Associazione Vittime della caccia

organizzazione di volontariato senza fine di lucro ai sensi della Legge 266-91

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Raccolta Testimonianze

RACCOLTA TESTIMONIANZE - Amara e dolce la fiaba di Bambi.

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Esanatoglia, amara e dolce la fiaba di Bambi.

Il capriolo ferito a morte dai bracconieri e soccorso dai cittadini di Esanatoglia.

di Giancarlo Liuti. 20.11.2011. Prendere un cosciotto, lardellarlo con pancetta, lasciarlo marinare per un’ora in una salsa d’olio, vino bianco, erbe aromatiche, sale e pepe, dopodiché metterlo al forno e predisporsi a gustare un arrosto di primissima qualità. Era questa, sicuramente, l’intenzione dei bracconieri che l’altro giorno hanno ferito a morte un giovane capriolo di Esanatoglia, non riuscendo però a catturarlo e facendo sì, senza volerlo, che dalla loro squallida impresa saltasse fuori una piccola storia – anzi, una fiaba – in cui hanno preso il sopravvento i buoni sentimenti di un’intera comunità.

Qualcuno ricorderà  il “Bambi” di Walt Disney, un film del 1942 (...LEGGI TUTTO ALLA FONTE) i bracconieri hanno cominciato a sparargli con pallettoni da cinghiale e l’hanno colpito al fianco sinistro. Allora Bambi si è dato disperatamente alla fuga. Ma non nel bosco. I caprioli, si sa, sono animali gentili, espansivi, socievoli. E può darsi che lui confidasse nell’amore degli esseri umani per averli già incontrati e averne ricevuto segni d’affetto. Così ha pensato che la salvezza fosse da loro. Ed è corso verso il paese. Veloce, finché c’è riuscito. Ma un altro colpo gli ha spezzato una gamba e Bambi s’è trascinato fino a un vicolo davanti alle fontane di San Martino, dov’è caduto. E i cacciatori? Spariti.(...vai alla fonte...)da Esanatoglia giunge ora un episodio che lascia intravedere l’affermarsi, via via, di un rapporto più rispettoso fra la nostra vita e le tante altre vite che ci circondano. Ho chiesto dov’è finita la carcassa ancora fresca di Bambi. “Non dica la carcassa”, mi son sentito rispondere, “dica il corpo. E’ stato cremato, proprio come uno di noi”. Fonte: Cronache Maceratesi


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Se ne sono andati in silenzio, dopo cinquanta milioni di anni

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di Francesco Maria Mantero - "Se ne sono andati in silenzio, dopo cinquanta milioni di anni passati su questo pianeta; il "custode della Creazione" ha deciso così. Sono le due sottospecie di rinoceronte dichiarate estinte a pochi giorni l'una dall'altra in Vietn Nam ed in Africa occidentale.

Le loro famiglie sono state uccise fino all' ultimo individuo per la più assurda delle cause: il preteso effetto afrodisiaco, in alcuni paesi asiatici, della polvere dei loro corni. La grande disponibilità di denaro di nazioni come la Cina ed il Viet Nam ha allettato le zoomafie che non esitano a mandare i massacratori di questi animali persino nel cuore dei santuari più protetti. Stessa sorte toccherà agli elefanti a causa del commercio dell' avorio.

Il mondo non ha tempo per questi problemi e poi cinquanta milioni di anni sono abbastanza.

Se non capiremo che la perdita di questi valori è equivalente alla distruzione di Pompei o delle piramidi, ci sarà ben poco da sperare in un futuro di "sostenibilità". F.M.M. novembre 2011.


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RACCOLTA TESTIMONIANZE- Megan, Ben e Maggie ... perchè?!

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Megan, Ben e Maggie ... perchè?!

Massa Carrara: fucilate contro tre mansueti cavalli al pascolo

Massa Carrara, novembre 2011.

di Maria Cristina Tassi AVC- Claudio e Lesley fecero, a suo tempo, una scelta di vita: semplice, immersa nei suoni offerti dalle campagne toscane ma che, in particolare, concedesse la possibilità di far vivere i loro cavalli, salvati dal macello, nel modo più naturale possibile.

Una casa aperta a chiunque volesse ottenere reale dimostrazione di come si possa interagire con questi fieri e splendidi animali, allevati con metodi dolci, armonia nei rapporti uomo-cavallo, senza costrizioni, morso o ferri  agli zoccoli.

Giornate scandite da cavalcate, spesso senza l’uso della sella, di gioco con bambini a volte un po’ troppo vivaci, ma con i quali hanno sempre palesato la loro indole docile, oltre che paziente.

Abituati alla presenza dell’uomo, considerandolo amico, non possono certo aver creato danni, o disturbo, a chi ha premuto il grilletto del fucile da caccia.

Domenica pomeriggio erano liberi, al pascolo in terreni che costeggiano una strada provinciale, nei pressi del loro stallo; li hanno trovati vicino casa, immobili, scioccati, negli occhi  il terrore provato per ciò che avevano subito.

Sui loro corpi numerosi rivoli di sangue, tanto che il veterinario ha stimato una sessantina di pallini conficcati nelle carni di Megan, Ben e Maggie; i primi, sebbene colpiti sul treno posteriore, formato da groppa e arti posteriori, non hanno subito lesioni gravi, mentre per Maggie, colpita su un fianco da distanza ravvicinata, stimata in 10 mt., si è reso necessario intervenire chirurgicamente poiché attinti degli organi interni.

Solo grazie alla professionalità del personale di una clinica specializzata di Pisa, oltre alle cure del veterinario di fiducia, Maggie è sopravissuta.

In tutto questo orrore, considerando che è risultato impossibile estrarre i numerosi pallini di piombo dai loro corpi, la buona notizia è che, grazie all’eccezionale capacità di ripresa caratteristica dei cavalli e di là da ogni possibile rosea previsione, potranno tornare a cavalcare portando, sulle loro potenti groppe, gli amici umani; resta da valutare il danno psicologico e comportamentale arrecato a questi splendidi animali.

Poche ore, questo è il tempo servito a Claudio e Lesley per far delle commissioni e lasciar soli i cavalli al pascolo; evento raro, tanto che prima di allontanarsi avevano controllato la zona per verificare la presenza o meno di cacciatori.

Gente armata che frequenta quelle campagne e con le quali si erano da tempo create tensioni, dovute dal mancato rispetto delle distanze dall’abitato o dai cavalli al pascolo.

In quella manciata di ore, mano o mani assassine hanno arrecato dolore e disperazione.

Riporto uno stralcio dell’accorato appello di Claudio:

Qual' è la cosa migliore che posso fare?

Cercare di identificarli e farli prendere, prima cosa.

Secondo, fare in modo che questo fatto sia utile alle tante persone che hanno problemi di questo tipo e, inoltre, che quanto accaduto non vada subito nel dimenticatoio, come spesso succede. Dentro di me sentivo che qualcosa sarebbe successo, tanto da prendere tutte le possibili misure di sicurezza e perlustrassi il territorio, in modo quasi ossessivo, per prevenire i pericoli derivanti dalla presenza di cacciatori; non volevo credere che sarebbero arrivati a questo punto ma lo temevo

Sono anni che lo faccio presente a chi di dovere, che scrivo, denuncio alle autorità.

Molte persone mi hanno consigliato di lasciar perdere, per il quieto vivere; con Maggie in fin di vita non sapete quante volte mi sono detto che se fossi stato più accondiscendente, se avessi chiuso un occhio o chinato la testa, non sarebbe successo nulla. Però non mi riesce, so che potrebbero risuccederci episodi simili, ma credo che l' unico modo per migliorare le cose sia quello di informarsi, parlare, denunciare, rendere pubblico.
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RACCOLTA TESTIMONIANZE- Sparano a Colle S.Zeno. La mattanza del piccolo popolo migratore

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RACCOLTA TESTIMONANZE: Sparano a Colle S.Zeno. La mattanza del piccolo popolo migratore

"Oggi a Colle S.Zeno Brescia una ventina di persone hanno assistito alla mattanza del piccolo popolo migratore, stormi di fringuelli sorvolavano il passo ignari di volare contro un triste destino decine i cacciatori che li aspettavo al varco  e davanti ai nostri occhi spalancati, cadevano i piccoli corpi degli intrepidi pennuti, frosoni fringuelli  peppole lucherini e poi rondini... che al nostro grido sono passate indenne quanto orrore giovani cacciatori in assetto di guerra, ci spavano vicini infastiditi dalla nostra presenza ma spavaldi sapendo che la legge è dalla loro, le loro tasche traboccanti di  penne e rigonfie, i pallini sulla nostre teste, i corpi dei piccoli uccelli che rimbalzano sul prato, alcuni feriti svolazzano lontano ma riportati al cacciatore dal cane fedele grondanti di sangue e poi le grida di chi non ha mai assistito ad uno spettacolo così orribile queste le poche parole per descrivere le 4 ore di presidio in mezzo agli spari assistendo impotenti, perché la legge in deroga permette tutto questo forestale presente ma con le mani legate,  i cacciatori controllati continuavano a sparare anche con gli agenti vicino solo due guardie della lac niente polizia provinciale...........  una ventina di manifestati tra volontari presenti al campo antibracconaggio che dal 4 di ottobre segnalano bracconieri e trovano trappole e poi manifestanti arrivati in tutta fretta da Milano.

Un presidio deciso con margini ristretti dopo l'appello di Andrea Rutigliano "sparano a Colle S.Zeno" per i più informati nulla di tanto strano a colle S.Zeno accade sempre... i ricorsi della lac però riuscivano a fermare la mattanza, ma questa volta via libera e allora aperte le danze della morte contro il piccolo popolo migratore orribili scene filmate e fotografate da tutti i presenti che presto saranno disponibili ma non cè bisogno di aspettare i filmati andate a vedere con i vostri occhi ascoltate gli spari potenti e infallibili che rimbombano nel meraviglioso passo di Colle S.Zeno il teatro di morte andate sparano sempre, filmate, documentate loro sparano su un sentiero cai tutti possono passare di li, anzi bisogna mandare la gente a camminare sul colle notizie dal campo antibracconaggio,  oltre 60 i bracchi presi dalla forestale più di una ventina presi con segnalazione ogni anno diventa sempre più difficile trovare trappole reti ed archetti i volontari che partecipano a queste ricerche sono ben allenati e in questi giorni sono girate mail su un calo del bracconaggio si è calato è per questo che chi viene al campo fa molta più fatica ma chi gira per le valli deve acquisire esperienza e impare a cercare con molta attenzione e serve sempre girare per dimostrare che tutti questi anni di contrasto al  fenomeno stanno dando buoni risultati, ma non ci si deve arrendere vi posso dire che solo il mio turno ha preso 7 bracconieri e l'ultimo preso questa mattina per un totale di 21 reti 50 trappoline e 120 archetti non mi sembra poco per un gruppo di sole 4 persone numeri bassi per gli archetti, ma le reti invece sono tante. Per altre notizie guardate il sito del CABS e della LAC..." Catia A., Brescia


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LEO VITTIMA DELLA CRUDELTA’ UMANA

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RACCOLTA TESTIMONIANZE - Milena, la giovane "proprietaria" di Leo.

LEO VITTIMA DELLA CRUDELTA’ UMANA

"Domenica pomeriggio 02/10/2011 i miei genitori hanno pensato di farsi una bella passeggiata in una zona di confine tra un paese vicentino ed uno veronese e si sono portati appresso il nostro adorabile cagnolino Leo, un meticcio di 2 anni.

Ad un certo punto, lungo un sentiero del bosco vicino ad una strada di sassi in salita, Leo è stato liberato dal guinzaglio visto che non c’era nessuno, almeno si sarebbe sfogato correndo di qua e di là, ma restando sempre nei paraggi dei suoi padroni.

Leo ha oltrepassato la curva del sentiero ed i miei genitori mentre lo stavano raggiungendo, hanno sentito due spari a distanza di pochi secondi… Preoccupati per la sorte di Leo, hanno iniziato a chiamarlo, ma lui stranamente non tornava da loro, proseguendo per il sentiero hanno visto la sagoma di una persona andar via e subito dopo una bruttissima scena: il cagnolino accasciato a terra ed impallinato… Hanno provato a vedere se Leo era solo ferito, ma purtroppo i colpi di fucile gli sono stati fatali! I miei si sono guardati in giro, ma non hanno visto nessuno, in compenso hanno sentito il rumore di una macchina che slittava e non riusciva a partire visto che la salita era molto ripida, sono andati vicino alla strada per vedere meglio e hanno scorto 2 ragazzi che spingevano l’auto, non appena è riuscita a partire il conducente ha accelerato arrivando fino alla strada asfaltata. I 2 ragazzi sono passati davanti ai miei genitori con la testa bassa, tipico di chi l’ha combinata grossa, mio papà ha chiesto loro dov’erano andati a caccia, ma non ha ricevuto nessuna risposta, sono saliti in fretta in macchina e via… Almeno mia mamma è riuscita a memorizzare il numero di targa ed è stata fatta la denuncia ai carabinieri....


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RACCOLTA TESTIMONIANZE - "L' On. Realacci e la caccia nei parchi"

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di Francesco Maria Mantero - DEDICATO AGLI AMICI DI LEGAMBENTE AL RITORNO DALLA PERUGIA ASSISI

"L' On. Realacci propone il " superamento del dualismo fra aree vietate alla caccia e aree residue". ( vedi comunicato).

In sostanza si spalancano le porte ad una epocale "riforma" della normativa di settore ( anzi di più normative, quella sulla disciplina dell'attività venatoria e quella sulle aree protette) che viene portata avanti da tempo dalle associazioni venatiorie e da certe associazioni per la "tutela" della natura che forse sarebbe meglio definire per la tutela del solo  "paesaggio" naturale.

Una visione positiva, quella dell' on. Realacci, verso un maggiore ruolo dei cacciatori nei confronti del "controllo" faunistico- al di la di quanto già consentito da leggi e regolamenti vigenti- all' insegna di un interventismo tipico dell' "ambientalismo del fare" che parecchi tristi segni sta lasciando in giro.
Dopo le battaglie contro le varie proposte Orsi che si sono avvicendate in questi tremendi anni di governo di stampo  reganiano occorre riverniciare un' immagine del mondo venatorio che è stata abbastanza compromessa dalla discesa in campo  di buona parte della società civile contro lo scippo della fauna, anch' essa bene comune. E in questa battaglia l' On. Realacci e la sua associazione, bisogna dirlo,  hanno fatto la loro importante parte per fermare l' oscena proposta.

Ma si sa le cose cambiano e spesso per restare sulla breccia dell' onda bisogna mostrarsi più realisti del re , altamente pragmatici in una società che non ha posto per le debolezze da femminucce come quelle di certe associazioni ambientaliste o peggio -orrore!-animaliste che continuano a dire che caccia - anche se mascherata da selezione" o "controllo" -e aree protette sono due concetti incompatibili.
Importante è quindi il non riconoscersi nella "deriva animalista" e magari fare in modo che essa si bilanci attraverso la concessione in gestione ai cacciatori di sempre maggiori competenze all' interno di aree protette di diversa natura ( parchi, riserve, altre forme di tutela venatoria), in aggiunta al loro pressochè assoluto controllo del resto del territorio....


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