Associazione Vittime della caccia

organizzazione di volontariato senza fine di lucro ai sensi della Legge 266-91

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Parlano di noi

Le associazioni gridano, ora basta

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''Basta con caccia selvaggia, anzi, basta con la caccia! Dopo le dichiarazioni del Ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, durante la registrazione della trasmissione Porta a Porta, dichiarazioni contro la deregulation venatoria che evidenziano come oltre l'80% degli italiani siano a favore dell'abolizione degli spari, ai cacciatori non resta che appendere la doppietta al chiodo: questo Paese non vuole piu' spari''. Lo chiedono l'Ente Nazionale Protezione Animali, la Lega Anti Vivisezione, gli Animalisti Italiani, la Lega per l'Abolizione della Caccia, l'Oipa, la Lega Italiana per i Diritti degli Animali (Lida), Una (Uomo Natura Animali) e Associazione Vittime della Caccia. ''Sparare per divertimento e' un residuo del passato e non saranno certo i blitz in Parlamento, come quello consumato in Senato con la Legge Comunitaria, ne' i ricatti venatori pre-elettorali a far cambiare parere agli italiani. Gli ultimi tentativi di Caccia Selvaggia con l'allungamento della stagione venatoria ripugnano alla coscienza collettiva: tutti sanno ormai che gli animali selvatici sopravvissuti alla dura selezione dell'inverno e dei fucili sono i riproduttori primaverili e vanno tutelati in modo assoluto, cosi' come vuole l'Europa''. Secondo le associazioni la forza dei cacciatori e' un bluff animato dalle frange estremiste a cui una parte della politica da ancora ascolto. Negli ultimi trenta anni due terzi dei cacciatori hanno abbandonato il fucile e molti di loro oggi non condividono i tentativi di deregulation. ''Chiediamo a Governo e al Parlamento di raccogliere la volonta' della stragrande maggioranza degli italiani, contrari all'attivita' venatoria. Intanto, da subito, chiediamo di ristabilire l'arco temporale massimo della stagione di caccia, 1 settembre - 31 gennaio, anche se eccessivamente lungo, cancellato al Senato nella discussione della Legge Comunitaria 2009''

 

Fonte : ANSA


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Vittime della Caccia: i caduti e i feriti

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Il 4 febbraio è stato consegnato al Sen. Roberto Della Seta del PD, a Roma, il dossier sulle Vittime della Caccia, redatto da Daniela Casprini, Presidente della Associazione Vittime della Caccia in cui vengono svelati i dati relativi ai caduti e feriti in incidenti venatori. Il materiale, tutto completamente documentato con tanto di articoli, riporta un totale di 72 feriti e 23 morti dal settembre 2009 a gennaio 2010, suddivisi in “vittime in ambito venatorio” e “vittime per armi da caccia in ambito extra-venatorio” che sono in pratica privati cittadini rimasti coinvolti loro malgrado. Un numero impressionante, calcolando che l'attività inizia i primi di settembre, più precisamente il 2 e finisce il 31 gennaio per un totale di 5 mesi. Le vittime provocate nell'ambito extra-venatorio, per la maggior parte, sono causate dalla negligenza dei cacciatori che non rispettano i fondi chiusi e le distanze di sicurezza, regole fondamentali per questa pratica. Alla lista non sono stati aggiunti tutti gli animali domestici rimasti uccisi durante le battute di caccia, per la difficoltà di raccogliere dati e la mancanza di denuncia da parte dei proprietari, che spesso, per paura, non avvisano le autorità. Le critiche che si sono alzate dal mondo venatorio, come ogni anno, puntano sul fatto che chi è rimasto solo ferito non dovrebbe essere aggiunto alla lista nera, ma così facendo si sminuisce la gravità dei loro errori. Con le nuove proposte del Sen. Orsi e del Sen. Santini, appoggiati dal PdL e dalla Lega, il periodo di caccia passerebbe da cinque a dodici mesi, moltiplicando esponenzialmente il rischio che questi incidenti avvengano. Una lobby di 700.000 persone, composta praticamente da soli uomini, salvo qualche eccezione, che spadroneggia nelle nostre terre, creando un pericolo serio per la nostra sicurezza e quella delle nostre famiglie. Il Sen. Roberto Della Seta ha preso in consegna ufficialmente il dossier e lo riutilizzerà nei prossimi mesi alla Camera, quando il ddl Santini sarà discusso per essere approvato. Un disegno di legge controverso che sta facendo infuriare le associazioni ambientaliste ed i cittadini che si vedrebbero costretti ad accogliere nelle proprie terre per tutto l'anno i cacciatori.

 

Link:
Vittime Della Caccia: www.vittimedellacaccia.org
Dossier: www.vittimedellacaccia.org/news/dossier/crono-vittime-caccia-2009-2010.html
Roberto della Seta: www.senato.it/leg/16/BGT/Schede/Attsen/00025200.htm

 

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Fonte : SceglierBio


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Sos doppiette, la caccia è pericolosa?

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Domenica un cacciatore è stato ucciso per errore. Quanti sono i morti
negli incidenti di caccia?

Secondo i dati dell’associazione «Vittime della caccia», la scorsa stagione sono stati 22 i morti e 54 i feriti. Ma il dossier è stato presentato giovedì scorso. Quindi le vittime salgono a 23. L’associazione però segnala anche che ci sono vittime «extra caccia»: un morto e 18 feriti per incidenti di «domestici» di vario tipo, con le armi che si usano per cacciare.

Quanti sono i cacciatori in Italia?
Circa ottocentomila, secondo i dati Istat, un numero che si è dimezzato dagli anni 70 a oggi. E il popolo dei cacciatori è sempre meno giovane, anche se una delle proposte di legge (presentata dal senatore Franco Orsi, del Pdl) che dovrebbe sostituire la normativa vigente, proponeva la possibilità di far sparare anche a 16 anni. L’articolo è stato poi ritirato.

Per quanti mesi si può cacciare?
Cinque mesi, dai primi di settembre (l’inizio varia da regione a regione) fino a fine gennaio, quando comincia la stagione riproduttiva degli animali. Si può cacciare per tre giorni la settimana: mercoledì, sabato e domenica.

Che cosa dice la legge sulla caccia?

La caccia è vietata ai minorenni e si possono usare solo fucili con canna ad anima liscia fino a due colpi, con canna ad anima rigata a caricamento singolo manuale o a ripetizione semiautomatica. Le altre armi sono vietate. «In particolare il caricatore deve contenere non più di due cartucce, vietate le armi automatiche o semiautomatiche con caricatore dotato di più di due cartucce». La citazione, tratta dal sito Federcaccia, è una sentenza della Cassazione.

Quanti animali si possono uccidere?
Il numero cambia da specie a specie, ma il carniere per ora è, per esempio, di una lepre al giorno (e non più di cinque lepri all’anno) o di due fagiani al giorno. Sono stati calcolati in media cinque animali a settimana per cacciatore.

I cacciatori possono entrare nei fondi privati?
Sì. E’ il tanto contestato articolo 842 del codice civile. Il motivo è che la selvaggina è proprietà dello Stato e quindi di tutti. I cacciatori, però, non possono entrare nei campi, se è «periodo di coltura»: per esempio nelle vigne durante la vendemmia e in qualsiasi campo dove è in programma di raccogliere quanto seminato.

Che cosa dice il decreto approvato in Senato e che ha scatenato polemiche?
Secondo i cacciatori, si tratta di una nuova programmazione della caccia all’avifauna, per la maggior parte composta da migratori, perché i periodi di riproduzione variano e non rientrano nei cinque mesi canonici. Sarebbe un adeguamento alle leggi comuinitarie. Per gli ambientalisti, invece, è un’apertura alla caccia tutto l’anno e mette a rischio animali in via di estinzione (e «non è vero - sostengono - che l’Europa vuole questo»). Il testo proposto prevede che i calendari «possono essere modificati nel solo senso di riduzione del periodo di attività venatoria e devono essere contenuti tra il 1° settembre e il 31 gennaio di ogni anno». Un emendamento, presentato dal centrodestra per la cancellazione dei limiti massimi della stagione venatoria, aveva sollevato critiche anche nella maggioranza.

Quando le nuove norme passeranno alla Camera?
Dopodomani sarà in discussione e si prevedono momenti di tensione. Alcune associazioni di cacciatori si stanno mobilitando per portare la loro protesta fino a Roma. E c’è da credere che lo stesso faranno gli esponenti del fronte anti-caccia.

Quant’è il giro d’affari in Italia e in Europa?
L’ex parlamentare europeo Michl Ebner (Svp) ha fatto i conti, arrivando a ipotizzare 15 miliardi nella Ue. Per l’Unione nazionale associazioni venatorie italiane (i dati, però, risalgono al 2003) in Italia si è a 3 miliardi.

Quanto deve spendere un cacciatore?

Tra i 3 mila e i 3500 euro l’anno: dipende anche dalle tasse regionali, perché solo una parte dei permessi pagati sono statali.

Qual è la posizione dei cacciatori?
Sostengono di essere parte della natura e della sua regolamentazione e le amministrazioni regionali li chiamano per l’abbattimento selettivo di ungulati (cinghiali e caprioli), quando aumenta troppo il loro numero.

E quella delle associazioni ambientaliste?
E’ un coro di «no». Da Wwf a Legambiente, fino alla Lav e alle altre associazioni: per loro la caccia mette a rischio anche le specie non cacciabili e in via di estinzione.

 

Fonte : La Stampa


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117 vittime doppiette; è 'guerra' su calendario

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ROMA, 4 FEB - Le vittime della stagione venatoria 2009-2010, quella che ha messo a riposo le doppiette il 31 gennaio scorso, sono 117. In cinque mesi - dall'apertura che e' iniziata il primo settembre - si contano, come riferisce un dossier presentato oggi al Senato dall'Associazione vittime della caccia, ''30 morti e 87 feriti da armi da caccia''. Questo, mentre continuano le polemiche sulla cancellazione dei limiti concessi dall'articolo 38 del testo della legge Comunitaria approvato, qualche giorno fa, a Palazzo Madama. Anche se i ministri dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, e del Turismo, Michela Vittoria Brambilla, hanno proposto due emendamenti per il voto alla Camera. Ecco la mappa della questione caccia: - VITTIME E IMPERIZIA CON ARMI: Il presidente dell'Associazione vittime della caccia, Daniela Casprini, snocciola i dati del dossier, ricordando che si registrano ''vittime per imperizia nel maneggiare armi'' e che anche ''al di fuori dell'ambito venatorio sono soprattutto i cacciatori i responsabili'': si opera una suddivisione ''tra l'ambito venatorio e quello extra-venatorio. In ambito venatorio i feriti sono 72, di cui 54 cacciatori e 18 tra la gente comune, e 23 i morti (22 cacciatori e uno gente comune), in ambito extra-venatorio i feriti sono 15 (3 cacciatori e 12 gente comune) e i morti 7 (un cacciatore e 6 gente comune)''. A ottobre e novembre, secondo il dossier, il maggior numero di vittime: rispettivamente 25 feriti e 6, e 17 feriti e 4 morti. In Emilia-Romagna si conta il maggior numero di vittime (9 feriti e 4 morti), in Sardegna (8 feriti e 5 morti) e in Lombardia (8 feriti e 4 morti); - ANCORA POLEMICHE: E' ''un errore fare di tutta l'erba un fascio: non avendo richiesto quelle modifiche riteniamo ingiustificati gli attacchi generalizzati''. Cosi' il presidente di Arcicaccia, Osvaldo Veneziano, secondo cui c'e' lo spazio affinche' ''la componente agricola, ambientalista e venatoria possano convivere civilmente, soprattutto con le indicazioni del mondo scientifico'' come succede gia', per esempio, nei comprensori alpini. Mentre secondo il senatore del Pd, Roberto Della Seta, i dati resi noti oggi sulle vittime di incidenti legati alla caccia da settembre 2009 a gennaio 2010 sono destinati ad aggravarsi ulteriormente se passera' la norma approvata al Senato''. L'articolo 38 sulla caccia, osserva Della Seta, e' una norma indecente, che ha visto addirittura la levata di scudi due ministri''; - EMENDAMENTI PRESTIGIACOMO-BRAMBILLA: Secondo il ministro dell' Ambiente bisogna evitare la deregulation e ''rimediare al colpo di mano'' del Senato con un emendamento che punta a ripristinare l'intesa e a eliminare la possibilita' delle Regioni di definire deroghe al calendario venatorio senza sottostare alla validazione vincolante da parte dell'Istituto superiore per la protezione e ricerca ambientale (Ispra). Un altro emendamento del ministro del Turismo intende ripristinare i limiti della stagione venatoria, il calendario dal 1 settembre al 31 gennaio, stabilisce quali sono le specie cacciabili e reintroduce il parere vincolante del ministero dell'Ambiente per le deroghe.  di Tommaso Tetro

Fonte : ANSA



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Presentato al Senato il dossier "vittime della caccia"

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Nella giornata di ieri, sulla scia delle discussioni relative all ’articolo 38 che condurrebbe, se approvato anche alla Camera, a una stagione venatoria praticamente onnipresente, l’Associazione Vittime della Caccia (AVC) ha presentato un interessante dossier al Senato contenente i numeri degli incidenti relativi a questa discutibile attività nell’arco dei soli 5 mesi in cui essa, al momento, è consentita.

Nel periodo 2 settembre 2009 - 31 gennaio 2010, dunque, si sono contati 23 morti e 72 feriti. Per lo più concentrati nei mesi di ottobre (25 feriti, 6 morti) e novembre (17 feriti, 4 morti). Il primato negativo, con 4 feriti e 9 morti, tocca a un’atterita Emilia Romagna. Più in dettaglio, le donne colpite al volto - fra cui la moglie di un cacciatore deciso a mandar via gli uccelli dal giardino di casa inforcando il fucile.. - sono state 5. Impallinati, tra gli altri, anche innocenti frequentatori dei boschi e gaudenti cercatori di funghi, oltre a ciclisti e operai… Non stupisce, evidentemente, il fatto che le più numerose vittime si contino, però, proprio tra gli stessi cacciatori. Insomma: ce n’è per tutti i gusti… E abbastanza per riflettere anche per quanti non pongono esattamente al primo posto fra i propri interessi la tutela degli animali…

Fonte : Ecoblog


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Cento incidenti in cinque mesi

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"M" sta per morti, "F" per feriti. Così la legenda del dossier 2009-2010 diffuso ieri dall’Associazione vittime della caccia (Avc) al Senato classifica gli incidenti avvenuti durante i cinque mesi di stagione venatoria (01 settembre- 31 gennaio). Ebbene scorrendolo tutto arriviamo a contare 87 "F" e 30 "M" .  In sostanza un incidente al giorno.

I primi a rischiare ovviamente sono proprio i cacciatori, ma le doppiette dovrebbero essere temute da tutti.  Perché si può essere colpiti in ogni luogo: affacciandosi al balcone di casa, camminando per strada, passeggiando nei parchi, andando a raccogliere funghi. Può capitare, come è accaduto a una donna di Ravenna, di venire sfigurati al volto dai colpi del fucile del marito cacciatore intento a scacciare gli uccelli dal proprio orto. Per Daniela Casprini, presidente dell’Associazione, tutto ciò accade per imperizia nel maneggiare le armi e per mancanza di rispetto delle regole, prima tra tutte il limite di distanza dalle abitazioni.

Andiamo nel dettaglio: in ambito venatorio ci sono stati 54 feriti e 22 morti tra i cacciatori, 18 feriti e 1 morto tra la gente comune; mentre in luoghi estranei alla caccia (ma sempre ad opera di armi da caccia), si sono contati 15 feriti e 7 morti. A ottobre e novembre, secondo il dossier, il maggior numero di vittime: rispettivamente 25 feriti e 6 morti, e 17 feriti e 4 morti. L’Emilia-Romagna ha il primato negativo di quest’anno con 9 morti e 4 feriti.

Quello delle vittime della caccia è un bilancio al quale siamo tristemente abituati (i bilanci delle passate stagioni venatorie non sono molte diversi) e che non sconvolge più di tanto l’opinione pubblica. Eppure Daniela Casprini, puntualmente ci informa che non esiste altra attività umana (guerre a parte) che provoca un così alto numero di vittime. Niente a che vedere con gli incidenti stradali o con gli infortuni sul lavoro. E le cose potrebbero peggiorare, temono in molti, se il calendario venatorio dovesse essere modificato come proposto dall’articolo 38 appena approvato al Senato (vedi Galileo). (g.d.o.)

 

Fonte : Galileo


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