Associazione Vittime della caccia

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Oggi riapre la caccia. Il manifesto per abolirla raccoglie 100 mila firme

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Le polemiche - Per 900 mila doppiette stagione al via fino a gennaio

Animalisti in corteo: «È stupida e crudele»

Michela Vittoria Brambilla, ministro del Turismo

ROMA - Oltre centomila firme contro la caccia. Nella domenica di apertura delle attività venatorie - che si chiude il 31 gennaio - esprimono la condanna di «un atto stupido, crudele e nocivo al sentimento morale» (parole mutuate da Tolstoj) sottoscrivendo il «Manifesto per la coscienza degli animali».

L'iniziativa è del ministro del Turismo Michela Brambilla, dell'oncologo Umberto Veronesi e di diversi personaggi dei mondi di cultura e spettacolo. L'avvio della stagione è stato contestato da un corteo organizzato a Venezia. Il messaggio dei due ispiratori del «Manifesto» a quanti sfilavano sotto la pioggia (Lav, Enpa, Lac, Lipu, Oipa) suona come una dura condanna: «La coscienza animalista è una grande ricchezza di cui andare orgogliosi. Al centro c'è il rifiuto deciso della barbara pratica della caccia da parte di una schiacciante maggioranza dell'opinione pubblica che non deve più essere ignorata. Chi si dedica a questa attività non solo nuoce agli animali del Pianeta, ma provoca anche grave danno all'ambiente». Parole condivise tra gli altri dalla cantante Giorgia, da Marisa Laurito, Licia Colò, Daniela Poggi.

Tema del corteo la richiesta di abolire la caccia e favorire la tutela della biodiversità. C'è anche il problema sicurezza. Secondo i conti delle associazioni, dal 2 settembre 2009 al 31 gennaio 2010 i morti sono stati ventitré oltre a 53 feriti tra i cacciatori. Un morto e diciotto feriti tra i cittadini. L'ultima vittima è stata a Melfi pochi giorni fa.

 

Settecentomila praticanti iscritti alle associazioni e duecentomila privati possono da oggi riprendere in mano la doppietta, attesi da importanti novità contenute nella legge 157. Tra le modifiche previste a livello comunitario, la possibilità per le Regioni di estendere il calendario ai primi dieci giorni di febbraio e ridurlo a gennaio. È stato anche introdotto il divieto di sparare ad alcune specie in certi periodi dell'anno. Nessuna limitazione per quaglie, tortore, merli, allodole, pernici rosse, lepri comuni, conigli selvatici, tordi, fagiani, germani reali, folaghe, pernici bianche, coturnici, camosci alpini, caprioli, cervi, daini, lepri bianche e mufloni (tranne che in Sardegna). Suddivisa in due periodi, invece la stagione dei cinghiali.

Margherita De Bac

Fonte: corriere.it

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