Associazione Vittime della caccia

organizzazione di volontariato senza fine di lucro ai sensi della Legge 266-91

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Aperta la stagione della caccia ...quindi chiusa dietro le sbarre la libertà di ogni cittadino

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Aperta la stagione della caccia ...quindi chiusa dietro le sbarre la libertà di ogni cittadino di passeggiare tra i boschi senza l'angoscia di essere impallinato.

Passeggiavo lungo una carreggiabile, in salita nel bosco (zona Agordo, Belluno) quando d'un tratto degli spari fortissimi... proprio pochi metri da me. Non posso descrivere la paura. Avevo la mia cagnetta con me, al guinzaglio, che si è spaventata tantissimo ovviamente come la sottoscritta. Infatti dietro la curva una baita e delle persone... domando 'sapete dirmi chi sta sparando'... uno di loro mi risponde con orgoglio di essere lui, di non dover giustificare tantomeno scusare il suo comportamento e che non gli importava nulla se qualcuno passando di lì potesse spaventarsi. Perché... certo... lui può. Lui ha la licenza. Quindi lui PUO' tutto.

Ora io a questo signore non ho chiesto null'altro che la cortesia di fare attenzione, che se ci sono persone che passano possono spaventarsi e può essere pericoloso. Di incidenti di caccia se ne sente ogni giorno. Lui ovviamente non era d'accordo.

Ora io chiedo, GIUSTO QUESTO? E' giusto che I MIEI DIRITTI VENGANO MENO per tutela di una CASTA, quella dei cacciatori, CUI TUTTO E? CONCESSO E PERMESSO?...Ma è possibile che io mi ritrovi a passeggiare nel bosco, su regolare sentiero mulattiera, con spari di fucile a pochi metri da me? Mi si dice (la Polizia Provinciale di Belluno) : se il cacciatore è sicuro che il colpo va a buon fine (..affondi cioè nel corpo del malcapitato animale) può farlo. Non ci sono divieti in tal senso. Ah...... perfetto: e in mezzo ad un bosco fitto di alberi immagino che sia una garanzia quindi il fatto che lui sparasse ripetuti colpi a pochi metri da me (... lui non mi aveva vista... ero ancora dietro la curva).... certo.

Perché finche non ci scappa il morto non si può neppure pensare di impugnare una causa.

Ma in che mondo viviamo, ci rendiamo conto? Oggi ero con il mio cane, domani sarò in quello stesso bosco con mio figlio piccolo... ma siete voi (voi legiferatori, voi forze dell'ordine, voi che dovreste tutelarci, voi che dovreste rendere questo mondo ogni giorno un posto migliore in cui crescere i nostri figli) che garantite per la mia vita? Quando mettete nelle mani di una persona come quel 'signore' che ho avuto il dispiacere di conoscere ieri (R.A.) un FUCILE e la LIBERTA' di SPARARE (...la sua libertà di sparare, senza grosse limitazioni, versus la MIA LIBERTA' di PASSEGGIARE NEI BOSCHI CON MIO FIGLIO senza il terrore che succeda qualcosa a me o a chi con me avrei il dovere di proteggere).

Ma io come faccio a ritenermi al sicuro? Concettualmente è come permettere ai bambini di giocare in mezzo ad un poligono di tiro. Può essere che ti centrino... ma finchè non lo fanno non puoi neanche lamentarti. Il poligono di tiro in questo caso te lo fanno attorno... e tu non puoi neppure obiettare. Ma come si sente il libero cittadino in simili circostanze? Ma ve lo chiedete? Si sente in pericolo, non tenuto in considerazione neppure nei suoi primari diritti (P-A-S-S-E-G-G-I-A-R-E nei boschi!!!! Portare i miei figli nella natura, conoscere le specie animali e vegetali, il rispetto della vita e di ciò che ci circonda)... ma in che mondo viviamo? Vorrei tanto si potesse riflettere su questo. Quello che succede è un capovolgimento totale dei valori. E' uno stravolgimento totale dei DIRITTI dei cittadini. E' mancanza di rispetto per le persone, quelle che non girano con un fucile in mano (perché quelli invece.... oh quelli sì che li vedono rispettare i loro diritti!!!... sopra ogni cosa)... quando quest'inverno dovevo spiegare ai miei figli cosa fosse quella scia di sangue sulla neve immacolata... c'eravate voi a spiegarglielo?

Bisognerebbe tutelare i bambini, in primis, da ogni forma di violenza, che sia udita, vista o tanto più subita ( e una pallottola nel costato potrebbe essere ritenuta abbastanza violenta per voi?)... invece non c'è nessun volere in tal senso, nessuna concezione. Siamo così lontani dalla 'civiltà' che ormai nulla mi stupisce più, tranne quando sento parlare di 'leggi a tutela delle persone' o di 'diritti' e di 'libertà'....ho sempre un sussulto. Un barlume di speranza..... ma persone come quelle incontrate nei boschi ieri o come le Forze Dell'Ordine o Polizia Provinciale, che mi rispondono che 'è un suo diritto....' mi fanno capire che se di diritti si parla, si parla sempre di quelli delle caste privilegiate. Siano forze dell'ordine, siano i cacciatori, siano i politici.

Tutto questo un giorno cambierà? Io sicuramente non sarò più qui per vederlo ma temo neppure i miei figli. A quella persona che ho incontrato ieri nel bosco, col suo Fucile, dico solo una cosa: lo so che sei tutelato dalla Legge, che la Legge in fondo Tu o chi come te l'ha fatta, e che hai 'diritto' di sparare nel bosco a pochi metri da me. Ti chiedevo solo, a livello personale, di farmi le tue scuse per farmi capire almeno che comprendi quanto disagio questa circostanza, in cui tu sei il privilegiato e io quella calpestata in ogni mio diritto, mi possa arrecare. Non hai voluto concedermi questo gesto di 'civiltà'. A riprova che di civiltà e umanità, nel tuo caso, non si può parlare ( del resto lo riterrei assolutamente non accordabile come concetto ad un individuo CHE SPARA) . Non si sa mai nella vita, potresti aver bisogno di me... e io ricordo bene il tuo Nome e Cognome. Cordiali saluti .  S. C.

 

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