Associazione Vittime della caccia

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Prima giornata della stagione di caccia: scatta la rivolta anti-cagliaritana

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La caccia si apre all'insegna della polemica in provincia di Nuoro. Nel mirino la possibilità di sparare a lepri e pernici fino al tramonto. Decisione contestata soprattutto in Baronia: il sindaco di Galtellì Renzo Soro ha ottenuto il consenso bipartisan del Consiglio provinciale nel denunciare «la vittoria della potente lobby dei cagliaritani che mal sopportava l'obbligo di tornare a casa alle 14».

Da oggi e per le prossime giornate previste dal calendario venatorio per la stanziale (26 settembre, 3 e il 10 ottobre), si potranno battere per sei ore in più le campagne alla caccia di lepri, conigli selvatici e pernici. La decisione del Comitato faunistico regionale di posticipare la chiusura oltre le 14 viene però duramente contestata nel Nuorese e in Baronia da dove, con l'imprimatur anche del Consiglio provinciale, parte una vera e propria offensiva contro la «lobby cagliaritana» colpevole, con la chiusura alle 20.30, di aver imposto un incentivo alle trasferte, in netta contro tendenza sulle richieste di istituire gli ambiti territoriali che finirebbero per legare i cacciatori alle zone di residenza.

NO ISTITUZIONALE A dare per primo voce alla protesta è stato il sindaco di Galtellì Renzo Soro: come consigliere del Pd, ha sollevato il problema in assemblea provinciale parlando di «scelta scellerata, che porterà solo danni incalcolabili al patrimonio faunistico» e di «logica tutta cagliaritana fortemente ispirata alla lobby dei cacciatori di quell'area che amano spaziare in lungo e in largo senza avere nessun rapporto col territorio». La forza di questa lobby che tra l'altro «impedirebbe da anni l'approvazione del piano faunistico regionale», sarebbe dimostrata - sempre secondo il sindaco di Galtellì - anche dal varo del calendario venatorio contro il parere di sette province sarde su otto.

RESISTE SINISCOLA Dal dibattito in Consiglio provinciale è emersa una unanime condanna della decisione di permettere la caccia per tutto il giorno. Un ampliamento dell'orario che finirebbe per vanificare anche le iniziative prese nei vari paesi per tutelare il patrimonio faunistico e ripopolare lepri e pernici. Lo ha sottolineato in particolare Pierpaolo Coronas dell'Idv che ha segnalato l'esempio dell'autogestita di Siniscola «di cui sono socio», che ha vietato la caccia dopo le 14. Il problema però è più ampio, come ha sottolineato il sardista Fabio Fancello riproponendo la necessita di istituire gli ambiti previsti dalla legge nazionale e mai applicati dalla Regione.

 

L'ESEMPIO DI IRGOLI A guidare la rivolta è soprattutto la Baronia, come dimostra il dibattito che si è scatenato via web sul blog valledelcredrino. Tra i contestatori più accesi anche Giovanni Porcu, sindaco di Irgoli, determinato però nell'augurarsi che «il grido di protesta sia così forte anche per altre manifestazioni Cagliaricentriche ben più importanti». Da cacciatore, Porcu sottolinea che nei 1500 ettari dell'autogestita di “Norghio” di cui è presidente, anche quest'anno, come nelle tre precedenti stagioni venatorie, si è deciso di non sparare a pernici e lepri e di potenziare sul fronte della tutela del patrimonio faunistico una zona di ripopolamento e cattura di 800 ettari. «Noi cacciatori di Irgoli dimostriamo ben altra maturità e consapevolezza rispetto a chi emana il calendario venatorio», dice Giovanni Porcu difendendo «uno sport che ti lega indissolubilmente alla natura e al territorio creando un legame di amore che si basa sul rispetto senza condizioni. Il prelievo venatorio fa parte di questo rapporto, ma non è mai fine a se stesso e il cacciatore attento e avveduto sa quando si può sparare e quando no, come dimostrano da quattro anni gli appassionati di Irgoli e di molte altre autogestite del Nuorese».

IL BRACCONAGGIO All'interno di questo discorso il sindaco di Irgoli si augura che si riprenda il discorso sull'istituzione della polizia provinciale che avrebbe tra i compiti maggiori quello di combattere la caccia abusiva che «senza alcun rispetto della fauna e dell'ambiente fa della selvaggina un ignobile mercimonio. Deve essere ricostituita - ribadisce Giovanni Porcu - la vigilanza venatoria che il solo Corpo forestale oggi non può garantire: le sue competenze originarie sono ormai stravolte e tutte le forze sono destinate a contrastare l'abusivismo edilizio».

MICHELE TATTI

Fonte : Unione Sarda

 

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