Associazione Vittime della caccia

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Tortore e colombacci vittime dei cacciatori

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tortore10 settembre 2010 MAZARA DEL VALLO. Tortore europee, «streptopelia turtur», e colombacci, «columba palumbus » sono le vittime sacrificali dell’apertura della caccia in Sicilia. Vittime perché queste due specie di columbidi si riproducono sul territorio ed è risaputo che il colombaccio può deporre da marzo ad ottobre, mentre la tortora, può effettuare anche tre nidificazioni. Se si tiene conto che l’embriogenesi di questi uccelli si compie tra il 14° e il 17° giorno, che i nidiacei acquisiscono l’attitudine al volo intorno ai 20 giorni di vita, allora è facile capire che l’apertura della caccia al primo Settembre, oltre a potere compromettere le ultime nidificazioni, consente l’eliminazione degli individui di primo volo. Se è vero che il colombaccio è in espansione e, quindi, è da ritenere che la sua conservazione non venga compromessa dalla caccia, non altrettanto può dirsi della tortora che è in diminuzione nell’areale europeo non solo a causa della scomparsa degli ambienti ma anche della pressione venatoria. Circostanze che dovrebbero indurre ad una maggiore riflessione sullo stato di conservazione della specie che rimane fermo al livello di Spec (Species of European Conservation Concern) 3, specie con popolazione e areale non concentrati in Europa, ma con stato di conservazione sfavorevole, mentre anche nelle zone di svernamento africane le condizioni ambientali peggiorano sempre di più. Ciononostante in Sicilia l’1 Settembre è ancora consentito cacciare tortore e colombacci anche nelle aree di nidificazione e in quei territori colpiti da incendi. È il caso della piana di S. Nicola di Mazara che, benché percorsa tutti gli anni dalle fiamme, il giorno dell’apertura ha attirato tanti cacciatori consapevoli del fatto che i colombacci hanno nidificato nella riserva Lago Preola e Gorghi Tondi e nei giardini che permangono nella Piana, nelle parti in cui le sciare sono state bonificate. A pagarne lo scotto sono stati i giovani colombacci e le tortore dal collare orientale, specie esclusa dal calendario venatorio, quindi, non cacciabile. Predicare la preclusione totale della caccia è solo propaganda ma alle condizioni descritte non mancherebbero le leggi, le direttive, che potrebbero invertire la consuetudine e garantire un esercizio venatorio rispettoso dell’ambiente, ma soprattutto adeguato ai tempi moderni.

by Enzo Sciabica

Fonte: mazaraonline.it

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