Ricordiamo ancora che non si regge in piedi neppure la patetica scusa secondo cui i cacciatori sarebbero “gli unici veri ambientalisti”, perché tengono puliti i boschi, li ripopolano e così via: SE fossero veri ambientalisti farebbero tutto questo per il piacere di giovare alla natura, e non perché gli torna comodo per poi poter ammazzare qualcosa (o qualcuno).
E se non lo facessero i cacciatori (che privati del fucile, guarda caso, si dimenticherebbero subito del loro “ambientalismo”, a dimostrazione di quanto fosse “di comodo”), dovrebbero pensarci le amministrazioni comunali, provinciali, regionali… che invitiamo quindi a pensare ad una maggiore tutela dell’ambiente, anziché a soddisfare le voglie pruriginose di persone che si divertono solo quando vedono il sangue, e che come tali andrebbero curati, non certo assecondati.
La caccia è morte di esseri innocenti. I cacciatori che  in questi giorni si sono schierati contro la lapidazione di Sakineh dovrebbero rendersi conto che loro fanno la stessa identica cosa (anzi, peggio: perché nessun essere umano potrà mai essere innocente quanto un animale). E vergognarsi.
Così come si dovranno vergognare, e parecchio, gli eventuali consiglieri che oggi dovessero dare un voto favorevole, ed i cui nomi pubblicheremo perché chi ama davvero la natura e gli animali sappia regolarsi prima di un eventuale prossimo voto. Perché, come ha scritto una delle firmatarie delle mail di protesta, “il popolo degli anticaccia è sempre più grande e, soprattutto, dotato di buona memoria”.

di VALERIA ROSSI

Fonte: savonaeponente.com