Associazione Vittime della caccia

organizzazione di volontariato senza fine di lucro ai sensi della Legge 266-91

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Minori e caccia

Morelli (Diritti dei Verdi): "No alla proposta di insegnare la caccia nelle scuole di Rocchetta"

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Fonte: www.cittadellaspezia.com

Val di Magra - Val di Vara. “La notizia che arriva da Rocchetta Vara, di introdurre nelle scuole l’educazione alla caccia, ci lascia veramente senza parole – dichiara la responsabile dei Diritti dei Verdi, Cristina Morelli -. Non pensavamo che un sindaco potesse arrivare a tanto. Pensare che solo perché a Rocchetta Vara in ogni famiglia esiste un cacciatore, questo può permettere di insegnare la caccia come il rispetto delle tradizioni, è come dire che in quei territori dove la mafia è purtroppo ben radicata, in ogni famiglia “potrebbe esistere” un mafioso e quindi facciamo educazione...Leggi l'articolo...

 

 

 

 

Cristina Morelli (foto dal web)

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Vicenza. Fucilata al parco giochi: i pallini investono bambini e anziani

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L'episodio ieri mattina a Tezze sul Brenta. Le forze dell'ordine: il colpo forse esploso da un cacciatore che testava l'arma

di Pio Brotto

VICENZA - Momenti di panico e di grande apprensione per quanti erano al campetto ieri mattina verso mezzogiorno. C'erano dei volontari del comitato che stavano sistemando il tetto, nonni con i nipotini e una mamma con i suoi bambini, in tutto una decina di persone, quando, pochi minuti a mezzogiorno, prima hanno avvertito una fucilata e poi sono stati investiti dai pallini... Leggi l'articolo...

 


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Preso sulle reti clandestine: l'uccellatore aveva 16 anni

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Fonte: www.bresciaoggi.it

AGNOSINE. Colpo grosso della forestale di Gavardo dopo un appostamento sopra il paese Il ragazzo denunciato col padre: nell'abitazione c'erano altre 15 reti decine di volatili appena catturati e un centinaio di capi protetti morti

Nell'autunno scorso su quella grande tesa di reti clandestine avevano tentato più di un appostamento i forestali in trasferta del Nucleo operativo antibracconaggio. Con l'arrivo della primavera, e col ritorno degli uccelli migratori (molto intenso in questi giorni) il grande colpo, sempre al termine di un appostamento durato ore, è riuscito ai colleghi della stazione del Cfs di Gavardo. I quali però non si sarebbero mai aspettati di vedere un ragazzino di 16 anni impegnato a uccidere le capinere appena catturate schiacciando loro la testa con le dita: immagini edificanti di un mondo bresciano che proprio non vuole scomparire...Leggi l'articolo...

 

 


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Educati a sparare (sugli animali)

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Nella scorsa edizione dell’Hunting Show, manifestazione di caccia e pesca, svoltasi recentemente a Vicenza, ha molto colpito un gioco dove un bambino mirava ad uccidere degli animali che, più o meno come le pecorelle degli insonni, saltavano tra la vegetazione.

Un cartello nei pressi esposto, in aggiunta così recitava. La caccia non ha età, con tanto di cacciatore in compagnia di un bambino. Evidentemente il pubblicitario aveva voluto dare manforte all’esigenza di rinverdire la categoria, visto che, a guardare le licenze di caccia, abbonda la terza età.
Ad ogni modo il cacciatore proponeva un gioco legittimo, anche se sul piano dell’educazione potrebbero esservi pareri discordi.

Simili eventi, ovvero ludico-educativi sono abbastanza comuni nelle regioni più filo venatorie italiane. Avvengono, sotto forma di attività didattica nelle scuole o nelle stesse sedi dei cacciatori. In Val Trompia (BS), ad esempio, una associazione di cacciatori che ha recentemente criticato l’operato dei NOA (Nuclei Operativi Antibracconaggio) del Corpo Forestale dello Stato (vedi Speciale GeaPress) ha ospitato nella sua sede un scolaresca della quarta elementare della scuola primaria di Marcheno.

Al grido finale di una bimba che inneggiava al “forza cacciatori” (la cronaca viene illustrata dal quotidiano Brescia Oggi), i bimbi, accompagnati dagli insegnanti, hanno potuto vedere le foto degli impianti di cattura degli uccelli, gli stessi animaletti impagliati, le bacche verosimilmente utilizzate per attirarli in trappola. Sempre i bimbi, affascinati, fotografavano gli strumenti per le ricariche delle cartucce e le gabbiette di detenzione degli uccellini da richiamo.


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A lezione di ambiente dai cacciatori - La risposta della dott.ssa Roberta Luberti psicoterapeuta

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In merito alla vicenda di Rignano sull'Arno "A lezione di ambiente dai cacciatori:  Alunni delle primarie hanno assistito alle fasi del ripopolamento" di cui a questo link www.vittimedellacaccia.org/storie-di-ordinaria-follia/1707

riproponiamo la lettera di Roberta Luberti, medico psicoterapeuta, che ha inviato al Sindaco di Rignano sull'Arno e pubblicata anche su cacciastop.org

"Gentile Sindaco,

ho letto su La Nazione del 1° febbraio, nella pagina dedicata alle notizie sul Valdarno, un articolo firmato da Antonio Degl'Innocenti, dove si dà notizia di un'iniziativa  della sezione venatoria dell'ARCI  e del Comune.

In tale articolo si dice che "l'associazione rignanese ha voluto mostrare a bambini e insegnanti che la caccia non è di per sé distruttiva per l'ambiente, ma anzi, se accompagnanta dall'impegno nella gestione per tutto l'anno (....) è un trampolino per una migliore conservazione e tutela della fauna".

Il problema che voglio porLe è legato alla lezione di indifferenza, somministrata a soggetti in età evolutiva, verso la sofferenza e l'uccisione di creature viventi, seppure non umane. Sofferenze ed uccisioni neanche dettate da necessità di sopravvivenza, ma dalla passione per un' attività cruenta. Tale lezione di indifferenza, se è vero quanto riportato nell'articolo, avrebbe avuto appunto la finalità  di dimostrare che la caccia non è di per sé distruttiva per l'ambiente.

Non voglio dilungarmi troppo, ma Lei sa bene quanti modi realmente efficaci e non violenti ci possono essere per tutelare l'ambiente.

Riporto ancora uno stralcio dell'articolo: "...Questa volta anche gli alunni hanno partecipato alle catture che si concludono, poi, con la liberazione degli animali in zone prestabilite. L'emozione dei ragazzi nel vedere da vicino gli animali è stata più che palpabile, ....Anche i cacciatori (...) hanno ottenuto una soddisfazione impagabile data dall'entusiasmo dei ragazzi che hanno apprezzato la figura del cacciatore nel suo complesso".
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Caserta, 11enne in ospedale col volto devastato: ferito da colpi di fucile

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"Rinvenuti sul volto del bambino numerosi pallini di un fucile da caccia"

CASERTA. Lotta contro la morte presso l’ospedale per bambini “Santobono” di Napoli, l’undicenne di Teverola (Caserta) che domenica mattina si è presentato in ospedale col volto devastato.

di Nicola Rosselli - Fonte: www.pupia.tv

Ai carabinieri del reparto territoriale di Aversa, agli ordini del colonnello Francesco Marra, che conducono le indagini, tocca svelare quello che sembra essere un vero e proprio mistero. Secondo una prima ricostruzione, domenica mattina, verso le 11, P.L., 11 anni, figlio di una coppia di agricoltori di Teverola era in campagna alla periferia di Carinaro. Ed è stato lì che l’hanno rinvenuto sanguinante e privo di sensi due contadini intenti a lavorare i campi.

...Leggi l'articolo...

AGGIORNAMENTO: www.pupia.tv

 


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