Associazione Vittime della caccia

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Modificano le armi e cacciano di frodo: tre uomini arrestati

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Tre ponentini, due di Sanremo ed uno di Triora sono stati arrestati dai Carabinieri di Taggia per porto e possesso abusivo di arma clandestina, modifica di armi, utilizzo di silenziatori e, seppur meno grave dal punto di vista penale, bracconaggio. Si tratta di Alessandro Moroni, 36enne, Ivano Banaudo di 38 anni e Massimo Di Fazio, 37enne noto imprenditore di Triora.

Questa mattina alle 4.30 una pattuglia della stazione di Arma di Taggia ha organizzato un posto di controllo in località Morene. Nel buio della notte i militari notano arrivare un fuoristrada con tre persone a bordo vestite come se si trattasse di cacciatori ed immediatamente decidono di fermare la macchina per effettuare un normale controllo. Paletta fuori ed il conducente mette la freccia a destra per indicare che si sta fermando, accosta, supera il Carabiniere e riparte pestando l’acceleratore a fondo corsa!

Giusto il tempo di salire in macchina ed attaccare sirene e lampeggiante, una comunicazione via radio a “82” (ndr in codice è la centrale di Sanremo) ed inizia l’inseguimento. Non è servita molta strada ai tre fuggiaschi per capire che i Carabinieri erano più veloci di loro e, dopo un paio di curve azzardate, l’autista del fuoristrada ha preferito fermarsi piuttosto che rischiare di stamparsi definitivamente da qualche parte. Una volta fermati i tre hanno optato per l’atteggiamento collaborativo e non hanno tentato ulteriori resistenze che avrebbero ancora peggiorato la loro posizione. Immediatamente i militari hanno visto distesi nel baule due bei trofei di caccia ancora sanguinanti: due caprioli pronti per finire in pentola. Avevano anche: una carabina tedesca di precisione non presente nei registri delle armi (in quanto importata dalla vicina Francia senza alcuna denuncia), un silenziatore artigianale, bossolame vario, roncole, coltelli, puntatore laser e cannocchiale di alta precisione. Ulteriore aggravante è stata poi evidenziata nella modifica dell’arma che è stata filettata sulla canna per poter montare il silenziatore e privata del calciolo per renderla più facilmente occultabile.

I tre amici, vistisi scoperti, hanno cominciato a vuotare il sacco raccontando di come per loro la caccia sia una attività alla quale non sanno rinunciare in nessuna maniera e che quei caprioli li avevano presi per loro, ma le scuse e l’educazione non sono serviti a cambiare i vari titoli di reato. In questo momento i tre vengono processati per direttissima mentre i due caprioli sono stati consegnati al servizio veterinario che li ha messi in celle frigorifere in attesa delle disposizioni della magistratura. Fonte : Sanremo News

 

 










 

 

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