Associazione Vittime della caccia

organizzazione di volontariato senza fine di lucro ai sensi della Legge 266-91

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Caccia - Animali domestici vittime

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ALCUNI CASI DI UCCISIONE DI ANIMALI DOMESTICI DA PARTE DEI CACCIATORI

CACCIATORI UCCIDONO CAVALLA ALL’INTERNO DI UNA TENUTA PRIVATA. L’ENPA: «VIA L’ARTICOLO 842 DEL CODICE CIVILE»


Durante una battuta di caccia al cinghiale – nel Senese – alcuni cacciatori sparano “per errore” a una cavalla che pascolava all’interno di una tenuta privata. Raggiunto da due colpi di fucile, l’animale è stato trovato a terra privo di vita. «Questo tristissimo episodio – dichiara l’Enpa - è doppiamente inaccettabile: sia come atto in sé, come un segno della violenza e della prepotenza a cui i proprietari o conduttori dei fondi terrieri devono assistere non potendo impedire alle doppiette il libero accesso nella loro proprietà privata». «In Italia – aggiunge l’Ente Nazionale Protezione Animali - esiste ancora un articolo del Codice Civile - l’842 - che consente ai cacciatori il libero accesso nei terreni privati senza che nessuno possa opporsi: un privilegio
assurdo, una anomalia giuridica che risale al periodo del fascismo come “stimolo” ad armarsi, e che non ha più ragione di esistere. Anche la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha chiaramente espresso che ogni cittadino deve essere libero nella sua proprietà privata di poter agire come crede, anche vietando l’accesso agli estranei». L’Enpa, assieme a Lav, Lac, Oipa, ha raccolto molte firme per chiedere la cancellazione dell’art. 842, e alcuni senatori, tra cui l’onorevole Donatella Poretti, hanno già presentato alcune proposte legislative in tal senso. «Visto lo scalpore di “caccia no limits” approvata in senato, che allunga la stagione di caccia a piacimento delle regioni con conseguenze gravissime sulla fauna ma anche sulla pubblica sicurezza, – conclude l’Enpa - chiediamo a tutti i rappresentanti del Governo di fermare la deregulation e di rispettare la
volontà del 90% degli italiani, i quali non solo non vogliono la caccia, ma neppure che vi siano persone armate che “passeggino” nella loro proprietà privata, subendo continui abusi e esponendo i propri figli e i propri animali al pericolo di rimanere feriti o addirittura uccisi». (30 gennaio)

http://www.agenziaradicale.com/index.php?option=com_content&task=view&id=9653&Itemid=51


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Note di ENPA - Ente Nazionale Protezione Animali

VITTIME SILENZIOSE: DI CACCIA MUOIONO ANCHE GLI ANIMALI DOMESTICI. DA MANTOVA UNA TESTIMONIANZA COMMOVENTE

venerdì 30 ottobre 2009

Anna Marchini è una donna di Casalmoro (provincia di Mantova) malata sclerosi multipla, una terribile patologia autoimmune che blocca o rallenta la trasmissione degli impulsi dal sistema nervoso centrale a quello periferico. Nella sua adorata gattina Biba Anna aveva trovato conforto e ristoro dalle sofferenze
fisiche e psicologiche, un caldo raggio di luce che la sosteneva nei momenti più bui quando il peso del dolore si faceva più opprimente. Da alcuni giorni questo bagliore si è spento: freddata dai pallini di un fucile da caccia, Biba, dopo quattro giorni di agonia, si è separata per sempre dalla sua mamma acquisita.

Pubblichiamo di seguito un ricordo che Anna ha dedicato alla sua gattina, con la speranza che qualche cacciatore leggendolo acquisti consapevolezza del dolore che può causare, agli animali come agli uomini, e deponga finalmente le armi. Epitaffio per Biba, colpita da un fucile miope, presuntuoso, incosciente, vorace. Eri la mia gattina di casa, ma amavi esplorare, curiosa, i grandi spazi del nostro piccolo giardino. Era il tuo regno: sfrecciavi inseguendo le lucertole; rincorrevi le farfalle, quasi danzando; annusavi ogni fiore. Io ti parlavo e tu mi guardavi attenta per avere la mia approvazione. Dopo una carezza, fiduciosa ti sdraiavia “pancia in sù” nell’erba rugiadosa e cercavi, riuscendoci, di afferrare la tua coda; pigra, avevi il mantello caldo di sole. Quando avevi fame strofinavi il musetto contro la gamba del tavolo. Modulavi il miagolìo a seconda dei tuoi bisogni. Come si suol dire: “ti mancava solo la parola”.

Paziente, aspettavi seduta sul pianerottolo che io affrontassi la breve rampa di scale con passo incerto e insicuro, sempre attenta a non interferire mai con il mio bastone. Libera, amavi esplorare il mondo.

Una raffica di pallini si è conficcata nelle tue carni ... avevi una sola “colpa”: il manto color visone e il petto bianco. Colpita, con lo sterno spezzato, sei fuggita inseguita dai cui. Eri abituata ai loro latrati per la prossimità con la cuccia dei vicini. Visibilmente dolente, ti sei trascinata fino al cancello di casa, barcollando. Entrambe camminavano allo stesso modo: sotto le mie carezze ti eri rassicurata e tentavi di fare le fusa. Rifiutavi il cibo, avevi molta sete e te ne stavi rannicchiata. Le tue pupille erano dilatate dalla sofferenza; i tuoi occhi azzurro-cielo erano terrorizzati, e neri.
Dopo inutili cure e quattro giorni di sofferenza, te ne sei andata lasciandomi, sola, con la mia “fatica di vivere”. Grazie per la compagnia che mi hai fatto nei tuoi brevi anni di vita. Anna Marchini

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- il 29 settembre a Roncadelle di Ormelle l’USL 9 ha recuperato un cane da caccia breton con una grave ferita in mezzo alle scapole, con una rosa di pallini conficcati dentro la carne.

-Il 14 novembre a Valdobbiadene è stato impallinato vicino ad un centro abitato un gattino morto poco dopo-

- Il 15 novembre ignoti cacciatori hanno effettuato una sparatoria a Scomigo di Conegliano terrorizzando una residente, R.Z., e provocando la distruzione delle galline un pollaio ad opera dei cani da caccia.
http://www.abolizionecaccia.it/approfondimenti/dicacciasimuore/dicacciasimuore-stagione-20092010

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In data 8.4.06 veniva constatata l’uccisione di un gatto rimasto al laccio predisposto all’ingresso della gabbia (cfr. rapporto di servizio di Bonsegna Davide Filippo e Grassi Brunero).

In data 15.4.06 veniva constatato che il gatto era stato tolto dal mezzo di cattura e posizionato come esca all’interno della gabbia metallica insieme alla pelle di cinghiale. In tale occasione veniva notata dalle guardie il passaggio di un fuoristrada di colore rosso che tuttavia non si avvicinava al luogo del fatto.
http://www.lexambiente.it/article-print-5728.html

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- l’1 ottobre in via Colombara a Loria il signor Angelo Beltrame che abita con la famiglia, ha rinvenuto 7 galline sbranate dai cani da caccia.

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TREVISO - 13 giugno 2008 -
UNA BATTUTA PRIMAVERILE DI CACCIA ALLA VOLPE (CACCIA AUTORIZZATA DALLA PROVINCIA DI TREVISO) FINISCE CON UNA CARNEFICINA DI BEN TRE CANI. GIULIETTA UNA METICCIA DI 40 CHILI RIESCE A RITORNARE A CASA CON BEN 40 PALLETTONI NEL CORPO, MILINGO, UN BASSOTTO SE LA CAVA CON UN PALLETTONE ALLA ZAMPA, ROMEO INVECE, UN METICCIO DI 20 CHILI, NON E’ PIU’ RITORNATO A CASA. IL PROPRIETARIO DEI TRE CANI, NOTO IMPRENDITORE DI GAIARINE (TV), DENUNCIA L’EPISODIO ALLA PROCURADELLA REPUBBLICA. IL CORPO FORESTALE DI VITTORIO VENETO INDAGA SULL’ACCADUTO. ANDREA ZANONI PRESIDENTE DELLA LAC DEL VENETO ANNUNCIA LA COSTITUZIONE DI PARTE CIVILE NEL PROBABILE PROCESSO A CARICO DEI RESPONSABILI DELLA CARNEFICINA E CHIEDE ALLA MAGISTRATURA DI VERIFICARE EVENTUALI RESPONSABILITA’ DELLE ISTITUZIONI.
http://www.dogwelcome.it/no_caccia_dw.html


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dic 2004 - Caselle d'Asolo (TV) - Erano le 8.00 di sabato scorso quando Steve, un cucciolotto di un anno e mezzo di razza pastore tedesco, si è allontanato per un giretto nel campo dietro casa attratto da alcuni cani da caccia che si erano spinti sino nel giardino di casa della sua padrona, un'anziana signora, Livia Santi, residente a Caselle d'Asolo. Purtroppo poco dopo l'anziana signora ha potuto sentire in direzione di questo campo due colpi secchi di fucile da caccia, vedendo da li a poco dileguarsi un cacciatore che sentitosi scoperto le voltava le spalle ignorandola nonostante le richieste .......

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A qualcuno interessa? 6 gennaio 2002 Il primo caso di cane avvelenato dell'anno Il primo giorno dell'anno, racconta "Il Messaggero", uno splendido esemplare di setter ha rischiato di morire per un boccone con veleno. E' avvenuto alla periferia di Città di Castello, e l'animale è vivo per miracolo.

21 gennaio 2002 Avvelenati tre gatti nel condominio, scattano le indagini Avviene a Sangemini l'ennesimo odioso episodio di avvelenamento. Stavolta il o i vigliacchi hanno colpito tre gatti. Un quarto è scomparso.
La padrona di due di essi ha anche un cane che nel passato è stato avvelenato ben tre volte. E' evidente che c'è un pericolo pubblico in giro.

24 gennaio 2002 Bocconi avvelenati, cani presi di mira Continua questa assurda tragedia nella nostra regione. Stavolta un povero cane a Selci Lama ha subito un avvelenamento per ben due volte, riuscendo per fortuna e grazie all'abilità del veterinario a sopravvivere. Secondo il giornalista che ha riportato l'episodio su http://www.promiseland.it/view.php?id=291

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Infortuni e morti dei cani da caccia: ogni anno in Italia muoiono circa 2000 cani da caccia, mentre 1558 sono stati i ferimenti e 842 i casi di danni provocati a persone e cose, veramente un pò troppi.
http://www.avda.it/modules.php?name=News&file=article&sid=236&mode=thread&order=0&thold=0

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Da: B.
Date: 01 febbraio 2010 10.19    A: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
Ciao Daniela, ti avviso che facciamo parte anche noi di chi ha subito la morte di UN MICIO per colpa dei cacciatori. Sono andati in una nostra colonia felina con cani ecc. Hanno pertanto violato la tutela e il benessere di queste bestiole. L.R. 27/2000. Grazie tante, B. CENTO

Comments

avatar daniela e danilo
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siamo inorriditi dalla foto, e pienamente d'accordo per l'abolizione dell'articolo 842, non riusciamo a spiegarci come nel 2012 ci siano ancora in vigore leggi fasciste, e cacciatori, dovremmo munirci di fucile a palettoni ed aspettare i cacciatori per trattarli in egual modo,
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