Associazione Vittime della caccia

organizzazione di volontariato senza fine di lucro ai sensi della Legge 266-91

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Deroghe

CACCIA, RIVOLUZIONE IN VISTA PER I CALENDARI VENATORI

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14 giugno 2010

Animalisti italiani - Amici della Terra - Enpa - Fai - Fare Verde – Greenpeace

Italia Nostra - Lac - Lav – Legambiente

Lipu-BIRDLIFE ITALIA - Vas - Wwf Italia

COMUNICATO STAMPA

CACCIA, RIVOLUZIONE IN VISTA PER I CALENDARI VENATORI

“Ridurre la stagione di caccia e proteggere molte specie di uccelli fino ad oggi cacciabili”.

Sono i cambiamenti previsti dall’articolo 42 approvato con la legge Comunitaria 2009.

Le associazioni ambientaliste e animaliste:

“Regioni e Province adeguino i propri atti o a rischio la prossima stagione venatoria”

“Abbiamo inviato puntuali note a tutte le Regioni e Province autonome italiane ed ai Ministri competenti segnalando l’obbligo di ridurre la durata della stagione venatoria e il numero delle specie cacciabili, in ottemperanza delle modifiche apportate alla legge 157/1992 dalla legge Comunitaria 2009.

Lo rendono noto le associazioni Animalisti italiani, Amici della Terra, Enpa, Fai, Fare Verde, Greenpeace, Italia Nostra, Lac, Lav, Legambiente, Lipu, Vas, Wwf Italia, chiarendo, con un dettagliato dossier tecnico di accompagnamento, come l’adeguamento debba avvenire e cosa potrebbe accadere in caso contrario.

L’articolo 42 della legge Comunitaria 2009, che ha modificato la legge 157/1992 recependo passaggi importanti della direttiva Uccelli e delle prescrizioni contenute nella procedura di infrazione comunitaria aperta contro l’Italia, prevede per il nostro Paese nuovi e stringenti obblighi in fatto di tutela della fauna e regolamentazione dell’attività venatoria.

“Tra questi, vanno anzitutto segnalati l’obbligo, da parte di Stato e regioni, di vietare la caccia nei periodi di riproduzione e migrazione prenuziale degli uccelli (nuovo articolo 18, comma 1 bis, della legge 157/92) e l’obbligo di mantenere o riportare le specie di uccelli selvatici ad uno stato di conservazione soddisfacente (nuovo articolo 1, comma 1 bis, della legge 157/92).

“Nel primo caso, si impone un’immediata contrazione dei calendari venatori, con una prudente chiusura al 31 dicembre della caccia a tutte le specie di uccelli (per il principio della completa protezione delle specie) o comunque, nell’ipotesi meno protezionistica, con la cancellazione di tutta o gran parte della caccia a gennaio per varie specie (stop al 31 dicembre per Germano reale, Alzavola, Codone, Canapiglia; al 10 gennaio per Beccaccia, Tordo bottaccio, Tordo sassello, Cesena; al 20 gennaio per Folaga e Combattente).

“Nel secondo caso è invece obbligatorio non inserire nelle liste delle specie cacciabili quelle che versano in cattivo stato di conservazione (Pernice rossa, Pavoncella, Coturnice e lo stesso Combattente, tutte specie classificate come SPEC 2) e sospendere la cacciabilità per altre 14 specie di uccelli in cattivo stato di salute, nell’attesa che vengano predisposti adeguati piani di azione.

“Tra gli obblighi derivanti dalla legge Comunitaria 2009 vanno segnalati anche il posticipo dell’apertura della caccia per varie specie, l’estensione delle misure di tutela previste per le ZPS (Zone di protezione Speciale) anche agli habitat esterni alla Rete (nuovo articolo 1, comma 1 bis, della legge 157/92) e il divieto di concedere deroghe in assenza del previsto DPR che dovrà ulteriormente regolare la materia.

“C’è inoltre l’obbligo, ribadito dalla recente sentenza della Corte di Giustizia europea, di sottoporre tutti i Piani faunistico-venatori a valutazione d’incidenza per quanto riguarda l’attività venatoria, senza la quale (o in caso di suo esito non favorevole) la caccia nei siti della Rete Natura 2000 deve essere vietata.

“Si tratta di un tardivo ma importante adeguamento dell’attività venatoria in Italia che introduce elementi di tutela ormai improcrastinabili e che dovranno essere applicati sin dalla prossima stagione di caccia, per evitare una legittima pioggia di ricorsi e impugnazioni che farebbe saltare l’intera stagione venatoria 2010-2011”.

“Ci appelliamo – concludono le associazioni - al senso di responsabilità dei governi regionali e dei ministri, in particolare dell’Ambiente e dell’Agricoltura, affinché la nuova legge apra una stagione di tutela della natura e rispetto delle regole anziché di nuove infrazioni e pesanti contenziosi”.

14 giugno 2010

UFFICIO STAMPA LIPU-BIRDLIFE ITALIA

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Caccia/ Associazioni a Regioni: ridurre stagione o sarà a rischio

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Inviato note per adeguarsi a nuove norme legge comunitaria 2009

Le Regioni e le Province italiane devono adeguare i propri atti all'articolo 42 approvato con la legge Comunitaria 2009 sulla stagione di caccia o la prossima stagione venatoria sarà a rischio. Lo sostengono le associazioni Animalisti italiani, Amici della Terra, Enpa, Fai, Fare Verde, Greenpeace, Italia Nostra, Lac, Lav, Legambiente, LIPU-BirdLife Italia, Vas, Wwf Italia, chiarendo, con un dettagliato dossier tecnico di accompagnamento, come l'adeguamento debba avvenire e cosa potrebbe accadere in caso contrario. "Abbiamo inviato puntuali note a tutte le Regioni e Province autonome italiane ed ai Ministri competenti segnalando l'obbligo di ridurre la durata della stagione venatoria e il numero delle specie cacciabili, in ottemperanza delle modifiche apportate alla legge 157/1992 dalla legge Comunitaria 2009, spiegano, sottolineando che l'articolo 42 della legge Comunitaria 2009, che ha modificato la legge 157/1992 recependo passaggi importanti della direttiva Uccelli e delle prescrizioni contenute nella procedura di infrazione comunitaria aperta contro l'Italia, prevede per il nostro Paese nuovi e stringenti obblighi in fatto di tutela della fauna e regolamentazione dell'attività venatoria. Tra questi, vanno anzitutto segnalati l'obbligo, da parte di Stato e regioni, di vietare la caccia nei periodi di riproduzione e migrazione prenuziale degli uccelli e l'obbligo di mantenere o riportare le specie di uccelli selvatici ad uno stato di conservazione soddisfacente.Nel primo caso, si impone un'immediata contrazione dei calendari venatori, con una prudente chiusura al 31 dicembre della caccia a tutte le specie di uccelli o comunque, nell'ipotesi meno protezionistica, con la cancellazione di tutta o gran parte della caccia a gennaio per varie specie: stop al 31 dicembre per germano reale, alzavola, codone, canapiglia, al 10 gennaio per beccaccia, tordo bottaccio, tordo sassello, cesena, al 20 gennaio per folaga e combattente(segue)

Fonte : Virgilio


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Caccia in deroga, Lipu: “Il Veneto l’Europa e la Corte Costituzionale

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“E’ una sfida all’Europa intera ed anzi una vera e propria provocazione”. Ad affermarlo è la Lipu BirdLife Italia ricevuta la notizia che alcuni dei consiglieri della regione Veneto hanno presentato una proposta di legge per consentire la caccia in deroga a piccoli uccelli non cacciabili. La provocazione arriva poi, a poche settimane dalla sentenza sulla procedura di infrazione che probabilmente condannerà il nostro bel paese. Nonostante ciò continua la tradizione assurda della caccia ai piccoli uccelli non cacciabili.

“In tema di deroghe, l’Italia, e alcune sue regioni in particolare, si sono finora comportate molto male, al punto da spingere la Commissione Europea all’apertura di numerose procedure di infrazione, vicine a sentenza, e addirittura a provocare un’ordinanza straordinaria con cui la Corte di Giustizia europea, lo scorso anno, sospendeva la legge sulle deroghe della regione Lombardia dichiarano gli attivisti della Lega Italiana Protezione Uccelli.

Stando a ciò che sostiene la Lipu, la regione Veneto è, proprio con la Lombardia, la regione più scorretta in tema di caccia in deroga e nemmeno il rischio ormai molto più che concreto di condanna comunitaria sembra fermarne la loro demagogia filovenatoria. “Non va inoltre dimenticato – prosegue la LIPU – che la Corte Costituzionale ha già più volte dichiarato l’illegittimità della caccia in deroga prevista con legge, rendendosi infatti impossibile, in quel caso, l’eventuale intervento dello Stato previsto dall’articolo 19bis, quarto comma, della legge nazionale sulla tutela della fauna”.
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CACCIA, CHIESTO IL SEQUESTRO DELLE SPECIE PROTETTE

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Venezia/Treviso - Continua la battaglia delle associazioni animaliste e ambientaliste per fermare la caccia alle specie protette. Stamani hanno depositato presso la Procura della Repubblica di Venezia e di altre province del Veneto, la richiesta di sequestro preventivo di storni, fringuelli, peppole e pispole che potrebbero essere abbattuti in seguito alla nuova delibera della Regione Veneto che ne consente la caccia in deroga, nonostante la sospensione da parte del Tar, interpellato dalle stesse associazioni, del provvedimento regionale approvato il 6 ottobre scorso che ne autorizzava la caccia.

“La Giunta Galan – sostengono le associazioni - ha ritenuto di approvare con estrema urgenza un’altra delibera, sostanzialmente identica a quella precedente, garantendo così ai cacciatori il tanto agognato sterminio di piccoli uccelli migratori e l’impunità per una forma di caccia anacronistica e distruttiva e illegittimamente autorizzata in violazione delle leggi europee, italiane e di sentenze della Corte Costituzionale”. Enpa, Lac, Lav, Legambiente, Lipu e Wwf, non si arrendono, dunque.

E dopo aver immediatamente impugnato al Tar il nuovo atto della Regione, ora si sono rivolte anche alla magistratura, depositando una denuncia contro tutti quei cacciatori che dovessero essere sorpresi ad abbattere le specie di uccelli comprese nella delibera attualmente sospesa dal Tribunale amministrativo regionale del Veneto.

“La Giunta regionale del Veneto, arrivata oramai agli sgoccioli del mandato, non perde occasione per dimostrarsi più sensibile alle richieste provenienti dalle frange più estremiste del mondo venatorio che al rispetto delle leggi e dei pronunciamenti dei Tribunali – commentano le associazioni – un comportamento che ora chiediamo alla magistratura penale di censurare definitivamente.” Autore: Laura Tuveri

Fonte: www.oggitreviso.it


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