Associazione Vittime della caccia

organizzazione di volontariato senza fine di lucro ai sensi della Legge 266-91

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Minori e caccia

Una fucilata centra un’auto con a bordo un bambino

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Tragedia sfiorata sulla A5 Auto con padre e figlio colpita da una pallottola

L’incidente a 2 km dal casello di Ivrea. L’animale è morto. Sequestrate le armi

Quattro cacciatori interrogati dalla Polizia stradale Tre hanno sparato inseguendo un cinghiale nella boscaglia  tratto dalla Sentinella del Canavese

IVREA. Poteva essere un strage. La battuta di caccia al cinghiale in una fredda domenica di Natale ha rischiato di finire in tragedia. Un’Alfa 146, guidata da un giovane papà di Verres - A.S., 31 anni - è stata centrata sull’autostrata A5 da un proiettile sparato da un fucile. A.S. viaggiava con il figlio di sei anni. Quattro cacciatori sono stati identificati. Tre hanno sicuramente sparato, anche se solo la perizia balistica potrà stabilire con chiarezza quale dei tre fucili ha esploso il colpo che ha centrato l’Alfa 146.

E’ successo tutto ieri mattina, domenica, pochi minuti dopo le 11,30. A.S., con il figlio a bordo, era diretto a Torino. Lo sparo lo ha colpito mentre transitava al chilometro 44,200, poco prima del casello autostradale di Ivrea. Il proiettile ha fatto esplodere il vetro posteriore destro e, attraverso l’abitacolo, si è incastrato nel bagagliaio. Padre e figlio sono rimasti illesi. Un miracolo. L’uomo ha sentito l’esplosione del vetro. Con freddezza, è riuscito a non perdere il controllo dell’auto e a fermarsi.
Sono intervenuti il 118 e la polizia stradale. Papà e bambino erano spaventatissimi, ma se la sono cavata senza neanche un graffio.

E non è stato difficile neppure accorgersi dei quattro cacciatori impegnati nella battuta al cinghiale (appena abbattuto). La polizia li ha identificati: due sono residenti in Ivrea, uno a Pavone, un altro a Lessolo. Sono stati a lungo sentiti, ieri pomeriggio, negli uffici della Polstrada di Torino. Gli agenti hanno raccolto le loro dichiarazioni, trasmesse al sostituto procuratore della Repubblica di Ivrea, Francesco Saverio Pelosi. Dei quattro, uno non ha sparato neppure un colpo. Gli altri tre, invece, hanno sparato. Difficile, però, capire chi ha sparato (e colpito) il cinghiale e chi, invece, l’auto in transito sulla Torino-Aosta. La polizia scientifica, intanto, esaminerà proiettili e fucili, sequestrati ieri pomeriggio. Dovranno essere verificate le dichiarazioni dei quattro e, soprattutto, le posizioni: dove si trovavano, esattamente, quando il colpo ha centrato l’Alfa 146. Sarà invece il sostituto procuratore a ipotizzare i profili di responsabilità penale a carico dei tre, a seconda della ricostruzione dei fatti. Chi ha colpito l’auto rischia un’accusa di tentato omicidio, se altri hanno usato i fucili nelle zone di rispetto dovranno rispondere di spari non autorizzati in luogo pubblico. A rischio è anche il porto d’armi.

Un fatto, però, è certo, al di là del profondo rammarico mostrato dai cacciatori agli agenti di polizia che li interrogavano e di quanto sarà accertato nel corso delle indagini: ciò che è accaduto doveva assolutamente essere evitato. Le regole per i cacciatori e l’uso dei fucili sono davvero ferree. Le ricorda Bernardino Neri Broglio, Federcaccia, agente venatorio: «L’esercizio venatorio nei pressi di strade e case deve essere svolto ad una distanza di almeno 150 metri e si deve ovviamente sparare nella direzione opposta. Nel raggio di 50 metri è vietato. Se, invece, si spara in quella direzione, la distanza deve essere almeno il doppio della gittata, 1200 metri».

Fointe: www.vallesoana.it


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Napoli-17enne ferisce quattro bambini col fucile a piombini

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02.07.2010
A San Giuseppe Vesuviano, nel napoletano


Mira ai bambini col fucile a piombini e ne ferisce quattro: arrestato 17enne
Spara con arma ad aria compressa in una scuola d'infanzia. «Volevo solo allenarmi»

NAPOLI - Minuti di terrore a San Giuseppe Vesuviano in provincia di Napoli: un ragazzo di 17 anni, T.L., ieri pomeriggio ha sparato dal balcone di casa con un fucile ad aria compressa, ferendo 4 bambini che si trovavano nella vicina scuola di infanzia. Gli agenti del commissariato di polizia lo hanno arrestato: è accusato di tentato omicidio plurimo e detenzione illegale di armi e munizionamento.

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Minori Vittime Caccia 2009-2010

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Il presente documento o parte di esso è liberamente utilizzabile citandone la fonte: "Associazione Vittime della Caccia - www.vittimedellacaccia.org"

MINORI VITTIME della CACCIA

Stagione Venatoria 2009/2010


Questa raccolta si prefigge di evidenziare il coinvolgimento di giovanissimi e giovani nel mondo della caccia. Purtroppo i fatti di cronaca che arrivano su questo argomento sono sempre drammatici, sia che si tratti di bambini uccisi o feriti da armi da caccia, sia che siano presenti in situazioni che li vedono protagonisti o testimoni di violenza sugli indifesi, anche in questi casi i bambini sono comunque vittime.
Sappiamo che la violenza sugli animali è foriera di prevaricazione anche sui propri simili e i minori coinvolti nel mondo della caccia corrono il rischio di presentare distonie delle dinamiche interpersonali con i coetanei, con casi di aggressività, come lo stesso prof.Ascione ha ampiamente documentato con i suoi studi in USA.
In questa stagione venatoria appena conclusa, paradossalmente l’unico morto tra la gente comune è un bambino di 14 anni che emulava i comportamenti assorbiti in ambito familiare, tanto da sottrarre il fucile al nonno e partire col suo cane alla volta dell’avventura… venatoria. Avventura conclusa tragicamente. Il nonno è perseguibile per omessa custodia… ma sono solo sue le responsabilità? Oppure è la Società che deve riflettere sui messaggi e stigmatizzare quelli in uso di recente nel mondo venatorio dove non ci si preoccupa minimamente di presentare un bambino di 6-7 anni accanto ad un potente fucile e vestito di tutto punto come il papà, a sancire quella continuità generazionale del mondo venatorio. Continuità necessaria al settore per non estinguersi, ma sulla pelle e l’anima di bambini e ragazzi.

LE CRONACHE


19.12.2009
Lecco, cacciatore di 14 di anni muore per un colpo accidentale
A dare l’allarme è stato il ritorno solitario del cane, insolitamente agitato.
Un ragazzo di soli 14 anni è morto per un colpo di fucile, vittima di quello che viene descritto come un incidente di caccia avvenuto nei boschi sopra l’abitato di Olginate, centro della provincia di Lecco. Il giovane, residente in paese, in base a una prima ricostruzione dell’accaduto avrebbe imbracciato il fucile per andare nei boschi. Lì sarebbe rimasto vittima di un incidente, forse a causa di una caduta, complice la nevicata in tutta la zona con rigide temperature che hanno generato una patina di ghiaccio.
A dare l’allarme è stato il ritorno solitario del cane, insolitamente agitato. L’adolescente, cercato prima in paese e poi nei boschi, è stato trovato esanime da un famigliare che lo ha poi trasportato a valle, fino a una zona raggiungibile dalle ambulanze. Nonostante i disperati tentativi dei medici, il quattordicenne è morto.
Sono in corso indagini per stabilire l’esatta dinamica e la causa dell’accaduto.
(19 dicembre 2009)
http://milano.repubblica.it/dettaglio/Un-colpo-accidentaleuccide-baby-cacciatore/1809339

(ANSA) – LECCO, 20 DIC – E’ stato denunciato a piede libero il nonno del ragazzo morto ieri durante una battuta di caccia nei boschi sulle colline di Lecco.
Il ragazzino,di Olginate (Lecco),aveva imbracciato il fucile calibro 28 di un familiare, rimanendo poi vittima di una probabile caduta, complice la neve, durante la quale e’ partito il colpo fatale che lo ha centrato al volto. L’uomo, 80enne, e’ stato denunciato per omessa custodia e possesso illegale di armi.Il ragazzo domani avrebbe compiuto 15 anni.

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20.01.2010
Sedicenne gambizzato nel Reggino con fucilata a pallini.
Il presente documento o parte di esso è liberamente utilizzabile citandone la fonte:
(ANSA) - BIVONGI (REGGIO CALABRIA), 20 GEN - Un sedicenne, G.G., e' stato gambizzato ieri notte a Bivongi, nel Reggino, con un colpo di fucile caricato a pallini.Il ragazzo era in compagnia di alcuni amici quando un uomo col volto coperto da un casco da motociclista giunto a bordo di uno scooter guidato da un complice gli ha sparato raggiungendolo alla coscia destra. Secondo le prime indagini dei Cc,il gesto non sarebbe da collegare alla criminalita' organizzata. Si sta indagando nella vita privata del ragazzo.
http://www.giornaledibrescia.it/Ansa/496491.html?idansa=37620

--o-O-o--

09.09.2009
Spoleto - E’ DECEDUTA LA STUDENTE SPOLETINA RIMASTA VITTIMA DI UN COLPO DI FUCILE. INSPIEGABILI ANCORA LE CAUSE

Non ce l’ha fatta. La 16enne rimasta vittima ieri sera di un colpo partito da un fucile da caccia, è spirata poco dopo le 9 di questa mattina. La tragica notizia viene confermata in questi minuti dai sanitari del nosocomio di Foligno dove la ragazzina era stata ricoverata in gravissime condizioni. Al pronto soccorso folignate era giunta in arresto cardiaco ma i medici erano riusciti a rianimarla. Nella notte la decisione di procedere ad un delicato intervento chirurgico che, tecnicamente, sembrava fosse riuscito, lasciando così qualche flebile speranza ai sanitari. Coscienti però che le sue condizioni restavano comunque disperate a causa delle profonde ferite causate dallo sparo del fucile calibro 12. Inspiegabili al momento la dinamica dello sparo, sulla quale stanno lavorando i carabinieri della Compagnia di Spoleto, coordinati dal capitano Pasquale Megna che non ha voluto rilasciare alcuna dichiarazione sulla vicenda. Rimangono quindi aperte tutte le piste inclusa quella di un incidente. La studentessa, appassionata di sport, ha preso di certo il fucile, legalmente detenuto dal padre. Come è certo che al momento dello sparo si trovasse da sola in una stanza dell’abitazione che si trova nel comprensorio spoletino. La fucilata aveva richiamato l'attenzione dei famigliari che avevano così chiamato l'ambulanza.
La notizia dell'incidente sta facendo il giro della città dove la famiglia è molto conosciuta e stimata. Come lo era anche la giovanissima per i suoi meriti sportivi e la sua simpatia. Ieri, stando alle testimonianze di alcuni compagni di scuola, era stata vista a passeggio con un'amica per la Fiera di Loreto. Sorridente come sempre.
Dunque nessun problema, di alcun tipo. Una situazione dunque che sembra avvalorare l'ipotesi che a stroncare la vita della ragazzina sia stato un tragico incidente. Solo l'autopsia, disposta dall'autorità giudiziaria, e le indagini dei militari chiariranno realmente le cause del decesso.
http://www.tuttoggi.info/articolo-17496.php

Foligno:MUORE SEDICENNE PER UN COLPO DI FUCILE
La tragedia di Campello sul Clitunno -Cronaca - 09/09/2009 di Pamela Saracini
Un vero e proprio dramma quello che si è consumato questa mattina all’ospedale San Giovanni Battista di Foligno. Una ragazzina di appena 16 anni, residente a Campello sul Clitunno, è deceduta intorno alle 9 in seguito ad un colpo di fucile da caccia che gli aveva procurato un arresto cardiaco e profonde ferite al corpo.
La giovanissima si era ricoverata al nosocomio folignate in gravissime condizioni nella tarda serata di ieri, intorno alle ore 22.
In ospedale era stata immediatamente sottoposta ad un intervento chirurgico urgente ed estremamente delicato, che, a quanto pare, era perfettamente riuscito.
Ma in seguito, durante la notte, le sue condizioni sono peggiorate. Purtroppo la gravità delle ferite riportate non ha permesso ai medici di salvarla.
La famiglia della ragazza era molto conosciuta nel piccolo centro di Campello sul Clitunno e la notizia, che si è rapidamente diffusa tra la popolazione, ha gettato nello scoramento e nel lutto un intero paese.
La ragazza era un'appassionata di tiro a volo e deteneva regolarmente le sue armi, anche se queste erano state debitamente registrate a nome del padre vista la sua minore età.
Il presente documento o parte di esso è liberamente utilizzabile citandone la fonte: Di questo dramma e della vita di una sedicenne non rimangono che alcune indiscrezioni che raccontano di come ultimamente la giovane sarebbe caduta in depressione a causa degli esami di riparazione.
Questa circostanza potrebbe far ipotizzare un tragico gesto estremo compiuto dalla stessa ragazza.
http://www.newgol.com/articolo_foligno_2009set09_00008496.html

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23.10.2009
Si uccide a 15 anni con il fucile. Il suo addio: «Mi sento solo»
S. VITO DI LEGUZZANO. La tragedia si è consumata nell'abitazione al rientro dalle lezioni. Indagini dei carabinieri. Lo studente poco prima in un'e-mail ad un amico aveva comunicato il proprio disagio. Bravo a scuola, stimato dai genitori. All'origine forse una delusione d'amore
È rientrato a casa da scuola con la morte nel cuore. Con la lucidità della disperazione, ha aperto l'armadio, ha preso dalla rastrelliera il fucile da caccia del padre, se lo è appoggiato sul petto e ha fatto fuoco. Vani i soccorsi. Il giovane, 15 anni, è morto praticamente sul colpo.
IN CASA. La tragedia è avvenuta nel primo pomeriggio di ieri a S. Vito di Leguzzano, nell'abitazione della famiglia del giovane, che sorge lungo una delle vie di accesso al paese. La vittima, che frequentava il primo anno di un istituto professionale di Schio, era tornata da poco da scuola. Nel momento della disgrazia lo studente era da solo, e nessuno ha assistito al gesto estremo, sulla cui ricostruzione i carabinieri hanno purtroppo pochi dubbi. Il fucile, che il padre deteneva regolarmente, è stato trovato a terra, vicino al corpo. Il botto tremendo ha messo in agitazione i famigliari, che sono accorsi immediatamente: trovando il ragazzo a terra, nel sangue. Hanno chiesto aiuto al 118, ma all'arrivo dell'ambulanza con il medico non c'era più nulla da fare. Poco dopo sono giunti anche i carabinieri della compagnia di Schio.
L'E-MAIL. In base a quanto è stato ricostruito, il giovane poco prima di togliersi la vita aveva scritto un'email ad un amico. «Mi sento tanto solo», gli avrebbe confidato. Una circostanza, per chi lo conosce, singolare, poiché il ragazzo aveva parecchi amici, che frequentava con assiduità. Evidentemente la sua era una sensazione interiore, la vicinanza fisica non era sufficiente. I militari hanno raccolto anche la testimonianza dell'amico, acquisendo il testo di quella breve missiva.
LA FAMIGLIA. I genitori e il fratello maggiore dello studente, che si sono trasferiti a S. Vito da qualche anno, dopo aver risieduto in un altro Comune della zona, sono conosciuti e stimati in paese come una famiglia laboriosa. Mamma e papà lavorano come operai. Sgomenti, e increduli ai carabinieri hanno spiegato di non aver mai immaginato che il figlio quindicenne stesse vivendo un periodo tanto buio. Il ragazzo, reduce da un insuccesso scolastico, viene descritto come un giovane davvero in gamba: simpatico, allegro, amante dello sport.
Il sindaco Antonio Dalle Rive, che si è detto «molto vicino alla famiglia in un momento di sofferenza e dolore che nessun genitore vorrebbe mai vivere», lo descrive - anch'egli incredulo - come un quindicenne sorridente. Cosa gli è successo ieri pomeriggio? Quale il motivo scatenante di un gesto così terribile?
LE IPOTESI. Al vaglio dei carabinieri del capitano Ferrari, che hanno subito informato la procura, ci sono varie ipotesi per cercare di spiegare la tragedia, anche se nessuno potrà mai sapere cosa è accaduto allo studente. Fra le tante, si fa largo la possibilità che il ragazzo abbia avuto una delusione d'amore, che sia stato respinto. Una circostanza che lo avrebbe spinto sul baratro.
(hanno collaborato Paolo Terragin e Bruno Cogo) Diego Neri
http://www.ilgiornaledivicenza.it/stories/Provincia/97701__si_uccide_a_15_anni_con_il_fucile_il_suo_addi
o_mi_sento_solo/

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10.09.2009
Muore bambino colpito da un fulmine durante una battuta di caccia nel Nisseno
Dodicenne investito da una saetta nelle campagne tra Caltanissetta e Riesi
CALTANISSETTA - Un bambino di 12 anni è morto dopo essere stato colpito da un fulmine nelle campagne tra Caltanissetta e Riesi. Il ragazzino, Giuseppe Vitale, aveva accompagnato due adulti in una battuta di caccia in contrada Besaro nei pressi della strada statale 626, al chilometro 17, quando è stato investito dalla saetta, durante un improvviso temporale. Sul posto si è intervenuto un mezzo dell'elisoccorso per trasportare Giuseppe all'ospedale Sant'Elia di Caltanissetta, ma per lui i medici non hanno potuto fare nulla: il potentissimo choc elettrico lo ha stroncato. Giuseppe Vitale era andato a caccia insieme ad uno zio e ad un'altra persona. Il padre, Paolo Vitale, ha un negozio di biciclette in via Vassalli a Caltanissetta.
http://www.informazione.it/z/1E748711-E426-451F-B6C4-A746A6D6628B/Muore-bambino-colpito-da-unfulmine-
Durante-una-battuta-di-caccia-nel-Nisseno

11.09.2009
Restituito ai familiari il corpo del bimbo ucciso da un fulmine
11 settembre 2009
E' stato restituito questa mattina ai familiari il corpo di Giuseppe Vitale, il dodicenne di Caltanissetta ucciso ieri pomeriggio da un fulmine mentre era a caccia con un amico. E' stata eseguita l'ispezione cadaverica, su disposizione della procura di Enna, competente per territorio, perché la tragedia è avvenuta vicino Pietraperzia. L'unica lesione sul corpo di Giuseppe Vitale è al piede sinistro da dove, si ipotizza, è entrata la scarica del fulmine pari a circa 20 mila volts. Tale potenza ha provocato l'arresto cardiaco immediato dovuto alla folgorazione. Sulla vicenda, comunque, è stata aperta un'inchiesta anche se essendo chiare le cause della morte la procura di Enna non ha disposto l'autopsia disponendo la restituzione ai familiari della salma.
Giuseppe Vitale, 12 anni, figlio di un commerciante di biciclette - il nonno aveva una storica officina di riparazione di biciclette nel centro della città - ieri poco dopo le 14 era uscito assieme alla zio e un amico di quest'ultimo per una battuta di caccia in contrada Besaro, tra Caltanissetta e Riesi. Il gruppo era in aperta campagna quando è stato sorpreso da un violento temporale. Il dodicenne ha cercato riparo vicino ad alcuni massi ma il rifugio gli è stato fatale in quanto ha attirato il fulmine. La zona impervia ha poi reso difficoltosi i soccorsi al punto che l'elicottero del "118" ha dovuto volteggiare per alcune decine di minuti prima di atterrare. Il ragazzino però era già morto e il suo corpo non aveva ustioni.
http://www.siciliainformazioni.com/giornale/cronacaregionale/63876/restituito-familiari-corpo-bimboucciso-
fulmine.htm

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BAMBINI USATI COME CANI DA CACCIATORI ITALIANI IN ALBANIA
Quasi non ci volevo credere.
Quando Aurel mi ha segnalato questo reportage di poche ore fa di Top Channel, una delle più importanti televisioni albanesi, mi sono detto che suvvia, non era possibile. D'altronde quella lingua non la comprendo affatto, magari chissà.
Ma è bastato qualche riscontro in più, qualche veloce ricerca, per capire ciò che sta accadendo in Albania. La stagione della Caccia è al suo apice, il parco della Divjaka richiama cacciatori da tutto il Paese, ma non solo.
Arrivano anche dall'Italia. Il volo per l'Albania è alla portata di tutti, veloce e conveniente. La mancanza di leggi e controlli, mixata alla ricchezza della fauna ["Caccia in Albania" - "Italcaccia"], si trasforma in qualcosa di particolarmente invitante per il patito della Doppietta. Ci sono persino società Italo-Albanesi che forniscono tutto il necessario, armi, albergo, trasporto e dritte sui luoghi più "caldi". Ed è qui che sgorga a fatica una storia di miseria e soprusi, che va immediatamente raccontata.

I cacciatori italiani che arrivano fin laggiù, alcuni almeno, utilizzano i bambini del posto come "Cani da caccia". Per terra un incredibile numero di Volatili. E a raccoglierli, come si vede dal video, dei bambini.
Caccia e sfruttamento di lavoro minorile, una sorta di "Picco Negativo", come si racconta nel servizio. I bambini "strisciano per terra", riordinano diligentemente le prede, dovrebbero "essere a scuola o a divertirsi", ma riescono ad eludere il controllo dei genitori.
E non è finita qui. La paga, in rarissimi casi, arriva ad 1 o 2 euro a battuta. Spesso basta una mela, un panino, ma questo solo per i più fortunati. Oppure, dopo una giornata di lavoro, un paio di Proiettili, così, per giocarci sù. Alcuni bambini, e qui il respiro s'interrompe, raccontano di avere subito anche delle molestie: i cacciatori per evitare di pagarli ed infastiditi dalle loro successive proteste, si sarebbero persino "Calati le Mutande", altri avrebbero invece preferito la via del bastone.
La giornalista si rivolge ad uno degli uccellatori. "Ma lo sa che tutto questo è proibito?". "Ah, non sapevo", la risposta seccata del Cacciatore Italiano.
In fin dei conti il nostro è il Paese che ha proposto in Parlamento di non negare a nessuno il diritto di tenere in mano un bel Fucile, nemmeno ai 16enni. E non solo: caccia tutto l'anno, abolizione delle specie protette, ricorso ai richiami vivi, possibilità di sparare un po' ovunque, insomma, la tipica avversione alle regole che caratterizza questo altissimo presente socio-politico. Fetida deregulation, ma ci si dovrà pur divertire, dirà qualcuno. Altrochè lotta al bracconaggio o tutela dell'ambiente, come lamentano quei bacchettoni della Lipu. Ecco, se la Vergogna non ci blocca in casa nostra, ci conosciamo, figuriamoci altrove.
Solo per correttezza d'informazione , NESSUN QUOTIDIANO ITALIANO HA RIPORTATO LA NOTIZIA , a parte "Repubblica" ( "Quei bambini usati come cani", il titolo dato dal giornale ).. ma
casualmente è sparito, almeno online, anche quello ..
http://nonleggerlo.blogspot.com/2009/12/scandalo-in-albania-italiani-utilizzano.html

 


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FATTI E MISFATTI CON ARMI DA CACCIA IN CUI SONO RIMASTI COINVOLTI BAMBINI

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FATTI E MISFATTI CON ARMI DA CACCIA IN CUI SONO RIMASTI COINVOLTI BAMBINI


Aggiornamento al 5 febbraio 2008.


(i dati qui raccolti da settembre 2004 costituiscono soltanto i casi di cui siamo venuti a
conoscenza tramite le nostre rassegne stampa – Si deduce quindi che i fatti qui riportati
costituiscano soltanto una parte di quanto accaduto)

- 5 febbraio 2008 Sonnino (Latina)
Anziano spara col fucile da caccia contro ragazzi che festeggiano il martedì
grasso
http://www.roma-citta.it/
Un anziano ha sparato colpi di fucile da caccia contro un gruppo di ragazzini dal balcone di
casa nella piazza centrale di Sonnino. L'uomo,  70 anni, era infastidito dagli schiamazzi dei
ragazzi che stavano festeggiando il martedì grasso. Tre giovani tra i 14 e i 16 anni sono
stati colpiti di striscio dai pallini, uno è stato ferito ad un occhio. L'uomo, il macellaio del
paese, è stato fermato. ---
- http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=18342&sez=HOME_ROMA
Rischia di perdere l'occhio il ragazzo colpito dallo "sparatore" di Sonnino
LATINA (6 febbraio) - Sono tuttora ricoverati all'ospedale Santa Maria Goretti di Latina
due dei ragazzi che ieri sono stati colpiti da alcuni colpi di fucile caricato a pallini esplosi
da un uomo di 70 anni, Ermanno Merluzzi, ex macellaio, infastidito dagli schiamazzi dei
giovani che festeggiavano il carnevale a Sonnino.
Uno dei due ragazzi, un 14enne, ferito gravemente all'occhio destro, è stato operato nella
tarda serata di ieri. Secondo quanto riferito dai medici dell'ospedale di Latina il pallino ha
quasi raggiunto il nervo ottico, il bulbo oculare risulta gravemente compromesso e il
giovane rischia di perdere l'occhio.
Sotto osservazione resta anche un'altra ragazzina, di 11 anni, colpita dai pallini alla testa
ma fuori pericolo dopo l'operazione. In buone condizioni un terzo ragazzo, di 17 anni, che
aveva riportato ferite più lievi al naso e su una mano. Il pensionato, in carcere con l'accusa
di tentato omicidio, è in attesa della convalida dell'arresto.
Nel pomeriggio di ieri l'uomo, infastidito dalle grida del gruppo di ragazzi che festeggiava il
carnevale ha imbracciato il suo fucile da caccia e sparato alcuni colpi dal balcone di casa,
in via Valleriani, nel centro storico del paese lepino. L'intenzione, come ha raccontato ai
carabinieri, era quella di sparare in aria, ma i colpi hanno invece raggiunto alcuni dei ragazzi
che giocavano sotto il palazzo. Il pensionato, che ha rischiato il linciaggio della folla che
aveva assistito alla scena, ieri è stato immediatamente portato alla stazione dei carabinieri
ed arrestato.
---

- 01/02/2008. Sicilia.
Festeggiamento con “botti” a Barcellona. Un arresto e quattordici denunce a
piede libero.
I Carabinieri di Barcellona Pozzo di Gotto hanno arrestato, con l’accusa di porto abusivo di
armi e violazione degli obblighi domiciliari, il sorvegliato speciale Carmelo D’Amico (nella
foto), 36 anni.
Denunciate a piede libero altre quattordici persone per omessa custodia di armi. I fatti
risalgono alla giornata di ieri (31.01.2008)allorquando, per festeggiare la chiusura della

stagione venatoria, trentatré persone (provenienti dalle province di Messina e Catania) si
sono riunite nel casolare di campagna di D’Arrigo; tra queste, comparivano molti
pregiudicati e diversi minori. Tra i soggetti identificati, anche un ex poliziotto.
Al termine del pranzo, la compagnia ha pensato di uscire all’esterno ed
utilizzare fucili da caccia e carabine (tutti regolarmente denunciati) per sparare
contro oggetti lanciati in aria. Alcuni vicini hanno, però, udito il baccano e,
impauriti, hanno chiamato i militari dell’Arma. Intervenuti sul posto, i
Carabinieri hanno sequestrato ben duemila bossoli di cartucce ed appurato
che alcuni dei pregiudicati presenti stavano insegnando a sparare ad alcuni
minori, tra i quali anche un bambino di otto anni. Da qui la denuncia per
omessa custodia di armi, mentre per il D’Amico sono scattate le manette.
http://www.tempostretto.it/8/index.php?location=articolo&id_articolo=4677
---

- 26.01.2008. Incidente caccia, muore a 14 anni
Toscana, il colpo di fucile e' stato esploso da un coetaneo
(ANSA) - MONTESPERTOLI (FIRENZE), 26 GEN - Un ragazzo di 14 anni e' morto a causa di
un colpo di fucile da caccia esploso da un suo coetaneo durante una battuta. E' accaduto
in un bosco di Montespertoli, dove il giovane si trovava con il padre e due amici. Tutti
sono originari di Scandicci (Firenze). Il colpo sarebbe partito in modo accidentale e il
ragazzo e' stato colpito all'inguine. Il fucile e' di proprieta' del genitore della vittima, che lo
aveva dato al giovane amico del figlio. (ANSA)

---

06-01-2008 Prata (Gr) - Raffica di pallini, salvi bimba e papà
Il Gazzettino, Pordenone
In attesa del pranzo stava giocando con la figlia nel cortile di casa e per poco non sono
stati entrambi impallinati da un cacciatore maldestro impegnato in una battuta contro i
volatili stanziali (la caccia alla lepre è chiusa da oltre due mesi). L'episodio, che avrebbe
potuto avere conseguenze molto gravi, è accaduto qualche giorno fa (è stato denunciato
ai Carabinieri di Prata giovedì scorso) in via Sagree, al civico 4, dove risiede
l'autoriparatore Luca Piccinin, titolare, assieme al padre, della "Pratauto" di via Gabbana
99.

«Mancavano pochi minuti a mezzogiorno - racconta Piccinin - e con mia figlia Irene di 4
anni aspettavo l'ora del pranzo, quando all'improvviso ho sentito due spari e subito dopo
una raffica di pallini si è abbattuta contro la mia Bmw, parcheggiata a un metro da dove mi
trovavo con mia figlia». Dunque, per un "pelo" come si dice, padre e figlia non sono stati
colpiti. E per documentare l'accaduto, Piccinin indica le scalfiture provocate dai pallini
vaganti sul cristallo anteriore e sulla carrozzaeria della macchina. «Non oso immaginare -
continua - cosa avrebbe potuto capitare a me, ma in particolare a Irene, se ci fossimo
trovati al posto dell'auto». Dopo un attimo di sbigottimento il meccanico pratese ha visto
il seguace di "Diana" dea della caccia e il suo cane dileguarsi nella campagna rettrostante
la zona industriale di Prata che confina con il Comune di Brugnera. «Non ho nulla contro chi
ama la caccia - conclude Luca Piccinin - ma certe regole (distanza dalle zone abitate, mai
sparare con il fucile rivolto verso le case e le strade) vanno rispettate». Quello successo a
Piccinin non è il primo caso che si verifica nella zona. Qualche anno fa, una raffica di pallini

fece scempio di diversi indumenti stesi ad assiugare in uno stendino e, anche in
quell'occasione, nel cortile stavano giocando alcuni bambini che, per fortuna, non subirono
spiacevoli conseguenze. Ma anche i cani da caccia non sono rimasti immuni da incidenti.
Nei pressi della centrale dell'Enel che si trova nella zona industriale, mentre rincasava con
il suo "padrone" da una battuta di caccia, un Setter rimase infatti vittima di un episodio
singolare. Messe le zampe nel sigillo in ghisa di un pozzetto rimase fulminato da una
scarica elettrica. Fatta una verifica, si scoprì che un cavo elettrico sfilacciatosi era venuto
a contatto con la copertura del pozzetto.Tornando a quest'ultimo episodio, i Carabinieri
stanno cercando di individuare il cacciatore. Spesso, dicono i residenti, si notano cacciatori
intenti a cacciare in zone abitate e poco distanti da strade intensamente trafficate.

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- 3 gennaio 2008. Avellino. Minaccia con il fucile il figlio: bloccato. “La Nazione”.

Si è barricato nella abitazione della madre, sequestrando il figlio di nove anni. Sotto la
minaccia di un fucile di caccia ha così minacciato di fare una pazzia.
È accaduto a Montecalvo Irpino. Il protagonista è Vincenzo Argese, 45 anni, ex operaio,
separato. Negli ultimi tempi è stato più volte sottoposto a trattamenti presso il servizio di
igiene mentale. Pare che alla base del suo clamoroso gesto ci sia stata la preoccupazione
di perdere la tutela del figlio. Dopo oltre un'ora di serrate trattative, i carabinieri di Ariano
sono riusciti ad entrare in casa e a bloccare l'uomo e a liberare il figlio. Agnese è stato
arrestato. 

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- 02.01.2007. BRINDISI. Un uomo ha sparato due colpi di fucile contro la moglie,
tutto questo davanti al figlio di dieci anni. La donna lo aveva lasciato il mese
scorso dopo anni di continui litigi. Con il pretesto degli auguri, l’uomo aveva avvicinato la
moglie e poco dopo ha imbracciato l'arma e ha fatto fuoco per due volte. Dopo aver ferito
la donna a un piede, l'uomo e' fuggito facendo perdere le proprie tracce. È stato poi
rintracciato dai carabinieri in un bar e arrestato. Il fatto e' avvenuto a Francavilla Fontana
nel brindisino. (ANSA)

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- 27.12.2007. Grosseto. 14/enne sorpreso dalla PP con il fucile carico in mano,
denunciato il padre.
La polizia provinciale e la Guardia ambientale venatoria di Grosseto hanno scoperto nella
campagna maremmana un ragazzino di soli 14 anni con il fucile carico in mano, mentre era
a caccia di uccellini protetti. Vicino a lui suo padre, che raccoglieva da terra la selvaggina.
Sequestrato il fucile. Pesante la posizione del padre che ha dato un'arma in mano ad un
minorenne.
http://www.nostalgiatoscana.it/newsite/index.php?option=com_content&task=view&id=
8250&Itemid=73

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- 26-11-2007. Arena - Vibo Valentia.

Bambino di 9 anni rischia occhio per fucilata. Era a caccia con adulti nel
Vibonese, ricoverato e operato.
(ANSA) - ARENA (VIBO VALENTIA), 26 OTT - Un bambino di 9 anni e' rimasto ferito
stasera da alcuni pallini sparati da un cacciatore durante una battuta Nel Vibonese. Il
piccolo rischia di perdere l'occhio destro. Il bambino era assieme ad alcuni cacciatori, tra i
quali un cugino, quando, per cause da accertare, e' stato ferito alla spalla destra ed
all'occhio dai pallini. Soccorso e portato nell'ospedale di Soriano, Giuseppe e' stato poi
trasferito a Vibo Valentia dove e' stato sottoposto ad intervento chirurgico. 

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- 07/10/2007.Introd (Ao) - Quindicenne ferito dal padre durante battuta. (ANSA)
- AOSTA, 7 OTT - Un ragazzo di 15 anni di Sarre, di cui non sono state ancora rese
note le generalità, è rimasto ferito questa mattina, intorno alle 8,20, durante una battuta
di caccia nei boschi di Les Combes, nel comune di Introd, da una rosa di pallini sparata dal
padre.
Il giovane, secondo le prime testimonianze, sarebbe finito sulla traiettoria del colpo
sparato dal genitore ad una preda, rimanendo colpito alla testa ad un braccio e ad una
spalla. Trasportato ad Aosta in elicottero, le sue condizioni non paiono gravi. Sul posto
stanno indagando i carabinieri di Saint-Pierre. Lo scorso anno, nella stessa zona che ha
ospitato per anni le vacanze del Papa, un cercatore di funghi di Aosta era stato impallinato
ad una spalla da un cacciatore. (ANSA). (Ansa, Valle D'Aosta, 07 Settembre 2007)
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- 09/09/2007. Urbania (PU) - Ragazzo si ferisce con fucile padre. E' successo ad
Urbania, e' stato salvato
ANSA) - PESARO, 9 SET - Voleva prendere in mano il fucile da caccia del padre, in casa ieri
non c'era nessuno e cosi' dall'armadietto dei fucili, ne ha preso uno.Un ragazzo, 12
anni di Urbania, ha caricato il fucile, ma gli e' partito un colpo, rimanendo colpito dalla
rosa di pallini che e' penetrata nell'addome, sfiorando il cuore. Soccorso dai genitori e'
stato trasportato all'ospedale di Urbino e poi, in eliambulanza, al Torrette di Ancona, dove
i medici hanno bloccato l'emorragia ed estratto tutti i pallini. (Ansa, 09 Settembre 2007).

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08-11-2007. Corriere di Novara. Fucilata colpisce un'auto: sfiorato il bambino a
bordo.
Novara - Un rumore forte, sordo, improvviso. E il finestrino posteriore dell’auto che va in
frantumi. Tragedia sfiorata di un soffio per una famiglia di Pernate la cui “Smart” è stata
centrata in pieno da un colpo, forse sparato dal fucile di un cacciatore. L’episodio, sul
quale sono in corso le indagini dopo la denuncia in Questura, è capitato lo scorso sabato
27 ottobre, sulla tangenziale di Novara nel tratto tra Trecate e lo svincolo per la Bicocca.
«Siamo davvero fortunati a poterlo raccontare. È stata un’esperienza terribile. Soprattutto
perché quel colpo solo per un miracolo non ha raggiunto nostro figlio, di 12 anni, che
stava seduto sul sedile posteriore e che fortunatamente ha riportato solo qualche piccolo
graffio. Non vogliamo neppure pensare a cosa sarebbe potuto accadere...» (...).
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- 18-10-2007. Radio TSN, Sondrio. 18enne di Samolaco si ferisce all'addome con
fucile del padre.
Un colpo di arma da fuoco ha squarciato il silenzio notturno, ieri, a Casenda nel territorio
comunale di Samolaco. Era l'ora di cena, poco dopo le 19, quando è risuonato nei boschi il
rumore di un colpo: a terra, ferito all'addome, un giovane 18enne del posto, Davide
Andreoli, che aveva sottratto il fucile da caccia al padre per andare a sparare qualche
colpo.
L'incidente è avvenuto a poche centinaia di metri dall'abitazione. Che cosa sia successo
nel tragitto percorso dal giovane, non è ancora chiaro: il colpo potrebbe essere partito
dopo che il giovane è scivolato o inciampato.
All'arrivo sul posto dell'ambulanza e dei CC di Chiavenna, il giovane era cosciente: i
soccorritori sono, infatti, riusciti a parlargli, escludendo che nell'incidente fossero coinvolti
terzi. Subito esclusa dagli uomini dell'Arma anche l'ipotesi che il giovane fosse
intenzionato a togliersi la vita. Il neomaggiorenne è stato trasportato all'ospedale di
Chiavenna per essere sottoposto a intervento chirurgico. La prognosi è riservata.

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- 4 settembre 2007. Pallini colpiscono la culla. E' avvenuto a Todi, su una casa in
collina. 
Il Messaggero.
Un paio di colpi secchi e una pioggia di pallini di piombo scende dal cielo e finisce nella
culla di Federico un bimbo di tre mesi e sulla testolina di Elisa la sorellina di due anni. E'
l'inizio della stagione di caccia e qualcuno, che cerca relax nell'Umbria cuore verde d'Italia,
se ne è dovuto accorgere così, con il pianto di una bimba spaventata da quella pioggia
insolita.

Fuga dalla capitale verso la casa del fine settimana sulle verdi colline umbre, in vocabolo
Callauzzo. Poi appare all'orizzonte una collina con tre antichi ruderi su un cocuzzolo al
confine tra la frazione di Pesciano, Comune di Todi, e Sismano, Comune di Avigliano,
addirittura sul limite tra le due province. Intorno tanto verde e boschetti a delimitare
sedici ettari di paradiso.

Vengono sempre qui un alto magistrato romano e sua moglie. Anni di lavori di
ristrutturazione e dieci anni di pace, grazie al fatto che quella zona di bosco era
classificata come Zrc, zona di ripopolamento e cattura. Adesso invece è diventato un
territorio a caccia programmata.

Ora quella collina, nei giorni di apertura alla caccia, viene addirittura accerchiata dai
cacciatori. Certo un decennio di riserva ha fatto sì che la zona ora sia ricchissima di
selvaggina, quindi buon terreno di caccia. Tanto che, raccontano i proprietari, famigliole di
fagiani arrivano quasi sulla porta dell'abitazione.

«Sembra la conquista della collinetta dell'isola di Iwo Jima – dicono i proprietari mostrando
i pallini raccolti tra i capelli e nella culla del bambino – siamo praticamente circondati ed il
piombo arriva da tutte le parti. Abbiamo chiamato anche i Carabinieri di Avigliano, i più
vicini, ma si sono dichiarati impotenti, secondo certi calcoli sulle distanze dei cacciatori.

Pensiamo con terrore a quando aprirà la caccia al cinghiale, ora, li vede, questi sono pallini
piccoli, ma lì sono pallettoni».

«Certo è che per noi è cambiata la vita - continuano marito e moglie - abbiamo tre figli con
cinque nipoti, Andrea di 5 anni, Giulio di 3 e i due piccolissimi che hanno preso il piombo in
testa e non è accettabile che rinuncino a venire nei fine settimana da Roma, salvo
decidere di rimanere chiusi dentro casa. Qui si viene per respirare aria buona ed il
vantaggio finisce se non si può mettere il naso fuori». E concludono: «Noi non vorremmo,
ovviamente lo diciamo metaforicamente, dover rispondere al fuoco nemico, ma vorremmo
solamente ritrovare la nostra pace con la soddisfazione anche dei cacciatori, ma questi
dovrebbero usare un po' più di buon senso e sparare con le spalle alle case. Lo dice la
legge».

A parte il caso limite di Todi però sembra che in queste due prime giornate di caccia tutto
sia filato abbastanza liscio. La conferma viene dalla Provincia di Perugia, con gli assessori
Massimo Buconi e Carlo Antonini, oltre che dal comando della Polizia provinciale.

Buconi spiega infatti che «questi due giorni hanno segnato una forte presenza di cacciatori
in appostamento, stimata in 33 mila circa, con problemi di ricerca di spazi per l'alta
concentrazione, anche se domenica pomeriggio è stato registrato un calo di presenze». Ed
ha aggiunto che «le condizioni del clima hanno favorito la permanenza di un buon numero
di tortore, meno di colombacci, ma i cacciatori in genere hanno portato a casa un buon
numero di capi in carniere». Un inizio «positivo e tranquillo», a giudizio di Buconi, anche
perché non sono stati segnalati incidenti e il numero di verbali per infrazioni è limitato a
poche decine di casi, «anche se i controlli sono stati molto elevati». Secondo l'assessore
alla gestione faunistica della Provincia, c'è anche da rilevare tra i fattori positivi il fatto che
i cacciatori hanno mostrato un generale rispetto per i proprietari dei fondi agricoli
«rimuovendo i capanni e le installazioni degli appostamenti alla fine della giornata».

L'assessore Carlo Antonini ha colto l'occasione per fornire un bilancio complessivo
dell'attività di sorveglianza venatoria compiuta dagli agenti della Polizia provinciale. «Nei
primi sei mesi di quest'anno gli agenti del corpo di polizia della Provincia di Perugia», che si
occupa anche «di controllo della caccia, di pesca, di maltrattamento di animali, di prelievi
selettivi del cinghiale», hanno contestato 61 infrazioni in materia di caccia e hanno
trasmesso 36 notizie di reato all'autorità giudiziaria in materia di caccia, uso di esche
avvelenate, maltrattamento di animali. Nel primo semestre del 2007 sono stati eseguiti
inoltre 292 interventi di prelievo selettivo di cinghiali. «L'intenso lavoro della Polizia
provinciale - afferma l'assessore Carlo Antonini - rappresenta un contributo alla legalità, a
dare ai cittadini la sensazione di vivere in un paese dove le leggi vengono rispettate».

E il comando della Polizia provinciale ha spiegato che nelle due giornate umbre di
preapertura della caccia, sabato e domenica, gli agenti hanno compiuto circa 700 controlli
nei confronti di cacciatori. Sono state fatte due denunce per infrazioni gravi: una relativa
all'abbattimento di una tortora dal collare, che è una specia protetta, un'altra relativa al
mancato rispetto della distanza di sparo da una casa. Poi altri verbali riguardano la
corrispondenza fra il numero dei capi in carniere e quelli segnati sul nuovo maxi-tesserino,
fonte di grattacapi per tanti cacciatori. Ci sono stati anche errori appunto di compilazione
del "tesserone".

Ma in complesso non ci sono stati incidenti di rilievo, la maggioranza dei cacciatori ha
rispettato le distanze tra i diversi appostamenti, da abitazioni e strade. Un segnale
incoraggiante. Anche se il caso isolato, segnalato da Todi, con la rosa di pallini finita su
una culla, indica che non bisogna abbassare i controlli e che serve sempre il massimo
senso di responsabilità da parte di tutti i cacciatori.

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- ANSA, 2 luglio 2007. Asti: dodicenne prende l'arma del padre, parte un
proiettile
Ragazzo colpito a morte mentre gioca con fucile.
(ANSA) - ASTI, 2 LUG - Un dodicenne e' morto questa mattina a Villafranca d'Asti mentre
giocava con il fucile da caccia del padre. Dall'arma e' partito un colpo che lo ha ucciso.
Sull'episodio stanno indagando i carabinieri. Il ragazzino, secondo le prime informazioni, era
sceso in tavernetta con un amico. In un armadio chiuso a chiave, il padre custodiva sei
fucili da caccia. Il ragazzo ne avrebbe preso uno per mostrarlo all'amico: il proiettile lo ha
raggiunto alla mandibola.

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- BRINDISI - 2 GENNAIO 2007. Un uomo ha sparato due colpi di fucile contro la
moglie, tutto questo davanti al figlio di dieci anni. La donna lo aveva lasciato il
mese scorso dopo anni di continui litigi. Con il pretesto degli auguri, l’uomo aveva
avvicinato la moglie e poco dopo ha imbracciato l'arma e ha fatto fuoco per due volte.
Dopo aver ferito la donna a un piede, l'uomo e' fuggito facendo perdere le proprie tracce.
È stato poi rintracciato dai carabinieri in un bar e arrestato. Il fatto e' avvenuto a
Francavilla Fontana, nel brindisino. (ANSA)

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- Sanremo News, 21 settembre 2006
Imperia: iniziata la caccia, sfiorata la tragedia a Prelà.
Solo il caso ha voluto che una bambina di otto anni non subisse ben più gravi
ferite, dopo essere stata colpita da un pallino esploso da un fucile da caccia,
durante la prima giornata della stagione venatoria. Il fatto si è verificato a Prelà,
nell'immediato entroterra di Imperia ed ha scatenato le polemiche dei residenti per gli
spari, troppo vicini ai paesi e alla case.

La piccola stava giocando insieme ad alcuni amici nella piazza del paese, verso le quattro
del pomeriggio. Gli spari si sentivano in lontananza ma un pallino, fortunatamente ormai
privo di forza, ha raggiunto il paese e la piazza. La piccola è stata colpita ma, a parte un
po' di spavento, non ha subito nessun danno fisico. Nel corso del tardo pomeriggio non ha
tardato, comunque, a montare la polemica dei residenti, che avevano più volte lamentato
l'eccessiva vicinanza degli spari.
Giovedì 21 Settembre 2006 ore 07:29

- Il Tempo, 18 settembre 2006. Incidente di caccia ferito un sedicenne.
LANCIANO - Un ragazzo di 16 anni è stato ricoverato ieri al Policlinico di Chieti, per le
ferite riportare in un incidente di caccia. Il giovane, V.D.L. le sue iniziali, è stato colpito
accidentalmente nelle campagne di Civitaluparella, il centro nel quale risiede. Le sue ferite
non sono gravissime: i pallini lo hanno raggiunto ad addome, gamba e spalla. I medici lo
hanno giudicato guaribile in 20 giorni disponendone il ricovero a Chirurgia, dove forse già
oggi dovrà essere sottoposto a un intervento per rimuovere i pallini. Il ragazzo, figlio di un
cacciatore, era col padre che lo aveva lasciato in un angolo raccomandandogli di restare
fermo, una cautela che non ha impedito che venisse raggiunto da una raffica di pallini,
sparata non si ancora da chi. Indagano i carabinieri di Quadri.
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- 24 agosto 2006- Un arresto per tentato pluriomicidio a Piazza Armerina. Piazza
Armerina 24/08/06 - Si è sfiorata una tragedia familiare di vaste proporzioni questo
pomeriggio in contrada Scarante, territorio di Piazza Armerina. Un insegnante del luogo
Massimo Lantieri di 48 anni, dopo avere avuto una discussione con la moglie, 35 anni,
circa l'affidamento del figlio di 9 anni, visto che i due si stavano separando;
probabilmente in un momento di forte tensione psicologica, ha preso il suo fucile calibro
12, regolarmente denunziato, ed ha sparato due colpi all'indirizzo della moglie.

La donna è stata ferita al capo, mentre il figlio si è trovato lungo la
traiettoria di uno dei due colpi ed è stato ferito alla gamba sinistra. Gli spari
hanno richiamato familiari e parenti, che hanno provveduto subito chiamare i soccorsi,
mentre il tentato omicida si allontanava portandosi dietro l'arma. La donna assieme al
figlio venivano trasferiti al pronto soccorso dell'ospedale Chiello di Piazza Armerina, dove
veniva medicati. Al bambino venivano tolti i pallini che aveva nella gamba e medicato,
mentre la donna veniva sottoposta ad una Tac, che accertava che alcuni pallini poteva
risultare pericolosi per cui veniva sottoposta ad intervento chirurgico, mentre agenti del
commissariato e carabinieri della compagnia andavano alla ricerca dell'insegnante
armerino. Gli agenti, coordinati dal dirigente dottor Cavalieri, riuscivano a rintracciarlo, a
disarmarlo ed a portarlo negli uffici del commissariato dove è stato interrogato e
arrestato.
Fonte: www.vivienna.it

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- 31/5/2006 CINGOLI: Ferito da un fucile per gioco. Alcuni adolescenti di Cingoli
(MC) si sono ritrovati lunedì a casa di un loro amico; annoiati si sono messi a giocare con
alcuni fucili da caccia che il padrone di casa custodiva in una stanza. Una di queste armi
era però ancora carica e così, mentre i ragazzi si divertivano a fingersi esperti cacciatori, è
partito accidentalmente un colpo. Un ragazzo di 17 anni è stato colpito ad un
piede ma le sue condizioni non sono gravi. Ora i genitori del ragazzo rischiano una
denuncia; bisogna infatti appurare se le armi erano tenute sotto chiave e come ha fatto a
partire quel colpo. Da www.bymarche.it

15-01-2006. Spara, sbaglia e ferisce il figlio.
Il Messaggero
Sermoneta (Latina) - Si è accasciato a terra e ha cominciato a urlare, il padre
per primo e gli altri amici che erano lì si sono immediatamente accorti che
era stato ferito. Un incidente di caccia, un colpo partito perché l'uomo è
stato "tradito" dal rumore e dal movimento dietro a dei cespugli, e che
fortunatamente non ha avuto gravi conseguenze. Di certo quella battuta per
portare a casa qualche tordo non la dimenticheranno Daniele Ruzza, 20 anni, e il papà che
gli ha sparato involontariamente. E' stato lui stesso a caricare in spalla il ragazzo ferito, a
chiedere aiuto agli altri cacciatori e quindi a chiamare il 118. Il ragazzo perdeva sangue e i
successivi accertamenti hanno verificato che i "pallini" della cartuccia da caccia l' hanno
raggiunto al collo, al torace, all'addome, alla mano e alla coscia sinistra. Poteva andare
molto peggio, non c'è dubbio, questa è la prima considerazione che hanno fatto già nella
zona di caccia i partecipanti alla battuta. Un'area di montagna in zona Furchiavecchia nei
pressi di Sermoneta, un luogo abitualmente frequentato dai cacciatori che approfittando
di belle giornate come quella di ieri escono per seguire la loro passione. Un'uscita che ha
rischiato di trasformarsi in tragedia, bastava che i pallini fossero sparati da più vicino e
arrivassero a organi vitali per trovarsi di fronte all'ennesimo episodio drammatico. Erano
circa le 10.30 quando è partito il colpo che ha raggiunto il giovane, subito dopo è stato
chiamato il 118 e dalla centrale dell'Ares di Latina è stata inviata un'eliambulanza che ha
trasportato il paziente all'ospedale "Santa Maria Goretti". Al dipartimento di emergenza i
sanitari hanno valutato la situazione e chiesto le consulenze di rito, il giovane parlava e le
condizioni generali erano buone ma le ferite erano diverse, c'era la necessità di
approfondire il caso. Nel pomeriggio di ieri, comunque, il ragazzo è stato sottoposto a un
intervento chirurgico perché parte dei pallini sono entrati nell'addome e quindi si doveva
valutare meglio la situazione. La prognosi era riservata, anche se il ragazzo non era in
pericolo di vita. Sull'episodio hanno comunque aperto un'indagine i carabinieri per
ricostruire meglio la dinamica dell'accaduto, anche se restano pochi dubbi sull'incidente.

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- 06/11/2005 - Grazzanise (Ce) - Il Mattino, Caserta. Ragazzo ferito da cacciatore
Era in località «Campestre» a Grazzanise con il padre quando un pallino da caccia lo ha
raggiunto ad un occhio provocandogli una ferita, per fortuna, non grave. Vittima
dell'incidente di caccia S. F. di 16 anni di Sant'Angelo in Formis è stato soccorso e
medicato in ospedale. Il padre ha presentato una denuncia ai carabinieri di S. Maria Capua
Vetere contro ignoti. Stando ad una prima ricostruzione il ragazzo era con il genitore
quando sarebbe stato improvvisamente raggiunto da uno o più pallini non diretti a lui e per
questo non tali da provocargli danni seri. Il ragazzo ferito non ha visto il cacciatore che ha
esploso il colpo di fucile.

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- 31 ottobre 2005- La Repubblica. Hanno bussato alla porta: "Dolcetto o scherzetto".
Ma lui ha usato il fucile da caccia I feriti hanno 14 anni: uno di loro rischia
l'occhio. Arrestato il pensionato Halloween, anziano spara gravi due ragazzini a Ivrea.
IVREA - Due ragazzini di 14 anni sono rimasti feriti gravemente stasera nel
torinese, durante i festeggiamenti di Halloween. Un anziano ha sparato contro di loro ed è

stato arrestato. L'episodio è avvenuto a Chiaverano, paese vicino a Ivrea, nel Canavese,
quando i due stavano andando di porta in porta per recitare la classica formula "dolcetto o
scherzetto". Secondo una prima ricostruzione, i ragazzini stavano bussando alle porte del
paese con altri tre o quattro amici, tutti vestiti in maschera. Giunti alla porta di Benito
Dabbelani di 70 anni, si sono visti rispondere a colpi di fucile da caccia. Almeno quattro
colpi ha esploso l'anziano. I due feriti sono stati trasportati all'ospedale di Ivrea e le loro
condizioni risultano serie. Sono stati colpiti al volto; uno di loro rischia di perdere un
occhio. L'anziano è stato arrestato dalla polizia con l'accusa di tentato omicidio. Dabbelani
vive solo; in paese dicono che spesso i ragazzini lo infastidivano, che era vittima frequente
di scherzi e dispetti. Anche stasera, il gruppo di ragazzini mascherati per la festa di
Halloween, prima di bussare alla porta dell'anziano, avevano lanciato alcuni petardi nel
cortile di casa. (31 ottobre 2005)
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- 15-05-2005. Maneggia il fucile di papà e uccide la mamma
Caserta - Maneggiando il fucile da caccia del padre, legalmente detenuto, un
ragazzo di 14 anni, di Santa Maria Capua Vetere, nel Casertano, ha ucciso la madre
con un colpo che ha raggiunto la donna, 40 anni, al petto, uccidendola sul colpo. Il
ragazzo. eludendo la sorveglianza della mamma, sarebbe riuscito a trovare le chiavi
dell'armadio in ferro dove il padre, così come previsto dalla legge, custodiva l'arma, e ha
cominciato a maneggiarla. È partito un colpo che ha raggiunto al cuore la donna. La
Provincia di Cremona

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- 15-01-2005. Il Giornale di Brescia. Sedicenne uccide la madre mentre gioca col
fucile,
AOSTA - È stata uccisa con un colpo di fucile partito da una doppietta che stava
armeggiando il figlio sedicenne. È accaduto ieri pomeriggio in una villetta in frazione Rapy
di Verrayes, piccolo paese a pochi chilometri da Saint Vincent. La vittima è Lorella Perrin,
di 40 anni, che è morta sul colpo dopo che il proiettile, entrato dalla spalla, le ha leso degli
organi vitali. In quel momento in casa non c'era il padre, Renzo Navillod, presidente della
sezione locale dei cacciatori. Secondo quanto hanno ricostruito i carabinieri, Renzo
Navillod sarebbe rincasato verso mezzogiorno dopo una battuta di caccia e avrebbe
consegnato il fucile (in casa ne ha parecchi) al figlio sedicenne, con il compito di riporlo. Il
ragazzo, invece di limitarsi a eseguire l'ordine, avrebbe armeggiato per alcuni minuti con
l'arma e a un tratto la madre, che passava per caso in quel posto, sarebbe stata raggiunta
dal proiettile partito accidentalmente dal grilletto azionato dal figlio.

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- 09-11-2004. Il Mattino di Padova. Pallini dei cacciatori sfiorano la comitiva di
bimbi
La polizia provinciale è intervenuta domenica alla fattoria didattica di Cervarese. Il gruppo
è andato via. Modica: «Non abbiamo riscontrato pericoli». (!!!!!!)
CERVARESE SANTA CROCE. I pallini dei fucili dei cacciatori, che cercavano di uccidere
tordi, cesene e allodole, continuavano a schizzare pericolosamente sopra i campi della
fattoria didattica «La Buona Terra», che si trova in via Repoise 73, prima di ricadere a

nemmeno trenta metri da un gruppo di 358 persone, tra cui tantissimi bambini, che
domenica mattina erano andati a visitare l'azienda agro-turistica, gestita da Luisa De
Marchi.

La comitiva ha preso un grande spavento e si è immediatamente allontanata dalle
vicinanze del capanno, dove erano appostati i cacciatori, che cercavano anche
d'impallinare le numerose lepri che correvano per i campi.

La titolare della fattoria, ormai esasperata da questa situazione, ha chiamato
immediatamente gli agenti della Polizia Provinciale, che sono intervenuti sul posto dopo
poco tempo. Non è la prima volta che i bambini in visita alla «Buona Terra» rischiano di
essere colpiti dalla rosa di pallini sparati dai fucili dei cacciatori, che hanno la possibilità,
per legge, di cacciare anche all'interno dell'azienda agri-turistica di proprietà di Luisa De
Marchi. Una caccia che continua, nei giorni stabiliti dal calendario venatorio regionale,
nonostante i mille tentativi che la signora De Marchi sta facendo da anni per convincere le
istituzioni ad abolire il permesso di caccia dalla sua fattoria didattica, frequentata da circa
5000 persone all'anno. «Ho spedito cinque lettere all'amministrazione provinciale ed alla
Regione - dice la titolare della fattoria di via Repoise - Sino ad oggi non ho ricevuto alcuna
risposta positiva. Intanto centinaia di persone, tra cui numerosi bambini, rischiano di
essere impallinati da cacciatori, che hanno la licenza di uccidere gli uccelli anche sui miei
campi. A questo punto non so più a chi rivolgermi. Perchè aspettare che ci scappi il
ferito?».

Immediata la risposta della polizia provinciale. «Appena siamo stati chiamati dai titolari
della "Buona Terra" siamo intervenuti - dice il comandante Nicola Modica - Abbiamo
effettuato un pattugliamento di perlustrazione e di controllo del territorio sia all'ora di
pranzo che nel pomeriggio. Abbiamo verificato che i colpi esplosi dai cacciatori dagli
appositi appostamenti non potevano assolutamente coinvolgere i visitatori della fattoria
didattica. In caso contrario li avremmo allontanati immediatamente. Per quanto riguarda le
azioni che la titolare dell'azienda agrituristica sta mettendo in atto per far abolire la caccia
dai suoi campi, questa è una cosa che non riguarda la polizia provinciale, ma soltanto
l'amministrazione provinciale, la Regione Veneto e l'Ambito di caccia di Cervarese.

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- 23-10-2004
Comunicato LAC-Veneto. Pallini da caccia in un campo da calcio frequentato da
bambini.
A SAN'ELENA DI SILEA ENNESIMA PIOGGIA DI PALLINI DA CACCIA IN UN CAMPO DA
CALCIO. UNA SIGNORA DENUNCIA LA PRESENZA DI CACCIATORI DENTRO IL PARCO
NATURALE DEL FIUME SILE.
Una agguerrita ed arrabbiatissima signora di Sant'Elena di Silea (TV), ha segnalato alla
LAC, Lega per l'Abolizione della caccia, che mercoledì scorso a Sant'Elena di Silea,
all'interno di un isolotto del Sile, ovvero in pieno territorio del Parco Naturale del Fiume
Sile, un cacciatore ha esploso ben tre colpi di fucile da caccia.

La signora, R.S. residente in via Papa Giovanni XXIII, ha riferito che ci sono stati anche
episodi che hanno visto delle cadute di pallini da caccia addirittura in un campo da calcio
vicino alla locale chiesa dove spesso si allenano i bambini delle scuole elementari e medie.

Si tratta di fatti gravissimi perché la caccia nei parchi regionali è sanzionata severamente
mentre è vietata nei pressi di aree adibite a sport ed attività ricreative.

La LAC domenica effettuerà un accurato sopralluogo anche nell'intento di verificare se
verranno ripetuti i gravi atti di violazione della legge sulla tutela della fauna selvatica e
sull'incolumità delle persone.

Andrea Zanoni della LAC ha commentato così l'accaduto: "Purtroppo sono molti i
cacciatori che approfittano della pressoché inesistenza di controlli da parte della vigilanza
all'interno del parco Naturale del Sile. Ogni attività non sottoposta a seri controlli di norma
degenera in atti di inciviltà e vandalismo, noi della LAC proprio per questo sosteniamo che
l'unica soluzione al grave problema della caccia sia la sua totale abolizione. Invitiamo tutti i
cittadini a segnalarci questi episodi al 347/9385856 o scrivendo a LAC via Bellucci, 16
Treviso".

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- 19-09-2004. Repubblica.it. Scambia il figlio dodicenne per un coniglio e lo
uccide.
Tragico incidente di caccia nella campagna vicino a Catania. L'uomo avrebbe scambiato il
ragazzino (12 anni) per un coniglio. Uccide il figlio per errore e si suicida con lo stesso
fucile

ZAFFERANA ETNEA (CATANIA) - Si è trasformata in dramma familiare una battuta di
caccia sulle pendici dell' Etna dove un uomo ha scambiato il figlio di 12 anni per un
coniglio e ha sparato contro una macchia mediterranea uccidendo il ragazzo. Accortosi
dell' accaduto l'uomo si è suicidato sparandosi due volte con la stessa arma contro l'
addome.

Scenario della tragedia è stata una campagna attigua a un casolare abbandonato di via
Diaz, una delle strade di periferia di Pisano. E' lì che Antonio Grasso, 38 anni, idraulico di
Zafferana Etnea, ha ucciso accidentalmente con il proprio fucile di caccia calibro 12 il figlio
Alfio, di 12 anni. Il colpo sparato da media distanza ha centrato alla testa il piccolo, che è
morto sul colpo.

Appena si è accorto della tragedia, Antonio Grasso, in preda alla disperazione, si è sparato
un colpo di fucile all' addome, ma è rimasto ferito di striscio. Ha ricaricato l'arma, l'ha
piazzata con il calcio per terra e gli si è scagliato contro: sono partiti due colpi in rapida
successione che gli hanno devastato lo stomaco, uccidendolo.

Alla tragedia ha assistito attonito e sotto choc un testimone: era un loro compagno di
caccia che ha tentato, senza riuscirci, di fermare l'uomo. Le sue dichiarazioni, rese ai
carabinieri di Giarre, che ha chiamato lui stesso con il telefonino, hanno trovato riscontro
nei primi accertamenti compiuti dal medico legale, il dottore Ragazzi.

Antonio Grasso, sposato, aveva un' altra figlia, di sette anni. La bambina, che era rimasta
a casa con la madre, non sa ancora quello che è accaduto. Sul luogo della tragedia è
presente un cognato dell'uomo, anche lui sotto choc. Grasso era conosciuto a Zafferana
Etna come "una persona per bene, irreprensibile, molto legato alla famiglia". Con il figlio
condivideva, tra l' altro, la passione per la caccia e insieme oggi pomeriggio, con un loro
amico, erano andati a fare una 'battuta' nonostante la pioggia intensa caduta nel
Catanese.

Secondo il sostituto procuratore Marisa Scavo "non ci sarebbero dubbi sulla dinamica" e
l'accaduto è da "ricondurre a una drammatica fatalità". Il magistrato ha disposto
l'autopsia.

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- 16-09-2004. Il Mattino di Padova. Pallini da caccia sui bambini
La titolare dell'azienda, Maria Dalla Francesca, torna a chiedere il divieto dell'attività
venatoria all'interno dell'area. I cacciatori sparano nel bosco della fattoria didattica di
Altaura. La struttura riceve visitatori tutto l'anno e ospita tanti animali
CASALE DI SCODOSIA. Pioggia di pallini contro gli studenti che stanno seguendo il
laboratorio sulle api nell'azienda agrituristica e biologica Altaura e Monte Ceva di Casale di
Scodosia. Un episodio che potrebbe ripetersi e avere anche conseguenze gravi. A
denunciare il fatto e a chiedere più attenzione per l'incolumità degli studenti è Maria Dalla
Francesca, proprietaria dell'azienda che svolge l'attività di «fattoria didattica». Siamo in
aperta campagna a due passi da villa Correr e il fondo rurale si estende per 26 ettari.
«Durante tutto l'anno l'azienda è visitata da bambini, ragazzi e adulti - dice la Dalla
Francesca - che seguono i laboratori all'aperto su api, siepi, fosso, bosco di pianura, insetti
e altri temi ancora».

L'area di Casale è ricca di fauna selvatica e sempre durante il periodo di caccia si creano
situazioni di grave pericolo. In un caso sono stati addirittura colpiti dei ragazzi con una
pioggia di pallini sparati da un cacciatore rimasto anonimo.

«E' evidente - dice la titolare della fattoria - la pericolosità della compresenza di cacciatori,
che lecitamente possono sparare ad animali presenti nelle siepi e nel bosco della fattoria,
durante la visita didattica dei giovani ospiti. L'importanza sociale della "fattoria didattica"
è ormai riconosciuta da diversi enti e per questo chiedo l'interdizione alla caccia per
l'incolumità pubblica nell'intera area di competenza della fattoria». La campagna
dell'azienda oggetto di studio è coltivata secondo il metodo dell'agricoltura biologica. I
fossi, le siepi e i campi costituiscono per gli animali selvatici un'oasi naturalistica, dove
però i cacciatori vanno a nozze. Per la gioia dei più piccoli nella fattoria si trovano le
casette per oche e galline e per i loro pulcini. E vicino alla piantagione di kiwi c'è il ricovero
per gli asini, le mucche, i conigli e le pecore. Un «paradiso» che mal convive con gli spari
dei cacciatori. Maria Dalla Francesca ha esternato la sua protesta alla Provincia, al sindaco
di Casale, alla questura e al prefetto. Gli enti dovrebbero darle ascolto. La pericolosità
della situazione è evidente.

MA FEDERCACCIA RACCOMANDA DI......

- Corriere Adriatico, 28 maggio 2005
IL VOLANTINO
«Non andate in vacanza a Ponza: i cacciatori fanno strage di uccelli» Volantini nelle scuole
che invitano a non andare in vacanza sull’isola di Ponza, perchè lì i cacciatori «uccidono
migliaia di uccelli», e anche tu «rischi la vita». Il presidente provinciale della
Federcaccia di Pesaro Urbino, Alberto Iacucci, ha denunciato la diffusione, davanti
alle scuole di Fano di volantini di questo tipo, stampati dall’Associazione
«CacciailCacciatore» di Torino. Iacucci accusa i depliant di diffondere falsità e
allarmismo, e si è rivolto al ministro dell’istruzione perchè intervenga. Uno dei fogli dice
che «a Ponza i cacciatori uccidono migliaia di uccelli rendendo l’isola un vero cimitero
infestato da trappole, reti, colpi di fucile che mettono a repentaglio l’incolumità dei
turisti». Informazioni «bugiarde e diffamatorie» secondo il presidente di Federcaccia, che
ribatte: «a Ponza le specie cacciabili sono 17 su circa 600, e gru, cicogna bianca e falco
pellegrino citati nel volantino non sono cacciabili». Ma Iacucci contesta anche i dati
elencati in un secondo volantino: «50 morti, uno ogni tre giorni, 94 feriti è il
tragico bilancio dell' ultima stagione di caccia». Numeri «assolutamente non
veritieri», a detta di Federcaccia. Che contro questo tentativo di «circuire i minori, davanti
alle scuole», ha chiesto l’ intervento del ministro Moratti e della presidenza nazionale di
Federcaccia, invitandoli a procedere legalmente contro l’ associazione torinese.
+
Il Messaggero - Pesaro - 28 maggio 2005

Denuncia di Iacucci per alcuni volantini “terroristici” diffusi a scuola: “Intervenga il
ministro”
“Ragazzi montati contro la caccia”
FANO - Sono stati diffusi in questi giorni in alcune scuole cittadine dei volantini contro la
caccia, dal tenore piuttosto intimidatorio: si enumerano dati impressionanti in merito al
bilancio degli infortunati nell'ultima stagione di caccia e si evidenziano slogan preoccupanti
del tipo "Il prossimo bersaglio puoi essere tu, mentre passeggi con tuo figlio!". "Si tratta
di un'azione vile, dal contenuto diffamatorio - ha reagito il presidente provinciale della
Federcaccia Alberto Iacucci - in quanto vengono pubblicati dati non corrispondenti al
vero e si ingigantisce ad arte un fenomeno dovuto a cause del tutto fortuite che, in realtà,
è molto ridotto”. Il volantino è firmato da un’associazione anticaccia di Torino e riporta
notizie non veritiere sulle possibilità di caccia a Ponza. “Non sono nemmeno da
paragonarsi gli incidenti di caccia al tragico bilancio degli incidenti stradali del sabato sera -
continua Iacucci -, nei confronti dei quali sembra che sia calata una sorta di fatalismo. Noi
della Federcaccia ci attiveremo sempre perché i giovani vadano a riposare
presto la sera e si sveglino presto al mattina, magari per andare a caccia;
correrebbero certamente meno rischi. Stigmatizziamo chi diffondendo tale
materiale, non fa altro che circuire i minori. Per questo abbiamo attivato la
Federcaccia nazionale perché inviti il Ministero della Pubblica Istruzione a perseguire
legalmente chi svolge tale campagna infamante. Invitiamo anche i presidi e il personale
della scuola a vigilare perché tali atti non si ripetano".

 


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Dati MINORI VITTIME- stagione venatoria 2007/2008

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MINORI VITTIME di ARMI da CACCIA

STAGIONE VENATORIA 2007-2008

Le RASSEGNE STAMPA da cui sono estratti e i DATI dal 1.09.2007 al 31.01.2008

I dati citati sono il frutto di rassegne stampa occasionali e non rappresentano quindi la globalità del fenomeno, pertanto si possono ritenere sottostimati.

Il criterio adottato: vittime (morti o feriti) per armi da caccia nei cinque mesi della stagione venatoria 2007-2008.

Dati totali (per le rassegne stampa e i dati totali clicca su questo LINK)

MORTI 30 di cui 1 MINORE - FERITI 79 di cui 3 MINORI

CACCIATORI 26 NON CACCIATORI 4   -   CACCIATORI 59 NON CACCIATORI 20

 

Mentre nell'arco dell'intero anno solare 2007 risultano: 47 MORTI (1 minore) e 81 FERITI per ARMI DA CACCIA

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Diffusione autorizzata citando la fonte: www.vittimedellacaccia.org

 

Legenda: §= MINORENNI morti , feriti o comunque coinvolti  in gravi fatti con armi da caccia


STAGIONE VENATORIA 2007/2008

le RASSEGNE STAMPA da cui sono estratti i DATI dei MINORI VITTIME

§ - 26-01-2008. Montespertoli (FI). MORTO N.C.- Incidente di caccia, muore14enne. Il colpo di fucile è stato esploso da un coetaneo durante una battuta di caccia con il padre e due amici. Il ragazzo è stato colpito all'inguine. Il fucile, di proprietà del genitore della vittima, lo aveva dato al giovane amico del figlio.

 

§ - 03/01/2008. Montecalvo Irpino (AV). MINACCIA ARMATA A MINORE. Minaccia con il fucile il figlio: Si è barricato nella abitazione della madre, sequestrando il figlio di nove anni. Sotto la minaccia di un fucile di caccia ha così minacciato di fare una pazzia.

 

§ - 26/11/2007. Arena (Vv) - FERITO N.C. Bambino di 9 anni e' stato FERITO alla spalla destra ed all'occhio dai pallini, rischia occhio per fucilata. Era a caccia con adulti nel Vibonese.


§ - 07/10/2007.Introd (Ao) - FERITO N.C. . Quindicenne FERITO alla testa, ad un braccio e ad una spalla dal padre durante battuta.

 

§ - 09/09/2007. Urbania (PU) - FERITO N.C. Ragazzo di 12 anni si FERISCE con fucile padre. Voleva prendere in mano il fucile da caccia del padre, ha caricato il fucile, ma gli e' partito un colpo, rimanendo colpito dalla rosa di pallini che e' penetrata nell'addome, sfiorando il cuore.

 

 

§ - 02/09/2007.Todi (Pg) Callauzzo –DISTANZE. Pallini colpiscono la culla. E’ avvenuto a Todi, su una casa in collina, una pioggia di pallini di piombo scende dal cielo e finisce nella culla di Federico un bimbo di tre mesi e sulla testolina di Elisa la sorellina di due anni.

 

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ASSOCIAZIONE VITTIME DELLA CACCIA

 


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Bambini armati, bambini cacciati, bambini violati

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BAMBINI A CACCIA

L'esercizio della caccia è vietato ai minori di 18 anni, ma non esiste di fatto una norma a tutela dei bambini condotti a caccia dal padre o dai parenti irresponsabili.
Ogni anno non mancano i casi di bambini feriti o uccisi dalle armi dei cacciatori, mentre li accompagnano nelle battute o per omessa custodia delle armi da caccia.

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GRUPPO DI STUDIO SULLE TRADIZIONI VIOLENTE (Visita il sito)

Numerose ricerche testimoniano che i bambini e gli adolescenti crudeli verso gli animali hanno una maggiore probabilità di manifestare in età adulta comportamenti violenti e antisociali generalizzati e ripetuti.
Le mostre venatorie aperte alle famiglie e i programmi "didattici" dei cacciatori, spesso portati avanti con i finanziamenti pubblici, promuovono attività che provocano morte e sofferenza psicologica e fisica evidente agli animali. Rischiano quindi di danneggiare la naturale empatia del bambino impedendogli di riconoscere i segnali di sofferenza e dolore di altri esseri viventi. Il Gruppo di Studio è formato da educatori, pedagogisti, psicologi, avvocati e ricercatori che lavorano anche a programmi terapeutici.

 

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CRONACHE DI ORDINARIA FOLLIA - BAMBINI E ARMI

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07-02-2010

Ragazzo si toglie la vita: suicidio annunciato su Facebook

A Ponte di Piave Andrea Parpinello, giovane 17enne, si è tolto la vita con un colpo di fucile. Ha programmato tutto nei minimi dettagli, un progetto che aveva pianificato da tempo e che aveva annunciato su Facebook aderendo a un Gruppo il 29 Gennaio 2010. Ma nessuno se ne era accorto, nessuno si era allarmato, nessuno lo aveva segnalato ai genitori, nessuno lo aveva preso sul serio. Secondo fonti vicine alla famiglia, non c’erano problemi rilevanti nella vita di Andrea che lo avrebbero portato al suicidio. Semplicemente non ce la faceva più. Ha atteso di essere solo in casa per togliersi la vita, per farla finita una volta per tutte. Ha lasciato anche un biglietto dove spiegava alla famiglia che non riusciva più a vivere e che il suicidio, dunque, era inevitabile.

Una scena alla quale la famiglia non avrebbe mai voluto assistere perchè, in fondo, nessuno se lo aspettava. Non era depresso. Andrea era uno studente modello, aveva degli ottimi voti e conduceva una vita normale. La madre lavora nel salone di parrucchiera in via Manin a Oderzo, mentre il padre è uno dei tecnici del Consorzio di Bonifica Sinistra Piave. Aveva due sorelle, entrambe studentesse. L’arma del delitto è un fucile da caccia del padre, regolarmente denunciato. Ma non è bastato essere in regola con la Legge che Andrea lo ha portato con sè in camera e lo ha azionato. Non si sa neppure per quanto tempo sia rimasto nel suo letto, morto. E’ il padre, rincasato dal lavoro, a scoprire poi il cadavere sul letto e a chiedere aiuto. Inutile ogni tentativo di soccorso: Andrea era già morto, da qualche ora. Sulla tragedia indagano i carabinieri di Ponte di Piave. Alla famiglia, ai parenti, ai conoscenti e agli amici non resta che l’amaro in bocca, per una morte che poteva essere evitata e che nessuno riesce a spiegarsi.

Da questo terribile fatto di cronaca, evince un problema che attanaglia non solo l’Italia ma anche tutto il Mondo: negli ultimi anni i ragazzi tendono sempre più a chiudersi, a confidare i propri problemi all’interno di Social Network come Facebook, magari iscrivendosi a Gruppi che istigano al suicidio o alla violenza. Bandita ogni forma di confidenza o sfogo con amici e soprattutto con i genitori. Un trend in crescita che potrebbe rivelarsi molto pericoloso: la fine del dialogo, la fine di un confronto costruttivo nella nostra società. Società più aperta invece ai progressi tecnologici e al boom di “Facebook”. Ma poi viene da chiedersi: perchè i ragazzi oggigiorno dicono sempre di essere poco felici o delusi dalla vita? E, quindi, perchè Andrea si è tolto la vita? C’è in giro un pericoloso “male di vivere”? Fabio Giuffrida

Fonte:http://periodicoitaliano.info/2010/02/07/ragazzo-si-toglie-la-vita-suicidio-annunciato-su-facebook/

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20.01.2010
Sedicenne gambizzato nel Reggino con fucilata a pallini.
Il presente documento o parte di esso è liberamente utilizzabile citandone la fonte:
(ANSA) - BIVONGI (REGGIO CALABRIA), 20 GEN - Un sedicenne, G.G., e' stato gambizzato ieri notte a Bivongi, nel Reggino, con un colpo di fucile caricato a pallini.Il ragazzo era in compagnia di alcuni amici quando un uomo col volto coperto da un casco da motociclista giunto a bordo di uno scooter guidato da un complice gli ha sparato raggiungendolo alla coscia destra. Secondo le prime indagini dei Cc,il gesto nonsarebbe da collegare alla criminalita' organizzata. Si sta indagando nella vita privata del ragazzo.
http://www.giornaledibrescia.it/Ansa/496491.html?idansa=37620

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19.12.2009
Lecco, cacciatore di 14 di anni muore per un colpo accidentale
A dare l’allarme è stato il ritorno solitario del cane, insolitamente agitato
Un ragazzo di soli 14 anni è morto per un colpo di fucile, vittima di quello che viene descritto come un incidente di caccia avvenuto nei boschi sopra l’abitato di Olginate, centro della provincia di Lecco. Il giovane, residente in paese, in base a una prima ricostruzione dell’accaduto avrebbe imbracciato il fucile per andare nei boschi. Lì sarebbe rimasto vittima di un incidente, forse a causa di una caduta, complice la nevicata in tutta la zona con rigide temperature che hanno generato una patina di ghiaccio.
A dare l’allarme è stato il ritorno solitario del cane, insolitamente agitato. L’adolescente, cercato prima in paese e poi nei boschi, è stato trovato esanime da un famigliare che lo ha poi trasportato a valle, fino a una zona raggiungibile dalle ambulanze. Nonostante i disperati tentativi dei medici, il quattordicenne è morto.
Sono in corso indagini per stabilire l’esatta dinamica e la causa dell’accaduto.
(19 dicembre 2009)

 

(ANSA) – LECCO, 20 DIC – E’ stato denunciato a piede libero il nonno del ragazzo morto ieri durante una battuta di caccia nei boschi sulle colline di Lecco.
Il ragazzino,di Olginate (Lecco),aveva imbracciato il fucile calibro 28 di un familiare, rimanendo poi vittima di una probabile caduta, complice la neve, durante la quale e’ partito il colpo fatale che lo ha centrato al volto. L’uomo, 80enne, e’ stato denunciato per omessa custodia e possesso illegale di armi.Il ragazzo domani avrebbe compiuto 15 anni.

http://milano.repubblica.it/dettaglio/Un-colpo-accidentaleuccide-baby-cacciatore/1809339

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23.10.2009
Si uccide a 15 anni con il fucile.

Il suo addio: «Mi sento solo»
S. VITO DI LEGUZZANO. La tragedia si è consumata nell'abitazione al rientro dalle lezioni. Indagini dei carabinieri. Lo studente poco prima in un'e-mail ad un amico aveva comunicato il proprio disagio. Bravo a scuola, stimato dai genitori. All'origine forse una delusione d'amore.
È rientrato a casa da scuola con la morte nel cuore. Con la lucidità della disperazione, ha aperto l'armadio, ha preso dalla rastrelliera il fucile da caccia del padre, se lo è appoggiato sul petto e ha fatto fuoco. Vani i soccorsi. Il giovane, 15 anni, è morto praticamente sul colpo.
IN CASA. La tragedia è avvenuta nel primo pomeriggio di ieri a S. Vito di Leguzzano, nell'abitazione della famiglia del giovane, che sorge lungo una delle vie di accesso al paese. La vittima, che frequentava il primo anno di un istituto professionale di Schio, era tornata da poco da scuola. Nel momento della disgrazia lo studente era da solo, e nessuno ha assistito al gesto estremo, sulla cui ricostruzione i carabinieri hanno purtroppo pochi dubbi. Il fucile, che il padre deteneva regolarmente, è stato trovato a terra, vicino al corpo. Il botto tremendo ha messo in agitazione i famigliari, che sono accorsi immediatamente: trovando il ragazzo a terra, nel sangue. Hanno chiesto aiuto al 118, ma all'arrivo dell'ambulanza con il medico non c'era più nulla da fare. Poco dopo sono giunti anche i carabinieri della compagnia di Schio.
L'E-MAIL. In base a quanto è stato ricostruito, il giovane poco prima di togliersi la vita aveva scritto un'email ad un amico. «Mi sento tanto solo», gli avrebbe confidato. Una circostanza, per chi lo conosce, singolare, poiché il ragazzo aveva parecchi amici, che frequentava con assiduità. Evidentemente la sua era una sensazione interiore, la vicinanza fisica non era sufficiente. I militari hanno raccolto anche la testimonianza dell'amico, acquisendo il testo di quella breve missiva.
LA FAMIGLIA. I genitori e il fratello maggiore dello studente, che si sono trasferiti a S. Vito da qualche anno, dopo aver risieduto in un altro Comune della zona, sono conosciuti e stimati in paese come una famiglia laboriosa. Mamma e papà lavorano come operai. Sgomenti, e increduli ai carabinieri hanno spiegato di non aver mai immaginato che il figlio quindicenne stesse vivendo un periodo tanto buio. Il ragazzo, reduce da un insuccesso scolastico, viene descritto come un giovane davvero in gamba: simpatico, allegro, amante
dello sport.
Il sindaco Antonio Dalle Rive, che si è detto «molto vicino alla famiglia in un momento di sofferenza edolore che nessun genitore vorrebbe mai vivere», lo descrive - anch'egli incredulo - come un quindicenne sorridente. Cosa gli è successo ieri pomeriggio? Quale il motivo scatenante di un gesto così terribile?
LE IPOTESI. Al vaglio dei carabinieri del capitano Ferrari, che hanno subito informato la procura, ci sono varie ipotesi per cercare di spiegare la tragedia, anche se nessuno potrà mai sapere cosa è accaduto allo studente. Fra le tante, si fa largo la possibilità che il ragazzo abbia avuto una delusione d'amore, che sia stato respinto. Una circostanza che lo avrebbe spinto sul baratro.
(hanno collaborato Paolo Terragin e Bruno Cogo)
Diego Neri
http://www.ilgiornaledivicenza.it/stories/Provincia/97701__si_uccide_a_15_anni_con_il_fucile_il_suo_addi
o_mi_sento_solo/

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09/09/2009-Foligno:MUORE SEDICENNE PER UN COLPO DI FUCILE

La tragedia di Campello sul Clitunno -Cronaca -  di Pamela Saracini
Un vero e proprio dramma quello che si è consumato questa mattina all’ospedale San Giovanni Battista di Foligno. Una ragazzina di appena 16 anni, residente a Campello sul Clitunno, è deceduta intorno alle 9 in seguito ad un colpo di fucile da caccia che gli aveva procurato un arresto cardiaco e profonde ferite al corpo.
La giovanissima si era ricoverata al nosocomio folignate in gravissime condizioni nella tarda serata di ieri, intorno alle ore 22.
In ospedale era stata immediatamente sottoposta ad un intervento chirurgico urgente ed estremamente delicato, che, a quanto pare, era perfettamente riuscito.
Ma in seguito, durante la notte, le sue condizioni sono peggiorate. Purtroppo la gravità delle ferite riportate non ha permesso ai medici di salvarla.
La famiglia della ragazza era molto conosciuta nel piccolo centro di Campello sul Clitunno e la notizia, che si è rapidamente diffusa tra la popolazione, ha gettato nello scoramento e nel lutto un intero paese.
La ragazza era un'appassionata di tiro a volo e deteneva regolarmente le sue armi, anche se queste erano state debitamente registrate a nome del padre vista la sua minore età.
Il presente documento o parte di esso è liberamente utilizzabile citandone la fonte:
Di questo dramma e della vita di una sedicenne non rimangono che alcune indiscrezioni che raccontano di come ultimamente la giovane sarebbe caduta in depressione a causa degli esami di riparazione.
Questa circostanza potrebbe far ipotizzare un tragico gesto estremo compiuto dalla stessa ragazza.
http://www.newgol.com/articolo_foligno_2009set09_00008496.html

+

Spoleto - E’ DECEDUTA LA STUDENTE SPOLETINA RIMASTA VITTIMA DI UN COLPO DI FUCILE. INSPIEGABILI ANCORA LE CAUSE
Non ce l’ha fatta. La 16enne rimasta vittima ieri sera di un colpo partito da un fucile da caccia, è spirata poco dopo le 9 di questa mattina. La tragica notizia viene confermata in questi minuti dai sanitari del nosocomio di Foligno dove la ragazzina era stata ricoverata in gravissime condizioni. Al pronto soccorso folignate era giunta in arresto cardiaco ma i medici erano riusciti a rianimarla. Nella notte la decisione di procedere ad un delicato intervento chirurgico che, tecnicamente, sembrava fosse riuscito, lasciando così qualche flebile speranza ai sanitari. Coscienti però che le sue condizioni restavano comunque disperate a causa delle profonde ferite causate dallo sparo del fucile calibro 12. Inspiegabili al momento la dinamica dello sparo,
sulla quale stanno lavorando i carabinieri della Compagnia di Spoleto, coordinati dal capitano Pasquale Megna che non ha voluto rilasciare alcuna dichiarazione sulla vicenda. Rimangono quindi aperte tutte le piste inclusa quella di un incidente. La studentessa, appassionata di sport, ha preso di certo il fucile, legalmente detenuto dal padre. Come è certo che al momento dello sparo si trovasse da sola in una stanza dell’abitazione che si trova nel comprensorio spoletino. La fucilata aveva richiamato l'attenzione dei famigliari che avevano così chiamato l'ambulanza.
La notizia dell'incidente sta facendo il giro della città dove la famiglia è molto conosciuta e stimata. Come lo era anche la giovanissima per i suoi meriti sportivi e la sua simpatia. Ieri, stando alle testimonianze di alcuni compagni di scuola, era stata vista a passeggio con un'amica per la Fiera di Loreto. Sorridente come sempre.
Dunque nessun problema, di alcun tipo. Una situazione dunque che sembra avvalorare l'ipotesi che a stroncare la vita della ragazzina sia stato un tragico incidente. Solo l'autopsia, disposta dall'autorità giudiziaria, e le indagini dei militari chiariranno realmente le cause del decesso.
http://www.tuttoggi.info/articolo-17496.php

 

 


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