Associazione Vittime della caccia

organizzazione di volontariato senza fine di lucro ai sensi della Legge 266-91

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Caccia, via libera all'emendamento che allunga la stagione venatoria

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La Commissione Agricoltura della Camera ha dato il via libera all'emendamento all'articolo 43 della legge comunitaria, che consente alle Regioni di posticipare i termini del calendario venatorio dietro preventivo parere di validazione dell'Ispra (Istituto superiore per la ricerca e la protezione ambientale). La commissione ha approvato il provvedimento con 21 voti a favore e 17 contrari.

"Quanto è passato alla Commissione Agricoltura della Camera costituisce una tra le pagine più desolanti in materia di caccia - ha dichiarato l'Associazione Vittime della Caccia - la maggioranza ha voluto e ottenuto l'approvazione dell'emendamento venendo meno all'impegno per una mediazione con il mondo ambientalista".

In effetti, dopo la mobilitazione delle associazioni proprio i parlamentari sono stati invitati a "non cedere agli slogan ambientalisti" perché il provvedimento - definito dal suo promotore parlamentare Paolo Russo "un intelligente federalismo venatorio" - si sarebbe tradotto in "9 giornate di caccia in più all'anno", come dichiarato dal Comitato Nazionale Caccia e Natura.


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CACCIA: AMBIENTALISTI, ORA PDL E LEGA HANNO GETTATO LA MASCHERA

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ROMA - ''Con gli emendamenti presentati alla Camera dei Deputati da alcuni deputati di Lega e Pdl e' finalmente esplicito quello che abbiamo denunciato da tempo: dietro ai reiterati tentativi di modificare la legge 157/92, attraverso la legge Comunitaria 2009, non c'e' alcuna intenzione di rispondere alle procedure di infrazione europee ma solo il tentativo di allungare la stagione di caccia, lanciando messaggi strumentali utili alla campagna elettorale tra i cacciatori''. Lo affermano le associazioni Amici della Terra, Animalisti italiani, Associazione Vittime della caccia, Enpa, Lac, Lav, Legambiente, Lipu, No alla caccia, Vas, Wwf Italia a proposito di due emendamenti, primi firmatari Pini (Lega) e Biava e Rossi (Pdl) che prevedono l'estensione della stagione di caccia ai mesi di agosto e febbraio. ''Cade definitivamente la maschera che nascondeva il vero motivo dei reiterati blitz di cui e' stata oggetto in questi mesi la legge Comunitaria 2009 e che, per fortuna, sono stati finora respinti dal voto bipartisan della Camera dei Deputati. Nessun sincero proposito di rispondere alle procedure di infrazione, che chiedono la riduzione della caccia sotto il profilo delle deroghe e dei periodi di riproduzione e migrazione degli uccelli selvatici, ma solo il gioco scorretto di chi, non riuscendo a cambiare la legge nazionale dalla ''porta'' del testo Orsi, ci prova dalla 'finestra' della legge Comunitaria. ''E' allora opportuno ricordare - sottolineano gli ambientalisti - che per il regolamento della legge Comunitaria alla Camera dei Deputati, come rimarcato dal Presidente della Commissione Agricoltura Paolo Russo, 'sono inammissibili gli emendamenti e gli articoli aggiuntivi recanti modifiche di discipline vigenti per le quali non si presentino profili di incompatibilita' con la normativa comunitaria'. E' esattamente il caso degli emendamenti che propongono l'allungamento della stagione venatoria ed e' il caso dell'articolo 43, approvato al Senato, che ha cancellato i limiti massimi 1 settembre - 31 gennaio per la stagione venatoria.

Fonte : ANSA


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Il far west della caccia troppi tiratori improvvisati

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E’ allarme rosso sugli incidenti venatori. «La necessità di una maggiore sicurezza nell’esercizio dell’attività venatoria, è diventata improvvisamente attuale in Toscana, funestata da troppi incidenti», denuncia Piero Baronti, presidente regionale di Legambiente. Nella stagione appena conclusa in Toscana i morti sono stati tre mentre i feriti cinque. L’anno precedente la nostra è stata la regione con il numero di vittime più alto della penisola: diciassette, tra morti e feriti

14 feb-Scuote la testa Roberto Creatini: «Negli ultimi anni la caccia è diventata più pericolosa. Troppi cacciatori improvvisati». Creatini è uno dei cacciatori più noti della zona di Bolgheri. Da 40 anni imbraccia il fucile tre volte la settimana per andare alla caccia del cinghiale nelle terre dei nobili, gli Zileri, gli Incisa della Rocchetta, i Della Gherardesca.

«Mai un incidente, un pallino fuori posto, in quarant’a nni», precisa orgoglioso Creatini. E pensare che, proprio in queste zone, tra Bolgheri e Castagneto, nelle battute di caccia al cinghiale sono morti in tre, negli ultimi anni: il sindaco di Sassetta Fausto Lorenzelli, Marco Nencioni, dipendente del comune di Castagneto Carducci, e domenica scorsa Giuseppe Orlando, nipote di Gaddo Della Gherardesca.

Morti e feriti. E’ allarme rosso sugli incidenti venatori. «La necessità di una maggiore sicurezza nell’esercizio dell’attività venatoria, è diventata improvvisamente attuale in Toscana, funestata da troppi incidenti», denuncia Piero Baronti, presidente regionale di Legambiente. Nella stagione appena conclusa in Toscana i morti sono stati tre mentre i feriti cinque. L’anno precedente la nostra è stata la regione con il numero di vittime più alto della penisola: diciassette, tra morti e feriti. A livello nazionale invece si contano 30 morti e 87 feriti, stando almeno a quanto rivela l’associazione vittime della caccia: «La nostra associazione è nata mossa non solo dal problema dei morti e feriti per caccia, ma anche da chi si becca i pallini in faccia o non può muoversi di casa perché intorno sparano i cacciatori», spiega Daniela Casprini.

Pago e sparo. Ilio Pasqui, esperto della caccia per il Pd, mette le mani avanti: «E’ scorretto come fanno le associazioni antivenatorie discriminare l’intera categoria dei cacciatori. Il vero problema è rappresentato dalle battute al cinghiale, dove di fatto avvengono gli incidenti».


Dello stesso avviso anche Creatini: «Abolire la caccia? E perché? Basta rispettare le regole. Purtroppo le battute di caccia al cinghiale sono cambiate da quando hanno cominciato a girare i soldi. Uno tira fuori 500 euro e si fa la sua battuta. Gente presa dalla bramosia di sparare, che non sa tenere il fucile, che non rispetta le regole. Pago e sparo. Senza sapere dove e perché».

Cacciatori della domenica. Sono i cacciatori della domenica. Che fanno i manager, i professionisti, gli avvocati e poi nel giorno di festa con gli amici vanno a caccia di cinghiali: «Sono i cacciatori chic, elitari, con la carabina, il Suv...», polemizza Pasqui.
Rincara Creatini: «Noi cacciatori esperti andiamo a caccia del cinghiale tre volte la settimana. E osserviamo rigidamente le regole: stare fermi sulla posta, caricare il fucile appena viene suonata la corna, scaricare quando la battuta è finita, indossare un giubbotto arancione, tenere il fucile sempre alto, muoverlo di 35 gradi a sinistra e 35 a destra...».

Spiega Baronti: «La sicurezza è prevenzione, la fatalità è un mito. La maggioranza degli incidenti causati dall’utilizzo di armi durante l’attività venatoria sono dovuti a imprudenza, stress, scarso controllo: la causa principale è lo sparo che avviene senza la precisa, preventiva identificazione delle caratteristiche della “ preda”».

Ormai siamo alla «guerra» tra i cacciatori esperti e quelli della domenica. «Io ho sempre più paura a partecipare alle battute di caccia al cinghiale perché incontri gente facilona che crede di essere nel Far West», sottolinea Marco Sandri. «C’è solo un sistema per regolarizzare meglio le battute al cinghiale: responsabilizzare i capicaccia. Loro devono guidare la battuta e chi sbaglia fuori», propone Pasqui.

Giubbotto arancione. Il problema della sicurezza nella caccia non viene sollevato solo dalle associazioni venatorie. Anche il presidente della Regione Claudio Martini scende in campo: «Rendere più sicura la caccia è una delle motivazioni che ci ha portato alla modifica della legislazione venatoria in Toscana. Abbiamo inserito le regole di comportamento in sicurezza tra le materie d’esame per ottenere l’abilitazione alla caccia. E in tutto il territorio regionale è poi diventato obbligatorio l’uso del giubbotto ad alta visibilità».

Cinghiali daltonici. Il giubbotto arancione - vecchia richiesta di ambientalisti e associazioni anti venatorie - sarà dunque obbligatorio a partire dalla prossima stagione venatoria. I cinghiali sono daltonici e non lo notano mentre serve ai cacciatori per riconoscersi.
Inoltre Fabio Roggiolani, leader della Sel (Sinistra ecologia e libertà), aveva proposto anche un emendamento per fare il test dell’ alcol ai cacciatori nelle battute al cinghiale. Ma è stato respinto.

 

Fonte : Il Tirreno


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Caccia: "Blitz". Così definisce il ministro Prestigiacomo l'abolizione dei limiti temporali finora in vigore

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Approvato al Senato un emendamento all'articolo 38 del Ddl Comunitaria. I Verdi: "Una vergogna internazionale, questa è licenza di uccidere"

Molto acceso, il dibattito di lunedi 15 febbraio nella trasmissione Porta a Porta di Bruno Vespa. Il ministro dell'ambiente, Stefania Prestigiacomo, sostiene la legge in vigore e intende far abolire l'emendamento "Blitz" passato al Senato, che elimina i limiti temporali finora in vigore. Con l'approvazione dell'art. 38 della legge comunitaria, la maggioranza al Senato ha detto sì alla caccia senza limiti e senza regole, alla possibilità di sparare alla fauna migratoria anche in agosto - quando i territori di caccia sono pieni di gente in vacanza - e anche quando a febbraio gli uccelli migratori fanno ritorno ai luoghi di nidificazione.

I dati forniti da Daniela Casprini, presidente dell'associazione Vittime della caccia, sono inconfutabili. Persone innocenti e cacciatori muoiono per colpa di quest'ultimi: 18 feriti e 1 morto tra la gente comune, 54 feriti e 22 morti tra i cacciatori - per un totale di 72 feriti e 23 morti nell' ambito venatorio.


Estendere l'attività venatoria per periodi maggiori - sostiene il Leader dei Verdi Angelo Bonelli - significa senza dubbio aumentare pesantemente il numero degli incidenti. Con le modifiche introdotte, se non verranno cambiate alla camera, rimangono i termini temporali dal primo settembre al 31 gennaio, che riguardano le specie di mammiferi di cui è consentita la caccia. Tutto il resto sarà in mano alle regioni, compresa la possibilità di sparare ai mammiferi ungulati, come cervi, caprioli e cinghiali.

Per stabilire il calendario della stagione venatoria - è specificato nell'emendamento votato in Aula - sarà obbligatorio acquisire il parere preventivo dell'Ispra (Istituto superiore protezione e ricerca ambientale) "ai fini della validazione delle analisi scientifiche e ornitologiche". Tra i più strenui difensori delle ragioni dei cacciatori è il senatore Franco Orsi, ritenuto tale poichè capace di declinare argomentazioni molto  lucide e razionali a supporto delle loro istanze.


Rilevante, durante la trasmissione di Vespa, è stato il momento in cui il conduttore s'è avvicinato ai vari fucili pregiati, allestiti per l'ocasione, e ne ha imbracciato uno per analizzarne meglio le caratteristiche. Risultato: un  quasi spot pubblicitario, certamente involontario, per armi da caccia e non.

Resta il fatto che oltre l’80 per cento degli italiani non sia favorevole agli spari, i cacciatori sono 700mila e in costante diminuzione, e le iniziative delle potenti lobby delle armi, le quali cercano di armonizzare i propri obiettivi (vendita di fucili, munizioni & co.), con le normative europee, difficilmente avranno successo. La forte opposizione viene da più parti, e in testa ci  sono le associazioni animaliste e ambientaliste.

Tra queste: l’Ente nazionale protezione animali, la Lega anti vivisezione, gli Animalisti italiani, la Lega per l’abolizione della caccia, l'Oipa, la Lega italiana per i diritti degli animali (Lida), l'Una (Uomo natura animali) e l'associazione Vittime della caccia continueranno in prima fila a lottare contro i sostenitori della cultura venatoria.

Fonte : Newsphera


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TV:Animalisti contro Porta a Porta ,in scena orrori doppiette

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ROMA, 16 FEB - Sette associazioni animaliste contro la trasmissione 'Porta a Porta': ''In scena nella puntata di ieri - contestano le associazioni - alcuni orrori delle doppiette tra richiami vivi, bracconaggio e tentativi di depenalizzare i reati venatori''. In campo Ente nazionale protezione animali (Enpa), Lega antivivisezione (Lav), Animalisti Italiani, Oipa, Una, Lida, Associazione Vittime della caccia. ''Altro che cacciatori in doppiopetto! Nonostante gli sforzi dei rappresentanti venatori, ieri a 'Porta a Porta' - scrivono in un comunicato congiunto - e' stata mostrata, anche se solo in parte, la guerra della caccia alla natura con tanto di fucili in studio''. Le associazioni chiedono quindi alla Rai ''di occuparsi anche degli altri orrori: dell' 'uccidere per divertimento', a cominciare dai richiami vivi, uccelli catturati e rinchiusi in minuscole gabbiette, di cui esiste un fiorente mercato nero, impossibilitati a muoversi, e che la lobby venatoria estremista vuole addirittura liberalizzare''. ''Nessuno crede piu' alla presa in giro con cui si dice che la caccia dovrebbe servire a ristabilire l'equilibrio di alcune popolazioni di animali selvatici, ad esempio gli ungulati, quando - dicono le associazioni - sono proprio i cacciatori che reimmettono continuamente questi animali''. E, ancora, ''bisogna precisare - sottolineano nella nota Enpa, Lav, Animalisti Italiani, Oipa, Una, Lida Associazione Vittime della caccia - che gli animali impallinati curati dai centri recupero fauna, come quelli mostrati da Porta a Porta, sono solo una piccola parte, perche' molto spesso, per paura di incorrere in sanzioni, il cacciatore/bracconiere li lascia a terra, privandoli delle cure e destinandoli ad una lenta, agonia''. Da qui l'appello al Parlamento perche' ripristini l'arco temporale massimo di caccia dal 1/o settembre al 31 gennaio, che, ricordano le associazioni, ''nella discussione della Legge Comunitaria 2009 e' stato cancellato con un blitz al Senato''.

 

Fonte : ANSA


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TV: Dopo ricetta gatto critiche anche per doppiette

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ROMA, 16 FEB - Piccolo schermo e animali: un connubio che in questi giorni sta facendo scintille. Dopo la vicenda che ha portato alla sospensione dell'enogastronomo Beppe Bigazzi dalla trasmissione di Raiuno, 'La prova del cuoco', per aver consigliato carne di gatto, oggi e' toccato a 'Porta a Porta' contestata da 7 associazioni animaliste per la puntata del 15 febbraio sulla caccia. La vicenda di Bigazzi intanto e' arrivata fino a Sanremo. ''Non posso credere che Bigazzi pensi una cosa del genere, ama gli animali. E' una battuta per il gusto di dirla, a volte dice delle stupidate''. A parlare dalla sala stampa dell'Ariston e' Antonella Clerici che aggiunge: ''Non conduco piu' il programma, ero abituata a gestire le intemperanze di Bigazzi. So che ogni tanto dice cose che non stanno ne' in cielo ne' in terra, non si rende conto...''. Riferendosi alla sospensione di Bigazzi, il direttore di Raiuno Mauro Mazza, scherzando, ha chiosato: ''Un'altra decisione dolorosa ma inevitabile''. Ora, invece, nel mirino ci finisce 'Porta a Porta' contestata da sette associazioni animaliste: ''In scena nella puntata di ieri - dicono in un comunicato congiunto Ente nazionale protezione animali (Enpa), Lega antivivisezione (Lav), Animalisti Italiani, Oipa, Una, Lida, Associazione Vittime della caccia - alcuni orrori delle doppiette tra richiami vivi, bracconaggio e tentativi di depenalizzare i reati venatori''. ''Altro che cacciatori in doppiopetto! Nonostante gli sforzi dei rappresentanti venatori, ieri a 'Porta a Porta' - scrivono le associazioni - e' stata mostrata, anche se solo in parte, la guerra della caccia alla natura con tanto di fucili in studio''. Le associazioni chiedono quindi alla Rai ''di occuparsi anche degli altri orrori: dell' 'uccidere per divertimento', a cominciare dai richiami vivi, uccelli catturati e rinchiusi in minuscole gabbiette, di cui esiste un fiorente mercato nero, impossibilitati a muoversi, e che la lobby venatoria estremista vuole addirittura liberalizzare''. ''Nessuno crede piu' alla presa in giro con cui si dice che la caccia dovrebbe servire a ristabilire l'equilibrio di alcune popolazioni di animali selvatici, ad esempio gli ungulati, quando - dicono le associazioni - sono proprio i cacciatori che reimmettono continuamente questi animali''. E, ancora, ''bisogna precisare - sottolineano nella nota Enpa, Lav, Animalisti Italiani, Oipa, Una, Lida Associazione Vittime della caccia - che gli animali impallinati curati dai centri recupero fauna, come quelli mostrati da Porta a Porta, sono solo una piccola parte, perche' molto spesso, per paura di incorrere in sanzioni, il cacciatore/bracconiere li lascia a terra, privandoli delle cure e destinandoli ad una lenta, agonia''. Da qui l'appello al Parlamento perche' ripristini l'arco temporale massimo di caccia dal 1/o settembre al 31 gennaio, che, ricordano le associazioni, ''nella discussione della Legge Comunitaria 2009 e' stato cancellato con un blitz al Senato''. E sul tema degli animali e tv nei giorni scorsi Cristina Morelli, responsabile per i Verdi dei diritti animali aveva invitato la Rai ad applicare alcuni principi universalmente riconosciuti ''ad esempio eliminando la partecipazione di animali all'interno di programmi di intrattenimento uno tra tutti il gioco dei pacchi Affari Tuoi dove assistiamo all' inutile utilizzo di animali''.

 

Fonte : ANSA


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