Associazione Vittime della caccia

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"Non hai pensato al male e quindi tu non esisti"

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Un uomo, un vicino di casa, ha ucciso con ferocia a coltellate sua madre e ferito sua sorella. Lei gli scrive questa lettera che riassume l'infinito dolore provocato da quell'atto criminale

DI ADAMO BIGALLI

"Questa è la mia lettera ad un assassino. Non hai pensato alla gravità delle tue intenzioni, quel pomeriggio di mezzo ottobre, quando ti sei meschinamente appostato, armato di ferocia e di coltello, in attesa di due donne indifese? Non hai pensato a quanto deplorevole fosse la strage che agognavi di compiere, vedendo la paura nei loro occhi e udendo le loro grida di terrore, mentre con disumana quanto vile cattiveria ti avventavi sui corpi disarmati di due donne troppo buone per poter anche solo immaginare tanta gratuita violenza?

Non hai pensato, mentre rincorrevi mia madre per ucciderla, alla gravità di voler strappare a coltellate, con prepotente e lucida ferocia, una vita umana ai propri affetti e ai propri sogni? Non hai pensato alla tragedia di far assistere una figlia, impotente e ferita, al massacro di sua madre?

Non hai pensato allo straziante dolore che mi avresti provocato nel vedere mia madre e mia sorella agonizzanti in un fiume di sangue straripato dal lucido piano criminale di un uomo indegno di essere definito tale? Non hai pensato alla tragedia che avresti gettato su una famiglia e sulle tantissime persone che provavano, per quella vita strappata, un sentimento forse a te alieno, l’amore?

Non hai pensato a mio figlio che per colpa tua non avrà mai il piacere di poter gioire delle coccole di sua nonna? Non hai pensato nemmeno ai tuoi nipoti che di fronte ai propri amici si vergogneranno di te ogni volta che dovranno ammettere “si, mio nonno è un assassino, ha ucciso a coltellate una donna disarmata”, o ai tuoi figli, che saranno additati dalla società come i figli dell’assassino?

Forse non hai pensato neppure che voler uccidere due donne completamente indifese durante un vile agguato per poi tentare di fuggire come un topo non è poi quella gran dimostrazione di virile coraggio che il tuo piccolo animo ti suggeriva
."

“Cogito, ergo sum” (Cartesio) … “Penso quindi sono”. Se non pensi, non esisti.

 

(22 ottobre 2010)

Fonte: http://firenze.repubblica.it

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