Associazione Vittime della caccia

organizzazione di volontariato senza fine di lucro ai sensi della Legge 266-91

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Raccolta Testimonianze

RACCOLTA TESTIMONIANZE-Spettacolo indecoroso. Cacciano in macchina

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RACCOLTA TESTIMONIANZE - Spettacolo indecoroso i due cacciatori che sparano alla preda e poi la recuperano senza scendere dall'auto

"AL DIRETTORE di TargatoCN
Un lettore testimone dell'esperienza vissuta in quel di Cervere dove due uomini con le doppiette hanno braccato un fagiano stando comodamente seduti sulla macchina
<<Egregio Direttore,
Sabato pomeriggio in quel di Cervere ho assistito ad una scena a dir poco allucinante. E`periodo di caccia e nella zona dove mi trovavo, la caccia seppur rigidamente regolamentata, è permessa. Sulla strada comunale che attravera la zona tipica della coltivazione dei Porri (vanto per il paese), discretamente frequentata da agricoltori, persone a passeggio, in bicicletta e a cavallo stava transitando una macchina di piccola cilindrata, perfettamente mimetizzata con l'ambiente, con due cacciatori a bordo anch'essi "imbardati" per l'occasione.(...LEGGI TUTTO ALLA FONTE: www.targatocn.it)...A questo punto mi chiedo: ha senso la caccia in questi termini? O è soltanto uno sfogo da frustrati, pericoloso e certamente dannoso per la comunità?>>xfelix"


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RACCOLTA TESTIMONIANZE - Memorie di un ex cacciatore e pescatore

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RACCOLTA TESTIMONIANZE -

Memorie di un ex cacciatore e pescatore. Tutta la verità, nient'altro che la verità.

E’ un freddo mattino d’inverno del 1966, avvolti dalla nebbia della campagna della Bassa lombarda camminano un bambino di sei anni e suo padre. L’uomo si muove sicuro di sé tra i rami e i rovi, maneggiando con disinvoltura il suo sovrapposto Franchi Alcione calibro 12.
Il bimbo stringe i denti, le piccole mani e i piedini non sono fatti per affrontare il gelo che morde le dita, ma negli occhi ha solo la figura imponente di suo padre e nella testa la voglia di imitarlo. Non era stato forzato in alcun modo, aveva insistito per poterlo seguire.

Cominciò tutto così, da allora diventai cacciatore, in un’età in cui il senso critico, il ragionamento e il cuore non sono abbastanza forti per indirizzare i propri istinti.
Tutti i cacciatori che ho conosciuto hanno cominciato così, seguendo il padre fin da bambini.
Basterebbe impedire questo per far sì che nel giro di poco tempo la caccia e la pesca “sportiva” finiscano.

Di lì a poco arrivò anche la pesca, sui moli della Liguria sempre dietro al papà.
Poi lungo fiumi e torrenti con gli amici, la pesca subacquea, e ancora via di seguito tutta una vita a cercare di far crescere quella personalità da cacciatore del Paleolitico, rabbiosa e insensata reazione della mia adolescenza a un mondo ai miei occhi troppo complicato e troppo infido.


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RACCOLTA TESTIMONIANZE-Disumanità di un cacciatore

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Disumanità di un cacciatore

“Oggi, domenica 25 settembre sento dalla mia abitazione i latrati ed il continuo abbaiare dei cani da caccia: insospettita – che abbiano stanato un cinghiale proprio nel mio giardino?, penso – mi precipito fuori casa e quale piacevole sorpresa scorgo? Sulla strada principale, ad un centinaio di metri dalla mia soglia, in una pozza di sangue giace in agonia il vecchio gattone che non più di mezz’ora prima avevo sfamato.

Richiamo più volte con alte grida il cacciatore, fiero esempio di virilità e coraggio, che sentiti i miei richiami (in verità non dei più calmi ed urbani, vista la situazione) che fa? Assolutamente nulla, se ne frega, nè richiama i cani nè tantomeno viene a controllare la situazione, nè tantomeno a scusarsi… ma ci mancherebbe altro! Ma che valore volete che abbia la vita di un gatto? Un grazie a questi esempi di umanità, sensibilità e senso civico che vivono e circolano tra di noi, ma, ironia a parte, un infinito ringraziamento al dottor Riccardo Pampararo, sempre pronto ad accorrere e a soccorrerci in questi frangenti”. G.T.
Fonte: www.ivg.it


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Aperta la stagione della caccia ...quindi chiusa dietro le sbarre la libertà di ogni cittadino

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Aperta la stagione della caccia ...quindi chiusa dietro le sbarre la libertà di ogni cittadino di passeggiare tra i boschi senza l'angoscia di essere impallinato.

Passeggiavo lungo una carreggiabile, in salita nel bosco (zona Agordo, Belluno) quando d'un tratto degli spari fortissimi... proprio pochi metri da me. Non posso descrivere la paura. Avevo la mia cagnetta con me, al guinzaglio, che si è spaventata tantissimo ovviamente come la sottoscritta. Infatti dietro la curva una baita e delle persone... domando 'sapete dirmi chi sta sparando'... uno di loro mi risponde con orgoglio di essere lui, di non dover giustificare tantomeno scusare il suo comportamento e che non gli importava nulla se qualcuno passando di lì potesse spaventarsi. Perché... certo... lui può. Lui ha la licenza. Quindi lui PUO' tutto.

Ora io a questo signore non ho chiesto null'altro che la cortesia di fare attenzione, che se ci sono persone che passano possono spaventarsi e può essere pericoloso. Di incidenti di caccia se ne sente ogni giorno. Lui ovviamente non era d'accordo.

Ora io chiedo, GIUSTO QUESTO? E' giusto che I MIEI DIRITTI VENGANO MENO per tutela di una CASTA, quella dei cacciatori, CUI TUTTO E? CONCESSO E PERMESSO?...Ma è possibile che io mi ritrovi a passeggiare nel bosco, su regolare sentiero mulattiera, con spari di fucile a pochi metri da me? Mi si dice (la Polizia Provinciale di Belluno) : se il cacciatore è sicuro che il colpo va a buon fine (..affondi cioè nel corpo del malcapitato animale) può farlo. Non ci sono divieti in tal senso. Ah...... perfetto: e in mezzo ad un bosco fitto di alberi immagino che sia una garanzia quindi il fatto che lui sparasse ripetuti colpi a pochi metri da me (... lui non mi aveva vista... ero ancora dietro la curva).... certo.

Perché finche non ci scappa il morto non si può neppure pensare di impugnare una causa.


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Rizzi, bracconaggio nell’Oasi Lago Salso: “ci hanno anche sparato, ma assenti Cc e Forestali”

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Manfredonia – ATTIVITA’ di bracconaggio nella ZPS Paludi presso il Golfo di Manfredonia-Oasi Lago Salso- ma servizio di tutela pari allo zero.

E’ la denuncia del foggiano 44enne Vincenzo Rizzi, presidente pro tempore del Centro Studi Naturalistici Onlus, che in compagnia del sig. Matteo Caldarella, lo scorso 1 settembre 2011 alle ore 05.20 in località Lago Salso, durante consuete attività di monitoraggio faunistico, ha individuato un gruppo di persone intente ad esercitare attività di bracconaggio nel Parco Nazionale del Gargano, in località Oasi lago Salso.

“Gli individui esercitavano l’attività illegale per i seguenti motivi – spiega nella sua nota il presidente del CSN – Utilizzavano registratori elettroacustici per specie acquatiche (alzavola, marzaiola, etc.); si trovavano in area protetta (Parco Nazionale del Gargano, ZPS) ove l’attività di caccia non è consentita; erano in atteggiamento di caccia in orari non consentiti”.

CI HANNO ANCHE SPARATO CON INTENTO INTIMIDATORIO” – In seguito all’avvistamento della nostra presenza tali persone hanno prima proceduto ad insultarci e poi hanno sparato con intento intimidatorio, successivamente c’è stato anche un tentativo di inseguimento all’interno dell’Oasi che, ricordiamo, è una proprietà privata con conseguente violazione penale”.

ABBIAMO CHIAMATO FORESTALI E CARABINIERI: NIENTE” – “Durante queste fasi il sig. Caldarella procedeva a inoltrare chiamata telefonica al 1515 per ottenere un supporto da parte del Corpo Forestale dello Stato, dopo diversi scambi di telefonate, l’operatore del 1515 di Bari affermava che non c’erano pattuglie disponibili e che l’unica teoricamente presente in zona era a Vieste, inoltre l’operatore ci consigliava di chiamare i Carabinieri perché dalla sua postazione non riusciva nemmeno a contattare il comando di Manfredonia”. “Provvedevamo quindi a chiamare i Carabinieri (112) che malgrado informati di quanto stava accadendo e che eravamo inseguiti non hanno provveduto ad inviarci un supporto”.


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Educazione ambientale si, ma senza cacciatori!

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di Milena Bognanni - L’idea sembra folle, eppure è successo davvero: educazione ambientale, in una scuola elementare bresciana, è insegnata da nientepopodimeno che da cacciatori!

Ebbene si, sembra un paradosso bell’e buono ma il fatto che la caccia venga paragonata a tradizioni culturali non è esperienza nuova per chi lotta da anni contro questo fenomeno barbaro e tutt’altro che ambientalista.

Il sindaco della piccola cittadina – non più di 11mila abitanti – non si è espresso chiaramente, precisando unicamente di aver fatto “solo educazione ambientale, nonostante”, sottolinea, “bisogni ricordare l’amorevole pulizia dei fiumi, dei sentieri e dei torrenti praticata dai cacciatori”.

Il fatto che si mantenga il bosco pulito, quindi, ti permette di esprimere la tua in una classe di piccoli futuri cittadini del mondo.

Adesso, mettiamoci tutti una mano sul cuore e ragioniamo al di là dell’animo animalista che ci coinvolge: se io avessi un figlio – o più di uno – gradirei che a scuola imparasse anche il rispetto, l’educazione e la tolleranza oltre che la grammatica e le tabelline. Questi tre sostantivi implicano anche la natura e chi ne fa parte. La materia di Educazione Ambientale è fantastica, soprattutto se si coinvolgono i bambini con attività pratiche oltre che teoriche.


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