Associazione Vittime della caccia

organizzazione di volontariato senza fine di lucro ai sensi della Legge 266-91

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News Caccia

La Forestale multa 20 cacciatori

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cacciatore A caccia su campi troppo vicini ad abitazioni e strade. Sono 20 i cacciatori fermati questa mattina dagli agenti del Corpo Forestale di Arezzo negli appezzamenti di terreno intorno alle campagne di Civitella della Chiana. Per loro, tutti aretini, sono scattate sanzioni. Ben 210 adesso gli euro da pagare. E non sono mancate le proteste contro i forestali.
Sono stati alcuni residenti della zona a segnalare al Corpo Forestale dello Stato, la presenza dei cacciatori che cacciavano troppo vicino alle abitazioni e agli oliveti dove è ancora in corso la raccolta delle olive.
Impauriti hanno chiamato la Forestale che ha effettuato controlli sanzionando i cacciatori. La raccomandazione è quella di una maggior responsabilità.

Fonte: www.arezzonotizie.it


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Liguria: caccia, modifiche urgenti per l'attività venatoria nei parchi regionali

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Massimo Donzella, presidente della commissione Territorio e Ambiente ha presentato un disegno di legge che permetta la caccia nei parchi anche ai cacciatori non residenti

Il presidente della VI Commissione regionale “Territorio e Ambiente” Massimo Donzella (Noi con Claudio Burlando) ha illustrato stamane in consiglio regionale il disegno di legge relativo al testo unificato recante “Provvedimenti urgenti in materia di aree contigue dei parchi naturali regionali” che consente anche ai cacciatori non residenti di usufruire nelle aree contigue ai parchi di esercitare la caccia.

“Il mondo dell’agricoltura, delle associazione e dei cacciatori, chiede di ridisegnare una nuova perimetrazione – continua Donzella - delle aree contigue per una giusta e equa attività venatoria e salvaguardia del territorio”. La legge approvata oggi, permette di porre rimedio alla decisione della Corte Costituzionale che ha ritenuto incostituzionale l’art. 25 della legge regionale. Il provvedimento, di fatto, vietava l’esercizio venatorio ai cacciatori non residenti nei Comuni che fanno parte dei Parchi finendo per porre gravi problemi alla squadre dei cacciatori di cinghiali che, come previsto dalla legge, sono composte da molte persone.

Le modifiche approntate permettono di mantenere il valore per l’applicazione, quali norme salvaguardia, per quanto concerne i vincoli, gli indirizzi, le previsioni contenuti dal piano del parco, dal piano pluriennale socioeconomico e dagli altri documenti di programmazione del parco, ad eccezione dei limiti relativi all’attività venatoria per la quale trova applicazione la legge regionale 1° luglio 1994, n. 29 (Norme regionali per la protezione della fauna omeoterma e per il prelievo venatorio) e successive modifiche e integrazioni.

Fonte: www.sanremonews.it


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Toscana, Consiglio regionale, storno va inserito nelle specie cacciabili

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(Adnkronos) - ''E' una giusta presa di posizione - ha aggiunto Giuseppe Del Carlo (Udc) - non solo in favore del mondo venatorio, ma anche degli agricoltori, che subiscono gravi danni''. Giudizio positivo anche dal capogruppo della Lega Nord, Antonio Gambetta Vianna, secondo il quale ''lo Stato dovrebbe assegnare alle Regioni il 50 per cento delle risorse provenienti dalle tasse pagate dai cacciatori''.

Il voto contrario del gruppo Fds-Verdi e' stato annunciato da Mauro Romanelli. ''E' stato comunque fatto un passo in avanti - ha commentato - Invece di violare le norme comunitarie con un mostro giuridico giustamente impugnato dal Governo, come e' stato fatto con la legge sui richiami vivi, nella risoluzione si chiede all'Unione Europea di cambiare le regole''.(foto dal web)

Fonte: www.libero-news.it


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Lo Stelvio in pasto alla Svp in cambio dei voti di fiducia

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Il partito altoatesino vuole comandare nella gestione del parco. Il presidente della provincia di Bolzano, Durnwalder: "Segnali di disgelo con il governo". Proteste ambientaliste

Il Parco dello Stelvio fatto a pezzi.

E’ questo il gradito pacco dono che Silvio Berlusconi è pronto a offrire a deputati e senatori altoatesini, quelli della Sudtiroler Volkspartei (Svp), in cambio della loro astensione nel voto di fiducia del prossimo 14 dicembre. Da tempo il partito egemone in Alto Adige vuole comandare in casa propria anche nella gestione della più grande riserva naturale d’Italia, divisa tra Bolzano, Trento e la Lombardia. E Berlusconi, alla caccia disperata di consensi per assicurare la sopravvivenza del suo governo, ha colto al volo l’occasione. Il vostro appoggio verrebbe ricompensato con la revisione dei criteri di amministrazione del parco. Questi, in parole povere, i termini dello scambio proposto ai cinque parlamentari della Svp, tre deputati e due senatori.

Il messaggio è arrivato forte e chiaro a destinazione. Domenica sera, in una lunga intervista alla televisione austriaca Orf, il presidente della provincia di Bolzano Luis Durnwalder ha detto di “cogliere segnali di disgelo” nei rapporti con il governo. Durnwalder, in sella da più di 20 anni, è l’uomo politico più potente dell’Alto Adige. È lui, di fatto, che decide la linea del partito. E dopo mesi di rapporti difficili con Roma il solo accenno a un possibile disgelo è stato interpretato come un’apertura di credito a Berlusconi. Durnwalder, in realtà, ha voluto essere ancora più esplicito, evocando “l’approvazione di nuove norme nella prossima seduta del Consiglio dei ministri”. Una frase che sembra fissare addirittura un ultimatum al governo. Le leggi che interessano alla Svp vanno varate in fretta, entro questa settimana. A quel punto gli altoatesini saranno pronti a fare la loro parte a fianco del governo. Il negoziato tra Roma e Bolzano è cominciato ad ottobre, quando il ministro degli esteri Franco Frattini, in visita a Merano, si è visto sottoporre da Durnwalder un elenco di 20 richieste.


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Caccia aree contigue, associazioni ambientaliste: “Legge-tappullo, Pd, Pdl, Lega triade calibro 12″

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Regione Liguria. In attesa di domani, quando il testo di legge che riapre la caccia praticata da tutti i Nembrotti liguri nelle aree contigue ai parchi naturali potrebbe approdare in consiglio regionale per l’approvazione definitiva, le associazioni ambientaliste, compatte, ribadiscono il loro secco no: “Una proposta di legge-tappullo, illegittima come un altro paio già dichiarate incostituzionali dalla Consulta – scrivono in una nota congiunta Wwf, Lac, Italia Nostra, Lipu e Enpa – La recente sentenza della Corte Costituzionale depositata l’11 novembre scorso, ha annullato un articolo di legge della normativa venatoria regionale, che illegittimamente ammetteva tutti i cacciatori nelle aree contigue dei Parchi protetti.

La legge quadro nazionale sulle aree protette invece ammette nelle zone classificate ‘contigue’ ai parchi solo i cacciatori residenti in quei comuni interessati, quale forma di compensazione per le persone locali. Ma con la solita scusa della tutela dell’agricoltura dai cinghiali Pd, Pdl, e Lega Nord riformano la ‘triade calibro 12′ per riportare i fucili dove la Consulta ha estromesso doppiette ‘foreste’.


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Cormorano abbattuto sul lago. Polemica sui capanni dei cacciatori

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La settimana scorsa sul lago di Garda, vicino a Punta San Vigilio è stato abbattuo da una fucilata un cormorano, un animale protetto e non cacciabile. E ritorna la polemica dopo che gli ambientalisti avevano accusato diversi sindaci del lago di aver dato il via libera alla caccia dai capanni a seguito della cancellazione da parte della Regione dell’oasi naturale del Basso Garda.

Zoom Foto La settimana scorsa sul lago di Garda, vicino a Punta San Vigilio è stato abbattuo da una fucilata un cormorano, un animale protetto e non cacciabile. L'ha trovato e fotografato Andrea Torresani (foto a lato), coordinatore del comitato Voce per l'ambiente di Garda. L'uccello aveva un'ala e il petto forati. E ritorna la polemica dopo che gli ambientalisti avevano accusato diversi sindaci del lago di aver dato il via libera alla caccia dai capanni, postazioni di tiro camuffate tra i cannetti in mezzo all'acqua dove i cacciatori si nascondono per sparare agli animali. (Chi controlla a cosa sparano?)

La Regione Veneto ha cancellato l’oasi naturale del Basso Garda lungo la riva e ha riaperto la caccia da postazione fissa (capanni) nel territorio dei comuni di Lazise e Bardolino: uno degli esiti del Piano faunistico venatorio approvato da Venezia il primo febbraio scorso, che ha recepito le proposte del Piano provinciale già approvato a Verona nel novembre del 2003.


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