Associazione Vittime della caccia

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Cacciatori in via d'estinzione. Tra gli oltre 60mila praticanti nel Lazio quasi tutti over 50

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Partita la stagione venatoria ma al Tar è battaglia tra associazioni, Regione e ambientalisti

Un vero e proprio esercito in queste domeniche di ottobre è tornato a riversarsi nelle campagne laziali

Oltre sessantamila persone, con fucili e cani da punta al seguito stanno dando vita al rito autunnale della stagione venatoria. Il «contingente» della provincia di Roma è il più nutrito: in 30mila si svegliano quando la città dorme ancora per insidiare cinghiali, starne e tordi.

Nella regione gli appassionati sono distribuiti in maniera uniforme: dodicimila a Frosinone, poco più della metà nell'area pontina e circa 5mila sia a Rieti che a Viterbo. Ma chi sono i discepoli della dea Diana? Aldo Pompetti, presidente regionale della Federcaccia, ne traccia l'identikit. «È difficile trovare un associato che abbia meno di cinquant'anni - dice il referente laziale della Fidc - Ed è quasi impossibile trovare donne cacciatrici. In tutto il Lazio non saranno più di cinquanta, la maggior parte delle quali non spara ma partecipa solo alle gare cinefile». Sono soprattutto mogli di cacciatori che hanno trasformato in hobby la passione del marito. E la passione, si sa, non è gratis. «Si stima che i cacciatori del Lazio facciano girare 200 milioni l'anno - si sbilancia con una punta d'orgoglio Pompetti - Più di tremila euro l'anno per amatore, dunque, spesi soprattutto per l'equipaggiamento e la cura dei cani dal momento che tra permessi e tasse si spendono solo 250 euro».

 

Ogni esercito che si rispetti, però, ha i suoi nemici. A dare nuovo vigore al braccio di ferro infinito tra cacciatori e ambientalisti c'è stato il varo quest'estate del calendario venatori. La Regione Lazio, per recepire alcune direttive europee che puntano a dare un minimo di uniformità alla caccia in Ue, ha ridotto la finestra temporale in cui si può sparare a diverse specie. Dopo le proteste delle associazioni la chiusura della caccia è stata posticipata al 31 gennaio 2011 con la mozione del consigliere Stefano Galetto (Pdl) approvata all'unanimità dal Consiglio regionale.

Il documento consentirebbe di prolungare la caccia tra l'altro a beccaccia, cesena, fischione, germano reale, tordo bottaccio e tordo sassello. Un ricorso al Tar delle associazioni ambientaliste, però, ha bloccato tutto almeno fino al 15 novembre, data a cui è stata rinviata la sentenza del tribunale amministrativo. Quando si ha a che fare con armi e fucili, però, a rischiare la pelle non sono solo gli animali. Negli ultimi dodici mesi sono diversi gli incidenti di caccia, alcuni anche gravi.

Nella scorsa stagione a Frosinone un uomo ha perso la vita mentre tra Viterbo, Latina e Rieti i feriti sono sette. Il Corpo forestale dello Stato pertanto ha pubblicato un decalogo ad hoc su suo sito che consiglia la manutenzione delle armi e a prestare attenzione a non uscire dalle aree consentite per non avvicinarsi all'abitato. Resta il dubbio che, vista l'età media degli appassionati, la specie in via d'estinzione sia quella dei cacciatori.

Fonte: www.iltempo.it

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