Associazione Vittime della caccia

organizzazione di volontariato senza fine di lucro ai sensi della Legge 266-91

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Bambini armati

Bambini armati, bambini cacciati, bambini violati

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BAMBINI A CACCIA

L'esercizio della caccia è vietato ai minori di 18 anni, ma non esiste di fatto una norma a tutela dei bambini condotti a caccia dal padre o dai parenti irresponsabili.
Ogni anno non mancano i casi di bambini feriti o uccisi dalle armi dei cacciatori, mentre li accompagnano nelle battute o per omessa custodia delle armi da caccia.

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GRUPPO DI STUDIO SULLE TRADIZIONI VIOLENTE (Visita il sito)

Numerose ricerche testimoniano che i bambini e gli adolescenti crudeli verso gli animali hanno una maggiore probabilità di manifestare in età adulta comportamenti violenti e antisociali generalizzati e ripetuti.
Le mostre venatorie aperte alle famiglie e i programmi "didattici" dei cacciatori, spesso portati avanti con i finanziamenti pubblici, promuovono attività che provocano morte e sofferenza psicologica e fisica evidente agli animali. Rischiano quindi di danneggiare la naturale empatia del bambino impedendogli di riconoscere i segnali di sofferenza e dolore di altri esseri viventi. Il Gruppo di Studio è formato da educatori, pedagogisti, psicologi, avvocati e ricercatori che lavorano anche a programmi terapeutici.

 

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CRONACHE DI ORDINARIA FOLLIA - BAMBINI E ARMI

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07-02-2010

Ragazzo si toglie la vita: suicidio annunciato su Facebook

A Ponte di Piave Andrea Parpinello, giovane 17enne, si è tolto la vita con un colpo di fucile. Ha programmato tutto nei minimi dettagli, un progetto che aveva pianificato da tempo e che aveva annunciato su Facebook aderendo a un Gruppo il 29 Gennaio 2010. Ma nessuno se ne era accorto, nessuno si era allarmato, nessuno lo aveva segnalato ai genitori, nessuno lo aveva preso sul serio. Secondo fonti vicine alla famiglia, non c’erano problemi rilevanti nella vita di Andrea che lo avrebbero portato al suicidio. Semplicemente non ce la faceva più. Ha atteso di essere solo in casa per togliersi la vita, per farla finita una volta per tutte. Ha lasciato anche un biglietto dove spiegava alla famiglia che non riusciva più a vivere e che il suicidio, dunque, era inevitabile.

Una scena alla quale la famiglia non avrebbe mai voluto assistere perchè, in fondo, nessuno se lo aspettava. Non era depresso. Andrea era uno studente modello, aveva degli ottimi voti e conduceva una vita normale. La madre lavora nel salone di parrucchiera in via Manin a Oderzo, mentre il padre è uno dei tecnici del Consorzio di Bonifica Sinistra Piave. Aveva due sorelle, entrambe studentesse. L’arma del delitto è un fucile da caccia del padre, regolarmente denunciato. Ma non è bastato essere in regola con la Legge che Andrea lo ha portato con sè in camera e lo ha azionato. Non si sa neppure per quanto tempo sia rimasto nel suo letto, morto. E’ il padre, rincasato dal lavoro, a scoprire poi il cadavere sul letto e a chiedere aiuto. Inutile ogni tentativo di soccorso: Andrea era già morto, da qualche ora. Sulla tragedia indagano i carabinieri di Ponte di Piave. Alla famiglia, ai parenti, ai conoscenti e agli amici non resta che l’amaro in bocca, per una morte che poteva essere evitata e che nessuno riesce a spiegarsi.

Da questo terribile fatto di cronaca, evince un problema che attanaglia non solo l’Italia ma anche tutto il Mondo: negli ultimi anni i ragazzi tendono sempre più a chiudersi, a confidare i propri problemi all’interno di Social Network come Facebook, magari iscrivendosi a Gruppi che istigano al suicidio o alla violenza. Bandita ogni forma di confidenza o sfogo con amici e soprattutto con i genitori. Un trend in crescita che potrebbe rivelarsi molto pericoloso: la fine del dialogo, la fine di un confronto costruttivo nella nostra società. Società più aperta invece ai progressi tecnologici e al boom di “Facebook”. Ma poi viene da chiedersi: perchè i ragazzi oggigiorno dicono sempre di essere poco felici o delusi dalla vita? E, quindi, perchè Andrea si è tolto la vita? C’è in giro un pericoloso “male di vivere”? Fabio Giuffrida

Fonte:http://periodicoitaliano.info/2010/02/07/ragazzo-si-toglie-la-vita-suicidio-annunciato-su-facebook/

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20.01.2010
Sedicenne gambizzato nel Reggino con fucilata a pallini.
Il presente documento o parte di esso è liberamente utilizzabile citandone la fonte:
(ANSA) - BIVONGI (REGGIO CALABRIA), 20 GEN - Un sedicenne, G.G., e' stato gambizzato ieri notte a Bivongi, nel Reggino, con un colpo di fucile caricato a pallini.Il ragazzo era in compagnia di alcuni amici quando un uomo col volto coperto da un casco da motociclista giunto a bordo di uno scooter guidato da un complice gli ha sparato raggiungendolo alla coscia destra. Secondo le prime indagini dei Cc,il gesto nonsarebbe da collegare alla criminalita' organizzata. Si sta indagando nella vita privata del ragazzo.
http://www.giornaledibrescia.it/Ansa/496491.html?idansa=37620

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19.12.2009
Lecco, cacciatore di 14 di anni muore per un colpo accidentale
A dare l’allarme è stato il ritorno solitario del cane, insolitamente agitato
Un ragazzo di soli 14 anni è morto per un colpo di fucile, vittima di quello che viene descritto come un incidente di caccia avvenuto nei boschi sopra l’abitato di Olginate, centro della provincia di Lecco. Il giovane, residente in paese, in base a una prima ricostruzione dell’accaduto avrebbe imbracciato il fucile per andare nei boschi. Lì sarebbe rimasto vittima di un incidente, forse a causa di una caduta, complice la nevicata in tutta la zona con rigide temperature che hanno generato una patina di ghiaccio.
A dare l’allarme è stato il ritorno solitario del cane, insolitamente agitato. L’adolescente, cercato prima in paese e poi nei boschi, è stato trovato esanime da un famigliare che lo ha poi trasportato a valle, fino a una zona raggiungibile dalle ambulanze. Nonostante i disperati tentativi dei medici, il quattordicenne è morto.
Sono in corso indagini per stabilire l’esatta dinamica e la causa dell’accaduto.
(19 dicembre 2009)

 

(ANSA) – LECCO, 20 DIC – E’ stato denunciato a piede libero il nonno del ragazzo morto ieri durante una battuta di caccia nei boschi sulle colline di Lecco.
Il ragazzino,di Olginate (Lecco),aveva imbracciato il fucile calibro 28 di un familiare, rimanendo poi vittima di una probabile caduta, complice la neve, durante la quale e’ partito il colpo fatale che lo ha centrato al volto. L’uomo, 80enne, e’ stato denunciato per omessa custodia e possesso illegale di armi.Il ragazzo domani avrebbe compiuto 15 anni.

http://milano.repubblica.it/dettaglio/Un-colpo-accidentaleuccide-baby-cacciatore/1809339

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23.10.2009
Si uccide a 15 anni con il fucile.

Il suo addio: «Mi sento solo»
S. VITO DI LEGUZZANO. La tragedia si è consumata nell'abitazione al rientro dalle lezioni. Indagini dei carabinieri. Lo studente poco prima in un'e-mail ad un amico aveva comunicato il proprio disagio. Bravo a scuola, stimato dai genitori. All'origine forse una delusione d'amore.
È rientrato a casa da scuola con la morte nel cuore. Con la lucidità della disperazione, ha aperto l'armadio, ha preso dalla rastrelliera il fucile da caccia del padre, se lo è appoggiato sul petto e ha fatto fuoco. Vani i soccorsi. Il giovane, 15 anni, è morto praticamente sul colpo.
IN CASA. La tragedia è avvenuta nel primo pomeriggio di ieri a S. Vito di Leguzzano, nell'abitazione della famiglia del giovane, che sorge lungo una delle vie di accesso al paese. La vittima, che frequentava il primo anno di un istituto professionale di Schio, era tornata da poco da scuola. Nel momento della disgrazia lo studente era da solo, e nessuno ha assistito al gesto estremo, sulla cui ricostruzione i carabinieri hanno purtroppo pochi dubbi. Il fucile, che il padre deteneva regolarmente, è stato trovato a terra, vicino al corpo. Il botto tremendo ha messo in agitazione i famigliari, che sono accorsi immediatamente: trovando il ragazzo a terra, nel sangue. Hanno chiesto aiuto al 118, ma all'arrivo dell'ambulanza con il medico non c'era più nulla da fare. Poco dopo sono giunti anche i carabinieri della compagnia di Schio.
L'E-MAIL. In base a quanto è stato ricostruito, il giovane poco prima di togliersi la vita aveva scritto un'email ad un amico. «Mi sento tanto solo», gli avrebbe confidato. Una circostanza, per chi lo conosce, singolare, poiché il ragazzo aveva parecchi amici, che frequentava con assiduità. Evidentemente la sua era una sensazione interiore, la vicinanza fisica non era sufficiente. I militari hanno raccolto anche la testimonianza dell'amico, acquisendo il testo di quella breve missiva.
LA FAMIGLIA. I genitori e il fratello maggiore dello studente, che si sono trasferiti a S. Vito da qualche anno, dopo aver risieduto in un altro Comune della zona, sono conosciuti e stimati in paese come una famiglia laboriosa. Mamma e papà lavorano come operai. Sgomenti, e increduli ai carabinieri hanno spiegato di non aver mai immaginato che il figlio quindicenne stesse vivendo un periodo tanto buio. Il ragazzo, reduce da un insuccesso scolastico, viene descritto come un giovane davvero in gamba: simpatico, allegro, amante
dello sport.
Il sindaco Antonio Dalle Rive, che si è detto «molto vicino alla famiglia in un momento di sofferenza edolore che nessun genitore vorrebbe mai vivere», lo descrive - anch'egli incredulo - come un quindicenne sorridente. Cosa gli è successo ieri pomeriggio? Quale il motivo scatenante di un gesto così terribile?
LE IPOTESI. Al vaglio dei carabinieri del capitano Ferrari, che hanno subito informato la procura, ci sono varie ipotesi per cercare di spiegare la tragedia, anche se nessuno potrà mai sapere cosa è accaduto allo studente. Fra le tante, si fa largo la possibilità che il ragazzo abbia avuto una delusione d'amore, che sia stato respinto. Una circostanza che lo avrebbe spinto sul baratro.
(hanno collaborato Paolo Terragin e Bruno Cogo)
Diego Neri
http://www.ilgiornaledivicenza.it/stories/Provincia/97701__si_uccide_a_15_anni_con_il_fucile_il_suo_addi
o_mi_sento_solo/

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09/09/2009-Foligno:MUORE SEDICENNE PER UN COLPO DI FUCILE

La tragedia di Campello sul Clitunno -Cronaca -  di Pamela Saracini
Un vero e proprio dramma quello che si è consumato questa mattina all’ospedale San Giovanni Battista di Foligno. Una ragazzina di appena 16 anni, residente a Campello sul Clitunno, è deceduta intorno alle 9 in seguito ad un colpo di fucile da caccia che gli aveva procurato un arresto cardiaco e profonde ferite al corpo.
La giovanissima si era ricoverata al nosocomio folignate in gravissime condizioni nella tarda serata di ieri, intorno alle ore 22.
In ospedale era stata immediatamente sottoposta ad un intervento chirurgico urgente ed estremamente delicato, che, a quanto pare, era perfettamente riuscito.
Ma in seguito, durante la notte, le sue condizioni sono peggiorate. Purtroppo la gravità delle ferite riportate non ha permesso ai medici di salvarla.
La famiglia della ragazza era molto conosciuta nel piccolo centro di Campello sul Clitunno e la notizia, che si è rapidamente diffusa tra la popolazione, ha gettato nello scoramento e nel lutto un intero paese.
La ragazza era un'appassionata di tiro a volo e deteneva regolarmente le sue armi, anche se queste erano state debitamente registrate a nome del padre vista la sua minore età.
Il presente documento o parte di esso è liberamente utilizzabile citandone la fonte:
Di questo dramma e della vita di una sedicenne non rimangono che alcune indiscrezioni che raccontano di come ultimamente la giovane sarebbe caduta in depressione a causa degli esami di riparazione.
Questa circostanza potrebbe far ipotizzare un tragico gesto estremo compiuto dalla stessa ragazza.
http://www.newgol.com/articolo_foligno_2009set09_00008496.html

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Spoleto - E’ DECEDUTA LA STUDENTE SPOLETINA RIMASTA VITTIMA DI UN COLPO DI FUCILE. INSPIEGABILI ANCORA LE CAUSE
Non ce l’ha fatta. La 16enne rimasta vittima ieri sera di un colpo partito da un fucile da caccia, è spirata poco dopo le 9 di questa mattina. La tragica notizia viene confermata in questi minuti dai sanitari del nosocomio di Foligno dove la ragazzina era stata ricoverata in gravissime condizioni. Al pronto soccorso folignate era giunta in arresto cardiaco ma i medici erano riusciti a rianimarla. Nella notte la decisione di procedere ad un delicato intervento chirurgico che, tecnicamente, sembrava fosse riuscito, lasciando così qualche flebile speranza ai sanitari. Coscienti però che le sue condizioni restavano comunque disperate a causa delle profonde ferite causate dallo sparo del fucile calibro 12. Inspiegabili al momento la dinamica dello sparo,
sulla quale stanno lavorando i carabinieri della Compagnia di Spoleto, coordinati dal capitano Pasquale Megna che non ha voluto rilasciare alcuna dichiarazione sulla vicenda. Rimangono quindi aperte tutte le piste inclusa quella di un incidente. La studentessa, appassionata di sport, ha preso di certo il fucile, legalmente detenuto dal padre. Come è certo che al momento dello sparo si trovasse da sola in una stanza dell’abitazione che si trova nel comprensorio spoletino. La fucilata aveva richiamato l'attenzione dei famigliari che avevano così chiamato l'ambulanza.
La notizia dell'incidente sta facendo il giro della città dove la famiglia è molto conosciuta e stimata. Come lo era anche la giovanissima per i suoi meriti sportivi e la sua simpatia. Ieri, stando alle testimonianze di alcuni compagni di scuola, era stata vista a passeggio con un'amica per la Fiera di Loreto. Sorridente come sempre.
Dunque nessun problema, di alcun tipo. Una situazione dunque che sembra avvalorare l'ipotesi che a stroncare la vita della ragazzina sia stato un tragico incidente. Solo l'autopsia, disposta dall'autorità giudiziaria, e le indagini dei militari chiariranno realmente le cause del decesso.
http://www.tuttoggi.info/articolo-17496.php

 

 

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