Associazione Vittime della caccia

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*la pubblicazione dei testi e dei dati raccolti dall'Associazione Vittime della caccia, è di libera fruizione ma implica obbigatoriamente la CITAZIONE DELLA FONTE stessa. Grazie - ASSOCIAZIONE VITTIME DELLA CACCIA©Copyright

ASSOCIAZIONE VITTIME DELLA CACCIA - DOSSIER VITTIME DELLLA CACCIA©2015-2016 -CRIMINI-ILLECITI

 

DOSSIER VITTIME DELLA CACCIA

STAGIONE VENATORIA 2015-2016

CRIMINI VENATORI - CONSTATAZIONE ILLECITI

Piccole gocce in un oceano di sangue: è questo ciò che sono i 7.207 Animali Particolarmente Protetti, Protetti o , seppur appartenenti a specie cacciabili, uccisi o torturati in luoghi non vocati o con mezzi illegali, riferiti in questo dossier.
Animali di cui ci è stata riferita la loro morte o tortura e che ci aiutano a comprendere cosa subiscono, ogni anno,  milioni di animali selvatici o allevati a scopo venatorio:
Birdlife International ha stimato che, ogni anno, nel Mediterraneo sono vittime di bracconaggio 25 milioni di uccelli selvatici, di cui 5.600.000 in Italia.

La Lav ha riferito che oltre 154 milioni di esemplari appartenenti a specie cacciabili possono essere uccisi ogni anno, come previsto dai rispettivi calendari venatori e sempre che i cacciatori li annotino correttamente sui tesserini venatori, in SOLE QUATTRO REGIONI:  Veneto, Lombardia, Sicilia e Toscana. 

Animali ammazzati a fucilate, schiacciati sotto dei sassi, agonizzanti per ore o giorni perché:
intrappolati in reti - incollati nel vischio spalmato su bastoncini - ancorati a dei legni per richiamare altri loro simili, con ami che trapassano loro il petto e zampe o ali spezzate – soffocati in lacci di metallo in cui altre specie subiscono altrettanta atroce morte a causa di lesioni interne o zampe amputate – sbranati dai cani da caccia, anch’essi vittime, esercitati  a tale scopo introducendo nei loro recinti, durante il periodo di allenamento,  cuccioli di selvatici.
Una vetrina degli orrori, non volutamente compiutamente descritta,  che si ostinano a definire “arte venatoria”.

Si potrebbe replicare che quelle sopra descritte sono perlopiù pratiche di bracconaggio, il che corrisponde al vero ma c’è un dato oggettivo che si deve sottolineare: dei 689 identificati quali responsabili di azioni riferibili alla caccia di frodo, il 75% sono, anzi si auspica, erano cacciatori.

Soggetti con regolare licenza caccia che, oltre ad abbattere specie protette, cacciare in Parchi o aree in cui vige assoluto divieto, sono stati denunciati per reati riferiti alle armi,  sanzionati penalmente per l’uso sempre più frequente di illegali richiami elettroacustici, oltre ad essere stati identificati quali responsabili di maltrattamento Animale, omissione di soccorso, atti intimidatori, minacce a mano armata, aggressioni verbali o fisiche a chi si trovava sulla loro strada o semplicemente chiedeva di non sparare vicino alle abitazioni.


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