Associazione Vittime della caccia

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LITE TRA VICINI, MINACCIA DI SPARARE: IN CASA ARSENALE

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07.07.2010 Deferito alla Procura di Lecce un 78enne di Taurisano. Le armi, specie fucili da caccia, erano detenute legalmente. Ma in casa anche chili di polvere da sparo e migliaia di cartucce, non denunciate

TAURISANO - Detenzione abusiva di munizioni ed omessa denuncia all’autorità di pubblica sicurezza del possesso di materiale esplodente. Sono i reati per i quali sarà indagato I.N., 78enne di Taurisano. Nel tardo pomeriggio gli agenti di polizia del commissariato locale sono piombati nei pressi della sua abitazione, dopo che al 113 era giunta la segnalazione di una lite intercorsa tra vicini di casa, che stava assumendo una piega piuttosto pericolosa.

Evidentemente tra vicinato non corre buon sangue, e non sarebbe una novità assoluta, ma il problema, in questo caso, secondo quanto ricostruito, è che l’anziano avrebbe minacciato a parole il suo vicino di sparargli addosso.

Fatto, peraltro, che non sarebbe nuovo, tanto che già in un’altra occasione avrebbe impugnato una pistola di piccole dimensioni, minacciando di far fuoco. Mentre in altre occasioni, sarebbe stato visto imbracciare un fucile e sparare a casaccio, in tutte le direzioni, anche in periodi in cui la caccia è chiusa. I fatti sono stati segnalati al pm di turno, Donatina Buffelli, che ha disposto una perquisizione domiciliare alla ricerca di armi e munizioni.

Ed è così che gli agenti hanno trovato una pistola calibro 7,65 e sei fucili da caccia calibro 12 e calibro 16, questi regolarmente detenuti. Sono però stati sottoposti a sequestro, poiché in questo caso custoditi in modo illecito, ben 2mila e 67 cartucce calibro 12 di vario tipo e marca e 2 chili e mezzo lordi di polvere da sparo, per la ricarica di cartucce.

Il tutto si trovava in vari barattoli di latta e vetro ed in alcune buste in cellophane, in diversi punti della casa, e praticamente alla portata di chiunque avesse avuto accesso all’abitazione, per qualsiasi motivo. Perché no, anche un manipolo di ladri intenzionati a crearsi un arsenale. Oltre al deferimento, per motivi di sicurezza sociale, il pm ha disposto il ritiro amministrativo anche delle armi detenute legalmente e del titolo di polizia. Sono poi stati ascoltati alcuni testimoni per ampliare l’indagine e ricostruire ulteriori fatti.

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