Associazione Vittime della caccia

organizzazione di volontariato senza fine di lucro ai sensi della Legge 266-91

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OPTA News

"Liberalizzare le armi anche in Italia", proposta choc della Lega

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sen. Federico BricoloVuoi un’arma sotto il cuscino per rassicurare le tue notti? Cerchi un fucile per sentirti potente a bordo della tua auto in giro per la jungla cittadina? Allora la proposta Bricolo fa per te.
Cos’è? E’ quell’idea che ha arricchito il dibattito in Senato sul rifinanziamento delle missioni italiane dei nostri soldati all’estero.

La proposta avanzata da Federico Bricolo era semplice: cancellare il Catalogo nazionale delle armi da sparo. Una bazzecola? Macchè. Si tratta di un articolo, il numero 7 di una legge che risale al 1975 e che serve a tracciare le armi in mano ai privati.... Leggi tutto alla fonte: http://oltrelostretto.blogsicilia.it

 

(Chi è il Sen. Federico Bricolo(Lega Nord Padania)? Per doverosa conoscenza, il Sen Bricolo, assieme ai senatori Maurizio Gasparri (capogruppo P. d. L.), Roberto Centaro (P. d. L.), Gaetano Quagliariello (P. d. L.), Filippo Berselli (P. d. L.), Sandro Mazzatorta (P. d. L.), Sergio Divina (Lega Nord Padania) hanno presentato un emendamento al d.d.l. Senato n. 1611 (intercettazioni telefoniche), il n. 1707, che prevede una modifica dell’ articolo 380 del codice di procedura penale che elenca i casi in cui si deve procedere all’arresto in flagranza, fra questi anche il delitto di atti sessuali con minorenni (609 quater codice penale). La proposta contenuta nelll'emendamento 1707 prevede l’abrogazione dell’obbligo di arresto nei confronti di chi viene sorpreso in flagranza a compiere atti sessuali “di minore gravità” con minorenni......... A.V.C)


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Inquisito il Presidente di Federparchi Sammuri

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Ipotesi di falso e abuso d’ufficio per il presidente del Parco della Maremma e di Federparchi. Nel mirino le concessioni rilasciate quando era dirigente della Provincia di Siena: un episodio vergognoso che colpisce in pieno il verice della Federazione Italiana Parchi e Riserve Naturali assieme ai vertici della Polizia Provinciale.

Il terremoto giudiziario che nei giorni scorsi si è abbattuto sull’Ufficio caccia della Provincia di Siena lambisce anche la Maremma visto che tra i 29 indagati figura anche Giampiero Sammuri, ex vice presidente della Provincia (dal 1995 al 1999) e attuale dirigente del settore Ambiente a Palazzo Aldobrandeschi, nonché presidente del Parco regionale della Maremma e presidente nazionale di Federparchi.

Il nome di Sammuri è finito nell’inchiesta della Procura senese per il suo passato incarico di dirigente del Servizio risorse faunistiche e riserve naturali della Provincia di Siena.

Per Sammuri vengono ipotizzate le accuse di abuso d’ufficio in concorso e di falsità ideologica.

L’indagine nel complesso comprende il periodo dal primo gennaio 2004 al 19 gennaio 2010: in particolare, secondo gli inquirenti, Sammuri avrebbe autorizzato le operazioni di controllo degli ungulati (cinghiali, cervi e daini) all’interno delle riserve naturali di Lucciola Bella, rete dell’Orcia e del Formone, Alta Val di Merse e Basso Merse, tutte nella provincia di Siena, operazioni che però venivano effettuate con il metodo della “braccata” oppure di notte, sparando da vetture in movimento.

Sammuri non ha partecipato materialmente alle battute di caccia, ma quale dirigente della Provincia avrebbe autorizzato i controlli prima verbalmente fino al 26 giugno del 2009 e da quella data in poi in forza di una disposizione dirigenziale (la numero 836), mentre dal 5 dicembre 2009 era stato il facente funzione Luciano Palazzi ad autorizzare le cacciate. Conti correnti

Non solo: Sammuri come detto è indagato anche per falsita’ ideologica per un episodio accaduto il 18 maggio 2005. Quel giorno infatti l’attuale presidente del Parco della Maremma, secondo gli inquirenti, avrebbe predisposto e fatto sottoscrivere al presidente di Federcaccia la convenzione numero 154 nella quale venivano falsamente attestati fatti dei quali la stessa Federcaccia doveva provare la verita’.

La questione si intreccia coi limiti di spesa imposti agli enti locali dal Patto di stabilit : limiti che nel maggio 2005 erano gi stati superati e pertanto la Provincia di Siena non poteva effettuare il trasferimento dei finanziamenti regionali agli Atc territoriali, visto che secondo la legge il limite di spesa poteva essere superato solo destinando i finanziamenti a un’associazione sportiva riconosciuta dal Coni.

Ecco dunque lo stratagemma: predisponendo la convenzione, Sammuri aveva fatto accreditare le somme da destinare agli Atc (un milione e 72mila euro per il 2005 e un milione e 95mila euro per il 2006) sul conto corrente bancario della Federcaccia di Siena, che poi aveva girato i fondi agli Atc della provincia secondo modalita’ e calcoli predisposti dal Servizio risorse faunistiche di cui Sammuri era dirigente.

In questo modo, secondo l’ipotesi di reato, le somme avevano potuto essere destinate agli Atc grazie a un artificio senza cui il trasferimento dei soldi non sarebbe potuto avvenire per “incapienza del budget” assegnato al Servizio risorse faunistiche e riserve naturali

In teoria avrebbero dovuto essere controlli degli ungulati per gestirne il numero nelle aree naturali protette. In realtà, secondo la Procura senese, quelle autorizzate dal Servizio riserve naturali per anni diretto da Giampiero Sammuri erano battute di caccia effettuate a scopo di svago o per interesse economico (legato alla carne tenuta per sé) e non per mera necessita’.

Battute effettuate con il metodo della “braccata”, ovvero non in modo selettivo e con l’ausilio di più cani, oppure di notte, a bordo di veicoli a motore con l’ausilio di fonti luminose. I cacciatori sparavano direttamente dai mezzi in movimento, sia utilizzando vetture dell’Amministrazione provinciale di Siena che mezzi privati. In entrambi i casi non venivano seguite le procedure prescritte, mancando la preventiva richiesta di valutazione d’incidenza ambientale e il parere obbligatorio dell’Infs (Istituto nazionale della fauna selvatica) e senza che ci fossero un precedente censimento sulla popolazione di ungulati e un serio monitoraggio sui danni alle coltivazioni e sull’eventuale squilibrio ecologico prodotti dagli animali.

In questo modo i partecipanti (dai quali comunque gli inquirenti hanno escluso lo stesso Sammuri, che non ha partecipato alle battute) si procuravano un “ingiusto vantaggio Patrimoniale” consistente sia nel poter prendere parte alle battute, sia usando talvolta mezzi dell’ente pubblico, sia trattenendo un quantitativo imprecisato di carne di cinghiale, cervo o daino.

Ma il vantaggio era anche per altre persone: i proprietari dei terreni che si trovavano all’interno delle riserve naturali, ad esempio, autorizzati a partecipare alle “braccate” nonostante non avessero frequentato il corso di formazione previsto dal Ministero dell’ambiente per la gestione del cinghiale nelle aree protette. Gli stessi proprietari (e in qualche caso anche loro dipendenti), così, venivano posti in condizione di ricevere carne di  cinghiale, cervo o daino a titolo di parziale risarcimento dei danni alle colture, pur sapendo che - in presenza dell’apposita richiesta - sarebbero stati totalmente risarciti dalla Provincia di Siena.

Fonte: www.tutelafauna.it


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“Vendola apre ai cacciatori l’oasi protetta delle Gravine”

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Fonte: www.giornalettismo.com

Un emendamento al bilancio presentato dal Pd e approvato dà il via libera alle doppiette nel parco.

Ma non è una scelta del governatore. Una storia quanto meno strana, quella del parco regionale della Terra delle Gravine, in cui a quanto pare a causa di un errore, è stata data ai cacciatori la libertà di cacciare. E Libero chiama in causa direttamente il governatore, attribuendogli la colpa di quella che invece pare essere una decisione della maggioranza. Scrive il quotidiano di Belpietro:

Prima di Capodanno, durante la discussione in consiglio regionale della Finanziaria, Donato Pentassuglia, consigliere Pd nonché presidente della commissione Ambiente, presenta un emendamento con cui si dà il via libera ai cacciatori di scorazzare liberi nel Parco naturale “Terra delle Gravine”...Leggi l'articolo...


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Ecco la lista dei consiglieri liguri amici degli sparatori

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2010 - Consiglio regionale Liguria

(prendere nota per le future elezioni)

Fonte: Savona&Ponente - Ecco i consiglieri regionali che hanno votato a favore dell’ennesima norma pro-caccia selvaggia, ovvero la “leggina” del  7 Dicembre 2010  che in pratica elimina parte dei parchi liguri – le cosiddette “aree contigue” – dove la caccia era permessa ai soli residenti (a seguito di una sentenza di pochi giorni prima della Corte Costituzionale, che annullava l’ennesimo provvedimento illegittimo della Regione).
Ora potranno accedervi  TUTTI i cacciatori, alla faccia delle aziende agricole e agrituristiche che perderanno i contributi europei destinati ad aiutare i parchi.
La scusa (ridicola) è sempre la stessa: il presunto “contenimento” di cinghiali e caprioli che avrebbero devastato le coltivazioni. A parte il fatto che basta una rete per tenere lontani gli animali, sono ormai anni ed anni che si ricicla la stessa scusa… il che significa una cosa sola: la caccia selvaggia NON SERVE A UN ACCIDENTI. Altrimenti non si ripresenterebbe ogni anno lo stesso identico (presunto) problema.

La verità è un’altra: è anche questo “calciomercato”, con le lobby dei cacciatori  (e dei fabbricanti di armi) che promettono VOTI in cambio di leggi pro-ammazzamenti.
Visto che sulle stessi basi si sceglie di ammazzare anche gli esseri umani  (vedi cacciatori di voti che leccano industrie ed industriali inquinanti), non ci meravigliamo che questa disgustosa compravendita passi anche sulla pelle degli animali: però possiamo evitare, almeno, di votare per gente che dimostra un così alto grado di insensibilità. E magari possiamo anche mandargli una mail, o fargli una telefonatina, per spiegargli i motivi per cui non li voteremo più.
Dunque, ecco la lista degli “eroi” artefici della bravata, provvedimento già ritenuto illegittimo dalla Corte Costituzionale.

BAGNASCO Roberto
PDL
Genova
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010 5485718

BASSO Lorenzo
PD
Genova
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010 5485639

BOFFA Michele
PD
Savona
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01075485826

BRUZZONE Francesco
Lega nord
Genova
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010 5485836

CAPURRO Armando Ezio
Noi con Burlando
Genova
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010/5484709

CAVARRA Alessio
PD
Spezia
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010/5485271

CHIESA Ezio
PD
Genova
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010 5485271

DELLA BIANCA Raffaella
PDL
Genova
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010 5485758

DONZELLA Massimo
Noi con Burlando
Imperia
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010/5485239

FERRANDO Valter Giuseppe
PD
Genova
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010/5485637

FUSCO Marylin
IDV
Genova
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010/5485024

GARIBALDI Gino
PDL
Genova
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010 5485757

LIMONCINI Marco
UDC
Genova
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010 5485999

MELGRATI Marco
PDL
Savona
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010 5485757

MICELI Antonino
PD
Savona
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010 5485649

MONTELEONE Rosario
UDC
Genova
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010/5484800

PIREDDA Maruska
IDV
Genova
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010/5484739

QUAINI Stefano
IDV
Savona
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01/5484712

RAMBAUDI Lorena
PD
Savona
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010/5485474

RIXI Edoardo
Lega nord
Genova
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010 5485836

ROCCA Franco
PDL
Genova
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010 5485757

ROSSI Matteo
Sin.Ecol.Lib.
Genova
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010/5484378

ROSSO Matteo
PDL
Genova
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SASO Alessio
PDL
Imperia
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SCAJOLA Marco
PDL
Imperia
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TORTEROLO Maurizio
Lega Nord
Savona
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*************


A quali schieramenti appartengono e quanti per ognuno

PDL 8
PD 7
LEGA NORD 3
Noi con Burlando 2
IDV 3
UDC 2
Sin.Ecol.Lib. 1 (il più inconcepibile...)

**************

Blocco e-mail da spedire

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Piemonte, la rivolta degli animalisti Pdl

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Bocciata la riforma dell’assessore Sacchetto: così si viola la legge

Nel centrodestra scoppia la polemica sulla riforma della legge regionale sulla caccia presentata dall’assessore All’Agricoltura, Claudio Sacchetto (Lega Nord), e dal presidente della terza commissione Gianluca Vignale (Pdl). Due parlamentari, Manuela Repetti e Gianni Mancuso, si dicono «basiti» per una proposta che non tiene conto della legge nazionale di settore che «non prevede la possibilità di cacciare nei parchi». E quindi «non si capisce come possa la Regione legiferare in un campo che esula dalle proprie competenze». Anche perché «la fauna selvatica appartiene al patrimonio indisponibile dello Stato».

La replica non si fa attendere: «La riforma non è in contrasto con la legge nazionale. I cacciatori sono chiamati a collaborare ai piani di selezione programmati», spiegano i due relatori. E l’assessore aggiunge: «Il testo è stato predisposto proprio tenendo in considerazione la legge nazionale». E così a gennaio in Consiglio regionale inizieranno le consultazioni con l’obiettivo di far approvare la riforma prima dell’estate.


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Caccia, trenta deputati Pdl "Non voteremo doppietta libera"

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Dopo la decisione della maggioranza di forzare la mano cresce il dissenso interno. Tra i firmatari: Fiorella Ceccacci Rubino, Margherita Boniver, Flavia Perina, Fiamma Nirenstein e Pietro Lunardi. Stasera vertice di maggioranza. Sit-in degli ambientalisti a Montecitorio
di ANTONIO CIANCIULLO

ROMA - Nelle urne delle amministrative i voti per il partito della caccia no limits sono stati pochini. In compenso il dissenso nella maggioranza cresce. Una parte del centrodestra ha deciso di forzare la mano presentando una norma che va in direzione opposta alle richieste comunitarie di maggiori protezione per gli uccelli migratori: Bruxelles accusa l'Italia per l'eccesso di deroghe sulla caccia, e il governo spiana la strada alla crescita di queste deroghe.

Ma ci sono alcuni che nel Pdl non ci stanno. Mentre alla Camera si discute dell'articolo che consente di prolungare la stagione venatoria, trenta deputati hanno firmato una lettera indirizzata a Silvio Berlusconi in cui si annuncia il dissenso precisando:  "Non intendiamo legittimare con il nostro voto il cedimento politico di alcuni a una piccola lobby di settore e  di 750 mila cacciatori. Né, tanto meno, alla loro volontà di sparare indiscriminatamente tutto l'anno e contro qualsiasi specie animale". Tra i firmatari: Fiorella Ceccacci Rubino, Margherita Boniver, Flavia Perina, Fiamma Nirenstein e Pietro Lunardi.


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