Associazione Vittime della caccia

organizzazione di volontariato senza fine di lucro ai sensi della Legge 266-91

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CACCIATORI A DISTANZA - COME DIFENDERSI DAI CACCIATORI-Ass.Vittime della caccia-Dossier 2013

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ASSOCIAZIONE VITTIME DELLA CACCIA - Copyright © 2013 Dossier Vittime della Caccia

(dal DOSSIER - 2013)

"CACCIATORI A DISTANZA"

COME DIFENDERSI DAI CACCIATORI

La strategia dell'Associazione Vittime della caccia

APPLICARE LE DISTANZE DI SICUREZZA AL TERRITORIO

SULLA BASE DELLE SUE ANALISI,  L'ASSOCIAZIONE VITTIME DELLA CACCIA PUBBLICA QUESTA SINTETICA MA EFFICACE STRATEGIA DI DIFESA DALL'ATTIVITA' VENATORIA.

LA STRATEGIA "CACCIATORI A DISTANZA" CHE APPLICHIAMO DA ANNI CON IL SEMPLICE SISTEMA DI CALCOLO SU MAPPA DELLE DISTANZE DETTATE DALLA LEGGE 157/92*, si è rivelata un prezioso ed efficace strumento di difesa e di legittimazione delle richieste dei cittadini ai sindaci, al fine di ottenere il rispetto della sicurezza o un esplicito e pubblico richiamo alle zone interdette alla caccia, anche attraverso l'emanazione di specifica ordinanza sindacale ai sensi del D.lgs.267, 18 agosto 2000, art.54)

Sono infatti gli strumenti che l'Associazione Vittime della caccia usa per difendere i cittadini, quelli relativi alla Legge 157/92 art,21, c.1, lett.a), e), f, g)* che stabilisce i parametri a cui i cacciatori devono attenersi.

E' sorprendente verificare come nella maggior parte del territorio la caccia, praticata nelle varie forme, risulti difficilmente praticabile.

Si tratta quindi di capire cosa sia lecito e cosa invece no, per pretendere poi l'applicazione della legge.

Occorre ripartire infattii da quei pochi strumenti previsti dalle attuali norme in materia di pubblica sicurezza, fugacemente richiamati dalla legge sulla caccia all'art.21*, come parametri minimi previsti, basati sulle gittate delle armi da fuoco, solitamente in uso durante l'attività venatoria.

E bene far notare che per attività venatoria non s'intente necessariamente solo il cacciare e sparare, ma anche l'atteggiamento di caccia (art.12), quindi anche il cacciatore che si aggira col fucile in mano o in spalla che non sia scarico e in custodia (art.21, c.1, lett.g)

QUINDI CHI ESERCITA ATTIVITA' VENATORIA, SPARA E/O SI AGGIRA ALLA RICERCA DEGLI ANIMALI A CUIO SPARARE


SEMBRA SCONTATO MA è NECESSARIO CAPIRE LA DIFFERENZA tra LE DEFINIZIONI IN QUESTIONE : ESERCIZIO VENATORIO (lett.e) E SPARO (lettera f - art.21, comma 1, legge 157/92)

DUNQUE ad esempio usiamo una mappa a caso, grazie a Google map, disponibile sul web.

<1-map Prendiamo la mappa che ci interessa, aumentiamo o diminuiamo la scala (notare il parametrino in fondo a sinistra) in base all'esigenza di una panoramica opportuna per la misurazione delle distanze.

 

 

1.1-map>

>Per iniziare a fare una valutazione delle distanze entro cui non è possibile esercitare l'attività venatoria, impostiamo il parametrino in fondo a sinistra a 100 metri e individuiamo l'edificio da tutelare. Facciamo partire un raggio corrispondente a 100 metri dai lati esterni dei muri dell'edificio o dalle immediate pertinenze, fino a creare un cerchio rosso intorno. Come si può vedere dal retro della casa sono appunto 100 metri, quindi entro quel raggio, ovvero tra una casa e l'altra, nessun cacciatore può esercitare l'attività venatoria.

 

 

<1.2-map Sulla base del parametro in fondo a sinistra di google map, che abbiamo impostato su 100 metri (appunto è la distanza minima prevista entro cui è vietata l'attività venatoria), facciamo dei cerchi intorno agli altri edifici, corrispondenti a 100 metri e copriamo tutta la zona; Come è possibile vedere non rimane alcun margine per esercitare l'attività venatoria intorno a questo abitato!

 

 

1.3-map>

A questo punto facciamo anche i cerchi arancioni dei 150 metri, entro i quali non è possibile sparare in direzione di case, strade, recinzioni con animali, macchine agricole in funzione ecc. E' indubbio che la zona sia off-limits!

 

<1.4-map

Togliamoci lo sfizio di valutare anche le distanze minime dei 50 metri entro i quali il cacciatore non può esercitare l'attività venatoria (vagare ecc). Ricordiamo anche che lo sparo è vietato in direzione delle strade carreggiabili a meno di 150 metri (fucile ad anima liscia, mentre per quello ad anima rigata la distanza di rispetto è 1,5 volte la gittata stessa dell'arma.....!)

 

>2-map> Ecco che l'area è completamente coperta dal divieto, sia per i 100 che i 150 metri!

 

 

Dovendo invece applicare le distanze per le armi ad anima rigata, pensiamo che invece del 70/80% di territorio italiano pianificato come venabile.... ne rimmarrebbe davvero molto molto poco!



NON CI RIMANE CHE PRETENDERE L'APPLICAZIONE DELLE NORME VIGENTI

FATTI AIUTARE DA NOI, SE SEI DETERMINATA/O, QUANDO AVRAI VALUTATO SE VI SIANO LE CONDIZIONI, SIAMO DISPONIBILI AD INTERAGIRE CON I COMPETENTI ENTI LOCALI.  ATTENZIONE: Non è facile ottenere dei provvedimenti se non si è creata l'istruttoria necessaria a motivare lo stato di urgenza, pertanto si sconsiglia di intraprendere con superficialità la fase di richiesta e quindi di rivolgervi a noi per aiuti, consigli ed eventualmente per tenere i rapporti con gli Enti locali. Questo anche per non vanificare gli sforzi finora fatti. Grazie


Documento presentato in occasione del Convegno di Ecosofia 2013 ad Osimo il 27 settembre 2013.

Copyright © 2013 Dossier Vittime della Caccia

*L'uso e la pubblicazione dei presenti contenuti, implicano obbligatoriamente la citazione della fonte: Associazione Vittime della caccia. Grazie

 

SE HAI LETTO FINO A QUI, SICURAMENTE TI INTERESSA UN DIVIETO DI CACCIA MOLTO ESPLICITO...

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VAI ANCHE AI RIFERIMENTI NORMATIVI>>>Legge 157/92, ART. 21 e ART.12 + art.842 del codice civile integrale>>

Legge 157/92, ART. 21(Divieti)

1. E' vietato a chiunque:
a) l'esercizio venatorio nei giardini, nei parchi pubblici e privati, nei parchi storici e archeologici e nei terreni adibiti ad attività sportive;

b) ...
c) ...
d) l'esercizio venatorio ove vi siano opere di difesa dello Stato ed ove il divieto sia richiesto a giudizio insindacabile dell'autorità militare, o dove esistano beni monumentali, purchè dette zone
siano delimitate da tabelle, esenti da tasse indicanti il divieto:

e) l'esercizio venatorio nelle aie e nelle corti o altre pertinenze di fabbricati rurali; nelle zone comprese nel raggio di cento metri da immobili, fabbricati e stabili adibiti ad abitazione o a posto di lavoro e a distanza inferiore a cinquanta metri da vie di comunicazione ferroviaria e da strade carrozzabili, eccettuate le strade poderali ed interpoderali;

f) sparare da distanza inferiore a centocinquanta metri con uso di fucile da caccia con canna ad anima liscia, o da distanza corrispondente a meno di una volta e mezza la gittata massima in caso di uso di altre armi, in direzione di immobili, fabbricati e stabili adibiti ad abitazione o a posto di lavoro; di vie di comunicazione ferroviaria e di strade carrozzabili, eccettuate quelle poderali ed interpoderali; di funivie, filovie ed altri impianti di trasporto a sospensione; di stabbi, stazzi, recinti ed altre aree delimitate destinate al ricovero ed all'alimentazione del bestiame nel periodo di utilizzazione agro-silvo-pastorale;

g) il trasporto, all'interno dei centri abitati e delle altre zone ove è vietata l'attività venatoria, ovvero a bordo di veicoli di qualunque genere e comunque nei giorni non consentiti per l'esercizio venatorio dalla presente legge e dalle disposizioni regionali, di armi da sparo per uso venatorio che non siano scariche e in custodia;
h) ...
i)...
l) cacciare a distanza inferiore a cento metri da macchine operatrici agricole in funzione;

-O-

Art. 12.
(Esercizio dell'attività venatoria)
1. L'attività venatoria si svolge per una concessione che lo Stato rilascia ai cittadini che la richiedano e che posseggano i requisiti previsti dalla presente legge.
2. Costituisce esercizio venatorio ogni atto diretto all'abbattimento o alla cattura di fauna selvatica mediante l'impiego dei mezzi di cui all'articolo 13.
3. E' considerato altresì esercizio venatorio il vagare o il soffermarsi con i mezzi destinati a tale scopo o in attitudine di ricerca della fauna selvatica o di attesa della medesima per abbatterla.

-O-

Il testo integrale dell'Art. 842 del codice civile:
"Art. 842 (Caccia e pesca). - Il proprietario di un fondo non puo' impedire che vi si entri per l'esercizio della caccia, a meno che il fondo sia chiuso nei modi stabiliti dalla legge sulla caccia o vi siano colture in atto suscettibili di danno. Egli puo' sempre opporsi a chi non è munito della licenza rilasciata dall'autorità. Per l'esercizio della pesca occorre il consenso del proprietario del fondo".

-O-

Il testo integrale della 157/92

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