Associazione Vittime della caccia

organizzazione di volontariato senza fine di lucro ai sensi della Legge 266-91

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Cacciava dall'auto in corsa

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FORCOLI. Forse aveva pensato di aver inventato un nuovo tipo di caccia. Anziché quella del bersaglio in movimento, a spostarsi era lui, il cacciatore. E addirittura motorizzato: in auto, in movimento, con il fucile carico nell’abitacolo, il finestrino abbassato e lui, pronto a scivare la selvaggina, quella che - per abitudine - se ne sta sul ciglio della strada. È accaduto, nei giorni scorsi, nelle campagne di Forcoli, in località Mandorli, nel comune di Palaia. L’uomo, 68 anni, del posto, se ne andava in giro, lungo la strada dei Cedri, la strada comunale che costeggia i boschi, a caccia di qualche animale, accovacciato ai bordi della strada, magari a godersi un po’ di questo sole autunnale, pronto a scaricargli addosso i proiettili del suo fucile che aveva pronto, all’interno della vettura.

 

A un certo punto, dal posto di guida, un animale lo ha anche avvistato. Un fagiano. Così s’è spostato sul lato sinistro della strada, percorrendone addirittura un tratto in controsenso e, raggiunto il punto ottimale per sparare, ha fatto fuoco, senza neppure rendersi conto del pericolo che avrebbe potuto provocare per sé e per altre persone che in quel momento si trovavano a passare da lì.  Incurante, è sceso, ha raccolto la sua preda, colpita mortalmente, e ha proseguito.  Qualcuno però lo aveva visto: quel suo procedere in maniera lenta aveva incuriosito e anche un po’ insospettito, una pattuglia della polizia provinciale. Che si era tenuta in zona, pronta a intervenire, nel caso in cui si fossero verificate le condizioni, per l’intervento.

Erano le 9,45, quando l’auto di quel cacciatore è stata raggiunta e fermata dagli agenti di polizia provinciale, per effettuare i controlli di rito.  L’uomo si è reso autore di diversi comportamenti sbagliati che si prefigurano anche in reati. Prima di tutto la condotta imprudente, quell’arma carica, incustodita a bordo di un veicolo in movimento.  E poi gli altri comportamenti: lo sparo dall’interno dell’abitacolo di un’auto e, per di più, in direzione di una strada pubblica.

Sono i capi d’imputazione per i quali l’uomo è stato denunciato.  Ma la pattuglia della polizia provinciale intervenuta ha provveduto anche a sequestrargli il fucile e le munizioni. Provvedimento che è stato anche immediatamente convalidato dall’autorità giudiziaria.  Adesso l’uomo rischia misure anche più pesanti: il ritiro del porto d’armi e l’arresto fino a tre mesi di carcere o una pena pecuniaria che può superare anche i duemila euro.

Fonte: http://ricerca.repubblica.it

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