Associazione Vittime della caccia

organizzazione di volontariato senza fine di lucro ai sensi della Legge 266-91

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Riparte la caccia, anche quella ai cacciatori. L’associazione delle vittime: “Si sentono onnipotenti con un’arma in mano”.

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L’associazione delle vittime: “Si sentono onnipotenti con un’arma in mano”. Federcaccia replica: “Soliti attacchi strumentali”

INTERVISTA:

Roma - Puntuale come ogni settembre torna la caccia. E puntuali come ogni anni tornano le proteste degli abolizionisti. Un primo assaggio è stato servito ieri a Torino, con il corteo anti-caccia partito da Porta Susa. A farne parte la presidente dell’associazione vittime della caccia, Daniela Casprini, che domenica prossima sarà anche alla Marcia della Pace Perugia-Assisi.

Ogni anno è battaglia sulle cifre delle vittime di caccia: chi ha ragione? “La verità non può stare in mezzo se si riportano solo i fatti di cronaca ed è solo quella dei morti e feriti per armi da caccia. Che poi è solo la punta dell’iceberg: molti incidenti si fermano nei pronto soccorso degli ospedali o nelle stazioni dei Carabinieri e non diventano di dominio pubblico. Noi raccogliamo fatti oggettivi con criteri precisi: le vittime di armi da caccia vengono poi suddivise in morti/feriti, ambito venatorio/extravenatorio, cacciatori/gente comune. Sono anni che va avanti questa storia dei dati falsi, quando basta avere la pazienza di verificarli: sono disponibili e gratuiti”.

I cacciatori vi accusano di inserire nella conta anche casi non legati all’esercizio della caccia.

Il criterio è quello delle vittime di armi da caccia. Non ci interessa conteggiare le ginocchia sbucciate dei cacciatori o i morti per infarto durante le battute. Noi denunciamo la pericolosità delle armi da caccia e la disinvoltura con cui vengono usate

Con questo criterio però ci rientra anche una vittima di mafia uccisa da una doppietta...

Vero, ma sono dati raccolti separatamente e rientrano nell’ambito extravenatorio perché sappiamo che sono tutti da verificare. Più interessanti quelli sulle vittime in contesti domestici, spesso ad opera di detentori di porto d’armi ad uso caccia, con un picco a ridosso dell’apertura. Può significare che rimettere mano alle armi da caccia fa scattare meccanismi psicologici sopiti. Avere un arma in mano dà, evidentemente, una sensazione di onnipotenza. A ciò si aggiunge la casistica sull’uso improprio di armi da caccia da parte di minori, evidentemente avvezzi a manipolarle per emulare i parenti”.

La soluzione per ridurre morti e feriti?

L’applicazione delle norme di pubblica sicurezza e della legge 157/92 che da sola, se applicata nella parte che riguarda le distanze da obiettivi umani, ridurrebbe drasticamente il territorio in cui cacciare. Inoltre va abolito l’articolo 842 del codice civile, che ancora oggi permette l’accesso dei soli cacciatori armati in casa d’altri”.

Se la caccia non è stata abolita finora, di chi è la colpa?

Delle istituzioni. E di una parte della politica totalmente subalterna alla lobby venatoria per mere ragioni di carattere elettorale. La situazione è paradossale: l’interesse di una minoranza, i cacciatori, stride con l’orientamento della maggioranza dei cittadini”.

I controlli cui sono sottoposti i cacciatori non sono sufficienti?

Assolutamente no. Sotto questo profilo c’è una grave lacuna di carattere preventivo e repressivo: nel caso del Corpo Forestale c’è carenza d’organico e un territorio da sorvegliare sempre più ampio”.

E per il rilascio del porto d’armi?

Le norme in materia prevedono il rinnovo ogni sei anni ma ci sono cacciatori ultrasettantenni per i quali sei anni sono un lasso di tempo importante in cui frequentemente possono emergere patologie mentali legate alla senilità. Chi provoca incidenti in media ha più di 60 anni”.

Leggi tutto alla fonte: www.corrierenazionale.it

Comments

avatar Maura
+1
 
 
Più cacciatori muoioni meglio è, un giorno risulteran no finalmente estinti!
avatar Stefano Caobelli
+2
 
 
Perchè chi ha un cane da compagnia deve obbligatoriamen te mettere il microchip, mentre chi ha dei cani da caccia...... nessuno ferma i cacciatori con il lettore per vedere se sono in regola.
A Verona ieri Giovedì 22 settembre hanno salvato un segugio da caccia con le zampe anteriori legate che era stato buttato nel fiume Adige, ovviamente senza microchip.
Senza contare poi tutti gli altri cani da caccia trovati morti nelle varie campagne, perchè a caccia poveretti non andavano bene.

Francamente la caccia ormai non ha più senso di esistere, La caccia non è uno sport, perchè nello sport entrambi i giocatori sanno che è un gioco.
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