Associazione Vittime della caccia

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G8: Gli 'affari' al circolo della caccia nel club esclusivo gli incontri riservati

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(ANSA) - ROMA, 16 FEB - "Mercoledì questo signore lo vogliamo portare, al mio circolo che è una cosa un po' particolare ... circolo della caccia dove ci sono solo tutti i regnanti d'Italia, del mondo". Così - il 24 luglio del 2008 - l'imprenditore Francesco Maria De Vito Piscicelli, indagato nell'inchiesta di Firenze sui grandi appalti, si rivolge ad Antonio Di Nardo, dipendente del ministero delle infrastrutture e a sua volta indagato, parlando di un terzo soggetto non meglio identificato. Il luogo dell'incontro è il Circolo della Caccia, da club riservato per lungo tempo appannaggio dell' aristocrazia, e in seguito aperto anche a manager e a professionisti affermati, a location per gli affari - almeno da quanto emerge dalle carte dei Ros - dei protagonisti dell'inchiesta sugli appalti per i grandi eventi. Ottocento soci, per tradizione tutti di sesso maschile, dal 1922 al piano nobile del seicentesco Palazzo Borghese. Per iscriversi, a parte rare eccezioni (é il caso di dirlo), sono indispensabili quattro quarti di nobiltà nelle vene. Obbligatorio essere presentati da tre soci e sottoporsi al tradizionale rito delle palle bianche e nere. Le prime indicano i pareri favorevoli, le seconde i contrari. Clamoroso fu il rifiuto di Paul Getty senior che, all'apice della sua fortuna economica, offesissimo, si racconta avesse lasciato il circolo sibilando: "E allora me lo compro". Il pomeriggio del 27 febbraio 2008, Piscicelli avvisa l'imprenditore Riccardo Fusi della Btp che per l'indomani ha organizzato al Circolo della Caccia un pranzo a cui parteciperanno Fabio (De Santis) e la dottoressa Maria Pia Forleo, funzionari del Dipartimento di via della Ferratella. Il 28 febbraio alle ore 10.56 Piscicelli conferma a Fusi l'incontro per la colazione a Palazzo Borghese. Fusi:"...io cerco di anticipare il tutto per essere lì verso le ore 13.15 - 13.20". Piscicelli:"... perfetto così poi loro vanno via.... quando vanno via, poi ci fermiamo io e te 5 minuti" ... "mi dai una mano a me.. io sto nella merda ...". Fusi: ... si ma non ti preoccupare..." Qualche mese dopo, il 24 luglio, Antonio Di Nardo chiama Piscicelli. I due parlano di una terza persona: "senti - dice Piscicelli - con l'occasione che hai chiamato mi veniva un'idea... mercoledì questo signore lo vogliamo portare al mio circolo che è una cosa un po' particolare... circolo della caccia....". (ANSA).

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