Associazione Vittime della caccia

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Ungulati

Reggio: bando agroambientale per la gestione della fauna e la fruizione di aree protette

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05.07.2010- La Giunta della Provincia di Reggio Emilia ha approvato un avviso pubblico che porta con sé una dotazione di circa 1 milione100 mila Euro per agevolare la convivenza tra agricoltura e fauna selvatica, valorizzare la biodiversità, l’habitat dei territori agricoli e forestali e migliorare le condizioni del nostro patrimonio faunistico.

“La nostra priorità è la protezione dell’agricoltura dai danni alle colture causati dalla fauna selvatica, contemplando l’incentivazione di vari mezzi e tecniche che aiutino la convivenza tra l’attività economica e gli animali. Ristabilendo questo equilibrio sarà, di conseguenza più semplice, nelle aree di alto valore naturalistico, promuovere la fruizione pubblica del territorio attraverso attività turistico ricreative con finalità anche di educazione ambientale”. Così l’Assessore provinciale all’Agricoltura Roberta Rivi ha commentato l’approvazione del Bando, che attinge risorse dal Piano di Sviluppo Rurale e più specificatamente dall’Azione 1 della Misura 216.

L’elaborazione del Bando ha tenuto conto anche delle indicazioni contenute negli 11 Accordi Agroambientali previamente approvati dalla Provincia e sancisce criteri, modalità, tempi e procedure di attuazione per l’erogazione degli aiuti nel rispetto delle direttive stabilite dalla Regione.


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Veneto-Caccia al cinghiale, direttive specifiche per l'area veronese

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Caccia al cinghiale, direttive specifiche per l'area veronese

CALENDARIO VENETO. Delibera di Giunta - Limitazioni ai carnieri stagionali per alcuni tipi di selvaggina

30/06/2010

Il calendario del Veneto per la caccia stanziale quest'anno sarà differenziato per province, recependo le istanze presentate da quelle di Padova, Venezia, Rovigo e Treviso. È questa la novità contenuta nella delibera approvata ieri dalla Giunta e resa nota dall'assessore alla caccia, Daniele Stival.

«Mentre le province di Verona, Vicenza e Belluno», ha detto l'assessore Stival, «osserveranno lo stesso calendario del 2009 sia per la caccia stanziale che per quella migratoria, per quella stanziale abbiamo recepito per le altre quattro, in una logica federalista, le istanze che hanno presentato», differenziando così le date.

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Troppi cinghiali nella Murgia Materana. E allora spuntano le trappole

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Il comando stazione di Matera del Corpo Forestale dello Stato ha denunciato un 58enne del posto per aver esercitato attivita' venatoria abusiva con mezzi non consentiti ed in periodo di divieto. Ha creato trappole per catturare i cinghiali.

In seguito alla segnalazione di un cittadino, gli agenti hanno accertato la manomissione di recinti per la cattura di cinghiali installati all'interno di fondi privati che ricadono nel Parco Regionale della Murgia Materana, in una zona sottoposta a vincolo paesaggistico ed idrogeologico di particolare valenza naturalistico-ambientale e che rientra all'interno di aree Sic e Zps (Siti di Interesse Comunitario e Zone di Protezione Speciale), istituite nell'ambito della rete Natura 2000.

All'interno erano state posizionate delle esche per la cattura degli animali. Stando alle indagini, l'autore del reato ha manomesso le gabbie per catturare i cinghiali in quanto sono responsabili di gravi danni ai raccolti agricoli. L'eccessiva presenza di cinghiali nel Parco Regionale della Murgia e' spesso oggetto di proteste da parte di agricoltori ed allevatori che ne denunciano la sovrapopolazione che causa sul territorio ingenti danni alle culture agricole. A tal proposito l'Ente di Gestione del Parco Regionale della Murgia ha realizzato un progetto di gestione della popolazione di cinghiali proprio grazie all'installazione ed all'impiego di questo sistema di trappole ('chiusini') per ridurre la presenza degli animali nell'area e i danni nei confronti degli agricoltori.

Una situazione analoga si sta vivendo nel Parco dell'Alta Murgia, sul versante pugliese, soprattutto a Ruvo ed in altri centri. Ci sono danni alle colture anche se non si registrano ancora episodi di "ambienalista fai-da-te" con trappole ed esche. Nel Parco dell'Alta Murgia proprio di recente si è svolto un censimento della specie (la Sus scrofa).

Fonte : Notizie On-line


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Portofino: cinghiale cerca di entrare all’asilo

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Certamente cercava del cibo. Cercano sempre qualcosa da mangiare, e questo li spinge a lasciare i boschi e addentrarsi in giardini e abitazioni. Un cinghiale, l’altro pomeriggio, ha tentato di entrare nel cortile dell’asilo comunale di Portofino. Ma la sua testa è rimasta incastrata tra le inferriate del cancello.


Erano circa le 15,30 e nel giardino dell’asilo c’erano diversi bambini. I grugniti dell’animale, sempre più preoccupato di non riuscire più a liberare la testa dalle inferriate, hanno fatto sì che una delle maestre si accorgesse di quanto stava accadendo. Un’abitante di Portofino, che si trovava in quel momento a passare vicino all’asilo (che è in via San Sebastiano) è anche riuscita a scattare alcune fotografie dell’animale intrappolato. Mentre le maestre dell’asilo facevano in modo che i bambini - incuriositi non poco dall’“incontro ravvicinato” - non si avvicinassero al cinghiale intrappolato nel cancello, altre persone presenti cercavano di farsi venire in mente un modo per intervenire e liberare l’animale. Dopo circa una mezz’ora di “prigionia” l’ungulato è riuscito finalmente ad estrarre la testa dal cancello e si è messo a correre per via San Sebastiano, verso la chiesa, e da lì ha nuovamente guadagnato il bosco da cui era spuntato. L’episodio - curioso, ma anche allarmante - fa tornare alla luce il problema del numero di cinghiali che vivono sul monte di Portofino e la loro coesistenza, spesso difficile, con gli abitanti del promontorio.

Proprio in questi giorni l’Ente parco di Portofino sta predisponendo il Piano di controllo faunistico, che è lo strumento col quale si organizzano le attività per mantenere sotto a un certo numero la popolazione degli ungulati sul monte. «L’anno scorso, con il sistema dei “gabbioni”, erano stati catturati e abbattuti circa 100 cinghiali - dice il presidente del parco, Franco Olivari - Ma questa specie si riproduce con facilità e velocemente, e questo intervento non è bastato a raggiungere le nostre aspettative». Per la prossima stagione il sistema per controllare la popolazione dei cinghiali potrebbe cambiare. «Stiamo studiando un altro metodo - spiega Olivari - Si tratta di “macro recinti” ovvero recinzioni di porzioni di terreno all’interno dei quali si è riusciti a eliminare la presenza di questi animali. Estendendo questi recinti, via via che prosegue la bonifica, si potranno avere zone sempre più ampie senza ungulati».

Fonte : Il Secolo XIX


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