Associazione Vittime della caccia

organizzazione di volontariato senza fine di lucro ai sensi della Legge 266-91

  • Aumenta dimensione caratteri
  • Dimensione caratteri predefinita
  • Diminuisci dimensione caratteri

DATI VITTIME ARMI CACCIA - STAG.VENATORIA 2008-2009

E-mail Stampa PDF

ASSOCIAZIONE VITTIME DELLA CACCIA
www.vittimedellacaccia.org 

FATTI E MISFATTI DELLA STAGIONE VENATORIA 2008/2009

DATI DELLE VITTIME PER ARMI DA CACCIA

Dal 1 settembre 2008 (comprese PRE-APERTURE in 15 regioni su 20)
al 31 gennaio 2009:
(Periodo corrispondente alla stagione venatoria)

I DATI DELLE VITTIME

Effettuata una integrazione rispetto ai dati diramati il 3 febbraio
alla luce di riscontri incrociati e documentat, con conseguente aumento.


EPISODI DI CRONACA OSSERVATI: 127, da cui rilevate 136 vittime (tra morti e feriti)


TOT FERITI  94 *      TOT MORTI  42 *

FERITI CACCIATORI  67 - FERITI GENTE COMUNE 27

MORTI CACCIATORI  25 - MORTI GENTE COMUNE 17

TOT VITTIME (morti e feriti) tra I CACCIATORI: 92

TOT VITTIME (morti e feriti) tra la GENTE COMUNE: 44

*Integrazione dei dati aggiornati, rispetto a quelli diramati il 3 febbraio,
alla luce di riscontri incrociati e documentati.

- TOTALI VITTIME AMBITO VENATORIO 103
VITTIME GENTE COMUNE (Feriti 13 – Morti 3 ) TOT  16
VITTIME CACCIATORI (Feriti 65 – Morti 22 ) TOT 87

 

- TOTALI VITTIME ARMI DA CACCIA IN AMBITO EXTRA-VENATORIO 33
VITTIME GENTE COMUNE (Feriti 14 – Morti 14 ) TOT 28
VITTIME CACCIATORI (Feriti 2 – Morti 3 ) TOT 5

(Laddove è stato possibile rilevare, in quanto citato nell’articolo stampa): 
VITTIME PER MUNIZIONE SPEZZATA: 42
VITTIME PER MUNIZIONI A PALLA UNICA: 37
ELISOCCORSI INTERVENUTI   25


MINORI COINVOLTI: 12 (Un 17enne portato a caccia e ferito; un 13enne portato a caccia  che assiste alla morte del padre cacciatore; 1 minore suicida; 1 minore che assiste  all'omicidio della madre; 7 bambini che assistono a un omicidio sopra il bus scolastico).   (Non conteggiato; Un bimbo di dodici anni, residente a Torreano di Cividale UD sviene ed è  soccorso all'ospedale per una crisi d’ansia provocatagli da uno sparo partito a distanza  ravvicinata dal fucile di un cacciatore - Il Messaggero Veneto, Udine, 9 Ottobre 2008).

Casi particolari di VITTIME IN AMBITO VENATORIO, oltre agli stessi cacciatori: 2 ciclisti su strada; 1 passante su strada; 1 passeggiatrice; 1 Go-Kartista; 1 operaio comunale, 1  proprietario di terreni che voleva allontanare il cacciatore ed è stato ucciso volontariamente;   6 cercatori di funghi/tartufi; 1 in una lite tra cacciatori per il territorio; 3 agricoltori. 

VITTIME IN AMBITO DOMESTICO/CRIMINOSO/: 2 per la pulizia dell'arma;  2 uxoricidi e altri 4 in amb. domestico-familiare; 14 per motivi personali/vendetta/crimini; 3 nel contesto di furti;

3 sparano dal terrazzo di casa; 4 per disturbi psichici accertati.
Da sottolineare che le vittime per armi da caccia in ambito urbano esterno sono ben 18. 

NB. SONO CONSULTABILI I SINGOLI ARTICOLI STAMPA DA CUI SONO STATI ESTRATTI DATI A QUESTI LINK

-o-
ASSOCIAZIONE VITTIME DELLA CACCIA
www.vittimedellacaccia.org   -

COMUNICATO STAMPA
24.02.2009

MA LA SICUREZZA NON ERA UNA PRIORITA’?!

FUCILI AI MINORENNI

CACCIA. LA SPARATA del DDL ORSI: INAMMISSIBILE STRAVOLGIMENTO LEGGE157/92

L’ASSOCIAZIONE VITTIME DELLA CACCIA ritiene inammissibile lo stravolgimento della legge157/92 perseguito dai vari DDL(n.1029) confluiti nel testo unificato del sen. Orsi, che sta per essere calendarizzato presso la XIII Commissione Ambiente del Senato.
“La sicurezza non è più una priorità?!”, chiede al governo Maurizio Giulianelli, portavoce dell’Associazione: “Stridente e quanto mai inconcepibile proporre e imporre a tutti i cittadini italiani una legge che va nella direzione opposta alla promessa di sicurezza, addirittura la licenza di uccidere ai minorenni e una serie di inaccettabili proposte volte a cambiare lo status della fauna selvatica, che la Costituzione sancisce come “patrimonio indisponibile dello Stato”. Aggiunge Giulianelli “Si tende ad annullare di fatto ogni inalienabile Diritto alla sicurezza e all’incolumità dei cittadini consentendo l’uso di armi da caccia persino ai minorenni. Inoltre è chiaro che tale situazione rappresenta un’enorme forzatura finalizzata a giocare su posizioni estreme la ridefinizione della Legge quadro 157/92, con l’obiettivo di ottenere ulteriori privilegi per la lobby venatoria.

La stessa depenalizzazione dei reati, altro punto qualificante del famigerato testo unificato, permetterebbe di esercitare la caccia assoggettando il territorio e gli abitanti ad una pressione venatoria e di armi da fuoco impensabili: la sottrazione di Diritti fondamentali ai danni della maggioranza degli italiani per favorire chi si diverte sparando e che già miete un numero di vittime altissimo anche tra la gente comune!”  

Gli ultimi dati aggiornati a integrazione di quelli già forniti il 3 febbraio in Conferenza Stampa dall’Associazione risultano i seguenti; "su 127 casi osservati, le vittime per armi da caccia risultano essere 136 (94 i feriti e 42 i morti), tra cui ben 27 feriti e 17 morti tra la gente comune, ovvero coloro  che con la caccia non avevano o non volevano avere niente a che fare", ( da rassegne stampa del periodo dal 1.09.2009 al 31.01.2009)

Anche il SAP (Sindacato Autonomo di Polizia) giudica "impressionante" la mattanza denunciata dall’Associazione Vittime della Caccia; con le nuove disposizioni in materia certamente il numero di morti e feriti e l’allarme sociale conseguente cresceranno oltre ogni ragionevole misura... altro che ‘sicurezza’!” il fenomeno emerso e denunciato dall'Associazione Vittime della Caccia e documentato dalla  raccolta di rassegne stampa, scaricabile dal sito www.vittimedellacaccia.org.

“Faremo una battaglia incessante per impedire questo follia anticostituzionale e denunceremo  alle massime Autorità dello Stato il tentativo di ridisegnare la caccia e l’uso delle armi da fuoco a misura dei soli interessi delle 700.000 doppietta in spregio ai Diritti costituzionali di tutti i cittadini” Conclude Maurizio Giulianelli, dell’Associazione Vittime della Caccia.

ASSOCIAZIONE VITTIME DELLA CACCIA - www.vittimedellacaccia.org

-o-

 

ASSOCIAZIONE VITTIME DELLA CACCIA

www.vittimedellacaccia.org

FATTI E MISFATTI DELLA STAGIONE VENATORIA 2008/2009

 

I DATI – SPUNTI DI RIFLESSIONE SU SICUREZZA E ARMI

Indice:

- Introduzione dell’Associazione Vittime della Caccia.

 

-Dati analitici delle vittime da armi da caccia:

- dal 1 settembre al 20 settembre (Pre-aperture di 15 regioni su 20).

- dal mese di settembre 2008 al mese di gennaio 2009.

 

 

- ARMI, MUNIZIONI, GITTATE E DISTANZE DI SICUREZZA, LEGGE 157/92.


§


Introduzione di Daniela Casprini, Associazione Vittime della Caccia.

Il prezzo in vite umane e feriti che l’uso di armi da caccia provoca, non soltanto durante l’esercizio dell’attività venatoria, continua a essere ricondotto alla tesi della tragica fatalità.

Sulla stessa lunghezza d’onda si pongono purtroppo sia i media che gran parte della classe politica.

Nemmeno ora che la questione “sicurezza” assurge ad elemento fondante della discussione politica, ci si sforza di entrare nel merito di questo fenomeno allarmante.

Occorre invece avviare una riflessione critica e profonda, al fine di intraprendere tutte le necessarie misure atte a difendere i cittadini dal pericolo e dai rischi di gente in possesso di armi da caccia.

La risibile tesi della tragica fatalità sostenuta dal mondo venatorio non regge di fronte all’ennesimo bollettino di guerra. Non è “accidentale” ciò che è ponderabile, prevedibile, prevenibile. In ambito venatorio i cacciatori si muovono su terreni sconnessi, fangosi, scivolosi, saltano fossi, recinzioni private, sparano appena vedono muoversi qualcosa. Questo non lo diciamo noi, lo testimoniano le cronache che abbiamo raccolto. Ma non solo in ambito venatorio le armi da caccia sono strumento di morte, anche in ambito domestico si consumano sanguinosi crimini, sono un mezzo la cui reperibilità non è troppo difficoltosa né tanto meno la loro circolazione desta particolare attenzione. Girare con un fucile da caccia passa molto più inosservato che brandire una pistola. Anche il crimine lo sa e infatti è in questo contesto che avvengono diversi “regolamenti di conti”.

Non casualmente, abbiamo anche voluto evidenziare gli interventi di elisoccorso per recuperare i cacciatori feriti o morti in luoghi non altrimenti raggiungibili dai soccorsi, interventi questi che comportano costi sociali elevatissimi.

Relativamente ai morti e feriti strettamente connessi all’esercizio dell’attività venatoria (attività che si sviluppa in quasi 5 mesi l’anno) appare evidente che ormai gran parte delle campagne battute da gente armata sono luoghi antropizzati, dove già le distanze tra una casa e l’altra e una strada, non permetterebbero, a rigor di legge e di buon senso, questa pericolosa e invasiva attività. Luoghi, questi, interessati dalla presenza abituale di agricoltori e di tanti cittadini che vivono il contatto con la natura in modo non violento, non necessariamente pacifisti, persone normali; escursionisti, cercatori di funghi o chiunque si prenda il piacere di farsi una passeggiata, magari con i propri figli.

Non passa stagione venatoria che non si verifichino incidenti le cui vittime sono queste persone. E sono un numero talmente alto da non poter essere taciuto. E poi gli abusi, l’arroganza, l’invasività, la protervia, la violenza, l’uccisione di animali domestici, il piombo nei propri terreni e nelle falde acquifere. Sempre più italiani non sono disposti ad accettare oltre questa situazione e il mondo politico dovrebbe prenderne atto invece di soddisfare le brame di totale impunità di una minoranza, armata oltretutto!

Nello specifico la caccia al cinghiale implica l’uso di fucili con una gittata utile assai elevata e con una devastante capacità distruttiva dei proiettili esplosi, non da meno sono raccapriccianti le ferite prodotte dalle munizioni spezzate (pallini di piombo) e quando ad esserne offese sono persone che non hanno un’arma in mano… l’indignazione deve scuoterne le coscienze! Si rende responsabile di tali delitti non solo il cacciatore, ma anche chi permette loro di arrogarsi un diritto che diritto non è. La caccia non è un diritto, la caccia è una concessione dello Stato (comma 1, art. 12, legge 157/92).

Sempre le cronache testimoniano che le armi da caccia sono responsabili dell’uccisione e del ferimento di persone anche fuori dalla stagione venatoria. Non sono infrequenti tragedie causate dall’imperizia o la spregiudicatezza nella detenzione delle stesse persino in casa (armi che arrivano in mano anche a dei bambini).

Desta inoltre enorme preoccupazione la sequela di omicidi volontari (compresi improvvisi raptus) di cui sono piene le cronache, commessi da coloro che possiedono armi da caccia, quasi sempre cacciatori.

Restano tra l’altro forti perplessità relativamente agli attuali criteri normativi che conferiscono l’idoneità fisica e psichica al possesso di armi da caccia che non prevedono neppure un limite di età massimo per l’abilitazione, test alcolemici periodici e visite psichiatriche. Sfugge, quindi, alla logica e al buon senso, alla luce di quanto si ripete ad ogni stagione venatoria, come si possa pensare di appoggiare e promuovere disegni di legge che vanno nella direzione opposta agli interessi della maggioranza di cittadini. Non regge la tesi dei cacciatori che dicono che anche in casa si muore, al lavoro si muore, sulla strada si muore. La caccia non è una necessità al giorno d’oggi è un “hobby”, un divertimento di alcuni individui che evidentemente godono nell’uccidere. Non esiste il cacciatore ambientalista, inutile che si dipingono come tali, chi tiene all’ambiente non vi riversa sangue e piombo, non offende chi chiede di stare tranquillo e al sicuro dal fuoco incrociato nel proprio giardino, di curare le proprie piante, di accarezzare il proprio gatto o semplicemente di guardare il paesaggio in pace, senza correre il rischio di rimanere uccisi da un proiettile e da una rosa di pallini. Questa è la situazione in Italia ad oggi, come testimoniano i nostri aderenti e soci. Noi portiamo qui la loro voce e le loro testimonianze.

1 febbraio 2009.

Daniela Casprini, Associazione Vittime della Caccia.


-o-


Normal 0 14 false false false MicrosoftInternetExplorer4

ARMI, MUNIZIONI, GITTATE E DISTANZE DI SICUREZZA, LEGGE 157/92.

Qui di seguito la lista dei fucili e delle munizioni maggiormente utilizzati per l’attività venatoria. La loro potenza e gittata la dice lunga sul livello di sicurezza che il loro uso comporta soprattutto nelle zone antropizzate, ed evidenzia inoltre l’inadeguatezza dell’art.21 della legge 157/92 (comma 1, lett. f) in materia di distanze di sicurezza. Distanze di sicurezza già molto poco rispettate.

Legge 157/1992, art. 21, comma 1, lett.f);

“f) sparare da distanza inferiore a centocinquanta metri con uso di fucile da caccia con canna ad anima liscia, o da distanza corrispondente a meno di una volta e mezza la gittata massima in caso di uso di altre armi, in direzione di immobili, fabbricati e stabili adibiti ad abitazione o a posto di lavoro; di vie di comunicazione ferroviaria e di strade carrozzabili, eccettuate quelle poderali ed interpoderali; di funivie, filovie ed altri impianti di trasporto a sospensione; di stabbi, stazzi, recinti ed altre aree delimitate destinate al ricovero ed all'alimentazione del bestiame nel periodo di utilizzazione agro-silvo-pastorale;”

La munizione spezzata (pallini di piombo) viene generalmente utilizzata in Italia per la caccia agli uccelli ed ai piccoli mammiferi (lepre), mentre la munizione ad unica munizione per gli animali di grande mole ed in particolare il cinghiale.

I fucili a canna liscia sono anche le doppiette, le spingarde e i sovrapposti. I fucili normalmente sono a canna liscia e vengono usati per piccole prede. La canna liscia ha minore gittata della canna rigata. Le carabine invece portano la canna rigata per la caccia a prede più grandi, dove serve una gittata assai più lunga e di maggior impatto. Si può quindi dire che i fucili di piccolo/medio calibro sono a canna liscia, mentre quelli di grande calibro sono a canna rigata, le carabine.

**************************************************************************************

Le distanze di sicurezza andrebbero sempre valutate sulla base del tipo di caccia esercitata nella zona e dell'eventuale impiego di armi a lunga gittata.

***************************************************************************************

Calibro Velocità m/s Gittata in m.

4,5 mm aria compressa - Velocità m/s 120/165 - Gittata in m.100/150

4,5 mm aria compressa - Velocità m/s 200/250 - Gittata in m. 200/300

(Fucili per il tiro a segno, possono essere utilizzati anche per abbattere volatili di medie dimensioni, ad anima liscia).

6/9 mm Flobert -Velocità m/s 225 - Gittata in m. 700

(Fucili usati nella caccia a capanno – doppietta - e provocano poco rumore. I "veri" calibri Flobert quindi anulari sono 6 e 9 millimetri, mentre l'8/44 Centerfire ed il 9 Speed a percussione centrale sono "minicalibri". Essendo a canna liscia non sono legati a quote del bossolo.

Esistono armi cosidette "da bersaglio da sala" camerate per il 6 Flobert a palla, con canna rigata; in questo caso per il fatto di avere l'anima rigata ed una palla da 5,6 mm. la normativa le esclude dall'impiego venatorio).

.22 Long Rifle a percussione anulare - Velocità m/s 350 - Gittata in m. 1370

.22 Long Rifle HS - Velocità m/s 370 - Gittata in m. 1500

.22 Winch. Magnum - Velocità m/s 610 - Gittata in m. 1800

(Proiettili per Beretta 950, possono abbattere un fagiano anche a distanza senza nemmeno essere scorto. Probabilmente se introdotto anche un mirino telescopio si lascia immaginare quanto sia facile colpire qualsiasi bersaglio. Con questi fucili si puo’ arrivare ad uccidere anche lepri, conigli fino agli ungulati. Di fatto possono provocare danni mortali a persone, abitazioni, auto, la loro potenza può arrivare a trapassare da parte a parte un’automobile).

243 Winch. proiettile Velocità m/s 1070 - Gittata in m. 3200

7x70 mm proiettile Velocità m/s 830 - Gittata in m. 3500

8x57 mm JS proiettile Velocità m/s 830 - Gittata in m. 3500

6,5x57 mm proiettile Velocità m/s 1020 - Gittata in m. 4000

7x57 mm proiettile Velocità m/s 850 - Gittata in m. 4500

6,5x68 mm - proiettile Velocità m/s 1150 - Gittata in m. 5000

(Sono calibri che vengono utilizzati per la caccia al capriolo e per calibri più alti come il 7 o l'8 possono abbatter cinghiali, leoni. Con un 8x57 o un 7.70 è possibile abbattere facilmente un rinoceronte o un elefante).

30 M1Carb. Proiettile - Gittata in m. 2000

(Del tutto simile ai precedenti, non c'è molto da aggiungere, non di grande calibro, ma può arrivare a uccidere senza problemi caprioli o felini di medie dimensioni, quindi anche un uomo).

Fonte: http://www.earmi.it/balistica/capriolo.htm

Fonte; http://ultimak.com/pic19.htm

ASSOCIAZIONE VITTIME DELLA CACCIA

www.vittimedellacaccia.org - Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 


 

//

' ); // ]]>

Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. //

Comments

Per poter lasciare o leggere i commenti bisogna essere iscritti.
 

Commenti Facebook

Da questo semplice form potrete collegarvi direttamente al vostro account su facebook.

Banner