Associazione Vittime della caccia

organizzazione di volontariato senza fine di lucro ai sensi della Legge 266-91

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Deroghe

Caccia in deroga, LIPU: “Stop ad abbattimenti uccelli o chiederemo danni”

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Caccia in deroga, LIPU: “Stop ad abbattimenti uccelli o chiederemo danni”

Caccia: a poco più di un mese dall’apertura della stagione venatoria 2011-2012 le polemiche ed il clima si fanno sempre più incandescenti tra gli ambientalisti, il Governo ed i cacciatori in una matassa che si fa sempre più intricata tra deroghe, leggi nazionali, condoni, incidenti, caccia illegale, caccia in deroga. Non ultimo attore in scena l’UE che secondo la LIPU non starà certo a guardare alcuni scempi concessi sui nostri territori contro gli uccelli selvatici e ci comminerà pesanti multe. L’associazione si riferisce nello specifico alle legge della Lombardia impugnata dal Governo, giustamente, perché consente di cacciare specie non cacciabili.

La LIPU rivolge un accorato appello a Formigoni, presidente della regione Lombardia:

Chiediamo un intervento urgentissimo del Presidente Formigoni: blocchi immediatamente la legge ovvero i suoi effetti, fermando l’uccisione illegittima di fauna protetta. Se così non sarà chiederemo i danni alla Regione Lombardia, stanchi di dover assistere ad un continuo scempio del diritto e del patrimonio naturale

Se proprio si vogliono concedere deroghe bisogna, tra l’altro, farlo tramite delibera e non approfittandone per una legge vera e propria. La Corte Costituzionale stessa ha specificato che solo attraverso un atto amministrativo si poteva attivare una deroga in tal senso. Perché è così importante che le deroghe non siano legge ce lo spiega la stessa LIPU, sottolineando che

La questione è tutt’altro che secondaria. Va infatti specificato che sebbene le deroghe siano materia regolamentata dalle regioni, gli uccelli selvatici sono oggetto di potestà statale. Dunque, per poter proteggere il proprio patrimonio e, ad esempio, bloccare per tempo eventuali deroghe regionali scorrette, è necessario che le deroghe siano oggetto di delibera (annullabile dallo Stato) e non di legge, sulla quale il potere di intervento statale è invece pressoché nullo.

Augurandoci che il presidente della Regione Lombardia Formigoni dia ascolto all’appello della LIPU, aggiungiamo anche questo alla lista infinita dei tentativi di aggirare le norme che regolano la caccia per permettere la sopravvivenza delle specie protette.

Fonte: www.ecologiae.com


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FRIULI Venezia Giulia: intimazione al Presidente della Regione Friuli-Venezia Giulia, Renzo Tondo per vietare la caccia a coturnice e fagiano di monte

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FRIULI-V.G. - INTIMAZIONE

Le associazioni LAC, LAV, Legambiente, LIPU e WWF hanno inviato un'intimazione al Presidente della Regione Friuli-Venezia Giulia, Renzo Tondo, e ad altre autorità, chiedendo di vietare immediatamente in tutta la regione la caccia a coturnice e fagiano di monte le cui popolazioni sono in costante diminuzione.
Un atto reso necessario dall’avvicinarsi dell’apertura della caccia a gallo forcello e coturnice che un recente decreto assessorile ha fissato tra il 16 ottobre ed il 13 novembre 2011: un decreto duramente attaccato dalle associazioni in quanto si limita a ridurre il periodo di caccia invece che sospenderla tout court, nonostante i dati di censimento forniti dalla stessa Regione mostrino chiaramente che la popolazione di queste due specie nell’ultimo decennio sono state, e sono tuttora, interessate da un inesorabile declino sebbene analoghi provvedimenti di limitazione dell’attività venatoria siano stati adottati sin dal 1999.


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CACCIA: PD, GOVERNO IN BALIA DELLA LEGA. NO LIMITS IN LOMBARDIA

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(ASCA) - Roma, 6 ott - ''Il governo Berlusconi e' sempre piu' in balia della Lega. Ora ha fatto marcia indietro sulla scelta di impugnare la legge sulla caccia della Lombardia che autorizza a sparare a specie come lo storno, il fringuello, il frosone, la peppola e la pispola. In altre parole il Governo subisce il diktat della Lega che si sente gia' in campagna elettorale e da' il via libera alla caccia no-limits''.

Lo dichiarano il senatore del Pd Roberto Della Seta, capogruppo in Commissione Ambiente e Marco Ciarafoni, responsabile Biodiversita' del Pd.

''Con buona pace della corretta applicazione delle norme e delle direttive comunitarie - continuano gli esponenti del Pd - la Lega canta vittoria, mentre il ministro dell'Ambiente Prestigiacomo tace e acconsente, come del resto la convinta animalista Maria Vittoria Brambilla. La certezza del diritto per i cacciatori passa attraverso il rispetto delle regole, e non utilizzando delle furbizie che inaspriscono il confronto tra gli opposti estremismi che si fronteggiano sull'esercizio dell'attivita' venatoria''.

Fonte: www.asca.it


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CACCIA: LEGAMBIENTE, LEGA NORD AUTORIZZA FURTO PATRIMONIO DELLO STATO

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(ASCA) - Roma, 6 ott - ''Il ministro Calderoli si vanta di aver impedito al Consiglio dei ministri di impugnare la legge della Regione Lombardia sulla caccia in deroga agli uccelli migratori, un provvedimento identico a quello gia' bocciato dalla Corte di Giustizia europea perche' autorizzava a uccidere specie protette. E, poiche' secondo la legge italiana, la fauna e' patrimonio indisponibile dello Stato, il ministro di fatto legittima un'appropriazione indebita ai danni dei cittadini''. Cosi' Antonino Morabito, responsabile fauna di Legambiente, in merito alle dichiarazione del ministro per la Semplificazione normativa Roberto Calderoli sulla caccia in deroga in Lombardia.
Fonte: www.asca.it

Altro articolo sull'argomento: www.asca.it


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Caccia: la Lega impone le deroghe al governo in Lombardia

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Caccia: la Lega impone le deroghe al governo in Lombardia

MILANO - "Evviva! La caccia in Lombardia è salva! Grazie all'intervento della Lega Nord in Consiglio dei Ministri non è stata ratificata l'impugnativa della legge della Regione Lombardia in materia di caccia in deroga. Sono lieto del risultato ottenuto. A questo punto, però, appare evidente che la normativa nazionale non è assolutamente adeguata in materia di caccia e che la materia debba essere di competenza regionale". Diceva esattamente questo il comunicato stampa con cui il ministro per la Semplificazione normativa, Roberto Carderoli, spiegava (presumibilmente ai leghisti amanti della carabina) come mai il Cdm non avesse impugnato, come del resto aveva fatto per le altre regioni, la legge sulle deroghe alla caccia approvata dalla Lombardia, che prevede la possibilità di cacciare cinque specie migratorie protette: storno, fringuello, peppola, pispola e frosone.
ANOMALIA - Eppure è molto strano che il Consiglio dei Ministri abbia deciso di lasciar passare la proposta della Lega di non intervenire. Appena ieri, infatti, un documento del Cdm definiva così la proposta di cacciare in deroga: "Si tratta di una proposta che presenta profili di illegittimità, contrastando con la vigente normativa nazionale in materia di tutela dell'ambiente e dell'ecosistema, per la quale lo Stato ha competenza esclusiva". Cosa può essere cambiato in una nottata da convincere il governo a cambiare così repentinamente idea? Di sicuro la caccia in deroga rimane illegittima, perciò c'è da credere che si sia trattato semplicemente di una gentile concessione di Berlusconi al Carroccio. Evidentemente la garanzia di non staccare la spina al governo val bene il sacrificio di qualche povero uccello di passaggio sui monti e sulle pianure della Lombardia. Saremmo proprio curiosi anche di capire quanti voti vale ogni uccellino morto, ma è un calcolo che nessun istituto di statistica sarebbe in grado di fare.

PROTESTE - L'esultanza a dir poco fuori luogo di Calderoli (nemmeno avesse trovato la formula per portare l'Italia fuori dalla crisi in cui versa) e l'incredibile decisione del governo non sono piaciute per niente alle varie associazioni che si battono per la difesa del territorio e della fauna. In un comunicato congiunto Enpa, Lav, Lipu, Legmbiente e WWF Lombardia non hanno usato mezzi termini per condannare il gesto: "Riteniamo gravissima ed ingiustificabile la decisione assunta dal Consiglio dei ministri di rinunciare in extremis a impugnare la legge palesemente illegittima della Regione Lombardia sulle deroghe di caccia, nonostante l'Unione Europea abbia già di recente annullato con un provvedimento eccezionale un analogo atto legislativo della Regione stessa. Le trionfalistiche dichiarazioni del ministro Calderoli, che rivendica e si compiace dell'uccisione di piccoli uccelli - peppole, fringuelli, pispole, frosoni e storni - sono il segno di un'estrema debolezza: la preparazione della campagna elettorale a danno degli animali selvatici tutelati nel continente, contro l'Europa e le sue regole, contro la Costituzione. Infatti, Calderoli, nell'affermare che la competenza sull'attività venatoria deve spettare alle Regioni e non più allo Stato, ignora volutamente l'articolo 117 della Costituzione, che - come ribadito ripetutamente dalle sentenze della Corte Costituzionale - attribuisce allo Stato la competenza legislativa esclusiva sull'ambiente e sull'ecosistema e, dunque, sulla fauna.  Chi pagherà in futuro, quando l'Unione Europea aprirà una nuova procedura d'infrazione contro l'Italia, dopo aver pronunciato solo un anno fa una condanna durissima nei nostri confronti? Gli italiani e soprattutto i cittadini lombardi sappiano che ogni sanzione pecuniaria peserà su di loro".
Fonte: www.net1news.org


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