Associazione Vittime della caccia

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MARCHE-Autorizzato appostamento fisso dentro Riserva Naturale S.Vicino-Canfaito

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Da quasi un anno la Regione Marche ha istituito la Riserva Naturale Regionale dei monti San Vicino e Canfaito, ma finora nessuno se ne è accorto, visto che neppure una tabella indicante l’area protetta è stata mai affissa lungo la sua perimetrazione. In compenso però, proprio lì dove dovevano essere posizionate le tabelle della Riserva, in questi giorni sono spuntati come funghi dei vistosi cartelli rossi indicanti la presenza di un appostamento fisso di caccia (si veda foto). L’area in questione è quella del monte La Forcella, zona peraltro molto ambita dai cacciatori, visto che proprio in quel punto c’è un valico che mette in comunicazione il versante di Matelica con quello di San Severino utilizzato come “passo” migratorio da molte specie di uccelli, soprattutto colombacci.

Il problema è che proprio in quel punto i politici locali e regionali si sono inventati uno stretto quanto assurdo “cordone ombelicale” per riuscire ad unire le aree demaniali di Roti e Canfaito con quella del San Vicino, formando così la nuova riserva naturale. Quindi l’appostamento di caccia che, essendo fisso, prevedrà la costruzione di un “fabbricato in muratura o altra solida materia” come previsto dalla legge, sorgerà proprio nel bel mezzo di questo “corridoio” protetto! Un fatto assolutamente inconcepibile e, ovviamente, fuorilegge, tanto più che non si capisce neppure chi possa aver dato l’autorizzazione visto che l’ente competente, cioè la Provincia di Macerata, è commissariata da mesi.

Ma evidentemente tutto è possibile in un Comune come quello di Matelica dove il primo cittadino è anche il presidente nazionale dell’associazione Libera Caccia! Come LAC stiamo comunque verificando presso gli uffici competenti in Regione la regolarità di questa autorizzazione e qualora, come appare molto probabile, ravviseremo delle irregolarità, non esiteremo a ricorrere in ogni sede per impedire che questo appostamento fisso di caccia entri in esercizio, peraltro in un’area molto frequentata da escursionisti, campeggiatori e cercatori di funghi.

Danilo Baldini – Delegato responsabile della LAC per le Marche

 

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