Associazione Vittime della caccia

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Ambiente

ESTINTO UN TERZO VERTEBRATI, PERDITA "DANNEGGIA ECONOMIE

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Londra, 10 mag. - L'estinzione di specie animali e vegetali avviene a un ritmo fino a mille volte superiore rispetto al passato e presto il danno avra' un impatto diretto sulle economie. E' l'allarme lanciato dal terzo Rapporto globale sulla biodiversita' (Gbo-3). "Le notizie non sono buone", ha spiegato Ahmed Djoglaf, segretario esecutivo della Convenzione dell'Onu per la Biodiversita' (Cbd), "il 21% di tutti i mammiferi, il 30% degli anfibi, il 12% degli uccelli e il 27% dei coralli sono a rischio estinzione", Tra il 1970 e il 2006 si e' ridotta di un terzo la varieta' dei vertebrati, il gruppo in cui rientrano mammiferi, uccelli, anfibi, rettili e pesci. A rischio c'e' anche un quarto delle specie di piante, con l'unica nota positiva del contenimento dell'erosione delle foreste tropicali e delle mangrovie in alcune regioni. Il rapporto avverte che gli obiettivi di salvaguardia della biodiversita' fissati a Johannesburg nel 2002 per il 2010 saranno ampiamente disattesi, nonostante 170 Paesi si siano dotati di un piano d'azione nazionale. Icambiamenti climatici, l'inquinamento, le modifiche degli habitat, lo sfruttamento delle colture e l'introduzione di specie non autoctone come le cinque cause principali della perdita di biodiversita'. "Se i mercati azionari mondiali avessero avuto le stesse perdite che sta subendo la natura, ci sarebbe il panico e sarebbe gia' stato deciso un piano d'intervento", ha commentato Djoglaf. Del resto le economie stanno gia' pagando un prezzo al declino della biodiversita' in termini di costi aggiuntivi come quelli per la purificazione dell'aria e dell'acqua, la protezione delle coste dalle tempeste, la mancata impollinazione e la conservazione delle aree naturali per l'ecoturismo. In Italia e' stato stimato che il 45% delle specie animali sia a rischio estinzione, tra cui il camoscio dell'Appennino, l'aquila del Bonelli, l'orso bruno marsicano, l'avvoltoio Capovaccaio, il delfino, la foca monaca, le tartarughe marine, le mante e le balenottere.

Fonte : AGI


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Lambr-ugie

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Fonte: Massimo Soldarini - Resp. LIPU Piemonte  - Lombardia

Lambr‐ugie


Cronache del disastro ambientale del Fiume Lambro
10 marzo 2010


Fonte: Massimo Soldarini - Resp. LIPU Piemonte  - Lombardia

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Nuovo regolamento forestale Piemonte da Guinness per le violazioni che contiene

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Mellano: “Chiedo alle forze politiche, alle Associazioni di categoria e alle Associazioni ambientaliste di fare fronte comune e ricorrere al TAR per abrogare il testo”

Il nuovo regolamento forestale della Regione Piemonte contiene al proprio interno una serie di norme in netto contrasto o in aperta violazione di leggi regionali, nazionali ed europee. Il testo contraddice la stessa legge regionale che deve regolare per molti aspetti selvicolturali (Lr 4/09); contrasta inoltre con il Dlgs. 42/04 sugli aspetti autorizzativi, con il Dlgs. 121/01 e con il Codice Penale rispetto al deterioramento degli habitat che sono consentiti, con il Dlgs. 227/01 rispetto allo sgombero degli alberi deperienti, con la L 241/90 quando si esplicita l’impossibilità dell’Amministrazione di negare un permesso di taglio. L’approccio che viene proposto alla Rete Natura 2000 viola esplicitamente il Dlgs 357/97 e la Lr 19/09; sulla possibilità di accendere fuochi all’interno dei boschi è in contrasto con le norme di settore in materia di incendi boschivi (L 353/2000 e Lr 16/94); sulle possibilità di movimenti terra in bosco contrasta con il Dlgs. 42/2004 per l’impatto paesaggistico. La deroga introdotta al pascolo è in contrapposizione al RD 3267/23. Il tutto senza considerare le norme in aperta violazione della Direttiva Habitat, della Direttiva Uccelli e di Rete Natura 2000.

Dichiarazione di Bruno Mellano (Direzione nazionale Radicali Italiani)    La peste italiana che i Radicali denunciano da tempo è anche questo. Regolamenti attuativi di una legge che creano contrasti evidenti con molte normative e che, se rispettati, possono anche condurre gli operatori a sanzioni gravi di tipo penale. Senza entrare nel merito di un testo che, se letto alla lettera, potrebbe consentire senza problemi di cancellare dalla nostra regione centinaia di migliaia di ettari di boschi (compreso parte di quelli nelle aree protette), voglio denunciare con forza l’illegittimità di questo regolamento. Per questo chiedo alle forze politiche, alle Associazioni di categoria e alle Associazioni ambientaliste di fare fronte comune e ricorrere al TAR e abrogare questo regolamento vergognoso.

Torino, 6 ottobre 2011

Fonte: www.radicali.it


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