Associazione Vittime della caccia

organizzazione di volontariato senza fine di lucro ai sensi della Legge 266-91

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DATI Vittime ARMI CACCIA - FUORI STAG.VENATORIA 2010

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ASSOCIAZIONE VITTIME DELLA CACCIA

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VITTIME ARMI DA CACCIA FUORI STAGIONE VENATORIA

dal 1 febbraio/31 agosto 2010

I DATI e le RASSEGNE STAMPA da cui sono estratti

I dati citati sono il frutto di rassegne stampa occasionali e non rappresentano quindi la globalità del fenomeno, pertanto si possono ritenere sottostimati.

Il criterio adottato: vittime (morti o feriti) per armi da caccia al di fuori della stagione venatoria, anno 2010.

I DATI

MORTI 14

CACCIATORI 2

NON CACCIATORI 12

FERITI 19

CACCIATORI 4

NON CACCIATORI 15


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Diffusione autorizzata citando la fonte: www.vittimedellacaccia.org

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Il simbolo § distingue le vittime non cacciatori.

 

 

le RASSEGNE STAMPA


§- 2 MORTI NON CACCIATORI

5.2.2010

A PAGANI, UN DIVERBIO SFOCIATO IN VIOLENZA

Raptus di follia nel Salernitano, pensionato uccide nuora e nipote

L'uomo ha esploso numerosi colpi di fucile contro le donne: arrestato mentre vagava tra le campagne

Salerno-In preda a un raptus di follia ha ucciso nuora e nipote, poi ha preso a vagare tra le campagne come in trance, lì dove è stato arrestato in evidente stato confusionale. Un semplice diverbio è sfociato in duplice omicidio a Pagani, comune a 15 chilometri da Salerno. È accaduto in via Fontana, intorno alle 9.30, quando Giuseppe Comunale, un 74enne, ha ucciso a colpi di fucile la compagna del figlio, Rosaria Vanacore, e la nipote, Renata Maria, che abitavano con lui. La tragedia si è consumata in una villetta rustica al confine con Nocera Inferiore, in una zona di campagna abitata prevalentemente da agricoltori alla periferia della città.

«NON CHIUDEVANO MAI IL CANCELLO» - L'uomo ha esploso contro le due donne di 47 e 23 anni almeno tre colpi di fucile calibro 12, un'arma semi-automatica detenuta legalmente. All'origine del duplice omicidio una discussione degenerata sull'apertura del cancello dell'abitazione, suddivisa in due vani dove abitavano rispettivamente le vittime e l'omicida. Le due donne stavano rincasando quando il pensionato, ex archivista dell'ospedale locale, è comparso sull'uscio di casa e ha cominciato a inveire contro la coppia. Poi ha imbracciato il fucile a pallettoni ferendo mortalmente prima la nuora, ammazzata con un solo colpo al petto, e poi la nipote, con due spari a bersaglio, inseguita in un disperato tentativo di fuga e poi finita. Incredulità nel vicinato, sono stati i carabinieri della compagnia di Nocera Inferiore a fermare Comunale, allertati da una telefonata che segnalava l'eplosione di alcuni colpi di arma da fuoco. «Non chiudevano mai il cancello» ha ripetuto l'uomo una volta bloccato.

Pensionato uccide nuora e nipote a fucilate

LENZUOLA BIANCHE A NASCONDERE LA SCENA - Il sostituto procuratore Elena Guarino si occupa delle indagini sul duplice delitto, mentre non lontano la scena del crimine recintata dai militari sono state rinvenute e classificate altre armi, sette fucili, anche questi regolarmente denunciati. Comunale era difatti appassionato di caccia, e sottoposto a interrogatorio dovrà chiarire le motivazioni del gesto sconsiderato. Per ore i corpi esanimi delle due donne sono rimasti sul selciato, davanti l'ingresso dell'abitazione, poco più in là dell'inferriata sul cui utilizzo è nata l'ultima disputa familiare. Una cancellata nera coperta da lenzuola bianche a nascondere i cadaveri delle vittime.

Rosa Coppola

05 febbraio 2010

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/salerno/notizie/cronaca/2010/5-febbraio-2010/raputs-follia-paganiuomo-uccide-nuora-nipote--1602409803936.shtml

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- 1 MORTO CACCIATORE DURANTE CACCIA

7.2.2010

Livorno: e' nipote di Gaddo della Gherardesca uomo morto in incidente di caccia - Corriere della Sera

LIVORNO - E' il nipote 42enne del conte Gaddo della Gherardesca l'uomo di 42 anni morto oggi a Castagneto Carducci a seguito di un'incidente di caccia. Giuseppe Orlando, questo il nome della vittima, e' figlio della contessa Sibilla. Secondo una prima ricostruzione, dopo il ferimento di un cinghiale, l'uomo si sarebbe avvicinato all'animale e sarebbe stato colpito per errore da una o piu' fucilate. (RCD)

http://www.corriere.it/notizie-ultima-ora/Cronache/Livorno-nipote-Gaddo-della-Gherardesca-uomo-morto-incidente-caccia/07-02-2010/1-A_000081060.shtml

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§-1 MORTO NON CACC..

Domenica 14 Febbraio 2010

Avvocato ucciso a colpi di fucile in viso, si costituisce il suocero

L'omicidio è avvenuto intorno alle 19,30 in Via Placida. L'uomo è stato colpito da due colpi di fucile in pieno viso dall'ex suocero

Un avvocato civilista, è stato ucciso oggi alle 19,30 circa mentre si apprestava a scendere dalla propria autovettura. Si tratta del 42 enne Antonino Fazio. L'uomo è stato colpito, in pieno volto, due colpi di fucile calibro 12 esplosi da breve distanza. L'omicidio è avvenuto in Via Placida. Giuseppe Signorino, ex suocero della vittima, si è costituito.

Al momento dell'omicidio l'avvocato si trovava in compagnia del figlio di 13 anni. L'ex suocero ha atteso che l'uomo scendesse dalla sua autovetura e gli ha esploso due colpi di fucile in pieno volto. Signorino ha poi preso il nipote e lo ha portato a Misterbianco dove abita la figlia. Successivamente, l'uomo si è recato presso la caserma dei Carabinieri del comune etneo ed ha confessato di avere commesso il delitto.

Si è trattata, quindi, di una tragedia familiare consumata per dissidi con l'ex moglie. Antonino Fazio stava, infatti, affrontando una causa con l'ex moglie ed i figli erano stati affidati, dal tribunale, ad una casa famiglia. Dal 28 gennaio scorso, i due ragazzini risultavano scomparsi insieme alla nonna materna. L'ex moglie del legale avrebbe trovato un biglietto, firmato dalla madre, in cui era scritto "Stai tranquilla, non ti arrabbiare, volevano scappare da soli e li ho aiutati".

La donna presentò una denuncia per sottrazione di minori e da allora non ebbe più notizie dei figli. Della sparizione dei ragazzini si occupò anche la nota trasmissione Rai "Chi l'ha visto?".

http://www.infomessina.it/index.php?option=com_content&view=article&id=7966:ucciso-un-avvocato-a-colpi-di-arma-da-fuoco-in-viso&catid=40:news&Itemid=2

altro link:

http://www.repubblica.it/cronaca/2010/02/14/news/avvocato_ucciso_a_messina_agguato_a_colpi_di_fucile-2300328/

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senza link..

MESSINA, L'OMICIDIO DELL'AVVOCATO NINO FAZIO: IL SUOCERO GIUSEPPE SIGNORINO RACCONTA LA SUA VERITA', 'HO UCCISO PER RABBIA'. IL BAMBINO DI 4 ANNI NON AVREBBE VISTO NIENTE. LA RICOSTRUZIONE DELL'OMICIDIO

Il piccolo ha dormito tutto il tempo sul sedile della Panda. Non si è accorto di nulla. Non ha sentito neanche lo sparo. Si è risvegliato in caserma, piagnucolando alle due di notte, quando tutto era già finito; quando pure il nonno omicida si era consegnato, raccontando la sua verità ai carabinieri. Ma l'incubo per questa creatura di appena 4 anni deve ancora cominciare; sarà difficile pure per il fratello maggiore, di 13 anni, e per la sorellina di 11. Tre vite sfregiate per sempre. Dopo cinque anni martellanti, fra liti furibonde e scambi di accuse gravissime, deflagrati all'interno di un nucleo familiare di per sé fragile, non soltanto perché reduce da un complicato divorzio, nonno Giuseppe ha deciso di chiudere i conti. Definitivamente e per "amore" dei suoi nipoti. Così, domenica sera, ha pensato di siglare col sangue questa storia che pesava sulla vita della sua famiglia. Macigno che non poteva più sopportare. Signorino, pensionato di 68 anni, ex dipendente del Comune peloritano, ha studiato tutto nei particolari, senza destare il minimo sospetto nella vittima designata. E l'ex genero, l'avv. Nino Fazio, figlio del compianto Vittorio, noto docente dell'Ateneo messinese, lo attendeva come sempre, quando la domenica il nonno veniva a prendere il nipotino, sotto il suo studio legale, all'angolo tra le vie Santa Maria dell'Arco e Placida. Sono appena trascorse le 19; piove ininterrottamente da alcune ore; Signorino incontra Fazio, parlano per alcuni minuti; normalmente come se nulla fosse. Poi, d'accordo, prendono il piccolo che dorme nel pick-up per trasferirlo sulla Panda del nonno. Lo adagiano sul sedile posteriore, stando attenti a non svegliarlo (e il bimbo aprirà gli occhietti solo più tardi, a Misterbianco). Ancora qualche minuto, il tempo di recuperare gli stivaletti rimasti nel Mitsubishi Pajero del papà, dopodiché arriva il momento dei saluti. *L'ex suocero apre così il portabagagli dell'utilitaria, afferra in un guizzo il fucile da caccia, lo punta davanti agli occhi increduli del 41enne e spara. Un solo colpo in fronte, ma il "doppia canna" rilascia due pallettoni calibro 12 in contemporanea. L'uomo stramazza sull'asfalto bagnato. Fine.* Signorino ripone l'arma nel portabagagli, avvia il motore e parte. Destinazione, la caserma dei carabinieri di Misterbianco, il suo paese, dove arriverà un'ora e mezza più tardi. E dove racconterà tutto, assistito dal legale di fiducia, l'avv. Attilio Indelicato del Foro di Catania. Domani si attende la fissazione dell'udienza di convalida del fermo, poi gli atti del caso saranno trasferiti alla Procura di Messina dove è avvenuto il delitto. Documenti che finiranno nelle mani del pm Federica Rende che si sta occupando della vicenda. Stamane alle 12, intanto, sarà dato incarico al medico legale, la dottoressa Patrizia Napoli, per eseguire l'autoposia sul cadavere. *«Nel corso dell'interrogatorio davanti al gip di Catania – conferma l'avv. Indelicato – il mio cliente ha reso ampia confessione».* Nella stessa notte, a Misterbianco, sono poi giunti i carabinieri di Messina che hanno prelevato l'arma dalla macchina dell'uomo per i dovuti rilievi. L'omicidio segna la fine cruenta della vicenda dell'affidamento dei tre figlioletti. L'ex moglie di Fazio, l'insegnante Stefania Signorino, aveva denunciato in passato il marito. Altri esposti erano stati presentati nei confronti del giudice di Messina, Giuseppe Lombardo, che aveva deciso di affidare i figli per otto mesi a una casa famiglia per sottrarli al "soggiogamento" dei familiari, e nei confronti del sostituto procuratore Claudio Onorati che aveva fatto ricorso all'incidente probatorio per accertare la veridicità delle accuse della donna contro il marito. *La signora Giuseppa Dattola, madre dell'ex moglie di Fazio, il 28 gennaio 2009 aveva rapito i due nipotini più grandi per evitare che finissero nella casa famiglia; così la figlia Stefania si era rivolta alla trasmissione Rai "Chi l'ha visto?".* La sentenza non era stata poi eseguita e i figli erano rimasti con la madre e i nonni. Mentre il padre poteva vedere il più piccolo solo ogni 15 giorni. «Attenti ai suoceri, oggi stanno diventando peggiori delle suocere». È il monito dell'Associazione dei matrimonialisti italiani che in una nota sottolinea come stia aumentando vertiginosamente il bollettino di guerra delle morti violente in famiglia. Ma la novità degli ultimi tempi è che l'assassino non è solo il partner: adesso vi è anche il suocero. Con riferimento alla tragedia familiare di Messina, l'associazione ricorda che «è statisticamente dimostrato che in Italia il 30% delle separazioni e dei divorzi avviene a causa delle indebite ingerenze dei genitori nel menage familiare». E che la giurisprudenza, per far fronte all'evoluzione di tale fenomeno, «è attualmente orientata a sanzionare con l'addebito il coniuge che ha consentito supinamente gravi intrusioni dei genitori nella vita coniugale e nell'educazione dei figli. «È indubbio – osserva il presidente dell'associazione Gian Ettore Gassani – che alla base della profonda crisi del matrimonio in Italia (ogni anno si registrano in media 160 mila nuovi separati e 100 mila nuovi divorziati) ci sia l'irresponsabile "zampino" dei genitori di lui o di lei». Tito Cavaleri - GDS

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altro link: http://www.enricodigiacomo.org/2010/02/messina-oggi-lautopsia-sul-corpo-di-fazio-e-linterrogatorio-di-signorino-lex-suocero-responsabile-del-delitto-sara-sentito-dal-gip-di-catania/

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§- 1 MORTO NON CACC.

25.02.2010

Seiano - Omicidio-suicidio, trovati morti due cognati

Si tratta di Salvatore Imperato De Gennaro, 48 anni, di Seiano, e Renato De Martino, 32, marittimo, residente a Moiano.

Due corpi privi di vita sono stati trovati ieri pomeriggio dai carabinieri all'interno di un'abitazione a Seiano. Al vaglio degli inquirenti la ricostruzione degli eventi che hanno portato alla morte i due uomini che, da prime analisi, sembra siano cognati. Si tratta di Salvatore Imperato De Gennaro, 48 anni, di Seiano, e Renato De Martino, 32, marittimo, residente a Moiano.

A segnalare ai carabinieri l'omicidio-suic idio sarebbe stato un genero di De Martino. Giunti sul posto, i militari hanno trovato i due corpi riversi in terra ai lati di un letto. Secondo una prima ricostruzione, De Martino avrebbe sparato a De Gennaro e poi si sarebbe suicidato sparandosi usando la stessa arma, un fucile da caccia, ritrovato proprio sul letto.

Il tutto si sarebbe svolto intorno alle ore 12 del mattino, mentre il ritrovamento è stato effettuato solo alle ore 16.

http://www.stabiachannel.it/news/index.asp?idnews=13309

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- 1 FERITO CACC.

25.02.2010

giovedì 25 febbraio 2010

Una battuta di caccia rischia di trasformarsi in tragedia per Rosario Milazzo salvato grazie all'intervento dei medici dell'ospedale Chiello

Una battuta di caccia tra amici stava per finire in tragedia. E’ la storia di Rosario Milazzo, 29 anni, piazzese (nella foto) vivo per miracolo dopo essere stato colpito accidentalmente da una fucilata. Salvato grazie all’intervento dei medici dell’ospedale Chiello. A raccontare quella che stava per diventare una tragica giornata è lo stesso Rosario Milazzo “Mi sono salvato per miracolo – esordisce nel suo racconto – devo solo ringraziare la Madonna che sono qui a poter raccontare quei terribili momenti. Nei giorni scorsi insieme a tre amici, appassionati di caccia, ci siamo recati nei boschi del nostro territorio alla ricerca di beccacce. Tutto andava per il meglio quando, accidentalmente, dal fucile calibro 12 in possesso del mio compagno di viaggio e partito un colpo a distanza ravvicinata.” Visibilmente emozionato, negli occhi di Rosario Milazzo si legge ancora il terrore nel raccontare quei pochi minuti che potevano porre fine alla sua vita “Il proiettile è entrato dalla mia spalla destra per uscire a pochi millimetri dalla gola. Pochi millimetri è oggi non sarei qui.” Ferito, Rosario Milazzo, perde i sensi e il suo compagno di caccia Mario Catalano a prestare i primi soccorsi e bloccare l’emorragia. Rosario Milazzo si sveglierà all’ospedale Chiello dove i medici del pronto soccorso, prima, e il reparto di ortopedia dopo, insieme ai medici anestesisti, gli salvano la vita. “Sono stato operato dagli ortopedici dell’ospedale Chiello – confessa Rosario Milazzo - che mi hanno sistemato la clavicola. Ora, nonostante ancora mi senta sotto choc, le cose vanno meglio grazie a tutto il personale del nostro nosocomio che mi è stato vicino e mi sta aiutando nella terapia per recuperare appieno l’uso della spalla destra.” Sotto choc anche l’amico che imbracciava il fucile da cui è partito accidentalmente il colpo come spiega lo stesso Milazzo “ Vi assicuro che colpo è partito accidentalmente è il mio amico è sconvolto.” Nessun provvedimento è stato preso dai Carabinieri di Piazza Armerina che sono intervenuti verbalizzando le dichiarazioni dei tre amici e ascoltato con particolare attenzione il giovane proprietario del fucile da cui è partito il colpo.

Pubblicato da Guglielmo Bongiovanni il giovedì, febbraio 25, 2010

http://agostinosella.blogspot.com/2010/02/una-battuta-di-caccia-rischia-di.html

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- 1 FERITO CACC. PULIZ.ARMA

3.3.2010

Vasto. Incidente di caccia … domestica

03 marzo 2010

Eccesso di fiducia di un cacciatore

Sicuramente un eccesso di fiducia da parte di un cacciatore di Vasto, residente in località Sant’Antonio che, nel pulire il proprio fucile da caccia non si accorgeva del fatto che l’arma era carica e faceva così partire accidentalmente un colpo che lo feriva ad un piede. Prontamente soccorso dai familiari, veniva portato all’ospedale San Pio dove veniva operato con successo: le sue condizioni sono migliorate al punto che starà presto nuovamente in … piedi.

http://www.quiquotidiano.it/wordpress/?p=3309

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§- 1 MORTO NON CACC..

mercoledì 10 marzo 2010

Fucilate contro i ladri, arrestato ha ucciso un romeno di 37 anni

L'uomo è stato raggiunto alla testa da almeno sei colpi sparati con un fucile calibro 12 che hanno anche infranto il lunotto posteriore dell'auto su cui si trovavano i due

E' stato arrestato nel corso della notte con l'accusa di omicidio volontario il titolare dell'azienda agricola di Stornarella che ieri sera ha sparato contro due sconosciuti che si erano introdotti nel suo podere, uccidendone uno. Secondo quanto lo stesso imprenditore ha raccontato ai carabinieri, la sua azienda aveva in passato subito altri furti. Quando ieri sera ha visto le due persone che si aggiravano nella sua proprietà, l'uomo ha quindi sparato due colpi in aria con il suo fucile da caccia.

I due sono fuggiti a bordo della loro automobile e l'uomo ha sparato ancora colpendone uno. L'altro ha quindi abbandonato la vettura ed è fuggito a piedi. Per tutta la notte i carabinieri hanno compiuto battute nella campagne circostanti senza però riuscire a rintracciare il fuggitivo. La vittima è un cittadino romeno, Ionel Marin di 37 anni, residente a Cerignola che già in passato era stato arrestato per furti e ricettazione.

E' morto in seguito alle ferite causate dai colpi di fucile che lo hanno raggiunto alla testa mentre tentava di fuggire a bordo di una Citroen Zx, condotta da un'altra persona. Secondo quanto accertato dal medico legale, l'uomo è stato raggiunto alla testa da almeno sei colpi sparati con un fucile calibro 12 che hanno anche infranto il lunotto posteriore dell'auto su cui si trovavano i due.

L'agricoltore, Domenico Corbo di 54 anni, arrestato la scorsa notte, aveva regolarmente registrato l'arma. E' stato lo stesso Corbo ad avvertire i carabinieri dell'accaduto. Le indagini sono coordinate dal sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Foggia Luciana Silvestris. Per tentare di rintracciare il secondo uomo, sono stati allertati tutti gli ospedali della zona per verificare se vi siano persone ricoverate o medicate per ferite d'arma da fuoco.

Fonte: La Repubblica

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http://www.romeninitalia.com/2010/03/fucilate-contro-i-ladri-arrestato-ha.html

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§- 3 MORTI + 2 FERITI NON CACC.

Mantova. Spara dall'auto e uccide 3 persone, ora è caccia all'uomo

25 Aprile 2010

Un uomo in macchina con un'arma da fuoco starebbe seminando il terrore tra Mantova e Brescia. Avrebbe già ucciso tre persone, tra cui l'ex compagna Daniela e una vicina di casa, nei pressi di Volta Mantovana e Monzambano. Si chiama Omar Bianchera, ha 42 anni e risiede a Volta Mantovana.

Il killer ha ucciso anche un'altra persona, e ha ferito altre due, prima di far perdere le sue tracce nei boschi che attorniano la zona di Monzambano dove ora si stanno concentrando le ricerche. Stando alle prime ricostruzioni degli inquirenti tutte le vittime dell'uomo, morte e ferite, sarebbero persone conosciute con le quali aveva dissapori di lunga data.

Secondo testimoni, l'uomo ha tamponato l'auto su cui viaggiava l'ex compagna, facendo la andare fuori strada. A quel punto, è sceso dall'auto, armato di un fucile, ha fatto fuoco contro la donna, ferendo in modo lieve la persona che viaggiava insieme a lei. Poi l'uomo ha percorso pochi chilometri verso Monzambano e ha rivolto l'arma contro un agricoltore, con il quale pare avesse un contenzioso, e una vicina di casa. I due feriti sono stati trasportati all'ospedale di Castiglione delle Stiviere.

Intanto prosegue la caccia da parte delle forze dell'ordine all'uomo che si sarebbe nascosto nelle campagne.

"Sono esterefatto, tutto il nostro Comune è sconvolto. E la cosa grave è che non è ancora finita". Ad affermarlo Giuseppe detto Pino Adami, sindaco di Volta Mantovana, il Comune dove è iniziata, questa mattina, la follia omicida di Omar Bianchera. "È una cosa pazzesca, nemmeno prevedibile - aggiunge Adami - chi poteva immaginarlo?". Il sindaco racconta che, a memoria d'uomo, nel Comune, 7.300 abitanti in tutto, una cosa simile non era mai accaduta. Bianchera, lui, non l'ha mai conosciuto direttamente ma, essendo medico, aveva in cura come paziente una delle sue vittime.

http://www.loccidentale.it/trackback/89947

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- 1 FERITO CACC.

Mercoledì 26 Maggio 2010

Oliveto Lucano, cacciatore ferisce un amico in area verde sottoposta a vincolo

Comando Provinciale Carabinieri di Matera

Nella tarda serata di ieri a Oliveto Lucano (MT), un 66 enne originario del posto ma residente e Potenza, durante una battuta di caccia di frodo, ha ferito, accidentalmente, un 40 enne, che era con lui. I due, così come accertato dai carabinieri della Stazione di Garaguso interessati alle indagini, nel pomeriggio di ieri, erano usciti insieme e si erano recati in un’area regionale verde sottoposta a vincolo, sita in località “Fosso ripiglio”, per la caccia al cinghiale e per raccogliere dei funghi.

Successivamente, causa anche il buio, il 66 enne, probabilmente per aver udito un rumore fra la vegetazione, ha esploso un colpo col suo fucile da caccia caricato a pallettoni, attingendo, accidentalmente, l’amico alla gamba destra.

Il ferito, subito soccorso, è stato trasportato presso l’ospedale di Potenza, dove gli è stata riscontrata una ferita alla tibia e alla coscia destra, con una prognosi di 30 giorni ed è ricoverato in attesa di intervento chirurgico.

Il feritore è stato, quindi, denunciato dai carabinieri, per esercizio arbitrario della caccia in area protetta.

Sequestrato il fucile.

http://www.millemedia.it/index.php?option=com_content&view=article&id=3005%3Aoliveto-lucano-cacciatore-ferisce-un-amico-in-area-verde-sottoposta-a-vincolo&catid=72

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http://www.libero-news.it/regioneespanso.jsp?id=420350

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§- 1 MORTO NON CACC. DA CACC.

9.6.2010

Uccide la moglie per errore

Catania: Giovanni Timoniere, 38 anni, avrebbe sparato accidentalmente un colpo mentre cercava di smontare il mirino da una carabina, ferendo a morte Angela Viscuso. L'uomo è stato arrestato per omicidio colposo. In casa c'era anche il figlio

CATANIA - Una donna, Angela Viscuso, di 35 anni, è morta la notte scorsa a Catania dopo essere stata ferita mortalmente alla testa con un colpo d'arma da fuoco. A sparare sarebbe stato accidentalmente il marito, Giovanni Timoniere, di 38 anni: mentre maneggiava una carabina Beretta calibro 9 in casa, legalmente detenuta, gli è partito un colpo.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, in casa Timoniere c'era aria di festa per l'arrivo, quattro giorni fa, del loro primo nipotino, nato alla moglie del loro figlio diciassettenne. E proprio per potere vedere meglio il bambino, che ancora non potevano avvicinare perché nato prematuro e in un'incubatrice di un ospedale, Giovanni Timoniere ha deciso di smontare il cannocchiale della sua carabina per usarlo a mo' di binocolo e potere così, l'indomani, guardarlo meglio.

Armeggiando l'arma gli è partito accidentalmente un colpo che ha centrato la moglie al viso, uccidendola sul colpo. Una tesi confermata dalla Procura che ha disposto l'arresto dell'uomo per omicidio colposo. L'incidente è avvenuto nel soggiorno della loro casa in via Papiro 56, nel popoloso rione di San Giorgio, dopo le 22.30..

Nell'abitazione al momento dello sparo era presente il figlio della coppia. Lo sparo ha richiamato la sua attenzione e quella di familiari e vicini della coppia. Alcuni di quest'ultimi nel disperato tentativo di dare aiuto alla vittima l'hanno condotta in ospedale, ma era già deceduta. Alcuni parenti di Angela Viscuso, per la rabbia, avrebbero tentato di aggredire Giovanni Timoniere, che per proteggersi si è barricato in casa, fino all'arrivo dei carabinieri che lo hanno 'liberato' e condotto in caserma in evidente stato confusionale.

Il figlio della coppia, per la rabbia e il dolore della tragedia, ha colpito con dei pugni alcuni specchi e vetri di casa, ferendosi alle mani ed è stato portato in ospedale per essere medicato. Padre e figlio sono stati sottoposti allo 'stub' che ha accertato che a sparare è stato Giovanni Timoniere. La famiglia non aveva problemi economici. Dalle indagini è emerso un quadro familiare sereno e senza contrasti.

09/06/2010

http://www.lasiciliaweb.it/index.php?id=41159&template=lasiciliaweb

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CATANIA

Pulisce il fucile e parte un colpo

Uccide la moglie davanti al figlio

Tragedia nel quartiere San Giorgio. Un 38enne stava tentando di smontare il mirino della sua carabina detenuta legalmente quando è accaduto l'incidente. L'uomo è stato arrestato

CATANIA - Tragico incidente a Catania, dove la notte scorsa una donna è morta nel quartiere San Giorgio, dopo essere stata raggiunta da un colpo di fucile partito accidentalmente dal fucile del marito. La vittima è Angela Viscuso, di 35 anni. Inutile ogni tentativo di soccorso. L'uomo, Giovanni Timoniere, 38 anni, incensurato, e' stato arrestato e rinchiuso nel carcere di Piazza Lanza.

Secondo la ricostruzione dei carabinieri, la tragedia è avvenuta poco dopo le 22.30 di ieri. L'uomo era in casa, assieme alla moglie e al loro figlio di 17 anni. Mentre era nel soggiorno ha preso la carabina, legalmente detenuta, per cercare di smontare il mirino. All'improvviso è partito un colpo che ha centrato Angela Viscuso al volto, uccidendola sul colpo.

Lo sparo ha richiamato l'attenzione del figlio, di familiari e vicini della coppia. La donna è stata condotta in ospedale, ma era già deceduta. Alcuni parenti di Angela Viscuso, per la rabbia, avrebbero tentato di aggredire Giovanni Timoniere, che per proteggersi si è barricato in casa, fino all'arrivo dei carabinieri che lo hanno 'liberato' e condotto in caserma in evidente stato confusionale .Il figlio della coppia, per la rabbia e il dolore della tragedia, ha colpito con dei pugni alcuni specchi e vetri di casa, ferendosi alle mani ed è stato portato in ospedale per essere medicato. Padre e figlio sono stati sottoposti allo 'stub' che ha accertato che a sparare è stato Giovanni Timoniere. La famiglia non aveva problemi economici. Dalle indagini è emerso un quadro familiare sereno e senza contrasti. La Procura della Repubblica di Catania, sulla base della ricostruzione dei fatti, ha disposto l'arresto di Timoniere per omicidio colposo, sottolineando così l'involontarietà del drammatico gesto compiuto dall'uomo.

(09 giugno 2010)

http://palermo.repubblica.it/cronaca/2010/06/09/news/catania_uccide_moglie-4689127/

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http://www.lasiciliaweb.it/index.php?id=41159&template=lasiciliaweb

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§-1 FERITO NON CACC.

Ferisce il figlio con un fucile da caccia

Sabato 12 Giugno 2010 di Luisa Sgarra

Alezio - Mentre puliva il fucile ha colpito suo figlio, un ragazzo di 13 anni, ferendogli la guancia.

L'arma, con la quale l’uomo aveva molta dimestichezza, veniva utilizzata esclusivamente per andare a caccia. Cosa che avrebbe fatto anche questo pomeriggio, prima di sfiorare la tragedia.

E’ successo tutto nel primo pomeriggio di oggi ad Alezio, in via Roma dove abita con la sua famiglia A.C., 46 anni, rappresentante di commercio.

Si trovava in soggiorno e stava pulendo l'arma da caccia, mentre in quel momento gli stava passando accanto il figlio. Tutto è accaduto nel giro di un istante.

L'arma era caricata con cartucce a pallini, ed una di queste si è conficcata in una guancia del giovane, a poca distanza dall’occhio.

I genitori, terrorizzati, l’hanno immediatamente trasportato presso l'ospedale più vicino, quello di Gallipoli, dove al 13enne è stata fatta una prima medicazione.

In un secondo momento il ragazzo è però stato trasportato presso il “Vito Fazzi” di Lecce, per l’estrazione di ulteriori pallini che gli erano rimasti conficcati nella guancia.

La prognosi è di trenta giorni, ma sarebbe potuta davvero andare peggio. Dell’accaduto sono stati informati gli agenti di polizia del commissariato di Gallipoli, che hanno immediatamente avviato le indagini.

Il fucile di A.C. era legalmente detenuto, così come le altre armi che sono state trovate in casa, e poste sotto sequestro.

L’uomo è stato denunciato con l’accusa di lesioni colpose.

Fonte by lecceprima.it

http://www.vivisalento.net/blog/2010/06/12/ferisce-il-figlio-con-un-fucile-da-caccia/

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- 1 MORTO CACC.

14.06.2010

Trovato morto, ucciso da un colpo di fucile

Ieri sera in via Munarola, la strada che dalla provinciale Panaria Bassa porta ad Albareto, si è recata la polizia della Questura, col 118. La prima ipotesi è quella di un tragico incidente, ma allo stato non viene escluso nulla: dall’improbabile suicidio all’altrettanto improbabile omicidio. La salma del conosciutissimo idraulico di Albareto, celibe, frequentatore assiduo del circolo Anspi del paese, appassionato di caccia, è stata portata all’istituto di Medicina legale, per l’esame autoptico. Il fucile da caccia rinvenuto accanto al cadavere è stato sequestrato dalla polizia, che poi si è recata nell’abitazione di Sandoni, dove sono stati sequestrati numerosi altri fucili, sempre da caccia. Sul posto, poi, gli esperti della scientifica hanno effettuato numerosi rilievi, che potrebbero fornire a tavolino il quadro completo della scena della disgrazia. Sempre ieri la polizia ha parlato con i parenti di Sandoni, un fratello e la sorella, per ricostruire un quadro degli ultimi movimenti dell’idraulico. «Graziano lunedì ha trovato alcuni polli morti. Ha pensato ad una volpe, voleva eliminarla. Ha preso il fucile ed è partito - aveva detto ieri sera il fratello muratore che ha dato l’allarme - Io sono uscito di casa stamane e non ho neppure fatto caso che non fosse rientrato, ma quando stasera non lo abbiamo visto rientrare ci siamo preoccupati». Il cadavere è stato rinvenuto poco più tardi, a 200 metri di distanza dall’abitazione (al civico 161 di via Munarola), tra la Panaria e via Cavo Argine. Sandoni era riverso a terra, in una pozza di sangue. Gli inquirenti hanno ipotizzato che abbia cercato di saltare un ostacolo, un confine. E, per fare leva nel fango, potrebbe avere appoggiato a terra il calcio dell’arma, dalla quale sarebbe partito il colpo che lo ha ucciso. (ase) Graziano Sandoni, idraulico, 45 anni, era uscito di casa lunedì sera, col suo fucile da caccia: «Vado a cercare quella volpe», ha detto ai parenti. Ma nessuno lo ha più visto. Lo hanno trovato ieri sera alle 20, nelle campagne di Albareto, a margine di via Munarola, a poche centinaia di metri da casa sua. Morto, colpito da un’arma da fuoco. Una disgrazia sulla quale è stata aperta un’inchiesta.

(14 giugno 2010)

Fonte: La Gazzetta di Modena

http://gazzettadimodena.gelocal.it/dettaglio/trovato-morto-ucciso-da-un-colpo-di-fucile/1628964?ref=search

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§- 4 FERITI NON CACC. (MINORI)

02.07.2010

a san giuseppe vesuviano, nel napoletano. Mira ai bambini col fucile a piombini e ne ferisce quattro: arrestato 17enne

Spara con arma ad aria compressa in una scuola d'infanzia. «Volevo solo allenarmi»

NAPOLI - Minuti di terrore a San Giuseppe Vesuviano in provincia di Napoli: un ragazzo di 17 anni, T.L., ieri pomeriggio ha sparato dal balcone di casa con un fucile ad aria compressa, ferendo 4 bambini che si trovavano nella vicina scuola di infanzia. Gli agenti del commissariato di polizia lo hanno arrestato: è accusato di tentato omicidio plurimo e detenzione illegale di armi e munizionamento.

IN CORTILE - La vicenda è accaduta nei pressi del cinema Italia, dove i piccoli della scuola d'infanzia di Striano stavano facendo un saggio ginnico. Mentre erano in un momento di pausa, nel cortile davanti al cinema insieme alle maestre ed ai propri genitori, sono stati colpiti improvvisamente dai pallini di un fucile ad aria compressa.

RICOVERO IN OSPEDALE - Quattro bambini, di età compresa tra i 2 ed i 6 anni, sono stati feriti in maniera lieve. Due sono stati medicati presso la clinica "Santa Lucia", una bambina è stata portata all'ospedale di Sarno e un bambino di 4 anni è stato operato all'ospedale pediatrico di Napoli «Santobono». Gli è stato estratto un piombino che si era conficcato all'altezza della scapola. Ora, dicono i medici, sta bene ma resta ricoverato. Il sopralluogo effettuato dagli agenti ha consentito di stabilire la traiettoria dei pallini esplosi, riuscendo ad individuare in un'abitazione poco distante, e, poi, dopo una perquisizione, il responsabile è stato individuato. In un ripostiglio della casa, occultato dietro la porta, c'era il fucile ad aria compressa, nonchè il relativo munizionamento.

IL «CECCHINO» INCENSURATO - Il 17enne ha inutilmente tentato di giustificarsi affermando che, avendo la passione per le armi, voleva allenarsi nello sparare dal balcone contro dei barattoli posti in un appezzamento di terreno poco distante. Ora è al centro di prima accoglienza per minori dei Colli Aminei a Napoli. Il minore non ha precedenti penali e frequenta regolarmente le scuole superiori.

Carlo Tarallo

02 luglio 2010

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/cronaca/2010/2-luglio-2010/mira-bambini-col-fucile-piombini-ne-ferisce-quattro-arrestato-17enne-1703315075986.shtml

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§- 1 MORTO NON CACC.

Galtellì, omicidio nella notte: anziano freddato a pallettoni

11.07.2010

Angelino Masala, 63 anni, disoccupato, viveva in una stanzetta all'interno del campo sportivo gestito dalla polisportiva del Paese. E' stato ucciso con due colpi di fucile. Il cadavere è stato trovato questa mattina all'alba. Tra le ipotesi, gli inquirenti pensano che la vittima possa aver sorpreso qualcuno a rubare e per questo sia stato ucciso. Con quello di oggi è il sesto omicidio dall'inizio dell'anno nel Nuorese.

Omicidio nel campo sportivo di Galtellì. Angelo Masala, 63 anni, è stato ucciso a fucilate intorno alle 23 di ieri sera, mentre tornava a dormire, in una stanza del campo sportivo di cui era custode. L'omicido è stato scoperto stamattina quando l'uomo non si è presentato all'appuntamento di lavoro che aveva con un amico. Sul luogo dell'omicidio sono intervenuti i carabinieri di Galtellì, Siniscola e del comando provinciale di Nuoro.

http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/187572

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§- 1 MORTO NON CACC.

24.07

San Sostene omicidio

In Calabria

SAN SOSTENE (CZ) – Un omicidio si è verificato ieri nella tarda serata a San Sostene, piccolo centro del basso jonio catanzarese. La vittima è Agostino Procopio, 31enne incensurato che è stato ucciso – secondo quanto si apprende da notizie d’agenzia -a colpi d’arma da fuoco (diversi colpi di fucile caricato a pallettoni) mentre si trovava davanti ad un’abitazione di campagna. Immediatamente dopo la sparatoria Procopio è stato soccorso da alcuni familiari per essere trasportato all’ospedale di Soverato. L’uomo è morto durante il trasporto. Indagini sono in corso da parte delle forze dell’ordine per verificare se l’assassinio sia riconducibile alla lunga scia di sangue che si è registrata nel basso jonio catanzarese negli ultimi mesi.

http://www.soveratonews.com/2010/07/24/san-sostene-omicidio/

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§- 1 MORTO NON CACC..

25.07

Il colpo partito mentre posavano i parenti con dei fucili in mano

Cameraman ucciso. Si indaga per omicidio colposo

Per la morte del cameraman, ucciso ieri da un colpo di fucile sparato accidentalmente mentre girava un filmino di nozze ad Altofonte, nel palermitano, sono stati indagati per omicidio colposo i genitori dello sposo.

Per la morte del cameraman, ucciso ieri da un colpo di fucile sparato accidentalmente mentre girava un filmino di nozze ad Altofonte, nel palermitano, sono stati indagati per omicidio colposo i genitori dello sposo.

La vittima, Calogero Scimeca, coniugato con figli, 45enne di Ciminna, non doveva trovarsi lì: le riprese le avrebbe dovute effettuare un collega che, avendo a causa di un incidente, gli aveva chiesto la cortesia di sostituirlo. Per tutto il pomeriggio, sino alla tarda serata di ieri, i carabinieri della compagnia di Monreale hanno interrogato tutti i componenti della famiglia per ricostruire la dinamica della tragedia. Prima di andare in chiesa, alle 14.30 circa, si stavano effettuando le riprese presso la casa dello sposo.

Tra le varie pose, si è scelta quella più pericolosa: imbracciare i fucili, armi regolarmente denunciati dal padre dello sposo. Secondo i carabinieri, i parenti hanno così preso alcuni fucili, tra cui una carabina calibro 22 da cui è partito il colpo fatale che ha centrato l'operatore alla testa.

Alla scena erano presenti oltre allo sposo, anche il padre, la madre, la sorella e un cugino, mentre il fotografo in quel momento era fuori dall'appartamento.

Tutti i testimoni presenti alla tragedia sono stati ascoltati dai carabinieri di Altofonte coordinati dal sostituto procuratore della Repubblica di Palermo, Giuseppe Fici, che ha incaricato il medico legale Paola Pugnetti di effettuare l'autopsia sul cadavere, che è stato portato all'Istituto di medicina legale a Palermo.

In base agli accertamenti dei militari di Monreale e di Altofonte, e ai risultati degli esami della sezione investigazioni scientifiche del comando provinciale di Palermo, sono stai iscritti quali indadati per cooperazione in omicidio colposo il padre e la madre dello sposo. Le armi sono state tutte sequestrate e saranno inviate al Ris di Messina per gli esami balistici.

http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=143335

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Omicidio colposo, 45enne morto mentre girava filmino nozze

Roma, 25 lug. (Apcom) - Per la morte del cameraman, ucciso ieri da un colpo di fucile sparato accidentalmente mentre girava un filmino di nozze ad Altofonte, nel palermitano, sono stati indagati per omicidio colposo i genitori dello sposo. La vittima, Calogero Scimeca, coniugato con figli, 45enne di Ciminna, non doveva trovarsi lì: le riprese le avrebbe dovute effettuare un collega che, avendo a causa di un incidente, gli aveva chiesto la cortesia di sostituirlo. Per tutto il pomeriggio, sino alla tarda serata di ieri, i carabinieri della compagnia di Monreale hanno interrogato tutti i componenti della famiglia per ricostruire la dinamica della tragedia.

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Armi da caccia, matrimoni disgraziati e cani molossoidi

E' successo tutto nello stesso giorno e tutto in Sicilia.

26 luglio 2010

GEAPRESS – Ad Altofonte (PA) l’episodio più tragico. Un cameraman, nel corso delle riprese di un filmino di matrimonio, è stato centrato da un colpo di fucile da caccia. Per gli inquirenti si è trattato di un incidente (ci mancherebbe…). Secondo le prime ricostruzioni il cameraman stava riprendendo, nella casa dello sposo, i preparativi del matrimonio. Il padre dello sposo, cacciatore, custodiva in casa i proprio fucili. Secondo una ricostruzione giornalistica, sarebbe stato lo stesso cameraman nel corso delle riprese a dire di puntare contro di lui i fucili, solo che uno di questi aveva il colpo in canna (cosa vietata dalla legge). Premuto il grilletto si è consumata la tragedia. La ricostruzione però, lascia ancor di più l’amaro in bocca. Sembra quasi che la colpa sia del cameraman.

Un altro fucile da caccia salta invece fuori a Catania, dove gli inquirenti hanno arrestato un falegname il quale custodiva trecento grammi di cocaina, quattro coltelli, cinquecento munizioni, una mitraglietta e due fucili da caccia di cui una doppietta a canne mozze (lupara di tanti omicidi del genere Homo).

A Piazza Armerina (EN) invece niente armi da caccia ma due grossi cani molossoidi a fare da guardia al segreto di un incensurato noto ristoratore. Questi, assieme alla moglie, custodiva una pistola “38 special” con matricola abrasa caricata con sei cartucce a salve, ed un revolver riverniciato. A fare da contorno altre sei cartucce a salve ed un chilo di polvere da sparo. Nessuno osava avvicinarsi alla cuccia con le armi protette dai cani e dal talco, metodo artigianale ma efficace per tenere lontana l’umidità.(GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).

http://www.geapress.org/caccia/armi-da-caccia-matrimoni-disgraziati-e-cani-molossoidi/2734

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- 1 FERITO CACC.

3.08.2010

Monte Arci, a caccia di notte:

ferito per errore dal compagno

Monte Arci, a caccia di notte: ferito per errore dal compagno Un cacciatore

Tragedia sfiorata tra sabato e domenica a Funtana Figu, una località nel territorio di Marrubiu. Il ferito è stato trasportato al San Martino.

Erano a caccia, in piena notte, sul Monte Arci. Una delle due doppiette è caduta, ed è partito un colpo che ha raggiunto alle gambe il compagno di battuta. Poteva davvero andare peggio ad un quarantanovenne di Marrubiu. Per lui una brutta frattura al femore ed una lesione alla coscia dell'altra gamba. L'incidente è ancora avvolto nel mistero. Quasi un giallo. Al momento nessun denunciato. Ma i carabinieri della stazione di Marrubiu stanno cercando di fare luce su un episodio dai risvolti poco chiari.

SUL MONTE Erano circa le ventitré quando i due amici di Marrubiu, uno di 49 anni e l'altro di 65, si sono diretti sul complesso montano con in spalla i fucili. Ma nella località di Funtana Figu, al limite della zona dell'autogestita, si è verificato qualcosa che nessuno dei due si aspettava. Il sessantacinquenne sarebbe inciampato forse a causa dell'oscurità in una zona particolarmente impervia. Una caduta nella quale dalla sua doppietta, involontariamente, è partito una fucilata. Il fuoco ha raggiunto alle gambe il compagno che non era distante da lui.

LA FERITA Momenti di paura e disperazione. Il cacciatore colpito da subito ha accusato un forte dolore. Ma il buio ha forse impedito a entrambi di capire realmente cosa era accaduto e la gravità di quelle ferite. Immediata comunque la corsa verso il pronto soccorso dell'ospedale San Martino di Oristano. I medici hanno sono intervenuti immediatamente cercando di bloccare la fuoriuscita di sangue evitando ulteriori complicazioni. Nel giro di qualche minuto la situazione è stata riportata alla normalità. Il proiettile ha provocato la rottura del femore e ha lesionato la coscia dell'altro arto.

IL RACCONTO I due residenti di Marrubiu hanno poi dovuto raccontare quando accaduto sul Monte Arci ai carabinieri della stazione locale. In un primo momento hanno parlato di una trasferta per fare scorta d'acqua. Tesi difficile da sostenere a lungo davanti ai militari che hanno subito rimarcato come i due fossero con la tipica mimetica. Così hanno ammesso di essere andati sul monte per cacciare. E che accidentalmente dal fucile del più anziano era partito il colpo che ha ferito il più giovane. Sull'episodio i militari stanno cercando di raccogliere ulteriori dettagli anche perché in questo periodo non è aperta alcun tipo di caccia.

ANTONIO PINTORI Martedì 03 agosto 2010

http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/190357

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§- 1 FERITO NON CACC.

12.08

Reggio Calabria, tentato omicidio a Palmi

Reggio Calabria, 12 ago. - (Adnkronos) - Questa mattina intorno alle 7 Antonio Rao, 52enne, impiegato in una ditta impegnata nei lavori di ammodernamento dell'autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria e' stato ferito da due colpi di arma da fuoco. L'episodio e' avvenuto in localita' Sant'Elia, a Palmi, lungo una strada interpoderale che dalla Ss 18 conduce all'acquedotto di Palmi.

Ignoti hanno esploso i due colpi di fucile calibro 12 caricato a pallettoni colpendo il soggetto al torace. L'uomo e' stato portato all'ospedale di Palmi e poi a Polistena. Non corre pericolo di vita. Sul caso indagano i carabinieri.

http://www.libero-news.it/regioneespanso.jsp?id=469538

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§-5 FERITI NON CACC.

16.08

la Repubblica Napoli

Maddaloni, sparatoria dopo litigio in bar

cinque feriti: arrestato l'aggressore

Viene aggredito da padre e figlio nel corso di una violenta discussione in un bar del centro del Casertano. Per vendicarsi si reca a casa dei due armato con un fucile da caccia e fa fuoco, ferendo anche altre tre persone

Cinque persone sono rimaste ferite ieri sera nel corso di una sparatoria a Maddaloni, in provincia di Caserta. Tra queste una rischia di perdere l'uso di un occhio. Il responsabile, Antonio Russo di 34 anni è stato arrestato poco dopo. All'origine dell'episodio un violento litigio che l'uomo ha avuto all'interno del bar con Vittorio Marro di 46 anni e il figlio Benito di 19. Dopo essere stato aggredito dai due, Russo per vendicarsi, si è armato di un fucile da caccia ha raggiunto l'abitazione dei Marro che prevedendo la reazione lo hanno accolto armati di bastoni.

Russo allora ha cominciato a sparare, e ha ferito non soltanto padre e figlio, ma anche Nicolangelo Lettieri di 72 anni, Francesco Bernardo, di 38 anni e Arcangelo Avventurato, di 61 anni, tutti soccorsi in ospedale, con ferite giudicate guaribili in pochi giorni.

Vittorio Marro, che rischia di perdere la funzionalità dell'occhio destro, è ricoverato nell'ospedale Cardarelli di Napoli, il figlio in quello di Caserta. Antonio Russo è stato bloccato nell'ospedale di Marcianse che aveva raggiunto per farsi medicare ferite e contusioni procurate durante il litigio con i Marro

(16 agosto 2010)

http://napoli.repubblica.it/cronaca/2010/08/16/news/maddaloni_sparatoria_dopo_litigio_in_bar_cinque_feriti_arrestato_l_aggressore-6313282/

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§-2 FERITI NON CACC.

17.08.2010

CRIMINALITA':SPARA CON FUCILE IN UN LOCALE, 2 FERITI A CHIAVARI

Martedì 17 Agosto 2010

17 AGO 2010 (AGI) - Chiavari (Genova), 17 ago. - Ha imbracciato un fucile a canne mozze e ha fatto fuoco contro due uomini ferendoli e pochi istanti dopo e' stato arrestato dai Carabinieri. In manette e' finito un 50enne residente nella riviera del levante genovese che e' accusato di tentato omicidio plurimo. Il fatto e' avvenuto questa notte intorno all'1:30 fuori da un locale di Chiavari, nel golfo del Tigullio.

I due uomini sono ricoverati all'ospedale di Lavagna e, a quanto sembra, non sono in pericolo di vita. L'arrestato, con problemi di giustizia, e' stato tradotto nel carcere di Chiavari in attesa della convalida del successivo interrogatorio. Alla base del diverbio, a quanto sembra, c'erano futili motivi e l'arrestato sarebbe stato in preda ai fumi dell'alcol. (AGI) Cli/Msc

Fonte: agi.it

http://www.agi.it/genova/notizie/201008170831-cro-r010035-criminalita_spara_con_fucile_in_un_locale_2_feriti_a_chiavari

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§- 1 MORTO NON CACCIATORE

22.08.2010

Don Francesco Cassol, del Bellunese, sarebbe stato ucciso da un colpo partito accidentalmente

Prete ucciso in Puglia, forse da un cacciatore

22 agosto 2010. ALTAMURA (BARI) - Un colpo di fucile all' addome sparato nella notte da una distanza di 30 metri. Così è stato ucciso, mentre dormiva nelle campagne di Altamura (Bari), il parroco della chiesa di San Martino di Longarone (Belluno), don Francesco Cassol, di 55 anni. Ad ucciderlo potrebbe essere stato un cacciatore di cinghiali che ha scambiato il sacco a pelo in cui dormiva il sacerdote per la sagoma di animale e ha fatto fuoco. Il religioso guidava un gruppo di una ventina di giovani, anche stranieri, che partecipavano al raid Goum nella Murgia barese. Dovevano essere nove giorni di relax spirituale per il gruppo di viandanti laici, che dal 18 al 26 agosto avevano deciso di camminare, pregare e digiunare sotto il sole cocente e la sera dormire nei sacchi a pelo sotto le stelle in quello che chiamavano il 'deserto pugliese'. Proprio nel sacco a pelo si trovava a mezzanotte don Francesco quando una persona, appostata in una buca, ha preso la mira e ha sparato un proiettile con un fucile automatico. Poi l' assassino è fuggito nella penombra a bordo di un'auto.

Alcuni giovani del gruppo hanno sentito il rumore sordo del proiettile e si sono svegliati. Poi hanno udito a distanza il rombo del motore di un'auto che si allontanava. Nessuno però si è alzato per verificare che cosa fosse accaduto. Stamattina all'alba la scoperta: don Francesco era morto dissanguato e il foro di proiettile trovato sul suo sacco a pelo spiegava anche come. E' stato dato l'allarme e sono cominciati gli accertamenti dei carabinieri che hanno trovato il bossolo del proiettile a poca distanza dal cadavere, vicino al 'Pulo' di Altamura, una grande depressione carsica della terra che appare come un grande cratere. Quasi subito è stata scartata l'ipotesi che l'assassino del sacerdote fosse all'interno del gruppo spirituale. Perché don Francesco era una persona aperta e conciliante e metteva entusiasmo in tutto ciò che faceva. Era molto impegnato nel sociale tanto da diventare negli anni una delle colonne della diocesi di Belluno. Le indagini si sono quindi concentrate anche sulla vendetta di un uomo che non voleva che il gruppo si fermasse a dormire sui campi di cereali appena trebbiati. Una pista, questa, che è stata abbandonata dopo che è stato trovato, a circa 30 metri di distanza dal cadavere, il bossolo del proiettile calibro 30.06 (simile al 7.62) con il quale è stato assassinato il religioso. Un calibro, quella della carabina, utilizzata soprattutto per la caccia al cinghiale. A quel punto si è subito fatta largo la pista del cacciatore che ha scambiato il sacco a pelo per la sagoma di un animale. Un errore che si è rivelato fatale. Ora nel barese è in corso una caccia all'uomo per risalire all'autore del delitto che ha scosso tutta la comunità bellunese.

di Roberto Buonavoglia

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2010/08/22/visualizza_new.html_1791609075.html

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VITTIME ARMI DA CACCIA FUORI STAGIONE VENATORIA

dal 1 febbraio/31 agosto 2010

MORTI 14

CACCIATORI 2

NON CACCIATORI 12

FERITI 19

CACCIATORI 4

NON CACCIATORI 15

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Diffusione autorizzata citando la fonte: www.vittimedellacaccia.org

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I dati citati sono il frutto di rassegne stampa occasionali e non rappresentano quindi la globalità del fenomeno, pertanto si possono ritenere sottostimati.

Il criterio adottato: vittime (morti o feriti) per armi da caccia al di fuori della stagione venatoria, anno 2010.

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ASSOCIAZIONE VITTIME DELLA CACCIA

www.vittimedellacaccia.org

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Comments

avatar Ilio Dainelli
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Chiediamo tutti insieme che facciano un decreto per inserire anche per i cacciatori l'alcool test e il test per gli psicofarmaci.
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