Associazione Vittime della caccia

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Ambiente

NEWS FLASH 22 novembre 2011 - AMBIENTE, ANIMALI E CAMBIAMENTI CLIMATICI

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NEWS FLASH  22 novembre 2011 - AMBIENTE, ANIMALI E CAMBIAMENTI CLIMATICI

22.11.2011 Aumentano le temperature e gli uccelli non migrano più. Lo studio dell'Università di Helsinki. Anatre, oche e cigni rimandano le partenze dai paesi più freddi come la Finlandia. Per questo, con il tempo, ne arrivano sempre meno nel Regno Unito. Fa caldo, sempre più caldo e anche gli uccelli acquatici rimandano le migrazioni. Oche, anatre selvatiche e cigni in passato abituate a lasciare in autunno i paesi freddi come la Finlandia, per affrontare l'inverno nelle aree umide dell'Europa del Nord, cambiano le loro abitudini. Le temperature aumentano, l'acqua è meno gelida, e i volatili preferiscono restarsene tranquillamente a casa. Lo rivela una ricerca dell'Università di Helsinki, appena pubblicata sul Journal of Ornithology... Fonte: www.repubblica.it

22.11.2011 Le specie migratorie a rischio per perdita di habitat, bracconaggio e infrastrutture. Il rapporto "Living Planet: Connected Planet. Preventing the End of the World's Wildlife Migrations through Ecological Network", presentato alla Cop 10 della Convention on the conservation of migratory species of wild animals (Unep/Cms) in corso a Bergen, rivela quali sono gli hubs e le specie della fauna selvatica più minacciati in tutto il pianeta.... Fonte: www.greenreport.it

22.11.2011 Un pianeta vivente e connesso. Prevenire la scomparsa delle specie migratrici con le reti ecologiche. A Bergen, in Norvegia, si sta svolgendo la decima Conferenza delle Parti della Convention on the conservation of migratory species of wild animals (Cop10 Unep/Cms) che ha per tema "Networking for Migratory Species", alla quale partecipano 300 fra scienziati, esponenti di Ong e rappresentanti di 100 governi, che discutono della necessità di urgenti iniziative di salvaguardia per fermare il rapido declino delle specie migratorie selvatiche in tutto il mondo.... Fonte: www.greenreport.it

 


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Educazione ambientale, due progetti del Corpo Forestale e MIUR

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(AGENPARL) - Roma, 21 nov - Promuovere la tutela della natura tra i giovani e favorire una maggiore sensibilità ed un più ampio rispetto per il nostro patrimonio naturale sono gli obiettivi dei due progetti nazionali di educazione ambientale promossi dal Corpo forestale dello Stato e dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) per l’anno scolastico 2011-2012. Le iniziative saranno presentate nel corso di una conferenza stampa domani 22 novembre alle ore 11 a Roma presso Villa Mazzanti, sede dell’Ente Regionale RomaNatura, alla presenza del Capo del Corpo forestale dello Stato Cesare Patrone, della Dott.ssa Michela Corsi del MIUR-Direzione Generale per lo studente e del Direttore dell’Ente Regionale RomaNatura Giulio Fancello, dei Forestali provenienti dagli Uffici Territoriali per la Biodiversità di tutta Italia, frequentatori del corso di specializzazione per “interpreti della natura” in svolgimento presso la Scuola Forestale di Sabaudia, in prima linea nella gestione di tali progetti sul territorio.

All’evento parteciperà una scolaresca di Roma che al termine dell’incontro andrà alla scoperta del bosco circostante attraverso i “cinque sensi”. Il progetto “I magnifici sette” mira a realizzare una rete di scuole che approfondiscano lo studio degli animali della foresta e del territorio in cui vivono, attraverso attività di tutela dell’ambiente in collaborazione con la Forestale e il MIUR - Direzione Generale per lo studente. L’obiettivo è sensibilizzare i giovani sull’importanza della conservazione degli ecosistemi naturali e legarli al proprio territorio, attraverso la conoscenza degli animali del bosco, dal grande orso al più piccolo insetto, con attività all’aria aperta dove è possibile godere di un ambiente sano e ricco di stimoli. L’iniziativa coinvolge gli istituti scolastici della scuola primaria e della scuola secondaria di primo grado di tutta Italia... Leggi tutto: www.agenparl.it


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Se una strage di animali vale solo una multa

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La nave perde carburante e uccide oltre 1.000 uccelli: ammenda di 5000 euro. In mare 1.700 tonnellate di cherosene. Spariti 88 barili "misteriosi". La motonave ha sbattuto perché il comandante festeggiava il compleanno

Appena 5000 euro di multa per il peggior disastro ambientale nella storia della Nuova Zelanda. 1018 uccelli morti, soffocati dalle 1700 tonnellate di cherosene riversate in mare dalla motonave «Rena» al largo del porto di Tauranga, in Nuova Zelanda. Deciderà il giudice se a bordo c'era una festa, quella del comandante, 44 anni, ora agli arresti domiciliari. Avrebbe lasciato i comandi e la portacontainer, a 18 nodi di velocità, è andata a sbattere contro la barriera corallina dell'Astrolabio.

Era un piccolo paradiso: delfini, pinguini, balene. 142 uccelli di varie specie sono stati recuperati ed ora sono sotto la tutela della protezione animali neozelandese.... Leggi tutto alla fonte: www.ilgiornale.it

 

 


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Gli animali non sanno leggere i confini sulle cartine

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Gli “hot spot” della biodiversità nel mondo sono sempre più accerchiati dai “vicini umani” e la zonazione sta diventando una strategia comune per bilanciare la tutela dell’ambiente e dei bisogni umani. Ma uno studio recente mostra che la suddivisione in zone come strategia per la conservazione ha bisogno di controlli reali.

“Le ordinanze sulla zonazione raramente sono valutate sulla base di dati empirici per la loro capacità di produrre cambiamenti positivi sia per gli esseri umani che per la biodiversità”. ha affermato Jianguo (Jack) Liu, un esperto riconosciuto a livello internazionale presso la Michigan State University. “E’ fondamentale esaminare i sistemi umani e naturali per vedere se le ordinanze funzionano e capire se e quali cambiamenti potrebbero essere necessari.”

Uno studio su un caso unico in una delle riserve naturali più famose del mondo nella Cina sud-occidentale mostra che la zonazione sta aiutando a proteggere i Panda giganti in via di estinzione. L’analisi dal Centro della Michigan State University per l’integrazione dei sistemi e della sostenibilità (CSIS), rivela anche le debolezze critiche.... Leggi tutto alla fonte: http://gaianews.it


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Un limite per l’utilizzo dei sentieri nei parchi

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Una ricerca ha identificato le soglie delle attività umane sui sentieri nei parchi nazionali oltre le quali si disturba la vita della fauna selvatica creando cambiamenti ecologici.

Un nuovo studio sull’impatto umano sulla fauna selvatica in alcuni dei più importanti Parchi Nazionali del Canada ha individuato dei limiti nell’uso dei sentieri per evitare che si creino dei disturbi ecologici. Lo studio condotto da J. Kimo Rogala dell’Università di Calgary, è pubblicato online sulla rivista Ecology and Society.Rogala è alliveo del professor Marco Musiani.

La ricerca ha dimostrato, monitorando alcune zone, che lupi e alci sono disturbati dal passaggio delle persone nei parchi nazionali di Banff, Kootenay e Yoho. In particolare, lo studio ha rilevato che lupi e alci evitavano le zone a 50 metri dai sentieri percorsi da una sola persona per ora, e le zone fino a 400 metri dai sentieri che sono attraversati da più di due persone all’ora. Questi comportamenti erano già noti in precedenza, la novità è l’individuazione di una soglia in cui si verifica un disturbo.

Finanziato in parte da Parks Canada, la ricerca su lupi e alci nei parchi di Banff, Kootenay e Yoho in in Canada tra il 2005 e il 2008 mette in luce anche il meccanismo attraverso il quale si possono verificare i cambiamenti ecologici. I risultati dimostrano che con un passaggio di due persone all’ora, i lupi evitano il sentiero, mentre gli alci sono attratti, in un area compresa fra i 51 e i 400 metri dal sentiero. Questo crea una zona di rifugio dai predatori per gli alci.


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