Associazione Vittime della caccia

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Rizzi, bracconaggio nell’Oasi Lago Salso: “ci hanno anche sparato, ma assenti Cc e Forestali”

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Manfredonia – ATTIVITA’ di bracconaggio nella ZPS Paludi presso il Golfo di Manfredonia-Oasi Lago Salso- ma servizio di tutela pari allo zero.

E’ la denuncia del foggiano 44enne Vincenzo Rizzi, presidente pro tempore del Centro Studi Naturalistici Onlus, che in compagnia del sig. Matteo Caldarella, lo scorso 1 settembre 2011 alle ore 05.20 in località Lago Salso, durante consuete attività di monitoraggio faunistico, ha individuato un gruppo di persone intente ad esercitare attività di bracconaggio nel Parco Nazionale del Gargano, in località Oasi lago Salso.

“Gli individui esercitavano l’attività illegale per i seguenti motivi – spiega nella sua nota il presidente del CSN – Utilizzavano registratori elettroacustici per specie acquatiche (alzavola, marzaiola, etc.); si trovavano in area protetta (Parco Nazionale del Gargano, ZPS) ove l’attività di caccia non è consentita; erano in atteggiamento di caccia in orari non consentiti”.

CI HANNO ANCHE SPARATO CON INTENTO INTIMIDATORIO” – In seguito all’avvistamento della nostra presenza tali persone hanno prima proceduto ad insultarci e poi hanno sparato con intento intimidatorio, successivamente c’è stato anche un tentativo di inseguimento all’interno dell’Oasi che, ricordiamo, è una proprietà privata con conseguente violazione penale”.

ABBIAMO CHIAMATO FORESTALI E CARABINIERI: NIENTE” – “Durante queste fasi il sig. Caldarella procedeva a inoltrare chiamata telefonica al 1515 per ottenere un supporto da parte del Corpo Forestale dello Stato, dopo diversi scambi di telefonate, l’operatore del 1515 di Bari affermava che non c’erano pattuglie disponibili e che l’unica teoricamente presente in zona era a Vieste, inoltre l’operatore ci consigliava di chiamare i Carabinieri perché dalla sua postazione non riusciva nemmeno a contattare il comando di Manfredonia”. “Provvedevamo quindi a chiamare i Carabinieri (112) che malgrado informati di quanto stava accadendo e che eravamo inseguiti non hanno provveduto ad inviarci un supporto”.

 

Nella stesa giornata ad un controllo effettuato dagli stessi operatori la sera dello stesso giorno, all’imbrunire (ore 20,00), Rizzi e Caldarella riscontravano la presenza nello steso sito della mattina di persone in chiaro atteggiamento di caccia che però una volta avvistata l’autovettura degli operatori sarebbero fuggiti.

“L’automobile utilizzata dai bracconieri è una Panda (vecchio tipo) di colore scuro, la cui targa non è stato possibile rilevare perché si muovevano al buio senza fanali accesi – dice Rizzi – Con la presente oltre a denunziare i fatti accaduti si rileva la gravità di quanto successo per di più in aree di grande importanza faunistica comprese nel Parco Nazionale del Gargano. Ci sembra particolarmente grave che all’inizio della stagione venatoria non venga garantito un servizio di tutela della fauna e del personale scientifico che opera all’interno dell’area”.

“Si rileva inoltre che malgrado l’azione intimidatoria, non ci sia stata una azione di tutela dei cittadini che stavano denunciando un reato.

Si chiede pertanto di procedere a garantire un adeguato servizio di vigilanza nelle ore in cui tali attività delinquenziali vengono esercitate e cioè ore notturne dal tramonto all’alba“. “La nostra associazione continuerà attraverso i suoi operatori a presidiare l’area con modalità non violente, pertanto al fine di prevenire eventuali atti di violenza nei confronti dei volontari si chiede alle signorie vostre di garantire la sicurezza e la legalità nell’area”, termina Rizzi.

“MAI ENTRATO IN FUNZIONE PRESIDIO DELLA POLIZIA PROVINCIALE” - “Si fa inoltre presente che la società di gestione dell’Oasi e il Comune di Manfredonia hanno messo a disposizione dell’Amministrazione Provinciale locali idonei per ospitare un presidio di polizia provinciale che malgrado le strutture (con targhe e tabelle indicatrici) non è mai entrato realmente in funzione”.

Fonte: www.statoquotidiano.it

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