Associazione Vittime della caccia

organizzazione di volontariato senza fine di lucro ai sensi della Legge 266-91

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Autori disarmanti

Il mondo dei cacciatori. La testimonianza di un “pentito”

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Credo che non ci sia niente di male a rinnegare una scelta di vita consolidata e seguita alla lettera per anni.
Parlo di rinunciare ad essere cacciatore ed appendere i fucili al chiodo.

Penso che sia davvero una mossa coraggiosa riuscire a ribaltare qualcosa del comportamento che in momenti particolari della propria esistenza abbia condizionato il nostro percorso esistenziale. Gli amici, i parenti, i familiari, l’ambiente sociale in cui siamo inseriti esercitano delle pressioni fortissime che quasi ci obbligano ad atteggiarci in certa maniera anziché in un’altra. Il condizionamento rappresenta il confine fra l’essere escluso ed il partecipare: la frontiera fra il condividere e la solitudine.

Spesso certe scelte sono quindi obbligatorie, particolarmente in quelle piccole realtà sociali dove sei esposto al giudizio di tutti e dove il comportamento deviante salta all’occhio troppo evidente ed offende il patrimonio culturale di tutti.


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"Basta scorribande armate dei cacciatori in terre private"Un lettore di Bergamonews

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Fonteno - Un lettore si chiede come sia possibile che esista ancora la caccia, con palesi violazioni del diritto di proprietà.

"Basta scorribande armate dei cacciatori in terre private"

 

Egregio Direttore,
come altre milioni di persone dimoranti nel nostro bello e stravagante paese, mi chiedo come sia possibile che nell'anno 2010 D.C. lo stato Italiano permetta che si eserciti ancora la caccia, nei modi e nei termini usati attualmente.
Da migliaia di anni l'uomo è cacciatore, ma solo da alcuni decenni ha trasformato una necessità vitale per la sopravvivenza stessa della nostra bizzarra razza in un tragico gioco al massacro indiscriminato di parecchie specie animali, alcune delle quali pericolosamente vicine all'estinzione.
Il problema maggiore procurato dagli abili cecchini nostrani è che si intrufolano impuniti nelle proprietà altrui, danneggiando ed addirittura intimorendo i pacifici proprietari stessi.
Per esempio, sabato 21 Agosto in simpatica e gioviale compagnia abbiamo raggiunto verso sera l'ameno villaggio montano di Fonteno per trascorrere la serata e la nottata ospiti nella dimora montana di amici comuni, situata in un'angolo di paradiso totalmente circondata dai monti e posta all'interno di una fitta boscaglia.

Dopo la rustica cena ci coricammo tutti augurandoci una serena notte ed un dolce risveglio.
La notte trascorse veramente serena ma il risveglio fu piuttosto brusco ed inverosimile, per il fatto che verso le 6.45 fummo tutti svegliati dalle urla gutturali e selvagge in Bergamasco antico, i latrati dei cani ed incredibilmente dal suono cupo del corno.
Affacciandomi alla finestrella della magione vidi a pochi metri dalle mura tre personaggi splendidamente addobbati in circensi abiti maculati che stavano tentando di dialogare, come San Francesco d'Assisi, con quattro segugi che, giustamente annoiati, non ne volevano assolutamente sapere di obbedire ai noiosi, strampalati ed urlanti padroni.
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