Associazione Vittime della caccia

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Ungulati

Fauna selvatica- Comm. Parlamentare presenta indagine sui danni. LAV: fuorviante

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Comunicato stampa LAV

FAUNA SELVATICA: COMMISSIONE PARLAMENTARE PRESENTA INDAGINE SUI DANNI A COLTURE AGRICOLE.

LAV: SISTEMA FUORVIANTE, NON SI POSSONO VALUTARE I DANNI SULLA BASE DEL LORO VALORE ECONOMICO

E’ stata presentata questa mattina alla Camera dei Deputati l’indagine svolta dalla Commissione Agricoltura sui danni prodotti alle coltivazioni ed imputati agli animali selvatici, che individua i responsabili tra i cinghiali, gli storni e le nutrie.

“Passano gli anni ma non cambia la vecchia abitudine di far ricadere le responsabilità della cattiva gestione del territorio sugli animali selvatici – commenta Massimo Vitturi, responsabile LAV settore Caccia e Fauna selvatica – ma il sistema utilizzato per valutare i danni causati dagli animali selvatici è fuorviante. La variazione annuale, e quindi l’eventuale incremento dei danni, infatti, viene accertata unicamente sulla base dei contributi regionali versati per rifondere i danni patiti dagli agricoltori”.

Tale sistema non tiene conto, quindi, delle fluttuazioni di mercato dei prodotti agricoli, producendo, di fatto, dati interpretabili. Se dicessimo che il valore dei danni alle colture cerealicole nel periodo 2005-2009 è aumentato del 44%, non confermeremmo automaticamente che c’è stato un aumento della quantità di danni, ma più precisamente un incremento dovuto all’aumento dei prezzi alla produzione (fonte dati ISMEA – elaborazione LAV).

Identico discorso può essere applicato ai foraggi, che nel quinquennio indicato hanno subito un incremento di costo pari al 38%....


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WWF e Legambiente: i censimenti della fauna non possono farli i cacciatori

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La fauna selvatica e’ un bene comune e va salvaguardata. Chi esercita la caccia non puo’ garantire l’imparzialità nei censimenti delle vittime.

L’avifauna alpina, gallo forcello e coturnice, ha subito negli ultimi decenni un grave calo demografico attribuibile a molti fattori, primo fra tutti le radicali modificazioni ambientali e una fallimentare gestione venatoria. Alla luce di questo dalla fine degli anni ‘80 la Regione, e di riflesso la Provincia, hanno iniziato a programmare una gestione virtuosa delle specie, fondata su piani di abbattimento conservativi, scaturiti da censimenti primaverili ed estivi svolti in maniera il più possiblile “scientifica”. Tale attività è di competenza, secondo la Legge, del personale di vigilanza venatoria delle Provincie, che, per ragioni contingenti (es. conduttori di cani da ferma) puo’ avvalersi della collaborazione dei cacciatori. In questo modo l’Ente ha sempre mantenuto la direzione tecnica ed il diretto controllo delle attività di conteggio. Il ruolo di garante esercitato dalla Provincia ha permesso fino ad ora di mantenere gli standard operativi a livelli accettabili, pur in una materia soggetta a difficili equilibri e ad abusi .

Passiamo al triste presente.

Ora abbiamo saputo che è in fase di approvazione da parte della Giunta provinciale di Lecco un Regolamento per l’esecuzione dei censimenti di fauna selvatica ( non si capisce se sostenuto o suggerito da alcuni gruppi di cacciatori appartenenti alla parte peggiore del mondo venatorio, privi delle minime competenze tecniche e ricchi solo di demagogia), che prevede che i censimenti vengano svolti unicamente dai cacciatori, estromettendo il personale di vigilanza e quindi privandoli di ogni forma di controllo e di garanzia da parte della Provincia. Questo permetterebbe di incrementare i risultati dei censimenti e di conseguenza i piani di abbattimento. Di fatto si assisterebbe ad un saccheggio irrimediabile di una risorsa che necessita invece di una gestione virtuosa.

I Comitati Caccia, proponendo e l’Ente Provincia recependo i piani di abbattimento formulati su una raccolta di dati di questo tipo, si esporrebbero al rischio di legittimi ricorsi e di giustificate polemiche.

Ci risulta che una parte seria e preparata di cacciatori (vedi Comitato gestione caccia Alpi lecchesi) non è d’accordo con tale modalità di censimento e ha inviato una lettera cautelativa alla Provincia affinchè sostanzialmente detto Regolamento non venga approvato e applicato.

Per questi motivi è assolutamente necessario bloccare l’applicazione di simile metodologia, purtroppo già sperimentata in alcuni casi, e trovare modalità e risorse per censimenti il più possibile veritieri, perchè non è possibile che la fauna selvatica, da considerarsi un bene comune, venga sacrificata e lasciata alle incontrollate ed egoistiche scelte di agguerrite minoranze. La fauna va protetta, così come deve essere rispettata la volontà dei Cittadini che recentemente si sono espressi a grande maggioranza per la salvaguardia dei beni comuni.

Legambiente Lecco- WWF


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FORESTALE: AL VIA UN PIANO SPERIMENTALE PER LIMITARE I DANNI AI PASCOLI PROVOCATI DAI CERVI NELL'ALTIPIANO DEL CANSIGLIO

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Gli esemplari vengono allontanati in maniera innocua ricorrendo all'esplosione di petardi.

L'iniziativa fa parte di una recente strategia tesa a risolvere la questione dell'eccessiva presenza degli ungulati nelle zone che ricadono fra le province di Belluno e Treviso. I primi e positivi risultati sono a beneficio delle aziende zootecniche locali

Cartucce esplodenti, petardi rumorosi e luminosi sparati nelle zone dell'Altipiano del Cansiglio maggiormente popolate da cervi, per allontanarli e limitare così i danni ai pascoli.
È la recente strategia sperimentale messa in atto dal Corpo forestale dello Stato che, a fianco della Regione Veneto e della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, di Veneto Agricoltura, e della Provincia di Belluno e di Treviso, fa parte di una commissione tecnico-scientifica impegnata a risolvere la questione dell'eccessiva presenza di questi ungulati sull'Altipiano del Cansiglio, nelle zone che ricadono nelle province di Belluno e Treviso.
La popolazione di cervi che vive tra la foresta e i pascoli della piana, in notevole aumento nel corso dell'ultimo decennio, è attualmente stimata in circa 2.500 esemplari. I danni provocati, ingenti già da qualche anno, sono dovuti al fatto che i cervi durante le  stagioni primaverile ed estiva scendono dalle zone più alte dei boschi e tendono ad alimentarsi con l'erba dei pascoli, altrimenti destinata ai bovini in alpeggio.
La Regione Veneto è intervenuta anche lo scorso anno elargendo cospicui indennizzi agli allevatori che avevano subito danni. Danni che ora rischiano di estendersi anche alla foresta minando il processo di rinnovazione della faggeta e conseguentemente il futuro dei popolamenti forestali. Il piano, già avviato, prevede di ottenere l'allontanamento dei cervi senza ricorrere a catture o abbattimenti ma piuttosto attraverso una semplice azione di dissuasione. Ad eseguire ciclicamente l'esplosione dei petardi sono i Forestali del Nucleo Operativo Speciale di Vittorio Veneto (Treviso). Recenti censimenti hanno evidenziato la riuscita di quest'azione attraverso cali significativi negli avvistamenti dei cervi in alcune zone critiche rispetto agli anni precedenti, con conseguente beneficio per i proprietari delle aziende zootecniche del Cansiglio.

Fonte: www3.corpoforestale.it


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Attaccato da cinghiale muore di paura

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(ANSA) - SAVONA - Un cacciatore di 66 anni, Gianfranco Castellana, e' morto questo pomeriggio probabilmente per lo spavento dopo essere stato caricato da un cinghiale al quale aveva sparato nei boschi di sua proprieta' durante una battuta di caccia a Villanova d'Albenga. L'animale ha caricato il cacciatore provocandogli un'emorragia non importante, ma proprio la reazione del cinghiale gli ha causato un attacco di cuore che gli e' stato fatale. Mobilitati gli uomini del soccorso alpino, il 118 ed i carabinieri.

Fonte: www.corriere.it


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Bordighera: è stato abbattuto il cinghiale trovato al porto, era agonizzante

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Dopo l'arrivo dell'autorizzazione è stata la Polizia Provinciale ad abbatterlo

E' stato abbattuto poco fa il cinghiale ferito, trovato questo pomeriggio al porto di Bordighera. L’animale è stato avvistato nel primissimo pomeriggio, mentre arrivava dagli scogli, probabilmente a caccia di cibo. Era ferito alla coscia sinistra ma non per questo meno privo di forza. E’ stato un pescatore a raccoglierlo, Pino, questo ha visto l'animale che si allontanava da dove era venuto così ha preso il suo gozzo e l'ha seguito. L'uomo l'ha letteralmente preso al lazzo, ed una volta immobilizzato lo ha portato all'attracco dove ha chiamato il 118.

A quel punto è stato allertato il servizio veterinario, i Carabinieri, la Polizia Municipale e la provinciale. E' stato un agente di quest'ultimo corpo a mettere fine all'agonia dell'animale. Infatti benchè il cinghiale fosse stato portato a riva intorno alle ore 15 solo due ore dopo è stato abbattuto. Non era possibile fare altrimenti, l'agente della Polizia Provinciale, Gianni Calvi si è messo in contatto con il veterinario descrivendogli le pessime condizioni dell'animale ferito. Questo infatti era fermo in acqua fredda con una ferita profonda, verosimilmente provocata da un fucile da caccia ma non necessariamente oggi.

Infatti secondo alcuni dei tanti presenti accorsi a vedere che cosa stesse succedendo era possibile che la ferita avesse anche qualche giorno. Una volta abbattuto, con tre colpi di pistola alla testa, l'animale è stato portato sulla terra ferma e sollevato è stato stimato con un pesa approsimativo di circa 50kg. Non era la prima volta che un cinghiale si avvicinava alle zone abitate alla ricerca di cibo.

Fonte: www.sanremonews.it


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