Associazione Vittime della caccia

organizzazione di volontariato senza fine di lucro ai sensi della Legge 266-91

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Raccolta Testimonianze

"Sono contraria alla caccia" Impiegata chiede l'obiezione di coscienza

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"Sono contraria alla caccia" Impiegata chiede l'obiezione di coscienza

In provincia di Arezzo addetta comunale alla consegna dei tesserini venatori chiede di essere esonerata. Si schierano subito dalla sua parte le associazioni animaliste. Il sindaco: "E' folklore. Si coordini con gli altri del suo ufficio".DI LAURA MONTANARI

 

Un'impiegata comunale addetta alla consegna dei tesserini venatori al Comune di Cortona (Arezzo) fa obiezione di coscienza, chiedendo di essere esonerata da questa mansione.

Motivo: "Sono contraria alla caccia". La donna, cinquantenne, nella lettera inviata al segretario generale del Comune e al responsabile dell’ufficio dove presta servizio, si è appellata alla Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo, alla Convenzione per la Salvaguardia dei Diritti dell'Uomo e delle Libertà Fondamentali e al Patto Internazionale relativo ai Diritti Civili e Politici... Leggi tutto alla fonte: http://firenze.repubblica.it


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LA STAGIONE DELLA MORTE

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LA STAGIONE DELLA MORTE

di Luca Gianotti - Stamattina mi sono svegliato presto, e sono uscito all'aria fresca del mattino. Ma è scoppiata la guerra, spari dappertutto. Ho allora realizzato che l'estate era finita, l'inizio della caccia per me che vivo in campagna segna ogni anno il passaggio dalla vita alla morte, l'ingresso nella triste stagione autunnale, quando è meglio stare accorti perchè non si sa mai, qualcuno che ti può sparare per sbaglio può anche essere dietro l'albero.

Oggi sarebbe bello che ognuno di noi incontrando un cacciatore gli chiedesse: "caro amico, tu che dedichi tanto tempo a questa tua passione, a preparare e a pulire i fucili, a scegliere l'abbigliamento più mimetico possibile, a studiare i giornali di settore e cercare di capire le mosse di quei poveri animali a cui vuoi sparare, non ti è mai venuto in mente che potresti usare lo stesso tempo e la stessa energia a fin di bene, non per causare morte ma per aiutare la vita?". Chi di voi ha amici o parenti cacciatori, secondo me una domanda così dovrebbe fargliela, direttamente, senza giri di parole.

Io sono uscito lo stesso, stamattina, tra gli spari, e due cacciatori li ho incontrati, proprio qui sopra la collina. Gli ho fatto la domanda che vi ho riportato sopra, il primo mi ha risposto che lui fa l'una e l'altra cosa, indirettamente ammettendo che se cacciando fa del male, poi compensa facendo del bene; l'altro, più anziano, mi ha risposto scocciato "mi scusi, ma lei perchè non si fa gli affari suoi?". Ed è rimasto a rodersi, mentre io me ne andavo soddisfatto.

La Compagnia dei Cammini - www.cammini.eu

Per iscriversi alla loro sempre interessante newsletter: www.deepwalking.org/cammino/subscribe.htm


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RACCOLTA TESTIMONIANZE- Cacciatori, Una minoranza che in Italia detta legge, Sì o No alla caccia?

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"Una minoranza che in Italia detta legge. Si sentono attaccati, sbeffeggiati, vittime di ingiustizia."

"I cacciatori in Italia sono circa 700 mila, in continua diminuzione; l'età media si è notevolmente alzata, comprendendo la schiera dei "convinti" tra i 65 ed i 75 anni. Schiera di assassini aggiungerei, che con la scusa di tenere all'ambiente, di conservare la natura, di amarla e proteggerla, ammazzano ogni anno circa 100 milioni di animali. Paragonano il loro "vizio crudele" ad altri sport come il calcio o la canoa, chiedono sostegno e tolleranza. Ogni anno il bilancio tipo è questo: 50 morti ed 80 feriti; una legge che permette a chiunque abbia una regolare licenza di caccia, di invadere i terreni, i giardini, le proprietà che non siano recintati, per sparare.

Tempo fa il figlio di una mia amica si trovò nel suo giardino un cacciatore deficiente che l'aveva scambiato chissà per quale mammifero e gli puntava il fucile contro. Ma stiamo scherzando! Se otto italiani su dieci sono veramente contrari a questa barbarie, se la maggioranza della popolazione detesta questa pratica incivile e crudele, se vogliamo togliere potere a questo manipolo di scellerati e delinquenti, allora agiamo; sul Corriere della Sera c'è la possibilità di votare, un SONDAGGIO che dimostri realmente quante persone sono contrarie a questi omicidi legalizzati. Il cacciatore è cacciatore tutto l'anno e quando non può sparare nel suo paese, si fa i suoi bei viaggi organizzati all'estero, per continuare a coltivare la sua passione.

La maggior parte dei bracconieri in Italia ha una regolare licenza di caccia. Ci vuole poco a trarre le dovute conclusioni.

Contro la caccia, contro la pre-apertura, contro la violenza, cacciatori cambiate sport!"

Fonte: www.net1news.org


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Cacciate i cacciatori dal nostro calendario

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di Paola - Fonte: www.ecologiae.com

Cacciatori e cacciati, un confine troppo sottile a volte, impercettibile a quei colpi che partono per sbaglio o che deviano dalla loro traiettoria di violenza, spostando la morte dalla preda al predatore: l’uomo. Quanti incidenti fatali colpiscono ogni anno gli stessi cacciatori piuttosto che semplici passanti o addirittura persone che gravitavano, ignare dei fucili maldestri nell’ombra, all’esterno delle loro abitazioni, dei loro giardini, delle proprietà private?

La stagione venatoria 2010/2011 è costata la vita a 25 persone, 75 i feriti (fonte www.vittimedellacaccia.org). Tanti, troppi. Gran parte degli errori commessi costa la vita a chi caccia per sport, hobby o passione ma ci sono casi in cui a pagare per la voglia di uccidere degli altri siano persone che la caccia non la vivono per scelta, la subiscono, con conseguenze a dir poco drammatiche e devastanti.

Esistenze spezzate da un colpo in canna che diventano piccoli trafiletti di cronaca nera e poi vengono dimenticate, per sempre, come accade con tutte quelle morti talmente inspiegabili ed assurde che si preferisce non sollevare polveroni. Ed ogni anno la caccia riapre, sempre in anticipo, graziata da mille deroghe e proroghe e dall’ipocrisia di chi si nasconde dietro ai danni causati dalle specie selvatiche all’agricoltura (trattasi quasi sempre di cinghiali&co liberati dai cacciatori, tra l’altro!), per poter vedere soddisfatto il suo desiderio di sangue e potersi accanire anche su specie protette come il lupo.


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La natura è un’altra cosa – di Massimo Vitturi

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La natura è un’altra cosa – di Massimo Vitturi

La Sagra dei Osei di Sacile, come tutte le altre simili che in estate si insediano in numerosi piccoli centri del nord Italia, è solo uno degli anelli che compongono la catena di violenta sopraffazione esercitata dai cacciatori nei confronti degli animali.
Ma è da questo anello che può nascere l’opportunità per catalizzare lo sdegno dei tanti cittadini, non necessariamente amanti degli animali, che si dichiarano genericamente “amanti della natura”.

I cacciatori lo hanno capito da tempo, gli organizzatori delle sagre della reclusione ci sono arrivati da poco, ma anche loro hanno capito la potenza del messaggio “naturale” associato ai loro sistemi di reclusione e soppressione degli animali.

Oggi la gran parte dei cittadini è alla costante ricerca della “natura”, della “naturalità”, di concetti che, per chi vive l’ambiente urbano, sono immediatamente associati al “buon vivere di una volta”, a cibi genuini, all’aria buona, insomma ad un generale e generico concetto di Salubrità.

I vertici delle associazioni venatorie, dicevamo, lo hanno capito da tempo ed hanno così inventato la figura del “cacciatore ambientalista”. Non più il cacciatore assetato di sangue e morte, non più il cacciatore che uccide per divertimento, ma colui che – per citare il concetto coniato da uno dei vertici suddetti – dispone degli animali selvatici come un giardiniere pota un roseto: toglie quel che è di troppo ed alla fine la pianta (la fauna selvatica) sarà ancora più rigogliosa e viva.
In estrema sintesi, i cacciatori fanno quello che fanno proprio per il beneficio di quelle persone in fuga dal grigiore delle città, tanto bisognose di fruire della natura rigogliosa. Il cacciatore come garante degli equilibri ambientali, poco importa che sia tutto falso, il concetto che deve passare è questo. Lo dicono i sondaggi, lo rilanciano i dirigenti venatori.
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«Vogliamo il divieto di caccia» I poderi fanno ricorso al Tar contro la Provincia di Pisa

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Testimonianze - A Chianni la crociata di alcune tenute: con il fucile entrano nelle nostre proprietà, in passato pallini anche a bordo piscina

CHIANNI. Sono disposti ad arrivare fino alla Corte Europea pur di vedersi riconosciuto quel cartello di "divieto di caccia" intorno alle loro proprietà. Per adesso, i poderi di Chianni, una ventina in tutto, hanno fatto ricorso al Tar contro la Provincia, per aver rifiutato la loro richiesta di esclusione dei fondi rustici dalla gestione programmata della caccia. (...)

Nel frattempo l'ansia è già alle stelle perché il 1º agosto comincia la caccia di selezione al capriolo.  «Saremo circondati da cecchini che aspettano e studiano i movimenti dei caprioli dai capanni tutti i giorni e la cosa è altamente rischiosa anche per chi, come noi e i turisti, vanno a fare passeggiate», riprende Paola Zanin.

Stessa preoccupazione dal podere Lecceta: «Davanti a casa nostra, all'uscita del sentiero delle passeggiate c'è un capanno e quando uno sbuca camminando si ritrova davanti i cacciatori col fucile puntato».

Leggi tutto alla fonte: http://iltirreno.gelocal.it


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