Associazione Vittime della caccia

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LIPU, scontata condanna Italia a corte europea

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ROMA, 24 MAR - ''Siamo prossimi al giudizio della Corte di Giustizia europea, che difficilmente salvera' l'Italia da una condanna per scarsa tutela degli uccelli selvatici e cattiva caccia''. Lo sostiene la Lipu-BirdLife Italia, che sul proprio sito web analizza in dettaglio lo stato di infrazione italiana e si boccia l'articolo 43 della legge Comunitaria, attualmente in discussione alla Camera dei Deputati. La procedura di infrazione 2006/2131, pendente da quattro anni sull'Italia per cattivo recepimento e disapplicazione della direttiva Uccelli, e' giunta al giudizio della Corte di Giustizia europea. Si tratta di una procedura particolarmente pesante - ricorda la Lipu - corredata da un poderoso parere motivato che ne specifica e argomenta le motivazioni, che riguardano vari aspetti della tutela degli uccelli selvatici, come il mantenimento di uno stato di conservazione soddisfacente, il non deterioramento della situazione in atto, il rispetto dei criteri ornitologici o la tutela degli habitat esterni alla Rete Natura 2000. Passaggi tutt'altro che marginali ed anzi, in alcuni casi, essenziali del piu' importante strumento comunitario per la tutela dell'avifauna. Una parte cospicua della procedura di infrazione e' poi dedicata al tema della caccia e riguarda l'assenza, nella legislazione italiana, del divieto esplicito di cacciare nei periodi di riproduzione e migrazione prenuziale degli uccelli, cosi' come l'annoso tema delle deroghe di caccia, per il quale l'Europa muove all'Italia due contestazioni: l'abuso regionale dello strumento, utilizzato come ''espediente'' per la caccia ordinaria, e la carenza di controllo e interevento sulle deroghe da parte dello Stato. Il documento Lipu-BirdLife Italia spiega dettagliatamente la situazione in atto e la incrocia con l'articolo 43 della legge Comunitaria 2009, approvato al Senato ed ora in discussione alla Camera. Nel documento, scrive la Lipu - che dovrebbe servire a risolvere la procedura, manca la risposta sostanzialmente a tutti i suoi punti piu' critici ed anzi rischia di aggravarne la portata. E' il caso, ad esempio, dell'incongrua cancellazione dei limiti massimi del calendario nazionale che andrebbe ad aprire una nuova e forse persino piu' grave stagione di deroghe.

Fonte : ANSA

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