Associazione Vittime della caccia

organizzazione di volontariato senza fine di lucro ai sensi della Legge 266-91

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OPTA News

OPTA -SE LI CONOSCI SAI COSA VOTARE

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OPTA - Osservatorio Politico Trasversale Anticaccia

- SE LI CONOSCI SAI COSA VOTARE -

Siamo quasi arrivati alle date delle elezioni, è dunque necessario trarre le conclusioni su chi e cosa è opportuno votare sulla base delle proprie convinzioni etiche ed anticaccia. Il panorama non offre grandi e svariate conferme a chi voglia dare il proprio voto animalista e ambientalista, ancora debole e superficiale la risposta della politica alle nostre istanze anche se l'enorme bacino di voti che rappresentiamo comincia a farsi sentire in maniera pressante e determinante. Sta a noi e solo a noi far comprendere, col nostro voto, quanto siamo davvero determinanti e determinati!

La trasversalità che caratterizza l'Associazione Vittime della caccia impone di offrire una serie di scelte nel rispetto del credo politico di ognuno, senza evitare per questo di trarre le dovute conclusioni sulla base dei contenuti di cui si son fatti portatori candidati e sigle politiche.

Un candidato può essersi rivelato un amico anticaccia/animalista prezioso in precedenti legislature ma appartenere ad un partito il cui programma non contempla i Diritti che difendiamo o che addirittura li avversa. Pertando riteniamo più utile 'optare' per le sigle che hanno maggiormente dato garanzie passate o per il nuovo che garantisca un impegno serio e chiaro su animali, ambiente, caccia e Dritti civili per mezzo di candidati di chiara e certa fede ambientalista.

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Partiamo da chi ci ha da sempre appoggiati e sostenuti, lottando assieme a noi contro la caccia, non certo per tornaconto elettorale in quanto storici nella battaglia per il referendum anticaccia:

RADICALI, LISTA AMNISTIA E LIBERTA'

"CI UNIAMO AL FIANCO DELL’ASSOCIAZIONE VITTIME DELLA CACCIA": Dichiarazione di Giuseppe Rossodivita candidato Presidente per la Regione Lazio > http://www.vittimedellacaccia.org/se-li-conosci-li-segui/2970-opta-radicali-ci-uniamo-al-fianco-dellassociazione-vittime-della-caccia.html

Consigliamo vivamente di sostenere Donatella Poretti (capolista in Liguria ma presente anche in altre liste)> "INTERROGAZIONE DEI SENATORI DONATELLA PORETTI E MARCO PERDUCA" > http://www.vittimedellacaccia.org/ultimissime/2785-dati-vittime-della-caccia-interrogazione-dei-senporetti-e-perduca-al-ministero-politiche-agricole.html

Le LISTE DEI RADICALI nelle varie regioni: http://www.ivg.it/2013/01/elezioni-ecco-la-lista-dei-radicali-per-il-senato-capolista-la-poretti-alla-camera-pannella

(Attenzione: la candidata Farina Coscioni è favorevole alla sperimentazione animale. Evitare!)

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Il nuovo: RIVOLUZIONE CIVILE - INGROIA

Caccia: «Siamo contrari all'attività venatoria, intesa come disciplina ludica e ricreativa. Compito prioritario è quello di porre al centro delle politiche di sviluppo la tutela della biodiversità. L'Italia è il Paese europeo più ricco di biodiversità, ma la nostra pressione sui sistemi naturali e sulle forme viventi è divenuta ormai insostenibile. Se vogliamo conservare le nostre risorse naturali, anche a vantaggio dei nostri discendenti, dobbiamo rivedere il nostro modello di consumo e di produzione. In tale riordino non ci può essere spazio per un'attività ricreativa come la caccia. Intendiamo sostenere l'attuazione della strategia nazionale della biodiversità e porre tra gli indicatori di sviluppo anche l'impronta ecologica».

I CANDIDATI: http://www.rivoluzionecivile.it/candidati-camera-senato/

Consigliamo vivamente di sostenere Valentina Stefutti> http://www.vittimedellacaccia.org/se-li-conosci-li-segui/2956-opta-se-li-conosci-li-segui-valentina-stefutti-rivoluzione-civile-ingroia.html e Nando Bonessio> http://www.bonessio.it/

Su vivisezione: http://www.rivoluzionecivile.it/2013/02/15/aboliamo-la-sperimentazione-sugli-animali/

GLI ALLEATI: i VERDI: la loro posizione qui>http://www.verdi.it/not2011/itemlist/category/39-caccia.html; Angelo Bonelli > http://www.angelobonelli.it; Andrea Gasparini> http://www.andreagasparini.it/ ;

IL PROGRAMMA: http://www.rivoluzionecivile.it/programma-di-rivoluzione-civile/

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vediamo un po'...

Una particolare attenzione sarebbe da prestare al MOVIMENTO 5 STELLE che nel programma nazionale non ha inserito alcun riferimento agli animali, all'ambiente e alla caccia.

A domanda ci è stato risposto che avremmo potuto avanzare noi le proposte in materia di caccia e lo abbiamo fatto nella speranza che queste ricevano un numero sufficiente di sostegni espressi attraverso il voto sul blog - ovvero iscrivendosi e registrandosi è possibile votare le nostre proposte lampo - Se pensate sia utile che i candidati del Mov.5 stelle portino la nostra voce nelle istituzioni, votate le nostre proposte a questa pagina: CACCIA-NO http://www.beppegrillo.it/listeciviche/forum/2013/02/caccia-no.html

Fate attenzione, prima di andare ai seggi, di controllare se tali proposte o simili su caccia, animali e ambiente siano state accolte nel programma del Movimento 5 stelle. Senza questo impegno chiaro il Movimento 5 Stelle non porterà avanti le nostre battaglie di civiltà a livello nazionale, in quanto non rientreranno nella loro agenda.

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MEMO ALTRI PARTITI

PARTITO DEMOCRATICO (PD) : "Toscana, appello pro Bersani ai cacciatori" http://www.liberoquotidiano.it/news/1121133/Primarie-Toscana-appello-pro-Bersani-ai-cacciatori.html

SEL - SINISTRA ECOLOGIA E LIBERTA': Nonostante le belle parole in programma e una candidata di valore (Loredana De Petris http://www.vittimedellacaccia.org/se-li-conosci-li-segui/2960-opta-se-li-conosci-li-segui-loredana-de-petris-sel.html), in Puglia Vendola ha dimostrato ampiamente cosa intende fare in materia di caccia: sono infatti stati necessari vari ricorsi al TAR per fermare gli abbattimenti in deroga degli storni voluti dalla giunta regionale Puglia, amministrata da Vendola, per accontentare i cacciatori. Tra l'altro in Toscana.... capolista al Senato per SEL ci è andato un cacciatore: Renzo Ulivieri.Tanto ci basta. Dispiace per la candidata Loredana De Petris, sincera anticaccia, ma nelle liste di SEL.

UNIONE DI CENTRO (UDC): "Caccia: firmato protocollo intesa Udc - CacciaAmbiente" http://www.vittimedellacaccia.org/se-li-conosci-li-eviti/2959-opta-se-li-conosci-li-eviti-ludc-appoggia-caccia-ambiente.html.  Nonostante la buona volontà della candidata Loredana Pronio di portare i Diritti animali e anti caccia, con l'accordo sottoscritto con Caccia-Ambiente per l'UDC perdiamo ogni speranza di rinnovamento. Non c'è bisogno di aggiungere altro.

FARE PER FERMARE IL DECLINO: "Caccia e armi da….Oscar!" > http://www.vittimedellacaccia.org/se-li-conosci-li-eviti/2952-opta-se-li-conosci-li-eviti-oscar-giannino-.html...La caccia e l’industria armiera italiana:  una gradita sorpresa per tutti i cacciatori"...

FUTURO E LIBERTA' (FiL): Non si pronuncia sulla caccia, ma non dimentichiamo lì'impegno profuso a favore di cacciatori e leggi sempre più permissive in passato. Noi non dimentichiamo. Nemmeno la maggioranza dei votanti.

FRATELLI D'ITALIA- DESTRA NAZIONALE: ha sottoscritto un accordo con il Movimento per la Caccia e la Civiltà Rurale-Associazione Cacciatori Veneti il 21 gennaio. Basta questo, o dovremmo sperare nella sola candidatura della candidata Claudia Ciotti ? ("L'impegno di Claudia Ciotti per i diritti degli animali" http://www.milanotoday.it/politica/elezioni/regionali-lombardia-2013/claudia-ciotti-programma-animali.html)

PARTITO DELLE LIBERTA' (PdL): Purtroppo non sono sufficienti alcuni candidati molto affidabili (Fiorella Ceccacci Rubino, Gabriella Giammanco, Mancuso ecc) che in passato hanno lavorato molto bene contro la caccia e in favore degli animali. Ma nel PDL esistono sensibilità differenti, e manca una posizione unitaria in materia. Il grosso del problema sorge soprattutto dalla loro alleanza con la Lega Nord...

LEGA NORD: Partito dei cacciatori per eccellenza, hanno favorito ogni tipo di proposta per la liberalizzazione della caccia in Italia, anche le più selvagge ed insostenibili. Utopia pura ed arroganza.

SCELTA CIVICA CON MONTI: Non si esprime sulla caccia, favorevole alla sperimentazione sugli animali.

in aggiornamento...

 


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Impegno di senatori, parlamentari o candidati contro la caccia

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OPTA - OSSERVATORIO POLITICO TRASVERSALE ANTICACCIA

di Associazione Vittime della caccia - 23.11.2012

 

LETTERA AI SENATORI, AI PARLAMENTARI E AI FUTURI CANDIDATI PER LE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE

FINALIZZATA A CONOSCERE POSIZIONE E IMPEGNI FUTURI CONTRO LA CACCIA.

Egregio Senatore, Onorevole o Candidato,

In qualità di portavoce dell'Associazione Vittime della Caccia, mi permetto di portare alla Sua attenzione la ricaduta negativa in termini di sicurezza che l'esercizio dell'attività venatoria continua drammaticamente a comportare per tanti e tanti  cittadini.

Certamente non Le saranno sfuggiti i dati sui morti e feriti per armi da caccia che la nostra Associazione si occupa di censire e portare a conoscenza dell'opinione pubblica e delle Istituzioni.

Registriamo, purtroppo, una recrudescenza allarmante, relativamente al numero di vittime (anche persone che con la caccia nulla hanno a che fare) nel corso dell'attuale stagione venatoria 2012-2013
Stagione venatoria 2012-2013:

VITTIME PER ARMI DA CACCIA

Stagione venatoria 2012-2013:

In totale dal 1 settembre al 18 gennaio 2013 - (56 giorni effettivi
– 3gg disp. ogni cacciatore per settimana)

31 MORTI e 109 FERITI = 140 VITTIME in totale

Di cui:

35 VITTIME tra la GENTE COMUNE (10 MORTI e 25 FERITI)

tra questi 9 i MINORI VITTIME: 5 MORTI e 4 FERITI

e 105 tra i CACCIATORI (21 MORTI e 84 FERITI)


Dalle quotidiane rassegne stampa emergono dinamiche e accadimenti inquietanti che non risparmiano neppure i minori di età: troppo spesso infatti ad essere colpiti sono i bambini, portati imprudentemente alle battute di caccia (ultimo in ordine di tempo, Andrea, il dodicenne ucciso in provincia di Nuoro, durante una battuta di caccia al cinghiale).

Il prezzo in vite umane, i costi sociali, il sempre più diffuso allarme sociale subìto da chi vive in campagna,(territori provinciali a notevole densità antropica tra residenti, attività agricole e turistiche, presenza di escursionisti, cercatori di funghi, amanti della natura, ecc... ) impongono a tutti una responsabile riflessione e l'adozione di norme atte a garantire l'incolumità pubblica seriamente minacciata dalle armi da caccia.

Non è accettabile che una minoranza di persone a cui è concesso portare un'arma da fuoco - evidentemente perniciosa come dimostrano le cronache -   possa risultare ancora compatibile con il vivere civile della stragrande maggioranza dei cittadini e si badi bene, parliamo in primo luogo dei rischi per la pubblica incolumità. Anche se la qualità della vita delle persone non è certo ultima in ordine d'importanza, in quanto Diritto inalienabile della persona.

Non dimentichiamoci che l'Italia è l'unico Paese a permettere ai cacciatori di cacciare praticamente ovunque, e laddove sarebbe vietato si caccia lo stesso con la scusa dell'esubero di specie ritenute nocive. Significativo il fatto che queste sono specie diffuse proprio dai cacciatori da molti decenni e ancora allevate a scopo venatorio.

Solo alla luce di questo risulta impossibile delegare ancora la caccia per risolvere i problemi da questa stessa prodotti.

Oggi l'Italia è un Paese dove l'antropizzazione è molto alta rispetto al territorio, non è più il Paese di 20 anni fa quando venne approvata la legge 157 per regolare il prelievo venatorio e dettare norme a tutela della fauna selvatica.

La pianificazione di oltre l'80% del territorio italiano che regioni e province esercitano, destinando di fatto interi territori provinciali alla caccia (dove dentro insistono abitazioni, agglomerati, sedi stradali e luoghi di pubblico interesse) non può che produrre una convivenza inconciliabile tra la maggioranza di persone comuni e migliaia di persone armate e troppo spesso tracotanti e pericolose, che di fatto accedono nelle proprietà private grazie all'art.842 del codice civile di mussoliniana memoria.

Non sembra ancora venire dal mondo venatorio una piena e responsabile consapevolezza, circa il merito dei problemi che la caccia sta comportando.I soli numeri delle vittime per armi da caccia è impressionante e lasciano poco spazio anche alle opinioni personali sulla caccia.
Evidentemente il mondo della caccia a tutti i livelli si sente in diritto di continuare a esercitare la propria attività in spregio alla sicurezza dei cittadini.

Questo quadro, estremamente reale e corrispondente alla situazione attuale in Italia, è denunciato sempre più massicciamente da intere famiglie, quartieri, persone disperate assediate letteralmente dai cacciatori, ostaggi in casa propria, cittadini questi che stanno imparando a capire quanto valga il loro voto e il loro non voto, affinchè non favorisca ancora candidati che si prestano ai capricci dei cacciatori.

La caccia così come esercitata nel nostro Paese ha via via depauperato la fauna selvatica, alterato gli equilibri naturali tra specie, inquinato l'ambiente con tonnellate di piombo ed esponendo il nostro Paese a continui richiami da parte della comunità europea.

C'è inoltre un sentire maggioritario di profonda indignazione per le crudeltà gratuite insite in questa pratica, una violenza su altre creature che l'etica e la morale diffuse non intendono tollerare ulteriormente.
Mi preme rilevare, come anche gli ultimi sondaggi abbiano confermato che la maggioranza degli italiani è nettamente contraria alla caccia e favorevole ad una sua drastica riduzione per un processo di graduale contenimento fino alla sua abolizione.

E da queste oggettive e non confutabili considerazioni, espressione di un pensiero maggioritario che auspico sia da Lei condiviso, che Le chiedo un impegno, ora e in futuro, nel caso vorrà ricandidarsi per le prossime elezioni o candidarsi per la prima volta: un impegno finalizzato a ottenere sul piano legislativo e normativo tutte quelle misure necessarie a contenere la caccia fino alla sua abolizione (obbiettivo prioritario dell'Associazione Vittime della caccia).

*Sarà gradito un Suo pronunciamento a quanto Le scrivo, accompagnato da una dichiarazione di impegno costruttivo ed efficace su questa battaglia di civiltà, che non mancherò di pubblicizzare - qualsiasi sia la sua risposta o non risposta - nella sezione OPTA apposita del nostro sito: OSSERVATORIO POLITICO TRASVERSALE ANTICACCIA (Se li conosci li SEGUI - Se li conosci li EVITI), al fine di informare gli interessati diretti e indiretti, così da dare agli elettori la possibilità di fare le proprie scelte sulla base delle proprie convinzioni ed esigenze di sicurezza e pace.*


Con l'occasione desidero porLe i miei personali saluti, uniti a quelli di tutti coloro che operano nell'Associazione Vittime della Caccia.

Maurizio Giulianelli, vice presidente Associazione Vittime della caccia - Email: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. - web: www.vittimedellacaccia.org


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Voto per gli uccelli da richiamo per la caccia, la Regione Emilia-Romagna approva

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L'Emilia Romagna si adegua alle norme europee a modo suo. In Regione si potrà usare il barbaro metodo degli uccelli da richiamo per la stagione della caccia. Scompare l'anima ambientalista del centro-sinistra. Meo (Verdi): "Voto contro perchè questo tipo di caccia è anacronistica". Defranceschi (5 stelle): "noi l'unico fronte compatto in regione contro la caccia"
Le lobby della caccia emiliano romagnole colpiscono ancora. Non più di due giorni fa l’assemblea legislativa della Regione ha approvato la modifica della legge regionale sulla caccia in deroga, adeguando la norma alla Direttiva comunitaria n. 79/409/CE per quanto riguarda le catture di uccelli allo scopo di utilizzarli come richiami vivi per l’attività venatoria.

Insomma il Parlamento dell’Emilia Romagna avendo la possibilità, come concesso dall’Unione Europea ad ogni singola regione, di decidere se permetterne l’uso o meno, ha compiuto una scelta ben poco ecologica ed ambientalista.

Ventisei i voti favorevoli, 13 contrari e 6 astenuti hanno approvato la modifica regionale per poter consentire ai tanti cacciatori della domenica, un po’ come nel Secondo tragico Fantozzi con Paolo Villaggio, di posizionare in luoghi di caccia, gabbiette con dentro dei piccoli volatili. La pratica vuole che gli uccellini vengano rinchiusi nelle gabbie per mesi, al buio e scoperti poche ore prima di essere posati nel bosco. In modo che, appena vista la luce, si mettano a cantare in modo disperato. Il cosiddetto “richiamo” che fa accorrere decine di altri uccelli così facilmente massacrabili a fucilate.

Un provvedimento che lascia poco spazio alle anime ambientaliste dentro la maggioranza di centro-sinistra. Sia il gruppo Sel/Verdi, sia l’Idv, si sono spaccati con il 50% di voti contro e 50% a favore, mentre il rappresentante della Federazione delle Sinistre si è invece astenuto.


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Emilia Romagna: Gabriella Meo, consigliere Sel-Verdi Caccia in deroga: il mio intervento in aula

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VEDI ANCHE QUESTO LINK: Voto per gli uccelli da richiamo per la caccia, la Regione Emilia-Romagna approva

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Emilia Romagna: Gabriella Meo, consigliere Sel-Verdi

Caccia in deroga: il mio intervento in aula


da www.gabriellameo.it

Progetto di legge d’iniziativa della Giunta: “Attuazione della Direttiva 2009/147/CE e conseguenti modifiche alla legge regionale 6 marzo 2007, n. 3 (Disciplina dell’esercizio delle deroghe previste dalla Direttiva 79/409/CEE) relativamente alla cattura di uccelli a scopo di richiamo” (delibera di Giunta n. 825 del 13 06 11). (22)

MEO: Grazie, presidente. Sono particolarmente contenta di intervenire dopo l’intervento dei due colleghi del PdL che mi hanno preceduto.

Devo fare una premessa necessaria. Ritengo che questo provvedimento – di questo faccio merito al relatore – segua dal punto di vista formale e sostanziale i dettami di legge e sia un adeguamento che comunque questa Regione doveva fare. Lo dico in premessa e in questo mio intervento faccio anche dichiarazione di voto, perché ovviamente il tema della caccia in deroga, in particolare della cattura degli uccelli per la caccia con i richiami vivi, è proprio una cosa che, vi confesso, a me non va giù per una serie di motivi. Molti sono già stati espressi, per cui non ci torno sopra. Basta guardarli da un punto di vista diverso.

C’è un tema che però mi turba, consigliere Pollastri. Ogni volta che si parla di questo argomento si descrivono le questioni faunistiche come i danni all’agricoltura piuttosto che i danni da cinghiale, piuttosto che le tortore che crescono a dismisura sul nostro territorio, temi che esistono, in merito ai quali non mi sottraggo a una discussione puntuale sul merito. Qui, però, stiamo parlando di un’altra cosa, che meglio ha espresso chi mi ha preceduto, cioè di una passione, esercizio di un’attività consentita dalla legge che non mi vede d’accordo. Non dobbiamo confondere il tema dell’equilibrio territoriale con il tema dell’esercizio di una, seppur legittima, attività di questo tipo.

Stiamo parlando, ahimè, di una cosa molto triste, che non esiste in tutti i Paesi europei: la caccia con il richiamo vivo e la cattura a questo scopo esiste in alcuni Paesi europei, non in tutti. Come funziona questa attività, che niente ha a che vedere con le tortore cresciute troppo o le mandrie di cinghiali? Esistono dei piccoli passeriformi (merli e tordi in particolare) migratori a medio raggio provenienti dal nord Europa, che ogni anno si fanno dai 4.000 ai 5.000 chilometri, arrivano in Italia, vengono catturati, vengono messi – mi consenta, poi la levo subito – in una gabbietta di queste dimensioni dove passano il resto della loro vita.

(La consigliera Meo mostra ai presenti una piccola gabbia per uccelli)

MEO: Vengono tenuti spesso al buio per essere esposti al momento della caccia, per cui loro si confondono, poveretti: vedono un po’ di luce, pensano che sia arrivata la primavera e si mettono a cantare. Cantando attirano altri piccoli uccelli, che vengono in questo modo abbattuti per soddisfare non un’esigenza di equilibrio territoriale, ma una passione che io non condivido, ma che qualcuno ha e che la legge garantisce.

Questa pratica non mi vede d’accordo per niente e non capisco proprio come dei Paesi «civili» come l’Italia possano ancora tollerarla. I cacciatori stanno calando. È un dato anagrafico: l’età media si alza e il numero diminuisce negli anni. Il motivo non può essere soltanto la questione delle regole, che pure sono necessarie in tutte le regioni e in tutti i Paesi nel mondo: il motivo è che fortunatamente le cose al mondo cambiano e anche le tradizioni – altro tema che viene sempre fuori quando si parla di questa attività – non sono immutate nel tempo: tantissime oggi verrebbero giudicate fuori dal tempo, molte negli anni sono cambiate. Molte riguardano le donne, a cui tradizionalmente venivano affidati alcuni compiti in maniera esclusiva, mentre oggi non è più così. Moltissime riguardano gli animali e molti metodi di macellazione tradizionali oggi sono giudicati non in grado di garantire il benessere animale…

MEO: Le tradizioni reggono fino a un certo punto, poi la storia va avanti, la cultura va avanti, i Paesi cambiano e le tradizioni cambiano.

Mi permetto soltanto di aggiungere una cosa. La Provincia di Parma è stata la prima Provincia italiana ad essere «richiami vivi free», perché nel 2005 con una delibera ha vietato questa pratica. C’è stato un ricorso al TAR, c’è stato un ricorso al Consiglio di Stato. La delibera ha tenuto. In Provincia di Parma non si pratica la caccia con questo sistema arcaico, che giudico anche barbaro. Non è morto nessuno, stanno tutti bene…

(Interruzione del consigliere Bartolini)

MEO: Credo quindi che questo si possa fare. Ritengo che la Regione Emilia-Romagna, che si vanta di essere avanzata sotto molti punti di vista, possa fare uno sforzo in più anche da questo.

Mi fermo qui. Il mio pensiero credo che sia stato abbastanza chiaro. È ovvio che le tradizioni cambiano, è ovvio che i ruoli sono diversi e anche che la Regione doveva normare da questo punto di vista, però permettetemi, per una volta, di dare voce all’insieme. Ognuno ha una passione. Io ne ho un’altra, ed è quella dell’ambiente naturale. Consentitemi di mantenere questa passione e di dare voce a chi altrimenti non ne capitoli come la nostra fauna selvatica bersagliata.

MEO: Avevo già presentato questo emendamento anche in Commissione. Lo spirito è quello evidenziato dal consigliere Defranceschi. Non aggiungo altro, se non il fatto che evidentemente di questo documento c’è stata una lettura diversa, ma mi sembra che lo spirito di questo emendamento sia colto anche da un’apposita comunicazione della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento per le politiche europee, che individua in modo chiaro l’obbligatorietà di un parere favorevole per il rilascio di questi permessi da parte dell’ISPRA. Il senso è lo stesso.

(la dichiarazione di voto)

MEO: Pochi secondi, anche se non volevo fare dichiarazione di voto. Nell’annunciare, come già fatto in precedenza, il mio voto non favorevole a questa delibera, voglio dire che apprezzo molto l’intervento del consigliere Bartolini, che ha il coraggio di dire la verità, cioè che stiamo parlando soltanto di una passione che alcuni hanno e altri non hanno. Questo è corretto.

Scivola un pochino nel sostenere che la caccia in deroga riguardi anche gli storni, che fanno danno all’agricoltura, cosa che non discuto. Contesto però che la caccia agli storni si possa fare con il richiamo vivo, perché, se in un bel frutteto dove atterrano magari 2-3.000 storni ci sono un paio di cacciatori con richiamo vivo, sparano a uno, gli altri vanno. Questo non può essere il sistema per risolvere un problema vero, di cui sarò disponibile nei prossimi mesi a parlare sul serio, non soltanto in termini di passione personale, che non condivido. Sara. Lo zio di Imad: "Perché parla solo ora?"

 

Fonte: www.gabriellameo.it


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La caccia al lupo unisce governo e opposizione.

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Ma chi l’ha detto che in Italia governo e opposizione sono sempre in disaccordo? Quando c’è bisogno di unirsi, per il bene della Nazione, un accordo si trova sempre, il buonsenso prevale,  quando si tratta di temi fondamentali per l’interesse degli italiani, è accaduto per la recente finanziaria “lacrime e sangue”, probabilmente accadrà per sconfiggere il nuovo/vecchio nemico pubblico numero uno, il Bin Laden dei boschi, colui che semina il terrore tra i verdi pascoli del Bel Paese: il lupo. Tanto per cambiare. L’agricoltura in Italia non va più come un tempo? Colpa del lupo.

Il sistema pastorale non funziona come dovrebbe? Colpa del lupo. Altro che crisi economica, altro che banche, altro che Equitalia, altro che politici incapaci, il vero colpevole del disastro agropastorale è sempre, solo lui, il lupo che, per vendicarsi della sua condizione di “animale super protetto”, stermina intere greggi. E così, per far fronte allo scempio causato dal peloso vendicatore solitario, la commissione agricoltura (i cui membri appartengono a pdl, Lega Nord, Futuro e Libertà, pd, Italia dei Valori, Unione di Centro) ha approvato un documento che, nel caso in cui dovesse diventare legge, consentirebbe l’abbattimento dei lupi, e dei cinghiali, per “prevenire danni importanti al bestiame”, senza considerare gli studi scientifici che hanno portato alla tutela del lupo, senza preoccuparsi troppo di elaborare soluzioni alternative per una convivenza pacifica tra uomini e “altri animali”.

Una legge simile sarebbe un grande passo indietro per l’Italia, non lo merita il lupo, non lo meritano i cinghiali allevati per essere cacciati, e non lo meritiamo nemmeno noi italiani, facciamo sapere ai nostri parlamentari (soprattutto a quelli più sensibili alla tutela degli animali) che vogliamo vivere in un Paese civile ed esigiamo che vengano studiati progetti alternativi all’abbattimento, qui trovate gli indirizzi di posta elettronica:

La Commissione Agricoltura: http://www.camera.it/99?shadow_organo_parlamentare=1506

Il Parlamento: http://www.parlamento.it/

Facciamoci sentire!

Fonte: Gruppo d'intervento giuridico


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La Regione Lombardia approva la caccia in DEROGA

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(Adnkronos) - ''Con questo provvedimento -ha sottolineato il presidente della commissione Agricoltura Carlo Saffioti- abbiamo dimostrato ancora una volta alle associazioni venatorie l'impegno e la volonta' di garantire la caccia in deroga, nonostante le oggettive difficolta' esistenti e la mancata modifica della legislazione nazionale vigente in materia".

"Il testo che abbiamo sottoscritto e approvato -ha aggiunto- e' rispettoso delle direttive europee, assicura vincoli e controlli precisi e garantisce la pratica venatoria nel piu' assoluto rispetto delle normative esistenti in materia ambientale e faunistica, consapevoli che la caccia e' una delle piu' antiche e nobili tradizioni della nostra Regione e la sua pratica costituisce un presidio indispensabile in molti territori regionali altrimenti abbandonati a se stessi''.

I rappresentanti della Lega Nord hanno espresso soddisfazione per il voto in Consiglio regionale: ''A parte l'incidente di percorso dello scorso anno -hanno evidenziato- la maggioranza in Regione ha sempre garantito negli ultimi 15 anni la pratica venatoria, che non puo' e non deve essere solo una questione di bandiera politica, ma che deve essere frutto della maggiore condivisione possibile''.

Fonte: Adnkronos


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