Associazione Vittime della caccia

organizzazione di volontariato senza fine di lucro ai sensi della Legge 266-91

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Autori disarmanti

Caccia: una strage senza fine e senza senso

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AUTORI DISARMANTI, PENNE FELICI

Caccia: una strage senza fine e senza senso

L’esercizio della caccia in Italia è la lampante dimostrazione che la democrazia (il governo del popolo) è, nelle società capitaliste, solo una vuota parola.

di Fabio Balocco - In Italia circa l’80% dei cittadini è contrario alla caccia. I nostri politici lo sanno benissimo ma non hanno mai fatto nulla, non dico per abolire, ma almeno per restringere di molto i confini dell’attività venatoria (almeno, ad esempio, vietarla a certe specie, su terreni innevati, alla domenica). Sarebbe questo il governo del popolo? Se io, politico, so che i miei elettori sono contrari alla caccia, perché non faccio nulla per rappresentarli in questo campo? Scusate, domanda del tutto pleonastica, anzi, idiota.

E non solo i politici non fanno nulla, ma quando ci sono stati i due referendum sulla caccia non hanno mosso un dito perché si raggiungesse il quorum, col bel risultato che in Italia esiste ancora una assurda norma del Codice Civile (art. 842) che permette l’accesso ai cacciatori (ma non anche ai pescatori…) ai fondi privati per abbattere la selvaggina (termine che solo ad usarlo mi fa venire i brividi).

Eppure i cacciatori sono una razza in via d’estinzione. Dal 1980 al 2007 essi sono diminuiti del 55,8%, e la loro età media è compresa fra i 65 ed i 78 anni. Questo la dice lunga anche sulla loro capacità lobbistica, cui i nostri parlamentari sono così sensibili…

Ma prima dei cacciatori, purtroppo, si estinguerà almeno la tipica fauna alpina (coturnice, fagiano di monte, lepre variabile, pernice bianca). Io vado in montagna da più di trent’anni e in tutte le gite che ho fatto ho visto solo due volte delle pernici bianche. Poi basta. Eppure ogni anno si consente la caccia persino a queste specie in via di palese e drastica diminuzione.

Questo per non parlare dei cosiddetti “ripopolamenti” (tipico esempio il cinghiale, ma anche il capriolo) ad opera delle associazioni venatorie, ripopolamenti che alterano ulteriormente gli equilibri di ecosistemi già in parte compromessi.

Ma poi, santo Dio, consentitemi, a parte ogni discorso politico ed ecologico, dove sta il senso di sparare a un merlo, a un tordo, a un fringuello o a un camoscio? Eppure questa gente si diverte. Questa gente è malata…

Fonte: www.ilfattoquotidiano.it


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Natalino Balasso: Lettera a Luigi Meneghello sulla “cultura”

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dal BLOG di Natalino Balasso

Lettera a Luigi Meneghello sulla “cultura”

Caro Gigi, lo so che secondo la tua professione di lucido ateismo, ora che sei morto, sei convinto di non esistere più. Io ti voglio scrivere lo stesso, un po’ perché mi rimproveravi di non farlo, un po’ perché c’è una cosa che ti devo dire. Tu hai reso noto il tuo paese natale: Malo, grazie al tuo celebre romanzo e a Malo riposi, nel cimitero del paese. E’ giusto quindi che tu sappia che il tuo paese natale non ha più un assessorato alla cultura. Eppure c’è una biblioteca i cui responsabili si danno molto da fare, ci sono le scuole, ci sono gruppi di lettura e di canto. Si organizzano ogni anno interessanti iniziative culturali. Al posto dell’assessorato c’è un’istituzione (bisognava pur assicurare un posto all’assessore mancato) con tanto di Consiglio di amministrazione che gestisce un bel po’ di denari e che ha un filo diretto col sindaco il quale tra l’altro si occupa anche dell’identità veneta. Così come l’assessore all’ecologia e all’ambiente si occupa anche della sicurezza.

Ma non c’è più l’assessorato alla cultura perché vedi, Gigi, qualcuno deve aver preso sul serio quello che diceva quel tizio e cioè che con la cultura non si mangia, ora si mangia con l’identità e quando si è trattato di scegliere (c’erano troppi assessorati) quale assessorato eliminare, ci si è guardati in faccia e ci si è detti: chi facciamo fuori? Non certo il settore caccia, visto che i voti dei cacciatori sono importanti e poi, a cosa serve il teatro o il cinema in fondo? A cosa servono i libri? Si mangia col teatro? Con la letteratura? Ci si diverte un po’ e basta. Tu potresti replicarmni con la domanda “a cosa serve la caccia?”. Dovrai ammettere che per lo meno con la caccia si mangia, anche se si mangia cacciagione che diciamocelo pure, è anche un po’ rincoglionita, uccelli di allevamento liberati e disorientati.

Io non credo Gigi che questo avvenga perché a Malo c’è la Lega...

 

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