Associazione Vittime della caccia

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Ambiente

Marea nera nel Golfo dell’Asinara

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Dalla centrale termoelettrica E.On. di Porto Torres è uscita una marea nera che ha inquinato quasi 20 km. di coste del Golfo dell’Asinara.

La Procura della Repubblica di Sassari ha aperto un’inchiesta per accertare le responsabilità, mentre sono iniziate le operazioni di bonifica. Le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra hanno chiesto (15 gennaio 2011) al Ministero dell’ambiente, alla Regione autonoma della Sardegna, alla Provincia di Sassari, all’Ente parco nazionale dell’Asinara e ai Comuni costieri interessati (Porto Torres, Sorso) di svolgere l’azione per danno ambientale per far pagare i responsabili.

Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra

 

 

da La Nuova Sardegna on line, 15 gennaio 2011

Marea nera, moria di pesci, avvelenati 18 chilometri di costa.

Decine di tute bianche, verdi e azzurre. Sono i «cacciatori» di olio combustibile armati di pale, rastrelli e buste di plastica: scendono dai pulmini e dalle auto e vanno a combattere una delle battaglie più difficili contro l’inquinamento dell’ultimo decennio. Sono poco più di 150, uomini e donne, ma non bastano. Per fronteggiare l’emergenza ce ne vogliono molti di più. Gianni Bazzoni

SASSARI. Da Porto Torres a Platamona, da Marina di Sorso a Marritza. In serata la notizia che ci sono degli avvistamenti anche sulla costa della Corsica. E c’è preoccupazione per il Parco dell’Asinara: «Ci vado con i funzionari – afferma il commissario Pasqualino Federici – perchè mi voglio rendere conto di come stanno le cose. Sono pronto a qualunque azione per tutelare un bene così prezioso».


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Animali: lombrico sarà l’animale dell’anno 2011!

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Fonte: www.ecoo.it

Tra tutti gli animali era sicuramente il più impensabile. Invece il lombrico ha ottenuto l’elezione di animale dell’anno 2011 secondo l’associazione ambientalista Pro Natura, che ha appunto decretato il lumbricus terrestris come vincitore dal momento che l’invertebrato contribuisce a mantenere i terreni fertili. E’ una bestiola ecosostenibile, insomma! In Svizzera le 40 specie di lombrico sono molto apprezzate, dal momento che contribuiscono a mantenere il suolo vivo e fecondo.

animali  lombrico

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SICILIA Taglio netto ai contributi in pericolo le riserve naturali

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In ginocchio 73 siti naturalistici siciliani. Territori protetti fino a oggi dalla criminalità, dall''abusivismo e dai cacciatori di frodo. In due anni la Regione ha ridotto i fondi del 70%. Novanta lavoratori delle associazioni ambientaliste, che prestano servizio nelle aree, senza stipendio da luglio. Domani la protesta davanti all'Assemblea regionale.

Fenicotteri Oasi di Vendicari - Siracusa (foto Alfio Consiglio)

DALLE Saline di Trapani, sottratte al bracconaggio e a ogni genere di speculazione, a Torre Salsa, la spiaggia nell'Agrigentino salvata dal progetto di un villaggio turistico, passando per Monte Pellegrino e Capo Rama, nel Palermitano, e Vendicari, a Siracusa. Rischiano di chiudere i battenti, le riserve naturali siciliane. Un taglio netto ai contributi della Regione per 73 siti naturalistici di rara bellezza mette in ginocchio aree uniche al mondo. E apre al rischio di nuovi assalti a porzioni di territorio che sembravano ormai al riparo dall'abusivismo e dai cacciatori di frodo.

"È il contributo della Sicilia all'anno mondiale della biodiversità" accusano, con sarcasmo, Angelo Dimarca di Legambiente e Giacinto Milazzo, coordinatore dei novanta lavoratori delle riserve che prestano servizio per conto di associazioni ambientaliste. A rischiare di più sono proprio le ventisei riserve gestite per la Regione da sigle storiche come Legambiente, Wwf, Italia Nostra, Lipu, Cai, Gruppo ricerca ecologica, Rangers... Tutte associazioni che si sono già viste ridurre il contributo regionale del 40% e che, nel 2011, lo vedranno diminuire di un altro 30%.


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La perdita di biodiversità mette a rischio la salute

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Un nuovo studio angloamericano dimostra che la perdita di biodiversità, compresa quella di mammiferi e batteri benefici, pone dei rischi per la salute umana.

Illustrazione di questo articolo

Pubblicata sulla rivista Nature, la ricerca mette in luce l'importante correlazione tra la conservazione della biodiversità e la malattia: la scomparsa di specie negli ecosistemi, infatti, innesca la proliferazione di agenti patogeni che provocano malattie. Per ridurre la probabilità della conseguente trasmissione di malattie infettive dalla fauna selvatica agli animali domestici e agli umani, gli autori lanciano un appello a monitorare meglio le aree con un'elevata concentrazione di animali domestici.

I ricercatori hanno scoperto che la flora, la fauna e i microbi con maggiori probabilità di scomparire, a seguito della perdita di biodiversità, sono spesso quelli che tamponano la propagazione di malattie infettive. Tendono piuttosto a rimanere le specie che amplificano la trasmissione di malattie infettive, come il virus del Nilo occidentale, la malattia di Lyme e l'Hantavirus.

"Eravamo a conoscenza di casi specifici in cui il degrado della biodiversità aumenta l'incidenza della malattia", ha detto Felicia Keesing, un'ecologista del Bard College di New York, Stati Uniti. "Ma ora sappiamo che la situazione è molto più generalizzata: la perdita di biodiversità tende a far proliferare la trasmissione di agenti patogeni tra un ampio spettro di sistemi epidemici".


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Italia, le oasi di biodiversità 15 aree scelte dagli esperti

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Si chiude l'anno internazionale indetto dall'Onu per la salvaguardia di quelle zone che offrono e rispettano la varietà della vita. Ecco i parchi nazionali, le zone umide, le coste che mettono la penisola al centro dell'attenzione mondiale. In positivo.

Italia, le oasi di biodiversità 15 aree scelte dagli espertiVIVIAMO su un pianeta sempre più povero di habitat naturali, in cui molte, troppe, specie di animali e vegetali continuano a scomparire. È questa l'amara conclusione della campagna lanciata dieci anni fa dall'Unione Mondiale per la Conservazione della Natura (IUCN). A chiusura dell'Anno Internazionale della Biodiversità, esperti italiani hanno stilato per Repubblica.it una selezione di luoghi eccezionali nel Belpaese per la loro capacità di essere aree "testimonial" di un patrimonio naturalistico importantissimo. Zone che mettono l'Italia al centro dell'attenzione internazionale per la difesa della biodiversità (la varietà degli esseri viventi che popolano il pianeta).

Ecco dunque le 15 aree che gli esperti hanno scelto per la loro ricchezza naturale. A partire dai mari che circondano la penisola, secondo il biologo marino Roberto Danovaro, della Università delle Marche, spiccano cinque zone marine importanti: la costa dalla Maddalena fino all'Asinara (Sardegna), la costa da San Bartolo al Conero (Marche), il Salento (Puglia), da capo Rizzuto a capo Vaticano (Calabria) e da Porto Maurizio all'Isola Palmaria (Liguria).

Sulla terraferma, invece, Guido Tosi, zoologo della Università dell'Insubria, segnala due aree vitali per i mammiferi: il Parco Nazionale d'Abruzzo (in Abruzzo, Lazio, Molise), fondamentale per la conservazione dell'Orso bruno marsicano, e l'insieme dei Parchi Nazionali del Cilento e del Pollino (Campania, Calabria e Basilicata). Questi ultimi, spiega Tosi, sono "aree di fondamentale rilevanza conservazionistica quale ultimo areale naturale di presenza della lontra in Italia".


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