Associazione Vittime della caccia

organizzazione di volontariato senza fine di lucro ai sensi della Legge 266-91

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Bracconaggio

Germania: i Rapaci sono minacciati da veleno, trappole e doppiette.

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10 settembre 2010 GEAPRESS – I Rapaci in Germania sono ufficialmente cacciabili, nei fatti, però, la legge federale e le convenzioni internazionali ne vieterebbero la caccia.

Ma le associazioni venatorie teutoniche non sono soddisfatte e dichiarano pubblicamente che i Rapaci sono una minaccia per la piccola selvaggina. Fanno loro eco gli allevatori di piccioni. Falchi pellegrini ed Astori sono nel loro mirino, catturerebbero i fagiani appena liberati dagli allevamenti a fini venatori.
Le associazioni dei cacciatori si fanno promotrici della richiesta di una stagione di caccia per i Rapaci.

Intanto bracconaggio, trappole e veleno sono i metodi più usati per sterminarli. Nibbi reali avvelenati in Renania. La Baviera continua ad ignorare la Direttiva europea Uccelli e, ogni anno, autorizza l’abbattimento di centinaia di Poiane ed Astori.

Trappole, esche avvelenate e rapaci abbattuti sono all’ordine del giorno  nelle pianure centrosettentrionali tedesche. Non vengono disdegnate nemmeno le tagliole, spesso lasciate sulle staccionate con un bocconcino di carne come esca. Nelle trappole per Astori, poi, vengono usati piccioni vivi (ma non volevano difenderli?), una volta catturato l’Astore viene ucciso  “a mano” dal cacciatore/bracconiere.
Logicamente i cacciatori/bracconieri rimangono impuniti!

Fonte: GEAPRESS


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Dal fuoristrada-carro armato, salta fuori il carniere del bracconiere: un grosso istrice e sessantuno conigli

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Maxi sequestro della Guardia di Finanza a Mussomeli (CL).


La selvaggina abbattuta sembrava non dovesse mai finire. Uno dopo l’altro dalla macchina del bracconiere sono saltati fuori ben sessantuno conigli più un grosso istrice. Quanto però successo la mattina del 7 settembre nelle campagna di Mussomeli (CL), è comunque molto più grave e pericoloso della sola conta dell’infinito carniere. I bracconieri infatti sono stati avvistati dalla Guardia di Finanza all’una del mattino. In assoluta tranquillità tre uomini sparavano dai finestrini del potente fuoristrada in movimento. Due, tre colpi alla volta, per un totale di non meno di centotrenta colpi fino all’intervento dei militari diretti dal Maresciallo Ricotta della Tenenza di Mussomeli. Con i fari i bracconieri abbagliavano i poveri conigli e subito sparavano rimanendo comodamente seduti in auto. L’animale, raggiunto dalla rosa dei pallini, saltava in aria.

I militari li avevano avvistati ancora molto distanti, e dalla loro i bracconieri avevano il fuoristrada e l’ottima conoscenza del luogo. Nel buio della notte, in una zona impervia e con strade di campagna quasi impraticabili la Guardia di Finanza ha dovuto giocare d’astuzia, spegnendo i fari, fermandosi all’occorrenza e tentando di anticipare le mosse dei bracconieri. Infine la svolta. Raggiunta la cima di una collina i bracconieri si sono ritrovati, senza essersene accorti, in una zona più agevole per essere fermati. La Finanza aveva nel frattempo guadagnato molta strada. La conoscenza però di quelle sperdute strade di campagna, dove non è un caso trovarsi a passare, ha fornito l’ultima carta a due dei tre bracconieri i quali, una volta apparsi i finanzieri, sono riusciti a dileguarsi con i fucili gettandosi a capofitto nel buio di una zona impervia. Il terzo uomo, invece, è stato fermato ancora nella macchina.

All’apertura del cofano l’incredibile sorpresa. I corpi di sessantuno conigli ed un grosso istrice ammassati acconto a decine di munizioni ancora da utilizzare. Il fermo è avvenuto intorno alle tre del mattino, ma è occorsa tutta la notte per tornare indietro ed espletare tutte le procedure per il sequestro degli animali morti e delle munizioni, oltre che la denuncia del presunto bracconiere.

I controlli della Guardia di Finanza continueranno nei prossimi giorni. Si aggiungeranno ad una serie di successi che, oltre all’ attività prettamente di natura fiscale, ha visto impegnati i militari. Tra questi le denunce dei frantoi sorpresi a riversare la nera acqua di “vegetazione” lasciata scorrere nei canali e da qui nei torrenti del nisseno. Le perquisizioni a bracconieri di uccelli rapaci, una delle quali scaturita dopo la trafugazione, dal nido, dei piccoli della rarissima Aquila del Bonelli. In più, controlli nei depuratori e la scoperta di discariche abusive. Un carniere ricco, ma di reati perseguiti.

Fonte: GEAPRESS


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Lazio: Scatta l’allarme bracconaggio

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07.jpg AMBIENTE. La stagione venatoria è ai nastri di partenza ma già sono da riportare numerosi episodi di caccia illegale nella nostra regione.

Sos bracconaggio nel Lazio. A lanciare la drammatica richiesta d’aiuto, a pochi giorni dall’apertura ufficiale dalla stagione venatoria, sono associazioni ambientaliste, agricoltori, semplici appassionati di natura. Dopo l’ultimo, tragico episodio avvenuto in Puglia, in cui un religioso è rimasto ucciso dalle fucilate di un bracconiere che l’aveva scambiato per un cinghiale, anche boschi e aree verdi del Lazio risultano essere fortemente a rischio per l’incolumità di sportivi, famiglie con bambini, cercatori di funghi e birdwatchers, che corrono il pericolo, in ogni momento, di finire impallinati da bracconieri e cacciatori senza scrupoli. D’altronde le cifre parlano chiaro, di caccia si muore, ad ogni latitudine.

Nella stagione 2009-2010, secondo i dati forniti dall’Associazione Vittime della Caccia, a livello nazionale è stato infatti registrato un totale (tra cacciatori e gente comune) di 71 feriti e 24 morti in ambito venatorio, mentre scorrendo i dati della nostra regione sono da registrare 5 feriti (di cui tre nella provincia di Viterbo, uno nella provincia di Roma ed uno in quella di Frosinone) e 2 morti (uno nella provincia di Roma ed uno in quella di Frosinone).

Nel Lazio la stagione venatoria 2010-2011 è appena ai nastri di partenza, ma già sono da riportare numerosi episodi di caccia illegale, in particolare nel frusinate, a Lunghezza e Mentana (con abbattimenti di splendidi gruccioni) ed addirittura all’interno di aree protette come la Riserva naturale statale del Litorale Romano (con bracconieri a caccia di cinghiali nel Comune di Fiumicino) e presso la Riserva naturale di Decima-Malafede nella quale, come denunciato dalla Lipu Ostia-Litorale, il 26 e 29 agosto, in pieno giorno, alcuni appassionati di nordic walking si sono trovati faccia a faccia con bracconieri armati fino all’osso e soltanto per un caso fortuito non si è consumata l’ennesima tragedia.


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MARCHE/CACCIA: LEGAMBIENTE, SINERGIE PER CONTRASTARE BRACCONAGGIO

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(ASCA) - Ancona, 6 set - ''Purtroppo si assiste all'ennesimo caso di bracconaggio, attivita' illegale che contrasta i forti sforzi che Legambiente e altre associazioni, oltre che la stessa Amministrazione Provinciale, stanno adottando per tutelare adeguatamente la fauna selvatica, sempre piu' a rischio anche a causa del consumo del territorio idoneo al loro habitat''. L'allarme lanciato da Legambiente Marche che in una nota sottolinea ''lo scorso week-end, in contrada Fiastra di Petriolo, all'interno della Zona di Ripopolamento e Cattura, durante un normale servizio di vigilanza antibracconaggio, le guardie giurate volontarie di Legambiente, in collaborazione con quelle della Federcaccia, coordinate dalla Polizia Provinciale di Macerata, hanno rinvenuto una trappola carica finalizzata alla cattura di animali come tassi, istrici e altre specie protette, ma pericolose anche per animali domestici quali cani e gatti. La trappola, prontamente disinnescata dalle stesse guardie volontarie, e' stata sequestrata dagli agenti del Corpo di Polizia Provinciale''.

La ''ricetta'' dell'associazione ambientalista e' semplice ''e' indispensabile - si legge ancora - la collaborazione diretta dei cittadini che, venuti a conoscenza di situazioni analoghe, debbono segnalarle prontamente all'ufficio di Polizia Provinciale, numero verde: 800216659, oppure alle guardie volontarie di Legambiente, al numero 071 200852''.

Fonte: ASCA


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Cacciavano nell'Oasi di Contrada Pantano, uno denunciato, altri scappano

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06/09/2010

La Polizia provinciale ha denunciato a piede libero all'Autorità Giudiziaria, con sequestro del fucile, C.G., 49 anni, proveniente dal napoletano, sorpreso ad esercitare la caccia nella Oasi protetta della zona umida, nella Contrada Pantano nei pressi di Benevento, dove non è consentito. Altri cacciatori, all’arrivo della Polizia provinciale, sono riusciti a far perdere le proprie tracce.

L’operazione si è svolta su segnalazione delle Guardie Volontarie Venatorie di Benevento.

Fonte: Il Quaderno



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