Associazione Vittime della caccia

organizzazione di volontariato senza fine di lucro ai sensi della Legge 266-91

  • Aumenta dimensione caratteri
  • Dimensione caratteri predefinita
  • Diminuisci dimensione caratteri

Caccia allo storno: cittadini critici per trasferta consiglieri liguri a Bologna

E-mail Stampa PDF

Raccolta testimoninze - (...) Ci chiediamo con quale faccia, in questo momento di crisi economica per tutti i cittadini, i consiglieri regionali Bruzzone (Lega Nord), Miceli e Ferrando (Pd) e l’assessore Briano (Pd), hanno deciso di sprecare il loro costoso (per noi) tempo, recandosi all’ISPRA di Ozzano Emilia per tentare di nuovo di ottenere l’apertura della caccia in deroga allo storno.

È provato che questi uccelli non arrecano danni alle coltivazioni ed anzi favoriscono, come scrive l’università di Genova, la salute degli alberi di ulivo mangiando i frutti con il verme.

Grazie a questi personaggi la Regione, cioè noi, dovrà pagare dieci milioni di multa all’unione europea per i massacri di storni e fringuelli compiuti dai cacciatori negli anni scorsi, mentre le leggi regionali sulla caccia approvate a iosa ed a tamburo battente, ritardando invece quelle veramente utili, vengono sistematicamente annullate per palese illegittimità da Tar, Consiglio di stato e corte costituzionale.

E’ vergognoso che quasi tutto il consiglio regionale (compresi Pdl, Udc, Idv e Sel) siano succubi non solo dei cacciatori ma anche delle loro frange talebane.

Cordialmente. Fonte: http://albengacorsara.it

Comments

avatar mauro
-2
 
 
Talebano sarai tu che scrivi.Informati bene prima di dire idiozzie!Lo storno fa del bene alla natura?Vieni vieni ti invito a visitare il mio vigneto dopo che son passati anche solo pochi esemplari,per vedere quanto bene gli fanno,Non sono un caciatore,ma quando si appostano nei paraggi del mio vigneto e sparano,gli offro pure da bere!E' il vostro pseudoambiental ismo pantofolaio che fa danni,venite vivete e tutelate la natura come facciamo noi agricoltori e come fanno i cacciatori,poi potrete aver voce in capitolo!
P.s. Lo sai riconoscere uno storno in volo almeno,o non hai idea di cosa stai parlando?e sai quanti soldi spendono le provincie per i rimborsi dei danni causati dallo storno?INFORMATI!
avatar Carlo
+5
 
 
"Lo sai riconoscere uno storno in volo almeno,o non hai idea di cosa stai parlando?"

Domanda da cacciatore, non le credo troppo nel dire che lei non va a caccia...........si ricordi che l'agricoltura è comunque una variazione dell'uomo sull'ambiente e se anche volesse sarebbe impossibile spiegare a questi animali ciò che possono e ciò che non possono fare. Loro vivono la loro vita noi gli stiamo giorno dopo giorno portando via il loro ambiente. Mi sembra giusto UCCIDERE tutto quello che ci disturba anche se il nostro campo è magari nelle loro naturali traiettorie. Mi pare strano che lei non sia un cacciatore........mi sbaglierò............
avatar giovanni
+2
 
 
i danni sono solo uno squallido pretesto x i cacciatori, in realtà quelli si divertono a uccidere, punto!ci sn tante specie di uccellini che non fanno la più piccola parenza di danno e vengono massacrate con la caccia in deroga in veneto e lombardia!per il loro disumano divertimento di pazzi malati sparatori invasati!
avatar MATTEO
-1
 
 
io sono un pazzo malato invasato come dici tu...cioe' in italiano CACCIATORE...,sono pronto a non abbattere neanche uno storno...pero'dopo tutti i danni che creano se li pagano poi le associazioni animaliste e co OPPURE VAI TE A PARLARE CON GLI AGRICOLTORI PER ACCORDARTI SUI RIMBORDI DEI DANNI E LI METTI FUORI DI TASCA TUA O CON LE TUE CARISSIME ASSOCIAZIONE ...SALUTI E BACI
avatar Stefania
0
 
 
i danni da fauna selvatica sono un pretesto per cacciare, i cinghiali e altri ungulati li avete immessi voi, voi che vi ergete a "soluzione" del problema. Problema che non vi fa comodo risolvere, ovviamente, e infatti gli abbattimenti non risolvono proprio niente e questo è un dato oggettivo. Non reggono le vostre motivazioni, lo stiamo capendo da un pezzo
avatar andrea
-1
 
 
i cinghiali nella penisola ci sono da sempre, il problema semmai e' il loro proliferare dovuto all'abbandono di boschi e campagne. I pochi capi che scriteriatament e in passato sono stati rilasciati da cacciatori ed enti locali hanno ben poco peso rispetto alla popolazione attualmente presente.
Inoltre, mi risulta che molti ungulati (daini e caprioli) sono fuoriusciti da ville e parchi dove erano scriteriatament e tenuti per bellezza...
Realissimo dato oggettivo e' invece il pagamento dei danni con le tasse dei cacciatori e l'abbattimento di cinghiali anche in periodo di caccia chiusa da parte di guardie provinciali. Quindi, il problema esiste eccome e lei lo saprebbe se invece di fare la naturalista da casa girasse per le realta' rurali del Paese.
Per poter lasciare o leggere i commenti bisogna essere iscritti.
 

Commenti Facebook

Da questo semplice form potrete collegarvi direttamente al vostro account su facebook.

Banner