Associazione Vittime della caccia

organizzazione di volontariato senza fine di lucro ai sensi della Legge 266-91

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News Caccia

20.01- STOP CACCIA A TORDO B.,CESENA E BECCACCIA

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BLOCCO ALLA CACCIA DI ALCUNE SPECIE DI UCCELLI SELVATICI

Dal 20 gennaio non sarà più possibile cacciare il tordo bottaccio, la cesena e la beccaccia in tutto il territorio nazionale.

Il Consiglio dei Ministri ha deliberato l’esercizio del potere sostitutivo previsto dall’articolo 8, comma 4, della legge 5 giugno 2003, n. 131, nei confronti delle regioni Liguria, Toscana, Umbria, Friuli-Venezia Giulia, Veneto, Marche su proposta del Ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, disponendo la modifica dei calendari venatori e quindi la chiusura della caccia per le suddette specie.

Il Ministero dell’ambiente ha già da tempo sollecitato le regioni ad adeguarsi ai tempi richiesti dall’Unione europea ma non tutte le regioni hanno dato seguito al sollecito.

La Commissione europea ha infatti contestato la violazione della direttiva 2009/147/CE in materia di conservazione degli uccelli selvatici, che vieta la caccia nei periodi di nidificazione e riproduzione.

Tenuto conto che già nella seconda decade di gennaio è in corso la cosiddetta “migrazione pre-nuziale” che precede la nidificazione e considerato che in numerose regioni italiane risulta a tutt’oggi possibile cacciare queste specie migratrici fino al 31 gennaio.

 


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Cs.Cronache di vittime annunciate. 113 vittime in circa 46 giorni effettivi di caccia

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COMUNICATO STAMPA - Associazione Vittime della caccia 26.12.2012

Cronache di vittime annunciate. Altro grave incidente di caccia a Rocca Di Papa (RM)

nel Parco regionale dei Castelli Romani.

Ass.Vittime della caccia: 113 vittime in circa 46 giorni effettivi di caccia.

Ai Pratoni del Vivaro un altro cacciatore vittima del fuoco amico. E' del 24 dicembre la notizia di un altro cacciatore colpito in pieno petto con un fucile a pallettoni dal suo compagno di battuta e pare versi in gravissime condizioni.
E' la seconda persona impallinata all'interno dell'area protetta del Parco dei Castelli Romani, dopo  l'uccisione di un altro cacciatore avvenuta nel dicembre del 2009.
Il grave episodio, l'ennesimo, accaduto in zone assolutamente vietate alla caccia, è l'epilogo già annunciato dalla stessa Associazione Vittime della caccia che già dal 2008 chiedeva ai sindaci di Rocca di Papa e Artena controlli assidui nella zona o un provvedimento urgente, quale una ordinanza di divieto della caccia, per far cessare e prevenire i sistematici episodi denunciati dai cittadini di Pratoni del Vivaro a causa di una caccia selvaggia in area protetta e a ridosso delle abitazioni.

Nessuno di competenza, nonostante il fascicolo di testimonianze dei cittadini e le denunce prodotte, si è di fatto assunto la responsabilità di emanare un atto restrittivo di questa attività armata e incontrollata e questi sono i risultati! Neppure la richiesta in Prefettura ha sortito l'effetto sperato, dunque quelle accadute sono tragedie annunciate ma a cui non è stata data adeguata attenzione".

Ancora un fattaccio di cronaca nera che ripropone drammaticamente l'adozione urgente di interventi risolutivi, tanto più che sotto il fuoco delle doppiette da anni sono costretti a sottostare i residenti del Consorzio Colli del Vivaro e che i controlli in tutta la zona si sono evidentemente rivelati inefficaci o talmente scarsi da incoraggiare impunemente i cacciatori di frodo.

"In tutta l'area deve essere vietata la caccia in modo esplicito e circoscritto, ed è per questo che del problema investiremo ancora una volta la Prefettura e i Sindaci di Artena e Rocca Di Papa affinché intervengano a tutela delle persone che vivono e frequentano il Parco regionale dei Castelli Romani e le zone circostanti" dichiara Daniela Casprini, Presidente dell'Associazione Vittime della Caccia che precisa " a loro chiediamo da quattro anni misure eccezionali contro la caccia per tutelare la vita, la sicurezza e la quiete degli abitanti dei Pratoni del Vivaro e il rigoroso rispetto delle leggi a tutela della fauna selvatica".

"Da quattro anni denunciamo questi abusi in nome e per conto degli abitanti della zona per riportare la legalità, ovvero l'applicazione di norme scontate, sia per legge che per buon senso: quanti altri fatti di sangue dobbiamo contare prima di vedere accolte queste sacrosante richieste?" conclude Daniela Casprini.

Con questo fatto i dati raccolti dall'Associazione Vittime della caccia sulle vittime da armi da caccia e cacciatori, risultano:

In totale dal 1 settembre al 25 dicembre 2012 (circa 46 giorni effettivi di caccia)

25 MORTI e 88 FERITI = 113 VITTIME in totale

Di cui:
26 VITTIME tra la GENTE COMUNE (7 MORTI e 19 FERITI)

tra questi 9 i MINORI VITTIME: 5 MORTI e 4 FERITI

e 87 tra i CACCIATORI (18 MORTI e 69 FERITI)

La pubblicazione dei dati raccolti dall'Associazione Vittime della caccia, implica obbigatoriamente la citazione della fonte stessa. Grazie

L'Associazione Vittime della caccia esclude casi di vittime per cadute, infarti o incidenti di altra natura che non siano le armi da caccia. Sono esclusi casi di suicidio con armi da caccia, salvo se trattasi di minori di età.

 

Ufficio stampa Associazione vittime della caccia -  < Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. >


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PREAPERTURE CACCIA 2012: COSA SI DICE, SI URLA O SI BISBIGLIA IN GIRO

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PREAPERTURE CACCIA 2012: COSA SI DICE, SI URLA O SI BISBIGLIA

 

Caccia: al via preapertura. Clini, non la condivido.

Wwf annuncia nuovi ricorsi. Arcicaccia, 'no strumentalizzazioni'

ROMA - L'intervento delle istituzioni per rinviare la caccia, invocato con vigore dagli animalisti, non e' arrivato, e cosi' nel weekend le doppiette si apprestano a sparare in gran parte d'Italia. La stagione venatoria partira' ufficialmente il 16 settembre ma da domani inizia la preapertura, su cui il ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, si esprime in toni negativi. ''Autorizzare l'apertura della caccia anticipata, in deroga al calendario venatorio e nonostante il parere contrario dell'Ispra, come e' stato fatto da alcune Regioni, e' una scelta che non condivido'', dice Clini, aggiungendo di star ''valutando la possibilita' di introdurre norme che evitino in futuro questa pratica non sostenibile''. ...LEGGI TUTTO ALLA FONTE... A rispondere e' l'Arcicaccia, che dice basta alle ''strumentalizzazioni'' della siccita'. ''L'Ispra nelle sue carte ha spiegato che la sospensiva valeva alle condizioni climatiche date: domani ci sarà pioggia'', rileva il presidente dell'associazione venatoria, Osvaldo Veneziano, secondo cui, sulla caccia, ''in Italia siamo in rissa permanente, e gran parte della responsabilita' ce l'ha la politica''. ... ansa.it

BARDELLI (MIPAAF): REGIONI SFRONTATE SU APERTURA CACCIA

“La sfrontatezza istituzionale di quasi tutte le Regioni in materia di caccia è senza limiti. A questo punto serve davvero uno strumento legislativo forte in grado di fermare il far west della caccia in Italia”, per “ridarle dignità agli occhi di tutti gli italiani”. Lo afferma Gianluca Bardelli, membro del Comitato tecnico faunistico venatorio nazionale del ministero dell’Agricoltura, che dice “basta con la strumentalizzazione politica della caccia per piccoli interessi elettorali locali” e “basta soprattutto con tiepide proposte e pregevoli appelli”.

La tutela dell’ambiente è competenza esclusiva dello stato secondo quanto previsto dalla Costituzione e questo è un principio che deve valere anche per la fauna selvatica oggetto di prelievo venatorio”, rileva Bardelli. “Se la fauna è in pericolo lo Stato ha il diritto/dovere di intervenire nell’interesse di tutta la comunità nazionale. In questo caso la definizione dei calendari venatori, materia di competenza regionale, passa in secondo piano”.

“Chi furbescamente ha voluto ignorare questo semplice ma chiaro principio probabilmente molto presto ne dovrà rispondere in sede politica e forse anche giudiziaria”, prosegue Bardelli.

“Non è infatti la prima volta che la giustizia amministrativa e quella comunitaria puniscono con forti sanzioni comportamenti scorretti delle regioni in materia venatoria con un danno immenso di immagine per il nostro Paese”. Fonte: foglioverde.com(immagine: la dignità della caccia - AVC)

Cacciatori da cacciare

31.08.2012 - di Andrea Chiarini - Le richieste delle associazioni ambientaliste sono cadute nel vuoto. Si riapre la stagione di caccia a Bologna. Lo annuncia la Provincia, che precisa: “Al momento non si segnalano disagi della fauna legati alla siccità”.  Anzi, visto che “attualmente non sussiste una condizione di emergenza ed è già in corso il cambiamento della situazione meteorologica, al momento non vengono disposte limitazioni o sospensioni della caccia”. Forse hanno fatto un sondaggio tra gli animali per sapere come hanno passato l’estate? Come sta? Bene grazie, non sono morto di sete, ora potete spararmi. La lobby delle doppiette ha prevalso sul buon senso, come spesso accade. Ogni giorno assessori e agricoltori lamentano danni milionari nelle nostre campagne a causa della siccità,  ma se si tratta di accontentare i cacciatori va tutto bene.  Sono voti, prima che animali impallinati.
Secondo il calendario provinciale, dunque, “prende regolarmente avvio la stagione venatoria che, sino al 30 settembre, sarà consentita nei soli giorni di giovedì e domenica, da un’ora prima dell’alba sino alle 13″. Un calendiario a misura di chi pratica questa discutibile attività, soprattutto di domenica quando dalle nostre campagne è meglio tenersi alla larga.  Bisognerà sopportare questi simil-Rambo che si aggirano da padroni (non a casa loro).  Torniamo al referendum, non sarebbe meglio abolirla questa attività poco sportiva? Fonte: chiarini.blogautore.repubblica.it

 


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"Nessun privilegio edilizio per i cacciatori" Comunicato stampa 6 giugno 2012

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Comunicato stampa 6 giugno 2012

"Nessun privilegio edilizio per i cacciatori"

Lo dice Andrea Zanoni, europarlamentare di Italia dei Valori, in merito alle possibili sanatorie edilizie per i capanni e le altane di caccia.

“Posto che le norme sull'edilizia e sulla tutela ambiente e del paesaggio devono essere rispettate da tutti, non si capisce perché i cacciatori dovrebbero ottenere deroghe di tipo urbanistico per costruire i loro capanni”.
Lo afferma l’eurodeputato Andrea Zanoni (IdV) che teme che la Regione Veneto stia per approvare una norma per consentire ai cacciatori di sanare gli abusivismi commessi per praticare questa pratica cruenta.

“Fra l’altro la Regione concede deroghe sulla caccia a specie protette, ritenute illegali dalla commissione europea. Insomma – prosegue Zanoni - un sostegno ad oltranza dei cacciatori, una sparuta minoranza di cittadini.

“Spesso – afferma l’on. Zanoni anche nella sua veste di presidente della LAC, Lega Abolizione Caccia, del Veneto – ai cacciatori vengono riservati inspiegabili privilegiati. In Veneto, come in pochissime altre regioni, a loro è concesso il lusso di cacciare specie che sono protette in tutta Europa e questo comporterà che l’Unione europea infliggerà poi all’Italia il pagamento di salate sanzioni che vengono ripartite su tutti i contribuenti, anche su coloro che ripudiano la caccia. Da anni inoltre i cacciatori non soggetti all'aumento delle tasse regionali e statali a differenza di tutte le altre categorie.

Ora ci mancherebbe anche che fosse loro concesso di costruire delle opere edilizie in deroga, mi riferisco a "casotti", capanni, torrette di caccia, altane, opere che servono per agevolare la loro opera di uccisione di animali selvatici inermi.

Per fortuna le guardie delle associazioni animaliste come ENPA e LAC, in particolare in Provincia di Vicenza, hanno effettuato decine di servizi di perlustrazione nelle aree di collina e montagna, rinvenendo decine di capanni ed altane abusive.

Mi congratulo con loro, ma anche con gli uffici tecnici comunali e con gli uomini del Corpo forestale dello Stato per l'importante lavoro che stanno svolgendo contro questi abusivismi” ha concluso l’on. Zanoni.
Ufficio Stampa On. Andrea Zanoni

Sito www.andreazanoni.it

 

foto tratta dal sito tutelafauna.it

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REFERENDUM CACCIA IN PIEMONTE: LA MANNAIA DELLA GIUNTA PER IMPEDIRE IL VOTO DEL 3 GIUGNO

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4 maggio 2012- COMUNICATO STAMPA ASSOCIAZIONE VITTIME DELLA CACCIA

In nome della Democrazia, vilipesa ed osteggiata dalla Giunta piemontese, l'Associazione Vittime della caccia denuncia la decisione delle forze politiche di maggioranza, Lega in testa, di impedire di fatto il legittimo voto referendario sulla caccia.

"Un bavaglio inaccettabile al diritto dei cittadini piemontesi di esprimersi contro la caccia" dichiara Daniela Casprini, Presidente dell'Associazione che aderisce al Comitato promotore del referendum" e aggiunge "con l'approvazione ieri di uno specifico emendamento alla legge finanziaria regionale si è di fatto abrogata l'attuale legge regionale sulla caccia, facendo decadere le ragioni del referendum stesso".

"Con la scusa di risparmiare alcuni milioni di euro si è voluto artatamente reprimere le ragioni degli anticaccia, affossando un esercizio di democrazia diretta come il referendum al solo scopo di fare l'ennemiso regalo alla lobby venatoria, VERGOGNA!!!", conclude Daniela Casprini., Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

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Caccia, stop al referendum in Piemonte -

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Caccia, stop al referendum

Il consiglio regionale guidato dal leghista Cota, ieri pomeriggio, con un emendamento a sorpresa, ha cancellato l'oggetto stesso del referendum. Il Piemonte ha spazzato via, cioè, una propria legge pur di non doverla rimettere in discussione.

Sotto choc il Comitato promotore (Lac, Lav, Pro Natura, Lipu, Legambiente, Italia Nostra, Wwf e Radicali Italiani) che, si badi, non chiedeva di vietare la caccia ma solo di rendere più stringenti le regole: ridurre da 29 a 4 le specie cacciabili, impedire l'attività venatoria domenicale e sui terreni innevati. Beffato due volte.

Non soltanto non ci sarà il referendum già fissato per il 3 giugno, dopo l'ultima sentenza della Corte di appello di Torino che aveva chiuso la guerra ultraventennale a colpi di carte bollate intrapresa dalla Regione. Inoltre, a coprire l'improvviso vuoto normativo, subentrerà...


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