VITTIME CACCIA©2017/2018 wwwvittimedellacaccia.org -


-o-

 

Grafici e Tabelle:

    - Focus sull'età dei responsabili

    - Tabella delle regioni

    - Comparazione stagioni precedenti

 

    ETA' DEI RESPONSABILI DI VITTIME/ILLECITI/REATI/ABUSI DI CACCIA IN QUESTA STAGIONE

     

Da questa immagine appare evidente, un aumento dei casi in cui i responsabili di vittime/illeciti/reati/abusi di caccia risultino sempre più anziani, rimane invece quasi invariato il dato delle fasce 40/60 anni.

Sono infatti queste fasce di età che maggiormente dovrebbero allertare chi di dovere, in termini di requisiti necessari – fisici e psichici – per la detenzione di armi da fuoco (in numero illimitato per i cacciatori...). Anche se non mancano certo i casi (vedi cronologia) in cui i neo-patentati hanno fatto la “loro parte”, in negativo naturalmente.



*FOCUS PRECEDENTI STAGIONI

FOCUS ETA' 2016/2017>

FOCUS ETA’ 2015/2016>

FOCUS ETA’ 2014/2015>

FOCUS ETA’ 2013/2014>

FOCUS ETA’ 2012/2013>

-o-

TABELLA DELLE REGIONI

in cui si sono registrate vittime umane

in AMBITO VENATORIO ED EXTRAVENATOIO -

AGGIORNATO AL 31 GENNAIO


 

AL PRIMO POSTO, per entrambi gli Ambiti, si dstingue la CAMPANIA, segue il LAZIO e la TOSCANA entrambe al 2° posto

 

-O-

 

TABELLA DELLE REGIONI

in cui si sono registrate vittime umane

in AMBITO VENATORIO

AGGIORNATO AL 31 GENNAIO


 

AL PRIMO POSTO, per l'Ambito VENATORIO abbiamo il LAZIO, segue la TOSCANA, terza l'EMILIAROMAGNA.

Ci auguriamo che qualche riflessione venga finalmente fatta dagli Amministratori e dagli Enti locali, prima di deliberare norme con risultati micidiali, di cui si rendono responsabili attraverso una sempre maggiore liberalizzazione della caccia, a dispetto non solo di norme preminenti, come la PUBBLICA SICUREZZA, ma del buon senso e... della filantropìa. Questa si chiama ipocrisia.

 

-O-

COMPARAZIONE CON I DATI DELLE PRECEDENTI STAGIONI

AGGIORNATO 31 GENNAIO

 

Comparazione con i dati raccolti nell'arco di 11 stagioni venatorie, in entrambi gli Ambiti.

1263 persone prese a fucilate con armi da fuoco ad uso caccia, nell'arco di tempo delle sole stagioni venatorie, 5 mesi circa ogni anno.


*Rispetta il nostro lavoro, cita sempre la fonte "www.vittimedellacaccia.org" se pubblichi e/o usi quanto contenuto nel Dossier©. Grazie

DOSSIER VITTIME CACCIA©2017/2018 wwwvittimedellacaccia.org -

 

-o-


Cronologia dei fatti - LINK

Soltanto la lettura della Cronologia offre una reale visione della situazione caccia in Italia. Se ne raccomanda la lettura fino all'ultimo giorno.

 

*Rispetta il nostro lavoro, cita sempre la fonte "www.vittimedellacaccia.org" se pubblichi e/o usi quanto contenuto nel Dossier©. Grazie

DOSSIER VITTIME CACCIA©2017/2018 wwwvittimedellacaccia.org -

 


Read 0 Comments... >>
 

OPTA AVC - ELEZIONI 4 MARZO 2018

E-mail Stampa PDF

ASSOCIAZIONE VITTIME DELLA CACCIA

 

ELEZIONI POLITICHE E REGIONALI DEL 4 MARZO 2018:

OPTA - Osservatorio Politico Trasversale Anticaccia> Per offrire una panoramica sul mondo politico e le scelte fatte/programmate dagli schieramenti e dai loro rappresentanti in materia di *caccia, Animali, Ambiente e Diritti civili*

ALCUNE INFORMAZIONI UTILI

Domenica 4 marzo, dalle ore 7,00 alle ore 23,00, si vota per eleggere la nuova classe politica, composta da 630 deputati e 315 senatori (oltre a 5 senatori a vita).In Lazio e Lombardia si vota anche per rinnovare i presidenti e le giunte regionali. Il nuovo governo guiderà il Paese fino al 2023, salvo crisi o altro possibile scenario.

In Italia il presidente del Consiglio dei ministri non viene eletto direttamente dal popolo, ma viene nominato prima dal presidente della Repubblica per ottenere poi la fiducia dai parlamentari.

IL "ROSATELLUM", una legge elettorale incostituzionale al pari del Porcellum...

Per le elezioni politiche ogni avente diritto al voto riceverà due schede, una per la Camera e una per il Senato. Chii ha compiuto 25 anni, potrà votare anche per le elezioni regionali (solo Lazio e Lombardia), quindi riceverà una terza scheda.

La legge elettorale chiamata Rosatellum si basa su un sistema misto di ripartizione dei seggi: per due terzi proporzionale e per un terzo maggioritario, significa che un terzo dei seggi totali (232 per Camera e 102 per Senato) è assegnato con metodo maggioritario in collegi uninominali, ovvero in collegi dove il candidato che ottiene anche solo un voto in più viene automaticamente eletto.

SE "NESSUN PARTITO MI RAPPRESENTA" - Tanti non si sentono rappresentati da questa classe politica e pensano di non andare a votare il 4 marzo o di annullare la scheda con uno scarabocchio o lasciandola bianca.

COSA SUCCEDE SE VOTIAMO... SCHEDA BIANCA O LA ANNULLIAMO: Attenzione!  Le schede bianche e nulle, fanno percentuale di votanti, e vengono ripartite nel cosiddetto premio di maggioranza, ovvero distribuito alla coalizione/partito col maggior numero di voti, quindi riflettete, poichè il voto viene poi regalato al partito della stessa coalizione più votato. Se invece il partito corre da solo, le schede nulle o bianche non premiano nessuno.

COSA SUCCEDE INVECE SE NON ANDIAMO A VOTARE: Non andare a votare significa non essere conteggiati come votanti, pertanto nessun partito/coalizione prenderà il vostro (non) voto col premio di maggioranza.

UN'ALTERNATIVA C'è: L'ASTENSIONE ATTIVA per il non-voto. E' un procedimento assolutamente legale - anche se non normato - a garanzia di chi, non sentendosi rappresentato da nessuno, voglia dare voce alla propria protesta senza però regalare il non-voto alla coalizione o partito con più voti.

Di seguito alcuni link con altre informazioni:

- Astensionismo attivo – Come esprimere il NON VOTO attivo> LINK

- L'astensionismo più efficace > LINK

- Circolare del Ministero dell'Interno che chiarisce il procedimento> LINK

- Lex - Diritto dell' elettore, Testo Unico Leggi elettorali > LINK


 

Uno speciale ringraziamento a Francesca Rettore per la preziosa collaborazione di raccolta sulla posizione in merito a Caccia/Animali/Ambiente dei candidati e partiti vari per le elezioni del 4 marzo

-o-

IN AGGIORNAMENTO...

- CENTROSINISTRA - PARTITO DEMOCRATICO - aggiornato 15 febbraio

- LIBERI E UGUALI - LEU - aggiornato 15 febbraio

- MOVIMENTO 5 STELLE aggiornato15 febbraio

- CENTRODESTRA: FORZA ITALIA - LEGA - FRATELLI D'ITALIA -Noi con l'Italia -aggiornato 15 febbraio

- POTERE AL POPOLO - aggiornato 15 febbraio

in aggiornamento...

News e fonti

- Politiche 2018: tutti i partiti e i candidati

fonte: www.wallstreetitalia.com

*****************************

COMUNICATI AVC:

Comunicato AVC 22.01: "Da una prima panoramica possiamo solo dire che tutti i grossi partiti, schieramenti ecc hanno completamente glissato le questioni caccia, animali, habitat...( per non parlare di chi è sempre stato in favore delle lobby e da cui non ci aspettavamo nulla) .

La nostra prima impressione quindi è ... tristemente trasversale per un voto negativo a tutte le grosse formazioni politiche. Il 4 marzo però non tutti vogliono andare al mare, pertanto la RICERCA CONTINUA, fosse solo come manifestazione di protesta...

Visto che il tema SICUREZZA si rivela come elemento centrale di questa campagna elettorale,  non si capisce perchè non si faccia preciso riferimento anche alla siucurezza violata dai cacciatori con la ragionevole attenzione che questo fenomeno impone, visto l'allarme sociale diffuso che i cacciatori esercitano sul resto della popolazione che vive fuori dalle città.

Deplorevole è proprio l'assenza consapevole di attenzione, e la precisa volontà a non raccogliere le istanze, la sensibilità della maggioranza della popolazione che non solo ideologicamente è contraria alla caccia, ama gli animali, è fortemente preoccupata per la tutela della propria incolumità dalle armi da caccia, inorridita dalla crudeltà gratuita dell' Ars venandi a cui è costretta ad assistere e stanca di doversi difendere da sola, senza strumenti, troppo spesso abbandonata da chi dovrebbe vigilare proprio sulla SICUREZZA."

AVC 22.01.2018 h.20,00




Read 0 Comments... >>
 

SITO IN MANUTENZIONE

E-mail Stampa PDF

SCUSATE IL DISAGIO, STIAMO LAVORANDO PER UN SITO MIGLIORE

PER LEGGERE NOTIZIE PIU' AGGIORNATE, SEGUICI SU

FACEBOOK


Read 0 Comments... >>
 

SENTENZA DELLA CORTE COSTITUZIONALE N.139/2017-CACCIA-LIGURIA

E-mail Stampa PDF

AVC LEX

SENTENZA DELLA CORTE COSTITUZIONALE N.139/2017 - CACCIA - LIGURIA ( legittimità costituzionale degli artt. 88, 89, comma 1, 92 e 93 della legge della Regione Liguria 30 dicembre 2015, n. 29)

Sentenza 139/2017 (ECLI:IT:COST:2017:139)
Giudizio: GIUDIZIO DI LEGITTIMITÀ COSTITUZIONALE IN VIA PRINCIPALE
Presidente: GROSSI - Redattore: LATTANZI
Udienza Pubblica del 23/05/2017;    Decisione  del 23/05/2017
Deposito del 14/06/2017;   Pubblicazione in G. U. 21/06/2017 n. 25
Norme impugnate: Artt. 88, 89, c. 1°, 92 e 93 della legge della Regione Liguria 30/12/2015, n. 29.
Massime: 39321 39322 39323 39324 39325 39326 39327 39328
Atti decisi: ric. 7/2016

 

SENTENZA N. 139

ANNO 2017


REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

LA CORTE COSTITUZIONALE

composta dai signori: Presidente: Paolo GROSSI; Giudici : Giorgio LATTANZI, Aldo CAROSI, Marta CARTABIA, Mario Rosario MORELLI, Giancarlo CORAGGIO, Giuliano AMATO, Silvana SCIARRA, Daria de PRETIS, Nicolò ZANON, Franco MODUGNO, Augusto Antonio BARBERA, Giulio PROSPERETTI,


ha pronunciato la seguente

SENTENZA

nel giudizio di legittimità costituzionale degli artt. 88, 89, comma 1, 92 e 93 della legge della Regione Liguria 30 dicembre 2015, n. 29, recante «Prime disposizioni per la semplificazione e la crescita relative allo sviluppo economico, alla formazione e lavoro, al trasporto pubblico locale, alla materia ordinamentale, alla cultura, spettacolo, turismo, sanità, programmi regionali di intervento strategico (P.R.I.S.), edilizia, protezione della fauna omeoterma e prelievo venatorio (Collegato alla legge di stabilità 2016)», promosso dal Presidente del Consiglio dei ministri, con ricorso notificato il 29 febbraio-3 marzo 2016, depositato in cancelleria il 3 marzo 2016 ed iscritto al n. 7 del registro ricorsi 2016.

Visto l’atto di costituzione della Regione Liguria;

udito nell’udienza pubblica del 23 maggio 2017 il Giudice relatore Giorgio Lattanzi;

uditi l’avvocato dello Stato Pietro Garofoli per il Presidente del Consiglio dei ministri e l’avvocato Emanuela Romanelli per la Regione Liguria.


Ritenuto in fatto

1.– Con ricorso spedito per la notificazione il 29 febbraio 2016 e depositato il successivo 3 marzo (reg. ric. n. 7 del 2016), il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall’Avvocatura generale dello Stato, ha promosso questioni di legittimità costituzionale degli artt. 88, 89, comma 1, 92 e 93 della legge della Regione Liguria 30 dicembre 2015, n. 29, recante «Prime disposizioni per la semplificazione e la crescita relative allo sviluppo economico, alla formazione e lavoro, al trasporto pubblico locale, alla materia ordinamentale, alla cultura, spettacolo, turismo, sanità, programmi regionali di intervento strategico (P.R.I.S.), edilizia, protezione della fauna omeoterma e prelievo venatorio (Collegato alla legge di stabilità 2016)», in riferimento all’art. 117, secondo comma, lettera s), della Costituzione.

Le disposizioni impugnate si inseriscono nel testo della legge della Regione Liguria 1° luglio 1994, n. 29 (Norme regionali per la protezione della fauna omeoterma e per il prelievo venatorio), aggiungendo nuove previsioni.

L’art. 88 impugnato, che inserisce un comma 8-bis nell’art. 16 della legge regionale n. 29 del 1994, permette, dal 15 agosto alla seconda domenica di settembre, l’addestramento e l’allenamento dei cani da caccia sul territorio venatorio, con esclusione delle zone indicate dal comma 1.

Il ricorrente osserva che, in base all’art. 10, comma 7, della legge 11 febbraio 1992, n. 157 (Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio), i periodi per l’addestramento e l’allenamento dei cani da caccia sono stabiliti con i piani faunistico-venatori provinciali. La normativa statale, che esprime una regola inderogabile attinente alla tutela dell’ambiente e dell’ecosistema (art. 117, secondo comma, lettera s, Cost.), prescriverebbe perciò di adottare a tal fine il piano faunistico-venatorio, non consentendo il ricorso alla legge-provvedimento.

Inoltre non sarebbero permessi l’addestramento e l’allenamento dei cani da caccia in un periodo di chiusura dell’attività venatoria.

L’art. 89, comma 1, che aggiunge un comma 1-bis all’art. 18 della legge regionale n. 29 del 1994, consente a chi abbia optato per una delle forme di caccia indicate dal comma 1 di esercitare la caccia, a certe condizioni, per quindici giorni anche in una delle altre forme.

Il ricorrente rileva che l’art. 12, comma 5, della legge n. 157 del 1992 impone, invece, di praticare la caccia esclusivamente in una delle tre forme indicate, e anche in questo caso esprime una regola inderogabile attinente alla tutela dell’ambiente e dell’ecosistema (art. 117, secondo comma, lettera s, Cost.).

L’art. 92 sostituisce l’art. 35 della legge regionale n. 29 del 1994. In particolare, il nuovo comma 9 permette di recuperare i capi feriti facendo uso delle armi anche nelle giornate di silenzio venatorio e al di fuori degli orari di caccia.

Il ricorrente osserva che l’abbattimento e la cattura della fauna selvatica con l’uso delle armi costituisce esercizio venatorio ai sensi dell’art. 12, commi 2 e 3, della legge n. 157 del 1992. Infatti, l’art. 21, comma 1, lettera g), della legge n. 157 del 1992 vieta il trasporto di armi nei giorni non consentiti per la caccia. Anche in questo caso, derogando a tale norma, la disposizione impugnata avrebbe leso l’art. 117, secondo comma, lettera s), Cost.

Infine, l’art. 93 sostituisce l’art. 36 della legge regionale n. 29 del 1994. In particolare, il nuovo comma 2 consentirebbe di procedere con i piani di abbattimento della fauna selvatica prima che l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA) abbia verificato l’inefficacia dei metodi di controllo ecologico, posto che la norma impugnata si limita a stabilire che si tiene conto delle modalità indicate dall’ISPRA per eseguire il piano di abbattimento. Il ricorrente ravvisa in ciò un contrasto con l’art. 19, comma 2, della legge n. 157 del 1992, e dunque con l’art. 117, secondo comma, lettera s), Cost.

Inoltre la norma statale abilita all’abbattimento solo le guardie venatorie dipendenti delle amministrazioni provinciali, le guardie forestali, le guardie comunali e i proprietari o conduttori dei fondi su cui si attuano i piani, se muniti di licenza venatoria.

La norma impugnata allargherebbe illegittimamente l’elenco, includendovi i cacciatori, purché riuniti in squadre o in possesso della qualifica di coadiutore al controllo faunistico o di selecontrollore. Da ciò un ulteriore profilo di violazione dell’art. 117, secondo comma, lettera s), Cost.

2.– Si è costituita in giudizio la Regione Liguria, chiedendo che il ricorso sia dichiarato non fondato.

Con riferimento all’art. 88 la Regione sostiene che non le sarebbe precluso adottare leggi-provvedimento in materia di caccia.

Con riguardo all’art. 89, comma 1, la Regione afferma che rientra nella sua competenza residuale in materia di caccia permettere l’esercizio dell’attività venatoria in forme congiunte e non alternative.

L’art. 92 poi non comporterebbe alcun peggioramento della tutela ambientale, perché l’abbattimento con arma del capo ferito sarebbe funzionale a un recupero «in condizioni di sicurezza per gli operatori».

Infine, quanto all’art. 93, la difesa regionale osserva che il processo di riordino delle funzioni attribuite alla Provincia ha ridotto il personale della polizia provinciale addetto alla sezione faunistica. Si sarebbe perciò reso necessario permettere l’abbattimento della fauna selvatica anche ad altre categorie di persone.

3.– Nelle more del giudizio, a decorrere dall’8 dicembre 2016, l’art. 88 è stato abrogato dall’art. 1 della legge della Regione Liguria 30 novembre 2016, n. 31, recante «Modifiche alla legge regionale 30 dicembre 2015, n. 29 (Prime disposizioni per la semplificazione e la crescita relative allo sviluppo economico, alla formazione e lavoro, al trasporto pubblico locale, alla materia ordinamentale, alla cultura, spettacolo, turismo, sanità, programmi regionali di intervento strategico -P.R.I.S.-, edilizia, protezione della fauna omeoterma e prelievo venatorio – Collegato alla legge di stabilità 2016)», mentre, con la stessa decorrenza, l’art. 89, comma 1, impugnato è stato abrogato dall’art. 2 della stessa legge regionale.

4.– Nell’imminenza dell’udienza pubblica la Regione Liguria ha depositato una memoria.

Innanzi tutto la Regione chiede che, rispetto agli artt. 88 e 89, comma 1, sia dichiarata la cessazione della materia del contendere, perché entrambe le norme sono state abrogate.

Con riferimento all’art. 92 la Regione osserva che il prelievo venatorio del cinghiale e degli altri ungulati è contingentato, sicché il cacciatore non può ucciderne un numero superiore a quello assegnatogli. Quindi non vi sarebbe modo di cacciare nei giorni di silenzio venatorio, ma sarebbe solo possibile recuperare i capi feriti, allo scopo di risparmiare loro «inutili sofferenze» e di prevenire eventuali infezioni per la fauna con cui vengono in contatto.

Infine, relativamente all’art. 93, la difesa regionale sottolinea che la disposizione non compromette il ruolo consultivo dell’ISPRA, i cui documenti restano impiegati per «estrapolarne le metodologie da applicare nei piani di abbattimento».


Considerato in diritto

1.– Il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall’Avvocatura generale dello Stato, ha promosso questioni di legittimità costituzionale degli artt. 88, 89, comma 1, 92 e 93 della legge della Regione Liguria 30 dicembre 2015, n. 29, recante «Prime disposizioni per la semplificazione e la crescita relative allo sviluppo economico, alla formazione e lavoro, al trasporto pubblico locale, alla materia ordinamentale, alla cultura, spettacolo, turismo, sanità, programmi regionali di intervento strategico (P.R.I.S.), edilizia, protezione della fauna omeoterma e prelievo venatorio (Collegato alla legge di stabilità 2016)», in riferimento all’art. 117, secondo comma, lettera s), della Costituzione.

Le disposizioni impugnate modificano o sostituiscono alcune norme della legge della Regione Liguria 1° luglio 1994, n. 29 (Norme regionali per la protezione della fauna omeoterma e per il prelievo venatorio), in tema di caccia.

Pur costituendo la caccia materia affidata alla competenza legislativa residuale della Regione ai sensi dell’art. 117, quarto comma, Cost., è tuttavia necessario, in base all’art. 117, secondo comma, lettera s), Cost., che la legislazione regionale rispetti la normativa statale adottata in tema di tutela dell’ambiente e dell’ecosistema, ove essa esprima regole minime uniformi (ex plurimis, sentenze n. 2 del 2015, n. 278 del 2012, n. 151 del 2011 e n. 315 del 2010).

Quando tali regole sono contenute nella legge 11 febbraio 1992, n. 157 (Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio), che in larga parte le racchiude, la normativa regionale in contrasto con le corrispondenti disposizioni statali invade la sfera di competenza legislativa dello Stato ed è perciò costituzionalmente illegittima.

Sulla base di queste giuste premesse, il ricorrente impugna le disposizioni sopra indicate, segnalando per ciascuna di esse il conflitto con specifiche norme della legge n. 157 del 1992, e, conseguentemente, la violazione dell’art. 117, secondo comma, lettera s), Cost.

2.– Nelle more del giudizio, gli artt. 1 e 2 della legge della Regione Liguria 30 novembre 2016, n. 31, recante «Modifiche alla legge regionale 30 dicembre 2015, n. 29 (Prime disposizioni per la semplificazione e la crescita relative allo sviluppo economico, alla formazione e lavoro, al trasporto pubblico locale, alla materia ordinamentale, alla cultura, spettacolo, turismo, sanità, programmi regionali di intervento strategico -P.R.I.S.-, edilizia, protezione della fauna omeoterma e prelievo venatorio – Collegato alla legge di stabilità 2016)», con effetto decorrente dall’8 dicembre 2016, hanno abrogato, rispettivamente, gli artt. 88 e 89, comma 1, impugnati. Ciò nonostante, per quanto satisfattiva, l’abrogazione non determina la cessazione della materia del contendere, perché le norme hanno già trovato applicazione (ex plurimis, sentenza n. 199 del 2016).

Ciò vale per l’art. 88, che ha determinato il periodo consentito per l’addestramento e l’allenamento dei cani da caccia dal 15 agosto alla seconda domenica di settembre, e ha dunque già prodotto effetti nell’anno 2016; vale altresì per l’art. 89, comma 1, che ha consentito di usufruire di giornate di caccia in forma diversa da quella per cui si è optato, a partire dalla terza domenica dell’ottobre 2016.

3.– Tutte le questioni sono fondate, considerato che questa Corte ha già dichiarato l’illegittimità costituzionale di analoghe disposizioni adottate da altre Regioni.

4.– L’art. 88 determina direttamente l’arco temporale durante il quale sono permessi l’addestramento e l’allenamento dei cani da caccia.

Gli artt. 10 e 18 della legge n. 157 del 1992 prevedono invece che tale arco temporale debba essere stabilito nel piano faunistico-venatorio, con conseguente divieto di ricorrere a una legge-provvedimento (sentenza n. 193 del 2013). Questa prescrizione assicura garanzie procedimentali per un giusto equilibrio tra i vari interessi in gioco, da soddisfare anche attraverso l’acquisizione di pareri tecnici. Essa perciò esprime una inderogabile regola di tutela ambientale alla quale la norma impugnata illegittimamente si è sottratta.

È assorbito l’ulteriore profilo di censura relativo alla individuazione del termine per l’addestramento e l’allenamento dei cani da caccia, che cadrebbe in un periodo durante il quale l’attività venatoria è vietata.

5.– L’art. 89, comma 1, permette che, a certe condizioni e nel rispetto del limite di quindici giornate per stagione venatoria, la caccia sia esercitata in altra forma rispetto a quella per la quale si è optato.

L’art. 12 della legge n. 157 del 1992 prevede, invece, che la caccia sia praticata «in via esclusiva» in una delle seguenti tre forme: vagante in zona Alpi; da appostamento fisso; nella altre forme consentite dalla legge e praticate nel rimanente territorio destinato all’attività venatoria programmata.

Questa Corte ha già ritenuto che la norma statale, in quanto volta «ad assicurare la sopravvivenza e la riproduzione delle specie cacciabili», possa essere oggetto di integrazione da parte della legge regionale «esclusivamente nella direzione dell’innalzamento del livello di tutela» (sentenza n. 116 del 2012; in seguito, sentenza n. 278 del 2012); perciò è evidente che il permettere, sia pure limitatamente, una forma di caccia diversa da quella per cui si è optato in via generale non opera in questa direzione ed è pertanto costituzionalmente illegittimo.

6.– L’art. 92 deve considerarsi impugnato con esclusivo riferimento alla sostituzione del comma 9 dell’art. 35 della legge regionale n. 29 del 1994, che è l’unica porzione normativa alla quale è dedicata la motivazione del ricorso. La norma permette, tra l’altro, ai conduttori di cani da caccia di recuperare i capi feriti, facendo uso delle armi, «anche fuori degli orari previsti per la caccia e nelle giornate di silenzio venatorio».

Ai sensi dell’art. 12, commi 2 e 3, della legge n. 157 del 1992, l’abbattimento e la cattura della fauna selvatica con l’uso delle armi costituiscono esercizio venatorio; inoltre l’art. 21, comma 1, lettera g), della legge n. 157 del 1992 vieta il trasporto di armi da sparo per uso venatorio che non siano scariche e in custodia «nei giorni non consentiti per l’esercizio venatorio». Viene così formulata l’inderogabile regola che, quando l’esercizio venatorio è precluso, esclude l’introduzione di armi in forme potenzialmente idonee all’uso. Tale regola appartiene alla competenza legislativa esclusiva dello Stato in materia di tutela dell’ambiente (sentenza n. 2 del 2015), sicché la norma impugnata, che vi deroga, è costituzionalmente illegittima.

7.– L’art. 93 deve ritenersi impugnato con esclusivo riferimento alla sostituzione del comma 2 dell’art. 36 della legge regionale n. 29 del 1994, che è l’unica porzione normativa che forma oggetto della motivazione del ricorso.

Le questioni di legittimità costituzionale sono due.

Con la prima la norma è impugnata nella parte in cui, «oltre alle azioni di controllo esercitate con metodi ecologici», prevede «piani di abbattimento» della fauna selvatica «da realizzarsi tenendo conto delle modalità indicate dall’ISPRA».

L’art. 19, comma 2, della legge n. 157 del 1992 stabilisce, invece, una rigida subordinazione dei piani di abbattimento alla preventiva utilizzazione dei metodi ecologici su parere dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA). L’abbattimento è permesso solo se l’ISPRA ha verificato l’inefficacia dei metodi ecologici.

Questa Corte ha già ritenuto che la normativa statale, in quanto preordinata alla preservazione della fauna, è inderogabile da parte della legislazione regionale (sentenza n. 278 del 2012) e ha assegnato particolare valore all’intervento dell’ISPRA, allo scopo di garantire l’osservanza di livelli minimi e uniformi di protezione ambientale (sentenza n. 107 del 2014).

La norma impugnata non assicura la priorità del metodo ecologico rispetto al piano di abbattimento, parificando invece l’uno e l’altro strumento, senza fare riferimento alle verifiche demandate all’ISPRA. Né vale in senso contrario la previsione che il piano di abbattimento deve tenere conto delle modalità indicate dall’ISPRA, sia perché queste indicazioni sono inerenti all’abbattimento, che non è subordinato all’accertamento, da parte dell’ISPRA, dell’inefficacia del metodo ecologico, sia perché non ne è assicurata neppure la natura vincolante. Del resto, la formulazione originaria dell’art. 36, comma 2, della legge regionale n. 29 del 1994 era riproduttiva dell’art. 19, comma 2, della legge n. 157 del 1992, sicché la modifica testuale è evidentemente finalizzata a modificare il contenuto precettivo della disposizione, e ha obiettivamente questo effetto costituzionalmente illegittimo.

La seconda questione di legittimità costituzionale investe la norma impugnata, nella parte in cui consente l’attuazione dei piani di abbattimento anche da parte di cacciatori riuniti in squadre validamente costituite e di cacciatori in possesso della qualifica di coadiutore al controllo faunistico o di selecontrollore.

L’art. 19, comma 2, della legge n. 157 del 1992, invece, non permette ai cacciatori di prendere parte all’abbattimento, a meno che non siano proprietari o conduttori del fondo sul quale si attua il piano.

Questa Corte ha già ritenuto che l’elenco contenuto nella norma statale, con riguardo alle persone abilitate all’attività in questione, è tassativo, e che una sua integrazione da parte della legge regionale riduce il livello minimo e uniforme di tutela dell’ambiente (sentenze n. 107 del 2014 e n. 392 del 2005; ordinanza n. 44 del 2012). Ne segue l’illegittimità costituzionale della norma oggetto di censura.


per questi motivi

LA CORTE COSTITUZIONALE

1) dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 88 della legge della Regione Liguria 30 dicembre 2015, n. 29, recante «Prime disposizioni per la semplificazione e la crescita relative allo sviluppo economico, alla formazione e lavoro, al trasporto pubblico locale, alla materia ordinamentale, alla cultura, spettacolo, turismo, sanità, programmi regionali di intervento strategico (P.R.I.S.), edilizia, protezione della fauna omeoterma e prelievo venatorio (Collegato alla legge di stabilità 2016)», che ha aggiunto il comma 8-bis all’art. 16 della legge della Regione Liguria 1° luglio 1994, n. 29 (Norme regionali per la protezione della fauna omeoterma e per il prelievo venatorio);

2) dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 89, comma 1, della legge della Regione Liguria n. 29 del 2015, che ha inserito il comma 1-bis nell’art. 18 della legge della Regione Liguria n. 29 del 1994;

3) dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 92 della legge della Regione Liguria n. 29 del 2015, nella parte in cui, sostituendo l’art. 35, comma 9, della legge della Regione Liguria n. 29 del 1994, consente il recupero dei capi feriti con le armi anche fuori degli orari previsti per la caccia e nelle giornate di silenzio venatorio;

4) dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 93 della legge della Regione Liguria n. 29 del 2015, nella parte in cui, sostituendo l’art. 36, comma 2, della legge della Regione Liguria n. 29 del 1994, consente di ricorrere ai piani di abbattimento della fauna selvatica anche quando l’ISPRA non abbia preventivamente verificato l’inefficacia dei metodi ecologici;

5) dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 93 della legge della Regione Liguria n. 29 del 2015, nella parte in cui, sostituendo l’art. 36, comma 2, della legge della Regione Liguria n. 29 del 1994, consente l’attuazione dei piani di abbattimento da parte di «cacciatori riuniti in squadre validamente costituite, nonché cacciatori in possesso della qualifica di coadiutore al controllo faunistico o di selecontrollore».

Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 23 maggio 2017.

F.to:

Paolo GROSSI, Presidente

Giorgio LATTANZI, Redattore

Roberto MILANA, Cancelliere

Depositata in Cancelleria il 14 giugno 2017.

Il Direttore della Cancelleria

F.to: Roberto MILANA

 

fONTE: http://www.cortecostituzionale.it/actionSchedaPronuncia.do?anno=2017&numero=139


Read 0 Comments... >>
 

Cs.La Regione LOMBARDIA e il SOVVERTIMENTO DELLE LEGGI

E-mail Stampa PDF

COMUNICATO STAMPA - AVC 12.07.2017

La Regione LOMBARDIA e il SOVVERTIMENTO DELLE LEGGI

AVC - Contenimento del Cinghiale? Un altro business ai danni di Tutti

La Regione Lombardia ieri 11 luglio ha approvato il piano di contenimento del cinghiale: un bel regalo, l'ennesimo, alle doppiette, una mostruosità sul piano giuridico, una misura inefficace sul terreno del contenimento di specie, una crudeltà inutile e sistematica, il pericolo delle armi da caccia praticamente sempre e ovunque.
Per contenere il numero dei cinghiali si è deciso di agire solo e soltanto con gli abbattimenti: una misura questa che negli anni si è sempre rivelata inefficace, implementando addirittura il numero degli individui, effetto questo palesemente voluto e pianificato.
Le forze di giunta, Lega, Forza Italia, Fratelli d'Italia, Scelta civica con l'appoggio del PD, - e i soli voti contrari della Consigliera Chiara Cremonesi di Sel (Sinistra Ecologia e Libertà) e dei Consiglieri del M5Stelle - hanno addirittura ribaltato i principi espressi dalla recente sentenza della Corte Costituzionale 139/2017, (vai al Link leggi la sentenza) in cui si affermano principi sacrosanti che dovrebbero impedire di fare del contenimento di animali considerati in esubero un business, principi costituzionali ed impianti di leggi quadro che non possono essere sovvertiti, pena il caos normativo, di competenze e dagli effetti nefasti ed opposti all'obbietivo originale.

Il problema "cinghiale" è creato artatamente dallo stesso mondo venatorio attraverso l'incentivazione dell'immissione di questi ungulati: un giro perverso che legittimerebbe poi la soluzione abbattimento. Nulla sul piano della prevenzione - prevista sempre per legge - e di una diversa politica di gestione è stato deciso dalla regione Lombardia.

Nella legge regionale appena approvata brillano l'incentivazione all'immisione e il foraggiamento dei cinghiali nelle Aziende faunistico venatorie, la valorizzazione e il consumo delle carni di cinghiale (Fauna e patrimonio indisponibile dello Stato) e poco e nulla sui fondi da destinare alla prevenzione al fine di contenere danni all'agricoltura. Agricoltori strumentalizzati ed usati per applicare queste politiche venatorie selvagge.

Quali siano gli effetti di questa legge sulla popolazione umana, è proprio una voce, questa, che neppure viene minimamente citata, come ulteriore spregio alle norme di sicurezza pubblica e a garanzia dell'incolumità dei cittadini, visto anche l'uso delle armi previste che sarebbe vietato su maggior parte del territorio italiano...

Uccidere, uccidere, legittimare le doppiette e trarne profitto in questa opera sistematica di sterminio e sovvertimento: questo alla fine ha deciso la Regione Lombardia.

Associazione Vittime della caccia - 12.07.2017


Read 0 Comments... >>
 

OPTA -Regione Toscana:E.Rossi,M.Remaschi,L.Marras

E-mail Stampa PDF

OPTA- Osservatorio Politico Trasversale Anticaccia

SE LI CONOSCI LI EVITI

 

 

 

REGIONE TOSCANA -

LA GIUNTA:

Enrico Rossi *- Presidente

Monica Barni - Vicepresidente - Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Vittorio Bugli - Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Vincenzo Ceccarelli - Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Stefano Ciuoffo - Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Federica Fratoni - Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Cristina Grieco - Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Marco Remaschi*

Stefania Saccardi - Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

-O-

IN PRIMO PIANO:

Enrico Rossi*, Marco Remaschi*, Leonardo Marras

 

- ENRICO ROSSI presidente della Regione Toscana, Partito Democratico > SCHEDA REGIONE TOSCANA

ARTICOLI E REFERENZE: IL TIRRENO, 3 febbraio 2016;  TOSCANA, SI SPARA: CACCIA AL CINGHIALE TUTTO L'ANNO

e-mail istituzionale: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. -

 



- MARCO REMASCHI assessore agricoltura/caccia Regione Toscana, Partito Democratico > SCHEDA REGIONE TOSCANA

ARTICOLI E REFERENZE: IL TIRRENO, 3 febbraio 2016; IL TIRRENO, 6 ottobre 2015;

e-mail istituzionale: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 

 

 

- LEONARDO MARRAS consigliere PD Regione Toscana > SCHEDA REGIONE TOSCANA

ARTICOLI E REFERENZE: SULLA CACCIA LA PENSO COSì; GROSSETONOTIZIE.COM 8 giugno 2016; IL TIRRENO, 7 ottobre 2016

e-mail istituzionale: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.


REFERENZE

PIANO LUPO: Remaschi e Marras: "Avanti con la strada intrapresa da Regione e Ministero dell'Ambiente".

CINGHIALI: TOSCANA, SI SPARA: CACCIA TUTTO L'ANNO IL TIRRENO 3 febbraio 2016 - (unici contrari i 5Stelle Sì Toscana a Sinistra)


I CONSIGLIERI DEL PD IN REGIONE TOSCANA:

Anselmi Gianni, Partito Democratico

Baccelli Stefano, Partito Democratico

Baldi Massimo, Partito Democratico

Bambagioni Paolo, Partito Democratico

Bezzini Simone, Partito Democratico

Bugetti Ilaria, Partito Democratico

Bugliani Giacomo, Partito Democratico

Capirossi Fiammetta, Partito Democratico

Ciolini Nicola, Partito Democratico

De Robertis Lucia, Partito Democratico

Gazzetti Francesco, Partito Democratico

Giani Eugenio, Partito Democratico

Giovannetti Ilaria, Partito Democratico

Marras Leonardo, Partito Democratico*

Mazzeo Antonio, Partito Democratico

Meucci Elisabetta, Partito Democratico

Monni Monia, Partito Democratico

Nardini Alessandra, Partito Democratico

Niccolai Marco, Partito Democratico

Pieroni Andrea, Partito Democratico

Scaramelli Stefano, Partito Democratico

Sostegni Enrico, Partito Democratico

Vadi Valentina, Partito Democratico


Read 0 Comments... >>
 
Banner