Associazione Vittime della caccia

organizzazione di volontariato senza fine di lucro ai sensi della Legge 266-91

  • Aumenta dimensione caratteri
  • Dimensione caratteri predefinita
  • Diminuisci dimensione caratteri

Il Tar accoglie il ricorso e salva la vita alle volpi

E-mail Stampa PDF

Provincia Verona. Il Tribunale amministrativo regionale (Tar) ha annullato con sentenza depositata il 1° giugno, la delibera della Giunta provinciale dello scorso 11 febbraio che autorizzava la caccia alla volpe come azione di controllo sull'aumento della popolazione di questo animale selvatico.
Il Tar ha osservato che il ricorso presentato dalla Lega antivivisezione (Lav onlus) contro la delibera della Provincia di Verona è fondato perché l'atto amministrativo viola la legge 157/92 (Norme per la protezione della fauna selvatica e per il prelievo venatorio), secondo la quale, al fine di contenere una specie selvatica ritenuta nociva, «occorre preventivamente valutare l'idoneità dei metodi ecologici, e solo in caso di inefficacia di questi, certificata dall'Ispra, l'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, si possono autorizzare piani di abbattimento».
Però il parere dell'Ispra, portato come supporto della delibera provinciale, «non contiene alcuna certificazione dell'inefficacia dei metodi alternativi incruenti di abbattimento delle volpi», secondo il Tar e questo, per il Tribunale amministrativo regionale, è motivo sufficiente per accogliere il ricorso.
Soddisfazione è espressa da Massimo Vitturi, responsabile nazionale settore caccia della Lav, per la sentenza del tribunale veneziano: «Non è solo a Verona, ma in molte altre province si dà per scontato che l'Ispra abbia verificato l'inefficacia dei metodi ecologici di contenimento prima di arrivare alla decisione di abbattere le volpi. In realtà si decidono gli abbattimenti, e si badi bene, solo nelle zone di ripopolamento, perché le volpi fanno semplicemente le volpi, come l'orso Dino è dichiarato pericoloso solo perché si comporta da orso, cioè mangia là dove c'è abbondanza di cibo. La volpe è un animale predatore territoriale esclusivo: se la si uccide, non si elimina il problema, ma si toglie solo un predatore che verrà immediatamente sostituito da quello che gli è confinante e così via in una catena di spostamenti che lo stesso Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie ha definito pericolosa per la propagazione della rabbia silvestre», avverte Vitturi.


«C'è anche un pronunciamento del Consiglio di Stato, che entra nel merito dichiarando che, siccome la fauna selvatica è tutelata nell'interesse di tutti i cittadini, quando vi è conflitto con una parte, ad esempio con i cacciatori che lamentano perdite economiche dalle predazioni delle volpi, siccome è parte minoritaria e che pratica per di più su una concessione dello Stato, è questo interesse minoritario che deve soccombere rispetto all'interesse collettivo generale», ricorda l'esponente ambientalista.
Ma eliminati i fucili, come contenere il proliferare di volpi in modo incruento? «Ci sono le recinzioni, gli spari di avvertimento con petardi, l'eliminazione delle discariche a cielo aperto che attirano gli animali selvatici e se non bastasse ancora», elenca Vitturi, «c'è sempre la possibilità di sterilizzare gli esemplari catturati, come si fa da decenni con i cani randagi. Ma nessuna Provincia si è finora misurata con questi sistemi, perché è più comodo autorizzare la caccia che chiedersi come mai questi predatori aumentino solo dove c'è un vero supermercato all'aperto di carne disponibile, lepri e fagiani acquistati dagli allevamenti, messi in libertà quando ancora non sono in grado di difendersi».
«Siamo per l'abolizione della caccia», conclude Vitturi, «ma finché c'è una legge dello Stato va rispettata e vogliamo che anche la Provincia di Verona rispetti quello che impone la legge sulla tutela dei selvatici».

 

Vittorio Zambaldo

Fonte : L'arena

Comments

Per poter lasciare o leggere i commenti bisogna essere iscritti.
 

Commenti Facebook

Da questo semplice form potrete collegarvi direttamente al vostro account su facebook.

Banner