Associazione Vittime della caccia

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Tregnago:Accusato di bracconaggio l'esperto di caccia di selezione

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03.07.2010 TREGNAGO. Denunciato dalla Forestale un cacciatore della Val d'Alpone specializzato nell'abbattimento di ungulati

Sorpreso col fucile di precisione carico, ha lanciato il proiettile nella boscaglia ma gli agenti sono riusciti a recuperarlo

Un fucile di precisione usato nel bracconaggio

Colpo a sorpresa del Corpo forestale dello Stato contro il bracconaggio e a farne le spese è una persona che aveva le carte in regola per essere indicato come il responsabile del rispetto delle leggi in materia di caccia. Le segnalazioni di spari provenienti dalla zona dei Rancani, sullo spartiacque fra la Val d'Illasi e la Val d'Alpone, avevano suggerito ai forestali una serie di appostamenti che si sono conclusi con il fermo e la perquisizione di un'auto, la denuncia di un cacciatore e il sequestro di una carabina per la caccia agli ungulati.
Individuata la zona che per le caratteristiche (radura di pascolo al limitare del bosco) poteva essere interessata ad azioni di bracconaggio, gli agenti del Corpo forestale dello Stato di Tregnago hanno iniziato una serie di appostamenti a distanza. Tra le 21 e le 21.40, all'imbrunire, quando caprioli e cervi escono dal bosco per alimentarsi nei prati, gli agenti hanno individuato da lontano l'uomo che si allontanava dirigendosi verso l'auto.
Il fermo per un controllo e il nervosismo tradito dall'uomo, 55 anni, residente in un paese della Val d'Alpone, hanno convinto gli agenti a effettuare una perquisizione nell'automezzo, trovando il fodero di una carabina, nascosto sotto i tappetini dei sedili posteriori. L'uomo, con la scusa che il fucile è particolarmente delicato per il sofisticato sistema di puntamento di cui è dotato, si è offerto di estrarre personalmente l'arma dal fodero e con una mossa fulmine ha scaricato il colpo in canna lanciando lontano il proiettile, nella speranza di trovarsi in questo modo in una posizione giudiziaria meno pesante.


Infatti, alle denunce per porto abusivo di arma da caccia e mancato rispetto del silenzio venatorio, si sarebbe aggiunta anche la grave infrazione di viaggiare in auto con un'arma carica, vietatissimo anche in periodo di caccia perché il comportamento è molto pericoloso per sé e per gli altri. Sono stati immediatamente contestati all'uomo i reati contro l'articolo 699 del codice penale (porto abusivo d'arma) e contro l'articolo 30 della legge 157/92 (caccia fuori dai periodi consentiti), oltre a provvedere al sequestro dell'arma e di un altro proiettile.
L'uomo, che non ha precedenti ed è conosciuto come cacciatore titolare di molte armi, è anche incaricato dalla Provincia come accompagnatore per la caccia di selezione: sono le persone che nella caccia agli ungulati hanno il compito di accompagnare i cacciatori, individuare i capi, riconoscerne le caratteristiche e decidere l'abbattimento: insomma un garante della legge.
Ma la costanza dei Forestali è stata superiore alle sue attese. I tre agenti sono ritornati sul posto e fino alle due di notte hanno cercato nell'erba alta il proiettile che era stato gettato, trovandolo finalmente e recuperandolo con tutti gli accorgimenti possibili perché non fossero cancellate le impronte digitali di chi lo aveva manipolato. Quando i Forestali si sono presentati a casa sua per notificargli la mattina dopo anche la denuncia per violazione dell'articolo 21 della legge sulla caccia (arma carica in auto) l'uomo ha sostenuto che quello poteva essere un proiettile perso da qualche altro cacciatore. Saranno adesso le analisi scientifiche sulle impronte digitali a stabile se la sua posizione sarà aggravata anche dal lancio del proiettile. Ce n'è quanto basta comunque alla Provincia per cancellarlo dall'elenco degli esperti accompagnatori. Sarà poi il giudice a stabilire la responsabilità.
Paolo Guidi, comandante provinciale del Corpo forestale dello Stato, esprime un plauso ai suoi uomini per l'operazione: «Mi auguro che almeno per un po' nella zona non si debba intervenire per fatti del genere. I buoni risultati di prevenzione e repressione non ci fanno abbassare la guardia: continueremo con la massima attenzione, facendo i conti sempre con la scarsità di organico a disposizione».

 

Vittorio Zambaldo

Fonte: L'Arena.it

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