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News Caccia

Tularemia a Pavia: colpa di ambientalisti e volpi

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A Belgioioso, in provincia di Pavia, primo caso di tularemia tra gli animali importati dai cacciatori per potergli sparare. Un effetto collaterale della diffusa pratica di lanciare in campo animali d’allevamento per ammazzarli, chiamandola “caccia da parte di appassionati amanti della natura.” Secondo il Presidente dell’ATC 3 di Pavia è tutta colpa di predatori e ambientalisti (12/01/10)

Primo caso di tularemia tra le lepri importate dalla Romania per il ripopolamento venatorio: L’Asl di Pavia ha analizzato la carcassa di un animale sospetto trovato in zona. La Provincia ha messo in allerta i cacciatori, i primi ad essere esposti al rischio contagio.

 

«La stagione della caccia resta comunque aperta fino al 31 gennaio, senza variazioni», ha dichiarato l’assessore provinciale all’attività faunistico-venatoria Mario Anselmi, dimostrando quindi una notevole sensibilita' verso la fauna e la sicurezza dei cacciatori stessi. La caccia alla lepre è chiusa dal 9 dicembre. Questo è il periodo della riproduzione. Prima di Natale, nell’Atc pavese 3, nel cui ambito è stata rinvenuta la lepre morta, i cacciatori hanno liberato 300 esemplari importati dalla Romania e una cinquantina autoctoni. Ora però si teme l’e pidemia e il rischio di contagio.

La tularemia è un’infezione acuta dell’epidermide e dei linfonodi degenerabile in ulcere. Colpisce lepri e roditori, ma è trasmissibile all’uomo tramite punture di zecche, l’ingestione di acqua e alimenti contaminati. Da qui l’allerta del Settore faunistico-venatorio della Provincia trasmesso ai cinque Atc provinciali e ai referenti delle associazioni di categoria, in cui compare l’invito alla prudenza ricorrendo a tute, guanti e contenitori a perfetta tenuta: «La migliore prevenzione - si legge nel comunicato - è l’accortezza nell’evitare l’esposizione al batterio, l’uso di un corretto abbigliamento per evitare le punture di zecche e l’adeguata protezione nel maneggiare animali morti e malati, e materiale di provenienza animale potenzialmente infetto».

La nota fa riferimento alla necessità di consegnare le carcasse all’Istituto zooprofilattico dell’Asl di Pavia per gli accertamenti. Interessante lo sproloquio di Stefano Bianchi, presidente dell’Atc pavese 3 che invita, davanti all’evidenza dei fatti, a “evitare strumentalizzazioni”. Secondo il responsabile dell’ATC in cui sono avvenuti i lanci sospetti «E’ nostro interesse lanciare lepri. Gli animali importati sono certificati dal Paese di provenienza, vengono analizzati alla frontiera con prelievi del sangue a campione, noi stessi facciamo un controllo su ogni capo a cui viene applicato un segno di riconoscimento».

Non poteva mancare da tale fine ingegno la bordata finale ai “veri problemi” dell’ambiente:  «Stiamo puntando sulle lepri nostrane, ma non è facile ottenere risultati perche’ siamo in competizione con gli animali predatori e le leggi ambientaliste”. Capito? Si importa tularemia per colpa dei predatori e degli ambientalisti!!

Fonte : Tutela Fauna


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