Associazione Vittime della caccia

organizzazione di volontariato senza fine di lucro ai sensi della Legge 266-91

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Deroghe

Veneto: La giunta Zaia approva la delibera sulla caccia in deroga

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Comunicato LAC del 20 settembre 2011.

La giunta Zaia approva la delibera sulla caccia in deroga

Zanoni: "Gravissimo affronto della Regione Veneto alla Corte di Giustizia europea."

Oggi la Giunta Zaia ha approvato la delibera sulla caccia in deroga in tutta la regione del Veneto consentendo la caccia illegale alle specie Prispolone, Pispola, Frosone, Peppola, Fringuello e Storno protette in tutta Europa.

Andrea Zanoni, neo Europarlamentare e presidente della Lega per l´Abolizione Caccia del Veneto, ha così commentato l´approvazione della delibera:

"Questo di oggi e' un gravissimo affronto della Regione Veneto alla Corte di Giustizia europea nonché l'ennesimo contro la Direttiva "Uccelli".

Zaia con questa delibera ha compiuto un atto doppiamente grave perché da un lato vengono calpestate le norme della Direttiva europea sulla tutela degli uccelli migratori che non consentono questo tipo di deroghe, dall'altro viene evidenziato il palese disprezzo nei confronti della Corte di Giustizia Europea che lo scorso 11 novembre ci ha condannati a causa della normativa del Veneto sulla caccia in deroga.

A pagare le sanzioni europee per le reiterate violazioni alle norme e sentenze comunitarie dovrebbero essere i diretti responsabili di questi atti illegali e non i contribuenti.

Trovo vergognoso che i nostri amministratori veneti, invece di pensare ai veri bisogni dei cittadini,  continuino accanitamente ad approvare norme riconosciute illegittime da tutti e  sotto dettatura della lobby venatoria più ingorda ed estremista.

Entro breve depositerò alla Commissione Europea un'interrogazione prioritaria per chiedere l'apertura di una procedura d'urgenza straordinaria per ottenere la sospensione della delibera della Regione Veneto."

Fonte: www.andreazanoni.it


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PREAPERTURA DELLA CACCIA NELLE MARCHE: L’ECCEZIONE CHE CONFERMA LA REGOLA!

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PREAPERTURA DELLA CACCIA NELLE MARCHE: L’ECCEZIONE CHE CONFERMA LA REGOLA!

Anche quest'anno nelle Marche ed in altre 14 Regioni italiane non si comincerà a cacciare la terza domenica di settembre, come sancito dalla Legge nazionale sulla caccia, ma già agli inizi del mese.
Per le Marche i giorni di preapertura saranno il 3 e il 4 settembre. La motivazione è sempre la stessa: permettere ai cacciatori di sterminare le miti tortorelle che altrimenti, dopo i primi temporali ferragostani, se ne volerebbero via in altri lidi, sicuramente più tranquilli di quelli italici.

Oltretutto si tratta di una motivazione che, stante i profondi cambiamenti climatici in atto negli ultimi decenni, ormai non ha più alcuna giustificazione scientifica e faunistica, visto che ormai, come quest’anno, l’estate raggiunge il suo culmine proprio dopo ferragosto. Stiamo parlando, quindi, di una “deroga” alla legge sulla caccia particolarmente deleteria, che dovrebbe essere applicata solo in casi eccezionali, ma che invece ormai è diventata una regola e che i politici applicano puntualmente per accontentare la parte più becera ed estremista del mondo venatorio. Cacciare ai primi di settembre, infatti, ha un gravissimo impatto sulla fauna per vari motivi: perché si è in un momento particolarmente delicato nel ciclo biologico di molte specie, in quanto molti individui giovani non sono ancora maturi.

Inoltre si spara quando sul nostro territorio sono presenti ancora molte specie protette migratrici, che possono così essere oggetto di sicuro disturbo, ma anche di possibile abbattimento. Si tratta quindi dell'ennesima conferma di come la gestione della caccia nelle Marche, come nel resto d’Italia, venga fatta non sulla base dei dati scientifici e dei pareri degli esperti, ma semplicemente sulla base delle esigenze dei cacciatori. E il fatto che il calendario venatorio venga varato dai politici sempre alla fine di luglio o ai primi di agosto, quando cioè poi non ci sono più i tempi per un eventuale ricorso al TAR da parte delle associazioni ambientaliste, la dice lunga sulla chiara malafede dei nostri amministratori regionali.

I quali se ne infischiano altamente anche della Legge Comunitaria varata dal Parlamento lo scorso anno, con la quale si era fatto ancora più esplicito l'obbligo per le Regioni di commisurare i propri calendari venatori a quanto indicato dalle Direttive Comunitarie e a quelle che sono le reali situazioni e le vere esigenze delle popolazioni animali. Anche per questo le principali associazioni ambientaliste ed animaliste italiane hanno richiesto ufficialmente al Governo l’impugnazione delle varie leggi regionali sulla caccia, compresa quella delle Marche. Entro settembre ci sarà l’atteso pronunciamento…

Danilo Baldini – Delegato regionale della LAC per le Marche


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Lombardia: 28 luglio, iniziativa contro due nuove leggi a favore della caccia

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APPUNTAMENTO DI PROTESTA Milano - 28 luglio 2011 Piazza Duca d'Aosta dalle 10 alle 12

La regione Lombardia giovedi 28 luglio si appresta a varare alcune leggi contro l'ambiente e gli animali

Nella nuova legge sui parchi vuole introdurre deroghe alla loro protezione a vantaggio di attività umane molto impattanti come espansione urbanistica e caccia.

Inoltre i cacciatori in regione premono per far approvare due nuove leggi a favore della caccia.

La prima per la cattura di 47000 uccelli migratori attraverso l'apertura di 68 roccoli (57 solo tra Bergamo e Brescia), animali poi ceduti gratuitamente ai cacciatori, per diventare uccelli da richiamo e vivere per tutta la loro vita in piccole gabbie.

La seconda per permettere la caccia a 165.000 storni, 310.000 fringuelli, 39.000 peppole, 21.000 pispole e 13.000 frosoni, tutti animali protetti a livello europeo.


Invitiamo cittadini, associazioni, gruppi e comitati a partecipare al presidio di protesta contro questi progetti della regione giovedi 28 Luglio 2011 a Milano in Piazza Duca d'Aosta dalle 10 alle 12.

 


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Liguria: Lega Nord chiede abbattimento gabbiani

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Gli episodi di violenza verso i gabbiani degli scorsi giorni hanno ora uno sbocco istituzionale: la proposta di sterminio della Lega Nord

bruzzone contro gabbiani Francesco Bruzzone, deputato della Lega Nord Liguria-Padania, ha proposto un'interrogazione con l'obiettivo di stermiare i volatili della Liguria.

Motivazione: “l’eccessiva e costante presenza di gabbiani sul territorio”.

Una proposta che fa il paio con gli episodi di violenza ai danni di questa specie avvenuti negli ultimi giorni.

Bruzzone si è speso molto nell’evidenziare l’aspetto dannoso della presenza dei gabbiani sia dal punto di vista igienico che ambientale, sottolineando anche i rischi per la sicurezza dei cittadini (?). Ha infine chiesto alla Giunta un intervento urgente e significativo per “eliminare il problema”.

“Che esiste un problema gabbiani in Liguria si è già denunciato da tempo. A Genova le guardie del Marassi devono girare con il casco perché vengono attaccate da questi uccelli. I gabbiani vengono da una discarica all’altra e sono densamente presenti sul territorio. In Germania e in altri Paesi la specie è cacciabile e in Italia, anche se è una specie protetta, non è detto che non si possa praticare un controllo con abbattimenti. Occorre intervenire in modo drastico”.

La Giunta ha risposto con la voce dell’assessore all’ambiente e alla caccia Renata Briano: “Mi viene da sorridere, ma proverò a rispondere ugualmente. Il gabbiano è una specie protetta, non ci sono richieste di inserimento tra le specie cacciabili. I gabbiani hanno un comportamento opportunista e ormai si sono urbanizzati. Fra le altre esperienze, esistono strumenti dissuasori: punte metalliche per evitare la nidificazione, rimozione dei nidi prima che vi siano piccoli”.

Ribatte Bruzzone: “Questo problema è destinato ad aggravarsi, perché il gabbiano non ha nemici naturali. L’unico nemico che ha è l’uomo, bisogna dare all’uomo la possibilità di combatterli”.

Fonte: http://petslife.tv


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Toscana, safari al cervo, al daino, al capriolo!

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Cose da pazzi.   La Toscana, regione un tempo modello per la corretta gestione ambientale, oggi sta per aprire i safari al Cervo, al Capriolo, al Daino, grazie alla deliberazione Giunta regionale n. 429 del 23 maggio 2011+ allegati, relativa alla gestione della fauna e all’esercizio venatorio.   Ci saranno gli strumenti giuridici per opporsi a quest’ennesima follìa, qualora approvata definitivamente, ma per il momento si può votare il sondaggio promosso dal quotidiano La Nazione: VOTA IL SONDAGGIO

Gruppo d’Intervento Giuridico

da La Nazione, 25 giugno 2011

Caccia, parte l’attacco alla “legge-safari”.  La Regione consente di sparare a cervi e daini anche ai non iscritti agli Atc. Anche chi non è iscritto alla ‘caccia di selezione’ negli Atc, potrà sparare ugualmente dietro pagamento.

Toscana, 25 giugno 2011 – L’HANNO ribattezzata «legge-safari». In poche parole si tratta di questo: la giunta regionale ha approvato una delibera che autorizza i gestori degli Atc (Ambiti territoriali di caccia) a destinare il 30% di cervi, daini e caprioli a cacciatori non iscritti all’«ambito» e non abilitati alla caccia di selezione per questa specie. Dietro pagamento, personale specializzato degli Atc accompagnerà i «visitatori armati», consentendo di sparare a quelle specie saltellanti entrate nell’immaginario collettivo col disneyano «Bambi», tenero protagonista di libri e film, ma che nella delibera regionale sono identificati come «cervidi e bovidi».

LA DELIBERA della giunta (datata 23 maggio), martedì prossimo sarà discussa dalla commissione agricoltura del Consiglio regionale, presieduta da Loris Rossetti (Pd) di Fosdinovo. Si prevede una seduta burrascosa. Protestano gli agricoltori, che non ritengono giusto che i comitati degli Atc possano disporre a loro piacimento di daini, cervi e caprioli. E c’è anche sconcerto sulla prospettiva dei «safari», cioè le visite guidate, a pagamento, di cacciatori non abilitati alla caccia di selezione. E’ vero che i «cervidi e bovidi», ossia i discendenti del buon «Bambi» si riproducono in maniera incredibile, provocando danni non di poco conto alle coltivazioni e spesso sono causa d’incidenti stradali, irrompendo all’improvviso in qualsiasi arteria, ma è altrettanto vero che la caccia di selezione — lo dice la parola stessa, direbbe Totò — è studiata per «selezionare» la specie da parte di cacciatori particolarmente esperti. Ci sono perplessità sulla «commercializzazione», in sostanza la vendita dei capi di daini, caprioli e cervi a chi paga per venire a sparare.

IN ALCUNI documenti che circolano a Palazzo Panciatichi si contesta agli Atc «la titolarità della eventuale attività di commercializzazione mascherata e occulta della fauna prelevata e abbattuta» poiché «tale titolarità, laddove venga permessa, dovrebbe spettare quantomeno in concorso con gli agricoltori, dal momento che non ci può essere attività venatoria senza l’agricoltura e i fondi agricoli».


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