Monte Faito: espugnate le casseforti dei bracconieri

Martedì 18 Maggio 2010 12:52
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Erano state abilmente occultate nel sottosuolo del versante demaniale del Monte Faito: vere e proprie casseforti in ferro, saldate ad arte e cementate nella roccia calcarea opportunamente sbancata, chiuse da una botola e da un robusto catenaccio e contenenti, all’interno, sofisticati impianti e timer per riprodurre i versi degli uccelli.

Da tali casseforti si dipartivano i cavi elettrici, abilmente interrati per decine di metri, che conducevano alle cosiddette “campane” nascoste tra la vegetazione della macchia, ovvero amplificatori dai quali echeggiava nella montagna il verso della quaglia.
Si tratta dei noti richiami elettroacustici che riproducono, per l’intera notte, il verso degli uccelli da catturare (quaglia, tortora, rigogolo, tordo, ecc.) attraendoli nei pressi della postazione e rendendoli prede facili per il bracconiere che, alle prime luci dell’alba, verrà a “cacciarli” col fucile o con l’ausilio dei cani. Spesso, per non rischiare essendo la caccia “chiusa”, i fucili non vengono portati da casa ma sono abilmente nascosti, dopo averne abraso la matricola, sotto i muri, in grotte o tra la vegetazione, pronti all’uso una volta giunti sul posto.

Nella nottata tra sabato e domenica un blitz, organizzato dai volontari del WWF e condotto grazie all’ausilio delle Guardie Venatorie Arci Caccia della Sezione Provinciale di Napoli, ha portato all’individuazione e allo smantellamento, nel cuore del Parco dei Monti Lattari, di diverse postazioni per il bracconaggio e al sequestro di impianti elettronici, fonofili, altoparlanti, cavi elettrici e cassette multitraccia.

 

“Dopo il recente estenuante braccio di ferro alla Camera e il relativo successo per frenare l’assurda  legge di deregulation della caccia, c’è ancora qualcuno che non si vuole rassegnare al rispetto delle regole”  dichiara Claudio d’Esposito presidente del WWF Penisola Sorrentina “Che la caccia si è chiusa a fine gennaio è ormai risaputo…ma non del tutto accettato da chi ritiene di poter impunemente infrangere la Legge e depredare, a proprio piacimento, l’avifauna nel suo periodo più delicato di riproduzione primaverile. Stiamo parlando dei bracconieri: incalliti e fanatici sparatori per i quali la caccia (a qualsiasi specie e con qualsiasi mezzo) dura, da sempre, tutto l’anno. Per fortuna a non condividere questo modo di “depredare” la fauna selvatica sono anche alcuni cacciatori onesti, e proprio grazie a loro, nelle vesti di guardie venatorie, è stato possibile realizzare l’ultimo blitz notturno…che è solo il primo di una lunga serie!”

La nostra “Terra delle Sirene” ha tra le tante fortune quella di trovarsi al centro delle traiettorie del popolo dei migratori che, da sempre, hanno scelto come rotta migratoria la penisola sorrentina. Purtroppo tali meravigliosi abitanti del cielo, spesso, trovano ad attenderli un altro popolo: quello dei bracconieri. Ad imbattersi nel fuoco incrociato delle carabine sono, a volte, proprio gli uccelli rapaci, specie utili nei delicati equilibri dell’ecosistema e protetti dalla Legge. Poiane, gheppi, sparvieri, barbagianni, falchi pellegrini, ma anche assioli, civette, rigogoli e gruccioni, volpi e tassi, colpiti da armi da fuoco, o rinvenuti feriti in trappole e tagliole, sono stati negli anni consegnati ai volontari WWF da cittadini e turisti sensibili.

E mentre scriviamo ci giunge notizia, dalla frazione di Schiazzano a Massa Lubrense, di un ennesima vigliacca azione da parte  un gruppo di persone armate che, dopo aver aperto il fuoco contro un rapace in volo, hanno scavalcato con la muta di cani in una proprietà privata per recuperare la preda, tra le imprecazioni del proprietario del fondo che ha tentato invano di inseguirli ed identificarli. “Si tratta di azioni fuorilegge gravi, pericolose e sfacciate ma che, nella quasi totalità dei casi, rischiano, purtroppo, di restare impunite. Le gesta di tali vagabondi armati, che non esitano a sparare nei pressi delle abitazioni e in direzione di esse, o che rendono le nostre notti insonni a causa dei richiami che echeggiano dalle montagne a tutto volume fino all’alba, provocano un certo allarme sociale. Sono tante le lamentele che giungono alla segreteria del WWF da parte di cittadini infastiditi o impauriti da tali circostanze e che non trovano ancora il necessario ascolto da parte delle istituzioni, o di chi dovrebbe intervenire, che si mostrano  impreparati o insensibili al fenomeno.”

Il WWF lancia un accorato appello: “Si invita chiunque noti o sia a conoscenza di impianti fissi per l’uccellagione (trappole, pali, reti, ecc.) e di richiami acustici a continuare a denunciarli alla Forze dell’Ordine e a darne tempestiva comunicazione al WWF che attuerà tutte le azioni immediate e necessarie per contrastare i reati in corso.

Il sito del WWF Campania >>

L'Operazione "fonofilo" del WWF continua per tutto il mese di maggio

Il fonofilo è uno strumento il cui nome è composto dalla parola “fono” (suono) e “filo” (continuo). Il termine tecnico è apparecchio acustico magnetico con o senza amplificatore del suono. Il suo compito è quello di emettere, attraverso un nastro magnetico, il canto di un uccello a seconda della specie che si intende richiamare e poi uccidere.  In particolare l’operazione “fonofilo” riguarda la lotta contro lo sterminio delle quaglie che in questo periodo, chiamato di passo, nidificazione e ripasso, si sposta di notte ed è proprio in quel momento che i cacciatori attivano lo strumento per attrarre il piccolo gallinaceo che, sentendo il canto dei suoi simili, scende a terra e vi rimane fin quando fa giorno per trovare il terreno adatto alla nidificazione e per la ricerca dell’erba “panigale”, senza sapere che ci sono in agguato i cacciatori con i loro cani. Il problema è che ad ogni cambio di stagione vengono cambiati anche i nastri magnetici al fine di permettere allo “strumento della morte” di emettere i canti di altre specie di uccelli. “Questa pratica è vietata dalla legge sulla caccia ma, purtroppo, siamo in pochi a lottare contro questo tipo di bracconaggio”.

Fonte : WWF Italia

 

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