Associazione Vittime della caccia

organizzazione di volontariato senza fine di lucro ai sensi della Legge 266-91

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TOGLIAMO LA TERRA AI CACCIATORI

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Nella stagione di caccia 2010/2011 ci sono state 100 vittime, 25 morti e 75 feriti. La maggior parte in Toscana, Sardegna, Lombardia e Veneto. In complesso è andata bene se si considera che l'Italia si trasforma per mesi in un poligono di tiro. Un bosco è più pericoloso delle zone di guerra dell'Afghanistan. Durante le passeggiate autunnali il canto degli uccelli è sostituito dai rimbombi dei fucili. Se non corri, diventi tu il cinghiale, la lepre, il cerbiatto. E neppure nelle mura di casa tua sei al sicuro.

La nostra casa si trova in una zona frequentata dai cacciatori a Ceglie. A volte capita di avvertire delle schioppettate anche quando la caccia è chiusa. Avviene che i cacciatori sparino da una distanza di 10-15 metri da casa mia. Una mattina, nel mese di gennaio, alle prime luci dell’alba, mentre dormivamo siamo stati svegliati di soprassalto da un boato di vetri che andavano in frantumi. Una scarica di pallini aveva colpito la finestra della stanza da letto dove dormono i miei figli di 15,11 e 5 anni infrangendo i vetri". (12/9/2010)
"Una donna a Bellaguarda di Viadana (Mantova) è stata raggiunta dai pallini sparati da un cacciatore che mirava a una lepre mentre accompagnava a scuola i figli di 8 e 13 anni. I due bambini sono rimasti illesi mentre la donna è rimasta leggermente ferita ad una coscia. La paura è stata grande visto che una rosa di pallini si è conficcata sulla porta di casa, sfiorandoli." (22/9/2010)
"Erano le 12.30 quando uno sparo ha rovinato la domenica ad una famiglia residente a Roana (foto). Il colpo ha forato la porta di ingresso della villetta a due piani, conficcandosi nella parete opposta alla porta, e precisamente sopra il tavolo dove stava pranzando la figlia della coppia al primo piano". (13/10/2010)

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"Una ragazzina è stata ferita di striscio al volto da una fucilata sparata da un cacciatore a Rocchetta Palafea nella langa astigiana. Quando è accaduto, la dodicenne stava giocando nel cortile di casa." (11/10/2010)

Rischi la vita anche sulle strade e autostrade, in macchina o in bicicletta.
"Sull'autostrada A5 tra Quincinetto ed Ivrea un'automobile che procedeva verso Torino è stata centrata da un proiettile sparato da un gruppo di cacciatori in cerca di cinghiali. Il proiettile ha sfondato il lunotto della vettura, su cui viaggiavano un uomo di 31 anni di Verrès ed il figlio, e si è conficcato nel baule posteriore...." (20/12/2010)
"Stavano pedalando in sella alle loro biciclette, quando sono rimasti feriti dai pallini esplosi da un cacciatore la cui identità resta ancora un mistero. È accaduto nella frazione Jano di Scandiano, in provincia di Reggio Emilia, a due cicloamatori di 58 e 54 anni, scambiati per selvaggina durante una tranquilla scampagnata domenicale. Il primo è stato colpito a un gluteo, mentre il secondo al lobo dell'orecchio destro: subito trasportati presso l’ospedale di Scandiano." (27/9/2010) (*)


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Caccia. Toscana al primo posto come numero di vittime nella stagione 2010-2011

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Caccia. Toscana al primo posto come numero di vittime nella  stagione 2010-2011"Stanno giungendo alle caselle di posta di tutti i Consiglieri Regionali, da parte di attivisti animalisti e semplici cittadini sensibili, emails che recano in allegato il report ufficiale dell'Associazione Vittime della Caccia, contenente i dati degli incidenti della stagione venatoria 2010-2011, sul livello nazionale, e suddivisi poi per Regione e per Provincia" - lo rende noto Mauro Romanelli, Consigliere Regionale Federazione della Sinistra / Verdi.

"Cento le vittime in Italia, 25 morti e 75 feriti, connesse direttamente all'ambito venatorio, più altre 41, suddivise in 28 morti e 13 feriti, che si sono generate in ambito non venatorio, ma comunque a causa di armi da caccia. Il totale, è 141. Altro dato, che si evince dal dossier dell'associazione, è la tendenza al rialzo rispetto alla stagione 2009/10, dopo due stagioni in cui invece si era verificata una leggera flessione del dato"

"L'Associazione, nel corposo dossier, colleziona anche numerosissimi articoli stampa, su incidenti mortali e non, che hanno visto come vittima minori, e molti animali domestici, come gatti e cani"


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A Roma conferenza stampa dell'Associazione Vittime -Bilancio stagione venatoria 2010/2011

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Bilancio della stagione venatoria 2010/2011: 25 morti e 75 feriti - Roma: conferenza stampa dell'Associazione Vittime della caccia

GEAPRESS – L'associazione delle Vittime della caccia ha presentato anche quest'anno il bilancio di morti e feriti della stagione venatoria in corso. Una lista impressionante (25 morti e 75 feriti) solo in lieve diminuzione rispetto allo scorso anno (quando ci furono 31 morti e 86 feriti).

E si tratta di una casistica che non tiene,ovviamente, conto delle tantissime uccisioni e mutilazioni che avvengono ogni anno tra gli animali domestici che incappano nei fucili e nelle trappole di cacciatori e bracconieri e provocano dolore e rabbia impotente nei loro “padroni”.

Ma se fino all'anno scorso la consueta presentazione dei dati in Senato, da parte di un'associazione che per mesi monitora quotidiani e giornali locali italiani per fare il punto esatto su un fenomeno altrimenti trascurato, interessava quasi esclusivamente gli attivisti del mondo animalista, quest'anno intorno al bilancio si è sollevato un vero e proprio vespaio, segno, sperano gli animalisti, che la “lobby venatoria”, che costituisce appena l'1% degli italiani, veda finalmente vacillare i propri privilegi.

In campo sono scesi Face Italia (Federcaccia, Anuu Migratoristi, Enalcaccia, Libera Caccia) e il Cncn (Comitato Nazionale Caccia e Natura) per contestare nel merito i numeri divulgati nei giorni scorsi anche dalla Lega per l'abolizione della caccia: secondo i conti fatti dai cacciatori sarebbero  decedute “solo” 22 persone e ne sarebbero state ferite 61, perché la Lac avrebbe conteggiato anche le persone rimaste ferite in contesti venatori ma non per motivi strettamente legati alla caccia (per un totale di 35 persone).

Le associazioni dei cacciatori, per sostenere l'ininfluenza del calcolo degli animalisti, hanno poi divulgato il numero delle vittime di altri sport, come nuoto (127 decessi), escursionismo (64 vittime) sci (31) e raccolta di funghi  e tartufi (53 persone). Ad essi si potrebbe obiettare che ciò che rende gli incidenti occorsi durante l'attività venatoria non equiparabili agli eventuali incidenti dello sport è che generalmente a fare le spese dei famigerati colpi partiti accidentalmente, o nella direzione sbagliata, non sono coloro che sparano, ma per l'appunto ignari cercatori di funghi, campeggiatori, gitanti che nulla hanno a che fare con lo “sport” venatorio.

E quest'anno anche il mondo politico non è rimasto indifferente alla messa a fuoco sulla questione: il Senatore Pdl Valerio Carrara, è intervenuto polemicamente questa mattina, nell'ambito della comunicazione dei dati alla stampa, presentati oltre che dall'associazione delle Vittime della caccia anche dalla Senatrice Donatella Poretti, dei Radicali, per contrapporre ai dati odierni il bilancio al ribasso dei cacciatori, mentre dall'altra parte si è schierata, come già in numerose occasioni, il Ministro del Turismo Michela Brambilla che in un comunicato ha espresso apprezzamento per il lavoro svolto dall'associazione animalista e ha affermato che “i dati del dossier dovrebbero far riflettere tutti, sopratutto alla luce dei sondaggi Ipsos e Eurispes che indicano che la larghissima maggioranza degli italiani è per l'abolizione o quantomeno la forte limitazione della caccia“. fonte GEAPRESS - www.geapress.org


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Caccia, in un anno 25 morti e 75 feriti

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Nota necessaria di Associazione Vittime della Caccia: Il giornalista di questo articolo erroneamente ha scritto <<Caccia, in un anno 25 morti e 75 feriti>>, invece i dati cui fa riferimento sono relativi ai soli 5 mesi della stagione venatoria 2010-2011 e non a 12 mesi. Lo Staff Associazione Vittime della Caccia

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Federcaccia: «Polemiche strumentali per screditarci». Giammanco (Pdl): «Ora cambiare»
Caccia, in un anno 25 morti e 75 feriti

L'associazione Vittime: contando gli incidenti indiretti il bilancio sale a 53 morti. I cacciatori: no, sono solo 22

MILANO - La stagione venatoria si è chiusa a fine gennaio ed è già tempo di bilanci. E come spesso avviene in questi casi, i numeri sono occasione di nuovi scontri e nuove polemiche tra il fronte anticaccia e le associazioni delle doppiette. E come ogni anno, è scontro anche sui numeri.

RECORD NEGATIVO IN TOSCANA - L'associazione «Vittime della caccia» ha presentato oggi a Roma, al Senato, il resoconto delle vittime della stagione appena conclusa evidenziando che nel complessi si parla di 141 vittime totali, di cui 53 morti e 88 feriti. Il numero tiene conto di tutti gli incidenti legati direttamente o indirettamente alla pratica venatoria (in particolare all'utilizzo di armi da caccia), mentre quelli avvenuti esclusivamente durante battute di caccia riguardano in totale 100 persone, di cui 25 hanno perso la vita. Tra queste ultime, 24 erano cacciatori e uno estraneo all'attività. La classifica delle regioni per numero di vittime vede al primo posto la Toscana, con 20 persone coinvolte di cui 2 morti (uno cacciatore e l'altro no) e 18 feriti (16 cacciatori e 2 non cacciatori), seguite dalla Sardegna, con 13 persone colpite di cui 3 morti, tutti cacciatori, e 10 feriti (8 cacciatori e 2 non cacciatori), Lombardia con 10 vittime di cui un cacciatore morto e 9 feriti (6 cacciatori e tre non cacciatori). L'anno precedente, per la stagione 2009/2010 era stato invece registrato un totale di 95 vittime (24 morti e 71 feriti) nell'ambito venatorio.

LA REPLICA DEI CACCIATORI - Face Italia (Federcaccia, Anuu Migratoristi, Enalcaccia, Libera Caccia) e il Cncn (Comitato Nazionale Caccia e Natura) ha invece numeri leggermente diversi. Secondo i dati dei cacciatori, che contestano alle associazioni animaliste - che a loro volta avevano dato resoconti ancora diversi nei giorni scorsi, parlando di 35 persone che hanno perso la vita per l'attività venatoria - di conteggiare anche malori o cadute che nulla hanno a che vedere con la caccia vera e propria, i morti sono stati 22 e i feriti 61. E per ridimensionare ulteriormente la portata del dato fann notare che secondo una loro indagine nel 2010 ci sono stati 127 decessi da nuoto e balneazione, 53 decessi si sono verificati durante la raccolta funghi e tartufi, 64 nell’escursionismo, 31 nello sci e attività correlate. «Ma nessuno - fanno notare - pensa, ovviamente, di chiudere gli le spiagge, le piscine, la raccolta funghi, gli impianti sciistici».

«CREANO ALLARME SOCIALE » - Federcaccia ha contestato la presentazione in sè dei numeri da parte dell'associazione Vittime della caccia e ha parlato di «campagna tesa a fornire all'opinione pubblica un quadro quanto meno distorto, quando non apertamente falso, degli incidenti legati all'attività venatoria con lo scopo evidente e dichiarato di creare un clima di allarme sociale che indirizzi negativamente le opinioni degli italiani». Federcaccia trova «inaccettabile un uso così smaccatamente strumentale delle disgrazie occorse durante la stagione trascorsa e delle quali frange estreme di un animalismo delirante arrivano a gioire pubblicamente su blog e forum».

Gabriella Giammanco, deputata del Pdl (Olympia)
Gabriella Giammanco, deputata del Pdl (Olympia)
«RIVEDERE LE NORME» - Sulle vittime della caccia era intervenuta anche Gabriella Giammanco, deputata del Pdl: «Questi numeri impongono una seria riflessione sull'attività venatoria, che diverte solo l'un per cento degli italiani ma che mette a rischio la vita di tanta gente che nulla ha a che vedere con questa pratica anacronistica. La legislazione vigente sulla caccia va rivista. È necessario aumentare le distanze di sicurezza dalle quali si può sparare, in prossimità di abitazioni, strade e fabbricati, e bisogna vietare ai cacciatori di entrare e cacciare liberamente nei fondi altrui perchè va garantito il diritto alla proprietà privata. La proposta di legge del comitato 'animal friendly' si muove in questa direzione e dà risposta alla maggioranza degli italiani che si dichiara contraria alla caccia».

Redazione online www.corriere.it
03 febbraio 2011


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CACCIA, BRAMBILLA: DOSSIER VITTIME FA RIFLETTERE

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CACCIA, BRAMBILLA: DOSSIER VITTIME FA RIFLETTERE

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Quelli presentati oggi dell'Associazione vittime della caccia sono dati che "dovrebbero far riflettere tutti", osserva il ministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla. Il numero di 25 morti e 75 feriti in cinque mesi, durante battute di caccia, dovrebbe far riflettere tutti, indipendentemente dall'appartenenza politica, sulla necessità di garantire ai cittadini maggiore sicurezza oltre che di permettere loro di fruire del nostro meraviglioso ambiente e del turismo della natura in tranquillità.

Ecco perché della caccia mi occupo da ministro e continuerò a farlo – continua Michela Vittoria Brambilla – con buona pace di chi vorrebbe dettarmi l'agenda. E da cittadina confermo il mio impegno in difesa della nostra biodiversità e del patrimonio faunistico che il mondo ci ha regalato in milioni di anni.
A dispetto di qualche lobby, certo, ma confortata dall'opinione larghissimamente prevalente tra gli italiani, che vorrebbero - come confermano i sondaggi Ipsos ed Eurispes – l'abolizione o quantomeno la forte limitazione della caccia. Voglio quindi manifestare – conclude il ministro Brambilla – il mio totale apprezzamento e sostegno all'Associazione vittime della caccia, al suo presidente Daniela Casprini ed a tutti coloro che ne fanno parte. Il lavoro che svolgono quotidianamente è encomiabile e per questo credo che tutti noi dobbiamo essere loro riconoscenti".

Fonte: www.turistia4zampe.it

 


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Questione di sangue

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Notizia positiva di questi giorni, che sicuramente avra’ scaldato il cuore ai milioni di persone che dividono la propria vita con un animale domestico,  e quella dell’apertura a Milano del primo centro Trasfusioni per animali domestici. Presso la sezione del dipartimento di Scienze Cliniche Veterinarie, facolta’ di Medicina Veterinaria dell’Universita’ degli Studi di Milano.
In breve una vera e propria banca del sangue per i nostri compagni di casa a quattro zampe….da questa banca arrivera’ tutto il sangue che eventualmente occorre nelle varie operazioni chirurgiche eseguite in tutta Italia ai nostri animali domestici.
Altra cosa logica ed allo stesso tempo interessante, questa Banca raccoglie il sangue….e come potrebbe averne in modo diverso???? Quindi tutti i proprietari di cani e gatti in perfetta salute possono accompagnare  i loro compagni di vita a donare il sangue per i loro simili,  previo controlli di routine, proprio come per noi Umani.  Ma che bello, vi state dicendo Voi!!!!! Si e’ vero… ma non posso fare a meno in qualita’ di informatore e di persona amante degli animali, che differenza ci sia tra i nostri animali di casa, e quelli che vivono in boschi e foreste….che possono essere Ammazzati tranquillamente, perche’ in Italia si puo’ Cacciare!!!!!!! forse….forse e’ un controsenso!?!?!?!?!!?
Se avete le idee confuse sui Vostri diritti, per quanto riguarda la caccia, o se temete di essere vittime di sopprusi, invasioni o altro da parte dei cacciatori, www.vittimedellacaccia.org e’ dalla vostra parte. Consultare il loro sito non costa nulla.
Daniela Casprini presidentessa dell’associazione, ai nostri microfoni e’ inflessibile ed elenca leggi, modalita’ e cavilli che permettono ai cacciatori di entrare in casa nostra e uccidere quegli animali per cui non e’ prevista una “Banca del sangue”.
Prima di salutare gli ascolatori consiglia “se potete, comperate ettari di terreno da cintare e salvaguradate tutti gli animali che potete!”
(D.C.)

Fonte : Radio Bau&Co


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